Pesca al Rifiuto, ieri la domenica ecologica alla foce del Ciane: raccolti 50 sacchi di rifiuti

Siracusa ha risposto presente. Una grande partecipazione di associazioni e cittadini ha caratterizzato la Giornata Ecologica “Pesca al Rifiuto”, svoltasi presso la spiaggia della Foce del Ciane, una delle aree naturalistiche più belle e delicate della città.
L’iniziativa, promossa dall’ASD Siracusa Pesca Sport e Ambiente, ha visto l’unione di numerose realtà associative e di tantissimi volontari che hanno raccolto l’invito a intervenire concretamente per la tutela del territorio e del mare.
I rifiuti recuperati non erano frutto di un recente abbandono, ma restituiti dal mare a seguito delle forti mareggiate provocate dal ciclone Harry, che hanno riportato a riva tutto ciò che negli anni era stato gettato in acqua.
Nel corso della giornata sono stati rimossi e differenziati oltre 50 sacchi di rifiuti tra plastica e vetro, oltre a numerosi rifiuti speciali. Tra i materiali recuperati anche una grande quantità di gomme di auto e camion, insieme a scarpe, ciabatte, borse e oggetti di ogni genere, segno evidente di un problema ambientale che il mare, prima o poi, riconsegna.
Fondamentale la collaborazione delle associazioni che hanno preso parte all’iniziativa: ASD Aretusa Pesca, ASD Amici del Mare, ARI Augusta, ASD Club Nautico Ciane, Floridia Fishing Team, unite da uno stesso obiettivo di tutela ambientale.
“Un ringraziamento speciale-commenta Roberto Incremona, presidente dell’Associazione Siracusa Pesca Sport e Ambiente- va ai ragazzi del Progetto Filippide, che con la loro presenza hanno dato una lezione di inclusione, impegno e amore per il territorio, dimostrando che la cura dell’ambiente è un valore condiviso da tutti. Grazie anche a Gabriele Giacalone, in arte Dj Gabrix, che ha partecipato offrendo il proprio supporto e servizio, contribuendo a creare un clima di unione e partecipazione durante tutta la giornata. L’ASD Siracusa Pesca Sport e Ambiente desidera inoltre ringraziare la UISP, per il costante appoggio e la vicinanza dimostrata in tutti i progetti dell’associazione, elemento fondamentale per la continuità delle iniziative ambientali sul territorio.Un sentito ringraziamento va alle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa: il Vice Sindaco Edy Bandiera, non presente per impegni istituzionali ma sempre in contatto con l’organizzazione, e il Consigliere Comunale Matteo Melfi, presente sul posto e vicino all’associazione, dando il proprio contributo concreto.Un plauso particolare ai ragazzi dell’area tecnica dell’ASD Siracusa Pesca Sport e Ambiente, vero cuore e anima della giornata, che hanno lavorato per giorni all’organizzazione dell’evento con passione e dedizione.
Un ringraziamento speciale va infine a Gaetano Maugeri, titolare di Nautica Ginevra Mare, che fin dal primo giorno ha messo a disposizione esperienza, supporto e consigli, facendoci sentire a casa e contribuendo in modo determinante alla riuscita dell’iniziativa.
Siamo fieri del lavoro svolto. Abbiamo iniziato a dare un’anima a una delle zone più belle e importanti della nostra città. Questo è stato il primo step, come promesso. Il prossimo sarà la rimozione di tutti gli sfalci e dei tronchi per completare l’opera. Dalla prossima settimana inizieremo a progettare la seconda giornata, con la consapevolezza delle nostre forze e di ciò che, insieme, possiamo realizzare per il nostro territorio- Il mare ci ringrazia.
Oggi abbiamo vinto noi”.




Primo intervento del genere al mondo salva il cuore di una donna: nell’equipe medica il siracusano Contarini

E’ il primo intervento al mondo di chiusura dell’auricola su un cuore già operato, un record assoluto per la cardiologia fino ad oggi e porta anche la firma del primario di Cardiologia e Utic dell’ospedale Umberto I di Siracusa, Marco Contarini, che insieme a Gabriele Franchina, che ha ideato la procedura, ha effettuato il delicatissimo e innovativo intervento all’ospedale San Carlo di Milano in quella che è stata definita una storica collaborazione con l’eccellenza della Cardiologia siracusana. L’intervento, mini-invasivo, non era mai stato tentato prima d’ora. Ha riguardato una paziente ultraottantenne che aveva già subito alcuni anni fa un intervento di chiusura chirurgica con clip, rimasta incompleta. Sull’anziana, per una serie di ragioni, non potevano essere utilizzati anticoagulanti. Si tratta, inoltre, di soggetto a rischio ictus. Entrando nel dettaglio tecnico, quello che Franchina e Contarini hanno fatto è stato un impianto di protesti cardiaca e filtri carotidi protettivi.
L’operazione, perfettamente riuscita, ha salvato la vita alla paziente, che non avrebbe avuto alcuna alternativa. Si tratta, inoltre, di un importante passo avanti per la cardiologia interventistica italiana e ulteriore “timbro” d’eccellenza per la cardiologia siracusana.




Lentini. Gilistro (M5S): “No all’ampliamento della discarica,si cerchino altre strade”

Una posizione chiara, espressa all’unisono con i cittadini, le associazioni e le comunità locali che stanno manifestando la propria contrarietà al progetto di ampliamento della discarica di contrada Grotte San Giorgio,a Lentini. La esprime il deputato regionale Carlo Gilistro del Movimento 5 Stelle. “In una regione che vuole abbandonare il sistema delle discariche, come spesso ha ripetuto il presidente Schifani- il commento del parlamentare regionale- non è questa l’azione giusta. Per di più in un territorio che ha già ampiamente dato e che, amaramente, viene spesso scambiato come la pattumiera della Sicilia. Non lo è e non lo deve diventare. A difesa dei cittadini e dei territori, come gruppo M5S avvieremo in Regione ulteriori iniziative per bloccare una simile iniziativa. Si cerchino altre strade, si valutino altre soluzioni. Ma non si sovraccarichi un’area che deve già oggi fare i conti con il problema ambientale. Confermo, pertanto, il nostro voto contrario in Ars ad ogni iniziativa di ampliamento discariche”. Gilistro ha incontrato sul tema i referenti dei gruppi territoriali dell’area nord della provincia di Siracusa che, il deputato pentastellato definisce “sentinelle a difesa della comunità, con la consigliera comunale cinquestelle Maria Cunsolo come riferimento.




Piano Nazionale di Salute Mentale, il siracusano Roberto Cafiso nel tavolo tecnico

Figura anche il siracusano Roberto Cafiso tra gli esperti che compongono il tavolo tecnico del Nuovo Piano Nazionale di Salute Mentale. Il documento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed è relativo al periodo 2025-2030,individuando le priorità organizzative e assistenziali dei servizi di salute mentale, con particolare riferimento alla rete psichiatrica e territoriale. Sul tema interviene l’Osservatorio Civico, con il presidente Salvo Sorbello e i due vice Donatella Lo Giudice e Alberto Leone. “Il Piano – dichiarano – rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento del sistema pubblico e dovrà ora essere recepito e attuato dalle Regioni e dagli enti locali, chiamati a tradurne gli indirizzi in interventi concreti e omogenei sul territorio con una seria programmazione sanitaria e sociosanitaria.
Siamo particolarmente contenti-proseguono Sorbello, Lo Giudice e Leone- che un notevole contributo all’elaborazione del Piano sia stato offerto da Roberto Cafiso, siracusano, qualificato componente del Tavolo Tecnico per la Salute Mentale, unico siciliano a farne parte.
La domanda di salute mentale è in forte crescita anche nella nostra provincia, mentre l’offerta dei servizi pubblici continua a mostrare evidenti difficoltà nel rispondere in modo adeguato ai bisogni emergenti. Strutture spesso insufficienti, una cronica carenza di personale specializzato e l’aumento del disagio psicologico — che colpisce in maniera particolare giovani, minori e persone in condizioni di fragilità — delineano un quadro complesso e preoccupante, anche se si stanno facendo grandi sforzi, grazie anche alle sollecitazioni delle associazioni del settore, per definire presso l’Asp di Siracusa i Budget di Salute. Questo squilibrio tra domanda e offerta rischia di ampliare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e di lasciare senza risposte tempestive migliaia di cittadini. In tale contesto si inserisce il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, che punta a rafforzare la rete dei servizi territoriali, promuovere la prevenzione e garantire percorsi di presa in carico più efficaci e omogenei sul territorio nazionale, riconoscendo la salute mentale come componente essenziale del diritto alla salute. Il Piano si è sforzato peraltro di promuovere una transizione di patologie che esordiscono nell’infanzia e proseguono dopo la maggiore età, proprio perché lungo questa strada molte famiglie restano senza percorsi certi. Il Piano ribadisce con forza – concludono Sorbello, Lo Giudice e Leone – che la salute mentale costituisce una componente essenziale della salute complessiva della persona e non può essere confinata esclusivamente alla dimensione clinica. Essa comprende il benessere emotivo, relazionale e sociale, così come la capacità di partecipazione attiva e di autodeterminazione. Da questa visione discende la necessità di superare modelli di intervento frammentati e disomogenei, per costruire un sistema realmente integrato, capace di mettere in rete ambito sanitario, sociale ed educativo”.




Il problema della Sicilia è la Tari: cara ovunque. Studio Uil, Siracusa quarta nell’Isola

L’ultima indagine del Servizio Stato Sociale della Uil certifica un dato già chiaro a tutte le famiglie siciliane. La Tari pagata dai siciliani è tra le più alte d’Italia, spesso a fronte di servizi insufficienti e carenza di impianti di trattamento. Una contraddizione che pesa sui bilanci familiari e conferma il persistente divario territoriale nei costi della gestione rifiuti.
Secondo lo studio Uil, Trapani guida la classifica regionale con una spesa annua di 521 euro per un nucleo familiare tipo (quattro persone in un’abitazione di 80 mq). Trapani si posiziona così al quarto posto in Italia per Tari più salata. Agrigento segue con 500 euro annui, mentre tra le città metropolitane siciliane Catania raggiunge i 483 euro, quindi Siracusa con 480 euro, Ragusa 428, Palermo 373 euro e Messina 315. La media nazionale è di circa 350 euro.
Il confronto con altre realtà italiane è impietoso. In molte città del Nord i costi sono significativamente più bassi: a La Spezia, ad esempio, la Tari si attesta attorno ai 180 euro annui, mentre a Belluno o Novara non supera i 204 euro. Anche Milano, pur essendo una delle principali città italiane, ha una tariffa media inferiore ai livelli della Sicilia, con circa 294 euro all’anno.
Pur avendo primati negativi in Sicilia, il record nazionale spetta comunque ad altre città. Pisa, nell’indagine Uil, è la città più cara con 650 euro annui, seguita da Brindisi e Pistoia con tariffe sopra i 520 euro. Tra le grandi città metropolitane italiane, Genova (518 euro), Napoli (499 euro) e Reggio Calabria (494 euro) sono anch’esse tra le località con i conti Tari più salati.
Secondo il sindacato, il fenomeno è frutto di problemi strutturali profondi come la cronica carenza di impianti di trattamento e riciclo in Sicilia. Un fatto che costringe molti Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, con extracosti che si riflettono direttamente sulle bollette dei cittadini. Inoltre, la raccolta differenziata è spesso insufficiente e i servizi di igiene urbana mostrano disservizi cronici, ritardi e criticità quotidiane.
Senza impianti adeguati e senza una governance efficace del ciclo dei rifiuti, denunciano gli analisti, ogni tentativo di riformare o razionalizzare la Tari rischia di rimanere inefficace e di scaricare nuovamente i costi sui cittadini.




Più luce in Borgata ed al parco della Balza Acradina, primi interventi dopo mesi bui

L’illuminazione pubblica è il primo presidio di legalità. Va da sè che l’oscurità in strade e marciapiedi finisce per favorire illeciti e degrado. E quindi incide direttamente sulla percezione di insicurezza dei cittadini. Basta chiedere a chi vive in Borgata, a Cassibile ed in tutte quelle aree in cui il nuovo sistema led ha portato più ombre che luci.
Da anni anche l’amministrazione ammette la propria insoddisfazione per la rese del servizio. Ma i correttivi arrivano lentamente e solo adesso. La Borgata, ad esempio, comincia a vedere “la luce” grazie a nuovi interventi di infittimento. “Sono stati affidati i lavori nelle settimane scorse e ci sono alcune squadre in movimento zona per zona, stanno piazzando proiettori e fari che ci consentiranno di riqualificare il quartiere”, spiega Andrea Firenze, assessore Pubblica Illuminazione del Comune di Siracusa. Primi interventi in via Pasubio, Politi Laudien, piazza Medaglia d’oro. Al momento, quasi in sordina anche per la resa. C’è da attendere il completamento di questa azione annunciata di rinforzo, per valutarne il risultato.
Intanto, l’occasione è proprio anche per riportare la luce alla Balza Acradina, sito molto frequentato ma anche poco illuminato e per questo ideale per chi tende a compiere azioni illegali come spaccio e consumo di droga. Sono stati piazzati alcuni proiettori per illuminarne i sentieri. “Un piccolo ma importante intervento”, dice Firenze. “Altri fari saranno adesso aggiunti anche in quello spiazzale lungo via dell’Olimpiade dove sorge un parchetto oggi al buio. Lo illumineremo per rendendolo fruibile non solo per portare i cani a spasso ma anche per una passeggiata”.




Centro massaggi a luci rosse nella zona di viale Zecchino, denunciati un uomo e una donna stranieri

Veniva proposto come centro massaggi ma al suo interno gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti hanno rinvenuto oggetti che rivelavano in maniera inequivocabile la vera destinazione d’uso dell’immobile, un appartamento nei pressi di viale Zecchino.
A seguito delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, sono stati denunciati due cittadini stranieri di origine cinese, un uomo di 70 anni ed una donna di 50, per sfruttamento della prostituzione e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Due giovani donne cinesi, trovate all’interno dell’appartamento, costrette a fornire prestazioni sessuali per timore di essere allontanate dall’Italia, sono state accompagnate in una località protetta e liberate dalla grave situazione di assoggettamento nella quale si trovavano.




Niscemi, affidato al Corpo Forestale il pattugliamento delle aree rurali

Da oggi il Corpo forestale della Regione Siciliana si occupa della vigilanza dinamica perimetrale delle zone rurali vicino a Niscemi, situate a valle della frana. L’affidamento ufficiale del compito è stato deciso ieri, durante la riunione del Centro coordinamento soccorsi svoltasi nella Prefettura di Caltanissetta.
«Esprimo la mia più profonda gratitudine – dice l’assessore regionale al Territorio e ambiente Giusi Savarino – alle donne e agli uomini del Corpo forestale impegnati a Niscemi, così come nelle aree colpite dal ciclone Harry dove hanno prestato soccorso alle famiglie rimaste isolate presso l’Oasi del Simeto. Uno sforzo ancor più encomiabile, se si tiene conto degli organici limitati che il governo regionale sta già rafforzando con le nuove assunzioni in corso. Tra tante emergenze, il nostro personale in divisa non si tira mai indietro e vederli presidiare il territorio con tale abnegazione è motivo di orgoglio, ma anche di riflessione. È un’altra dimostrazione dell’impegno corale di tutte le realtà della Regione Siciliana per fronteggiare le conseguenze della frana. Raccogliamo l’esortazione del presidente Schifani a fare squadra, a lavorare tutti insieme con le altre forze impegnate a sostegno della popolazione, a salvaguardia della sicurezza e a tutela del territorio».
Da stamattina una pattuglia è operativa per la vigilanza dinamica dell’area perimetrale. Nei prossimi giorni, grazie all’arrivo di rinforzi dalle altre province dell’Isola, il servizio sarà esteso per coprire l’intero arco delle 24 ore, garantendo un presidio costante a tutela della pubblica incolumità.




A Ognina l’Ufficio mobile Servizi Demografici: martedì il camper del Comune al porticciolo

Lo Sportello polivalente digitale di Siracusa, il servizio itinerante messa a punto dai settori Servizi demografici e Mobilità e trasporti attraverso un camper, sosterà martedì prossimo (10 febbraio) al porticciolo di Ognina dalle 9,30 alle 12.Nato con l’obiettivo di accorciare le distanze tra cittadinanza e Amministrazione, il mezzo è in condizione di connettersi alle banche dati nazionali e di erogare servizi in tempo reale. Lo Sportello è gestito da personale dell’Anagrafe e dello Stato civile e attraverso di esso i cittadini possono richiedere: il rilascio di certificati, l’emissione della carta d’identità elettronica; il rilascio gratuito dello SPID, l’autenticazione di copia e di firma e la dichiarazione di cambio di residenza.




Il carcere diventa “risorsa”, detenuti volontari per pulire spiagge e luoghi pubblici

Non più solo un luogo di isolamento, ma un laboratorio di civiltà. La Casa di Reclusione di Noto apre le porte al territorio con un progetto che mira a cambiare il volto della gestione penale in provincia. Si chiama “Rerum Natura – La carovana di Iaso” e prevede l’impiego di detenuti volontari in lavori di pubblica utilità, a costo zero per gli enti richiedenti. Se n’è discusso nel corso di una conferenza dei servizi convocata dalla direzione dell’istituto, con le massime autorità del territorio e con i sindaci dei comuni di Avola, Noto e Rosolini.
Il progetto si basa sulla “riconciliazione”: il detenuto ripara il danno inflitto alla società offrendo le proprie competenze. Le iniziative messe in campo dai sindaci sono molteplici e vanno dalla riqualificazione del verde pubblico alla pulizia delle spiagge;dalla manutenzione degli edifici comunali e delle caserme, all’accoglienza turistica dopo una specifica formazione. “L’obiettivo è privilegiare la detenzione non come afflizione, ma come momento di rivalsa sociale a beneficio della comunità,” si legge nella presentazione del progetto. Secondo quanto rende noto Giuseppe Argentino, segretario del sindacato Osapp di polizia penitenziaria, nella struttura di Noto ci sono numerosi detenuti con specializzazioni lavorative che possono essere utilizzate e messe a disposizione dei Comuni senza oneri finanziari a loro carico. Sarebbero circa 190 le persone inserite in percorsi alternativi attualmente. Anche i sindacati si dicono favorevoli, sottolineando anche il vantaggio di “decongestionare l’istituto e abbassare lo stress psicofisico”.  Resta da definire il piano organizzativo e logistico. La palla passa ora ai Comuni e agli enti interessati. Entro breve tempo dovranno presentare le richieste formali alla Direzione del carcere, che avvierà le autorizzazioni presso i superiori uffici ministeriali.