Si rompe una gamba in mare, giovane salvato dalla Guardia Costiera

Salvataggio ieri nella baia di Santa Panagia. L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione al numero unico di emergenza 112. Un ragazzo si trovava in chiara difficoltà a causa di un infortunio ad un arto inferiore. 

La telefonata ha immediatamente attivato l’intero dispositivo di soccorso della Guardia Costiera di Siracusa. Disposta la missione S.A.R. (Search and Rescue) per la Motovedetta CP 323, con l’impiego di un’unità del servizio tecnico-nautico di pilotaggio con a bordo personale militare della Sezione staccata Santa Panagia della Capitaneria di porto di Siracusa.

Raggiunto il malcapitato, il comandante della motovedetta CP 323 ha disposto  l’impiego del rescue swimmer che, gettatosi tra i flutti, ha tratto in salvo il giovane issandolo a bordo.

L’intervento del rescue swimmer, (eccellenza del Corpo delle Capitanerie di porto) in forza alla Guardia Costiera Siracusana, si è dimostrato risolutorio in un tratto di mare caratterizzato dalla presenza di scogli affioranti e bassi fondali.

Una volta recuperato e messo in sicurezza il bagnante, che lamentava forti dolori alla gamba, la motovedetta ha fatto rientro nel Porto Grande. Un’ambulanza attendeva il giovane e l’ha condotto all’ospedale Umberto I di Siracusa per le cuere del caso.

La catena dei soccorsi attivata dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Siracusa ha evitato che la disavventura si trasformasse in tragedia, visto il serio infortunio di cui il ragazzo era rimasto vittima. 

Foto: repertorio




Non tentò di uccidere l’ex compagna, assolto Majdi Aberrazzak: “Sei anni di incubo”

Assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di atti persecutori e tentato omicidio.

Finisce così l’incubo per Majdi Aberrazzak , assistito dall’avvocato Stefano Francesco Pipitone . La sentenza è stata emessa il 4 luglio scorso daI Tribunale di Siracusa. Dopo 6 anni di complesso iter giudiziario, dunque, è arrivata l’assoluzione con formula piena.

I fatti risalgono al luglio del 2016, quando la presunta persona offesa,  Mounia Ouassa, è stata trovata dai  Carabinieri all’interno dell’abitazione del Majdi, suo ex fidanzato, priva di sensi e con una ferita da taglio al collo.
Ouassa, una volta ripresi i sensi, ha accusato l’ex di averla perseguitata per mesi e di aver  provato ad ucciderla, tagliandole la gola con un frammento di vetro.
Sin dal primo istante Majdi ha invece rappresentato alla Polizia Giudiziaria ed alla Autorità  procedente una storia diversa, secondo la quale quella ragazza si sarebbe inventata tutto, ferendosi il collo da sola al fine di rovinare la vita al proprio ex.
Una difesa assurda, inverosimilie, che è costata all’indagato l’arresto immediato e diversi mesi di  custodia cautelare, trascorsi nella Casa Circondariale di Siracusa, (cd. Carcere Cavadonna).
A distanza di 6 anni, dopo oltre 12 udienze ed una dialettica processuale a tratti tesa, caratterizzata da colpi di scena e insanabili contraddizioni, le prove hanno dimostrato la  verosimiglianza della versione dei fatti raccontata sin dal primo momento dall’imputato.

Tra i personaggi chiave del processo, un connazionale dell’imputato, testimone diretto, presente nel momento in cui la donna si è ferita tagliandosi il lato sinistro del collo,poco sotto l’orecchio , con un piccolo pezzo di vetro.

La prova tecnico-scientifica redatta dal medico legale Cataldo Raffino, inoltre, ha fatto emergere la non compatibilità delle caratteristiche di quello specifico taglio alla gola con l’azione (aggressione) di un soggetto terzo. La morfologia del taglio, la posizione, le tracce di sangue  convergono tutte verso un’unica conclusione: quella ferita è stata autoprodotta dalla stessa
persona offesa.
“Non c’è modo di rendere giustizia alle sofferenze patite da
un innocente ingiustamente accusato- commenta l’avvocato Pipitone- trascinato suo malgrado in una vicenda giudiziaria lunga 6 anni attraverso un complesso di accadimenti degni della sceneggiatura di un film o della
pubblicazione di un libro. Una cosa è certa. Il 4 luglio è stata ristabilita la Giustizia. Abderrazzak Majdi è innocente”.




Rimosso il natante affondato a Punta Izzo dopo lo sbarco di 80 migranti

Rimosso dal litorale tra il Faro di Punta Croce e Punta Izzo, ad Augusta, su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, il natante affondato che lo scorso 30 giugno aveva condotto nelle acque siciliane 80 migranti. L’imbarcazione era stata posta sotto sequestro dalla Guardia Costiera.
Le operazioni di recupero, e le successive operazioni di traino nel porto di Augusta, sono state condotte dai Palombari della Marina Militare in forza al locale Nucleo SDAI e da un mezzo del Gruppo Barcaioli del porto di Augusta, con il supporto e la scorta di un’unità della Guardia Costiera.
Gli operatori subacquei della Marina Militare si sono inizialmente immersi per chiudere una grossa falla sulla prora dell’unità, che era stata la causa dell’affondamento; il giorno seguente sono state eseguite le operazioni di recupero del relitto, con l’impiego di palloni di sollevamento, gonfiati da aria compressa. Quando l’unità è stata fatta riemergere, sono iniziate le fasi di svuotamento dell’acqua all’interno dello scafo, attraverso l’impiego di una pompa di aspirazione e dopo alcune ore è stato ripristinato il galleggiamento della barca a vela.
I Palombari della Marina Militare erano intervenuti già il giorno dello sbarco, per verificare l’eventuale presenza di persone all’interno, contestualmente erano state rimosse diverse taniche contenenti carburante ed altri materiali plastici.

Sulla base delle direttive impartite all’Autorità Giudiziaria,grazie al personale subacqueo del nucleo SDAI  e di quello della Guardia Costiera, con il supporto del Gruppo Ormeggiatori e l’ausilio di un’impresa portuale, si è potuto effettuare il recupero in tempi brevi, scongiurando il rischio di un potenziale evento inquinante, a causa degli idrocarburi contenuti a bordo. Si tratta, peraltro, di una zona considerata a vocazione turistica.




Operazione antidroga, due arresti a Noto: in casa Gbl e “Shaboo” spediti dall’Olanda

Operazione antidroga ieri a Noto.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato due uomini, un 36enne slovacco e un suo coetaneo rumeno, entrambi domiciliari a Noto.

Gli arresti sono scattati al termine di indagini finalizzate al contrasto del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Nell’abitazione dei due, la polizia ha rinvenuto e sequestrato due flaconi contenenti  “GBL” di 250 ml ciascuno, ancora confezionati all’interno di un pacco poco prima consegnato da un corriere.
Nel proseguo delle operazioni, gli agenti hanno successivamente sequestrato a “Shaboo” (metanfetamina cloridrata), dal peso di grammi 3,90 ed un bilancino di precisione.
Le indagini hanno acclarato,inoltre, che i due uomini avevano acquistato la sostanza stupefacente GBL per corrispondenza, presso un rivenditore olandese.
Dopo le incombenze di legge, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente,  sono stati posti ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.




Furti a raffica ed una rapina in tre mesi: arrestati “Bonnie e Clyde” di Noto

Una coppia, lui 25 anni, lei 32. In tre mesi avrebbero messo a segno cinque furti ed una rapina. In alcune circostanze avrebbero operato insieme, in altri casi, singolarmente.

Gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Avola sono risaliti a loro ed hanno eseguito ieri l’ordinanza di custodia cautelare con cui il Gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il periodo in cui i due giovani avrebbero agito è quello che va da settembre a dicembre 2021.

I furti sono stati perpetrati ai danni di alcuni supermercati di Siracusa e di Avola, nonché dell’Autogrill sito sull’autostrada Catania – Siracusa, mentre la rapina è stata commessa all’interno di un’attività commerciale di Siracusa.

Acquisite le notizie di reato, sono iniziate le indagini della Squadra Mobile  e del Commissariato di Avola, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, che hanno consentito di individuare i due, peraltro già conosciuti alle forze di polizia, perché accusati in passato di analoghi reati. 

I due , secondo quanto appurato dagli investigatori, avevano messo a punto “modus operandi” ben consolidato che gli consentiva di perpetrare fino a due episodi delittuosi nella medesima giornata.

La complessa ed articolata indagine, esperita anche grazie alla minuziosa attività di accertamento tecnico effettuato sui filmati estrapolati dai sistemi di video sorveglianza, presenti nei pressi dei luoghi nei quali sono stati consumati i reati, ha consentito agli inquirenti di identificare i due soggetti.

Raccolto il materiale probatorio, gli investigatori hanno compendiato una corposa informativa di reato determinando l’Autorità Giudiziaria ad emettere le misure di cautelari finalizzate ad interrompere l’attività delittuosa posta in essere dagli indagati.

La coppia è stata rintracciata a Noto, dove i provvedimenti giudiziari sono stati notificati. 




Rca auto fantasma, denunciata 24enne napoletana: truffa su internet

Dovrà rispondere di truffa una giovane napoletana di 24 anni. A lei sono risaliti gli agenti del commissariato di Noto al termine di un’indagine condotto dopo un episodio che si è verificato lo scorso 28 marzo, quando un uomo residente a Noto ha sottoscritto la sua polizza assicurativa per la sua auto.

Ritenendo vantaggiosa una polizza al costo di 280 euro, presi contatti telefonici con un operatore, ha inviato la documentazione necessaria per la stipula del contratto assicurativo, effettuando un pagamento tramite carta postepay.
Nei giorni a seguire, non ricevendo alcun riscontro e ritenendo di essere stato truffato, la vittima ha sporto querela.
I successivi accertamenti, espletati dagli investigatori del Commissariato, sulle utenze e sul conto corrente, hanno consentito di identificare la donna campana che, rintracciata dalla polizia del luogo su delega del commissariato di Noto, è stata denunciata.




“No” all’area di crisi industriale: Minardo,Turano e Vinciullo dal ministro Giorgetti

Il presunto “no” del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti all’istituzione dell’area di crisi complessa per l’area industriale di Siracusa, il da farsi per risolvere il problema del polo petrolchimico e in primo luogo la delicatissima questione legata alla sopravvivenza della Lukoil a Priolo.

Temi spinosi, scottanti, intorno ai quali ruota buona parte dell’economia locale ma che hanno, per ovvi motivi, un respiro internazionale. Saranno al centro dell’incontro chiesto al ministro Giorgetti dal segretario regionale della Lega, Antonino Minardo, che con il commissario provinciale del partito, Enzo Vinciullo e l’assessore regionale alle Attività Produttive, Mimmo Turano riproporranno, giovedì mattina, al ministro l’ipotesi di riconoscimento dell’area di crisi complessa per Priolo, ma chiederanno anche che la questione venga sottoposta all’Europa, essendo strettamente connessa alla crisi internazionale determinata dalla guerra in Ucraina e da tutte le conseguenze del conflitto con la Russia.

Vinciullo riparte da un ricordo e da quello che definisce un serio errore di valutazione.

“Siamo abituati a verificare quello che viene detto. Cercheremo di capire se il ministro non è stato compreso o se le cose stanno diversamente.Vogliamo intanto sapere se l’errore sia stato commesso dalla Regione, che non ha proposto magari in maniera adeguata il piano o se, al contrario, sono i funzionari del ministero a non averlo compreso. Una cosa è certa- aggiunge- quando ero presidente della Commissione Bilancio dell’Ars- l’area di crisi per Gela non incontrò ostacoli. Nessun problema nemmeno per Termini Imerese. Si sottovalutò, invece, la situazione siracusana. Inspiegabilmente non pervenne mai in commissione la proposta di inserire l’area di crisi industriale per la nostra”.

Vinciullo ritiene che “nell’ultimo provvedimento approvato dalla Camera dei Deputati ci siano i presupposti per intervenire a livello nazionale al problema della zona industriale di Siracusa. Il problema di Priolo deve essere affrontato dai ministeri del Tesoro, dello Sviluppo Economico e della Transizione Ecologica. La Lukoil ha una rilevanza  internazionale ed è necessario  l’impegno dell’Europa a salvaguardia di un petrolchimico con due colossi non italiani.

 




Controlli alla Mazzarrona: quattro denunciati e un segnalato

Non erano in casa nonostante i domiciliari, agenti delle Volanti hanno denunciato tre soggetti nel corso delle verifiche ed un altro uomo sorpreso in casa con una persona estranea al nucleo familiare.

Inoltre, nel corso dei servizi finalizzati al contrasto della vendita e del consumo di sostanze stupefacenti nelle cosiddette piazze dello spaccio siracusano, agenti delle Volanti hanno segnalato all’Autorità Amministrativa competente un siracusano di 30 anni, sorpreso in Via Algeri in possesso di una modica quantità di marijuana. Gli è anche stata ritirata la patente.




Pallanuoto under 20. L’Ortigia a caccia della seconda finale consecutiva

E’ il momento più atteso della stagione per l’Ortigia Under 20, allenata da Stefano Piccardo. Stasera, alle 19.00, i campioni d’Italia in carica affronteranno l’Iren Genova Quinto, nella prima semifinale della Final Four Scudetto del campionato nazionale di categoria, che si disputerà oggi e domani a Monterotondo (Roma). L’Ortigia va a caccia della seconda finale consecutiva, per poi giocarsi l’opportunità di una storica doppietta tricolore. La concorrenza sarà agguerrita, perché le quattro formazioni in lotta in questa Final Four sono tutte di altissimo livello, con diversi giocatori molto interessanti che hanno già alle spalle stagioni importanti in prima squadra in Serie A1 e in Europa. Il Savona è forse la squadra da battere insieme all’Ortigia, ma il Quinto e i padroni di casa della Roma Vis Nova non sono affatto avversari semplici. Il livello, infatti, è molto alto e ci si aspettano due giorni di grande spettacolo. A cominciare da stasera, con le due semifinali: Ortigia-Quinto e Savona -Roma Vis Nova. Finalissima domani sera alle  20.30. L’ambiente biancoverde ci crede e spera che domani possa esserci ancora una volta l’Ortigia in acqua a combattere per il titolo italiano.

A poche ore dalla semifinale, il tecnico dell’Ortigia, Stefano Piccardo, fa il punto sulla sua squadra: “Abbiamo lavorato molto in questo periodo che è seguito ai quarti e alle semifinali, cercando di farlo nel miglior modo possibile. Siamo pronti, sappiamo che quella di stasera sarà una semifinale molto difficile contro un avversario ostico. L’obiettivo è cercare di fare del nostro meglio, come sempre”.
Il coach biancoverde, poi, presenta il Quinto, formazione che contenderà all’Ortigia l’accesso alla finalissima: “Oggi avremo davanti una squadra che ha ben figurato nel corso del campionato, una formazione ligure di livello, con buone individualità, come i fratelli Gambacciani, che sono entrambi due ragazzi di prospettiva. Il Quinto, da quello che ho visto, sembra avere un gioco molto ordinato, direi molto simile a quello della prima squadra, quindi credo che sarà un impegno molto difficile per noi”.
Infine, un parere su quale, tra le tre formazioni di questa Final Four, possa essere la più temibile per l’Ortigia: “Secondo me – conclude Piccardo – la squadra che ha più qualità nel complesso dei 13 giocatori è il Savona. Però, sono partite secche, sono semifinali e finali e sono gare che si cerca di giocare sempre al meglio, a volte riuscendo ad andare ben oltre i propri limiti. Quindi è tutto aperto, tutto possibile”.




Arrivano oggi Dolce&Gabbana, attesa alla Marina per lo yacht superlusso Regina d’Italia

La sagoma del Regina d’Italia apparirà nel primo pomeriggio odierno all’imbocco del Porto Grande di Siracusa. A bordo dello yacht superlusso, gli stilisti Dolce & Gabbana attesi in città per “sovrintendere” alle ultime attività prima del via alla esclusiva D&G week.
Dal 7 al 13 luglio, un susseguirsi di eventi per selezionati ospiti degli stilisti siciliani che presenteranno creazioni di alta gioielleria, alta moda, DG Casa, un evento di benvenuto e un altro celebrativo finale a chiusura della manifestazione. La produzione di tutti gli appuntamenti è stata affidata alla Balich Wonder Studio, una delle principali realtà del settore. A fare da cornice agli eventi D&G saranno piazza Duomo, il castello Maniace, l’area archeologica della Neapolis, palazzo San Zosimo e le zone balneari del Minareto e di Fontane Bianche. A partecipare agli esclusivi appuntamenti saranno circa 650 ospiti super-selezionati: vip, operatori del settore e della stampa nazionale ed estera, professionisti dell’alta moda, tecnici.Sale l’attesa per la Settimana della Moda di Dolce&Gabbana a Siracusa.
Il Regina d’Italia attraccherà in banchina, alla Marina. In yacht arriveranno nelle prossime ore anche i primi ospiti vip dei due stilisti. Motivo per cui dalla Società Consortile Porto di Siracusa viene chiesto un dispositivo di sicurezza rafforzato, con una maggiore presenza in banchina delle forze dell’ordine. Si temono episodi poco lusinghieri, come quando dei ragazzi salirono a bordo dell’imbarcazione di uno sbalordito Alain Prost. E poi piccoli furti ed altri episodi che creano imbarazzo e che – avvisano dalla società che gestisce gli approdi – questa volta potrebbero “costare” carissimo alla reputazione della destinazione Siracusa.
Non è un mistero che già l’alto volume della musica dei locali, alla Marina, come le intemperanze con scooter ed altri mezzi mettono in fuga anche i lussuosi yacht che programmano tappe a Siracusa. “La situazione è sfuggita di mano, di sicuro non è in controllo”, va ripetendo da settimane Alfredo Boccadifuoco, uno dei principali agenti marittimi. Parole sin qui cadute nel vuoto ma che oggi vengono indirizzate direttamente alla Prefettura. “Spero e confido nella sensibilità del prefetto Scaduto. Mi scuso per l’irrituale modo di coinvolgerla nel problema, ma rappresenta lei l’unica soluzione”.
La società consortile ha disposto la presenza di un vigilante privato per queste settimane, sulla banchina della Marina. Ma la guardia giurata non mette paura a una popolazione sempre più sfrontata ed allergica alle regole. “Dalle 20 alle 2, orari della movida, serve la presenza delle forze dell’ordine”, dice ancora chiaro Boccadifuoco.
“Inutile presidiare solo aree come quella di Piazza Pancali. Così- teme – la gente scapperà, come del resto si è già verificato con i turisti che soggiornavano in diverse strutture ricettive del centro storico”.

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