Pestarono un agente di Polizia Penitenziaria, detenuti rischiano fino a 5 anni

Pesante la risposta della commissione disciplinare della Casa Circondariale di Siracusa nei confronti dei due detenuti che, qualche giorno fa, aggredirono un agente di Polizia Penitenziaria causandogli una prognosi di 15 giorni. La pena al momento confermata è pari a due settimane di isolamento per i due detenuti, l’esclusione dalle attività in comune d’istituto e la perdita automatica della liberazione anticipata di 45 giorni che viene di solito applicata ai detenuti che nel semestre di riferimento non hanno tenuto buona condotta.
Tuttavia, la punizione per i due detenuti potrebbe essere aggravata in quanto l’aggressione al personale di Polizia Penitenziaria è un reato grave che viene punito con pene che variano da sei mesi a cinque anni di reclusione. Se poi vi sono aggravanti, come l’uso di armi o l’aver causato lesioni gravi al pubblico ufficiale, la pena può aumentare. Inoltre, se il reato viene commesso in concorso con altre persone, le sanzioni possono essere ulteriormente rimodulate.
“Forse per questi detenuti aggressivi la libertà personale non ha alcun valore, ecco perché andrebbero isolati in circuiti penitenziari particolari con personale numericamente adeguato e preparato ad affrontare questo particolare gruppo di detenuti imprevedibilmente aggressivi”, commenta il segretario provinciale dell’Osapp (sindacato di Polizia Penitenziaria), Argentino.




Frà Mario, il dj con il saio. “La musica é un dono di Dio per unire le persone”

Dj dalle raffinate playlist, Mario Parrinello è un frate del convento dei Cappuccini di Siracusa. Indomabile dietro la consolle, Fra Mario, di origini trapanesi, usa la musica per attirare e creare comunione fra la gente.
“Avevo 10 anni quando mi sono messo a suonare per la prima volta e da allora ho capito che la musica mi avrebbe accompagnato per sempre. Non sapevo cosa fare da grande ma sapevo che quando mi mettevo alla consolle, la gente ballava, si divertiva ed era felice. Pertanto, vedendo tanta bellezza attorno a me ogni volta che mi esibivo, non ho abbandonato questa passione nemmeno quando, nel 1997, ho preso i voti e sono diventato Frate”, racconta di sé Fra Mario.
Sguardo genuino e sorriso disarmante, è un DJ travolgente perchè ama quello che fa ed è consapevole che la musica riunisce le persone, le mette in condivisione e accorcia le distanze. E quando si esibisce nei locali, la gente lo guarda incredula nel suo saio francescano, mentre coreografa ogni brano, canticchiandolo ad occhi chiusi.
La sua preferenza è per la disco anni ’90, ed è una sorpresa ascoltarlo mixare al meglio i brani più coinvolgenti. “Dio arriva nella vita di tutti sotto forma di talento già dalla nascita, come è capitato a me con la musica”, spiega. E cita la parabola dei talenti del Vangelo, quando Gesù insegna che i doni affidati da Dio a ciascuno, devono essere sviluppati e usati fruttuosamente per il bene comune e per edificare il Regno di Dio, non sotterrati per paura.
Anche Fra Mario interpreta i talenti come ministeri e responsabilità che portano gioia e benedizioni, se usati saggiamente. “I doni fanno parte di un piano divino per la crescita spirituale e la realizzazione di ciascuno di noi”, conclude il frate. “Se esprimiamo quello che siamo e questo ci rende felici senza vergogna e con amore, rendiamo felici anche gli altri che, magari, ancora non lo sono o che cercano di esserlo”.




“Sulle orme di Lucia”: il libro dei giornalisti di Di Salvo e Ricupero sul terzo ‘ritorno’ della Santa in Sicilia

Arriva in libreria proprio il 13 dicembre “Sulle orme di Lucia” opera, a firma dei giornalisti Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero, che raccoglie parole, testimonianze e riflessioni di vescovi, sacerdoti e laici che hanno vissuto la peregrinatio della santa. Il cardinale Semeraro che ha firmato la prefazione fa leva sull’urgenza di fare crescere quella cultura dell’incontro di cui tanto spesso parlava Papa Francesco. “Tante cose le vediamo – scrive il Cardinale – ma poi le dimentichiamo. Il nome di Santa Lucia è un nome di luce e la tradizione cristiana la invoca protettrice degli occhi”. Nel dicembre 2024 il Corpo di santa Lucia è tornato in Sicilia, la sua terra. Un evento straordinario che ha unito diocesi, comunità e generazioni in un unico cammino di fede e di luce.
Il libro “Sulle orme di Lucia” , Edizioni San Paolo, vuole far riscoprire la testimonianza di libertà e coraggio di Lucia. Dalle voci dei vescovi come Francesco Lomanto, Francesco Moraglia, Luigi Renna e Antonino Raspanti emerge la forza della santa, giovane donna coerente e libera con la grande capacità di illuminare ancora oggi il cammino dei credenti. L’opera è un chiaro invito a seguire le sue orme, per essere nel mondo testimoni credibili del Vangelo, costruttori di pace e portatori di luce. Il testo si pregia altresì della Lettera di papa Francesco alla Chiesa di Siracusa. Il volume sarà presentato il 15 dicembre a Siracusa nella Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, il 17 dicembre a Carlentini in Chiesa Madre e poi il 19 a Belpasso in Chiesa Madre.




Protocollo d’intesa tra l’associazione Reimann ed il comprensivo Vittorini

Da domani 12 dicembre riprenderanno le iniziative dell’Associazione Culturale Christiane Reimann. Dopo un’attenta ricerca sul territorio, l’Associazione ha firmato infatti un protocollo di intesa triennale con l’VIII Istituto Comprensivo “Elio Vittorini” di Siracusa che, avendo tra le proprie finalità la sensibilizzazione al bello, ha accolto con piacere la possibilità di collaborare con l’Associazione per realizzare dei percorsi educativi innovativi. Da sempre impegnata nell’opera di divulgazione dell’arte, della letteratura, della musica e della cultura popolare, l’Associazione Culturale Christiane Reimann è felice quindi di affiancare i docenti che quotidianamente operano per la crescita dei nostri giovani. Primo appuntamento in calendario fissato per domani 12 dicembre alle 17.30 sarà la conferenza “Luciuzza e le sue città” relazionata da Pierluigi Chimirri, Emanuele Di Mauro e Umberto Garro. Seguiranno il 19 dicembre un appuntamento-confronto dal titolo “Il dono.Dalla Natività alla quotidianità dell’uomo comune” di cui Camillo Biondo ed Elvira Siringo saranno i relatori. E per l’ultimo appuntamento fissato venerdi 29 dicembre, è stato organizzato un evento musicale dal titolo “Concerto di fine anno” con il contributo del soprano Cristina Di Mauro, il pianoforte del maestro Francesco Drago e i violini delle musiciste Silvia Rita e Lucia Maria Drago. Gli appuntamenti si svolgeranno tutti alle ore 17.30 all’Istituto “Elio Vittorini” in via Regia Corte 5 a Siracusa.




Bronzi di Riace, lo studio sull’ipotesi siracusana: al teatro comunale incontro pubblico

Venerdì 12 dicembre al teatro comunale di Ortigia a partire dalle 15, saranno presentati per la prima volta al pubblico i risultati dell’importante studio multidisciplinare sulla origine siracusana dei Bronzi di Riace. Lo studio è stato pubblicato nelle settimane scorse sulla prestigiosa rivista scientifica “Italian Journal of Geosciences”.
Esperti, provenienti da più Università, hanno prodotto nuove evidenze scientifiche sulla cosiddetta “ipotesi siracusana” dell’origine dei Bronzi di Riace. Una teoria non del tutto nuova. I primi a parlarne tra il 1988 e il 1991 furono gli archeologi americani Ross Holloway (secondo il quale le statue vennero prima ritrovate nel mare siciliano e poi trasportate clandestinamente a Riace da archeotrafficanti), e Marguerite McCann, la prima a sostenere che i due Bronzi provenissero dall’antica Siracusa e rappresentassero i Dinomenidi.
L’ipotesi è stata di recente ripresa, con grande impatto mediatico, da Anselmo Madeddu, autore del libro “Il mistero dei Guerrieri di Riace: l’ipotesi siciliana” (Algra Editore), ed è balzata ulteriormente agli onori delle cronache per via delle rivelazioni comunicate alla stampa e alla magistratura da parte di alcuni testimoni (ad oggi otto) secondo i quali le due statue sarebbero state recuperate da esperti palombari già alla fine degli anni ‘60 in fondali molto profondi (oltre 70 m.) a Brucoli, insieme ad altre statue, e poi nascoste e rivendute ad archeotrafficanti calabresi.
La vicenda ha suscitato l’interesse del professor Rosolino Cirrincione, direttore del Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università di Catania, che ha coordinato un ampio gruppo di ricerca costituito da più specialisti (archeologi, geologi, paleontologi, biologi marini, archeometri, archeologi subacquei), per lo più ordinari e associati provenienti da 6 Università (Catania, Ferrara, Cagliari, Bari, Pavia e Calabria), con l’obiettivo di studiare la solidità scientifica dell’ipotesi siracusana.
I risultati dello studio, il primo condotto sui Bronzi, con tale approccio sistemico e multidisciplinare, è stato pubblicato su IJG e ha suscitato larga eco nella comunità scientifica, perché ha di fatto validato scientificamente l’ipotesi siracusana, giungendo alla conclusione che le celebri statue sarebbero state realizzate in una officina dell’area di Sibari e poi collocate nell’antica Siracusa al tempo dei Dinomenidi.
E’ probabile, dunque, che le statue, dopo la conquista romana della città, siano affondate durante il trasporto nella capitale. Infine, lo studio delle patine e delle concrezioni presenti sulla loro superficie ha dimostrato che i due capolavori dovettero sostare nei bassi fondali di Riace (8 metri) pochi mesi appena e, di contro, sarebbero giaciuti per oltre duemila anni in fondali molto più profondi (70-90 m.) e compatibili con quelli di Brucoli. I risultati di questo basilare studio, che vanno a riscrivere la storia, saranno illustrati appunto la sera del 12 dicembre.
Il programma prevede i saluti del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del magnifico rettore dell’ateneo catanese professor Enrico Foti e del direttore generale dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali ingegner Mario La Rocca. L’introduzione della serata sarà affidata a Lorenzo Guzzardi e agli stessi Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione, coordinatori del lavoro.
A seguire, gli autori dello studio si alterneranno nell’esporre i risultati. Carmelo Monaco e Rosalda Punturo docenti dell’Università di Catania illustreranno lo studio sull’origine siracusana delle terre con cui sono stati saldati i Bronzi di Riace. Quindi Stefano Columbu docente di mineralogia (Università di Cagliari) tratterà l’analisi multistratigrafica delle patine di corrosione delle due statue, mentre Rossana Sanfilippo, paleontologa dell’Università di Catania, si occuperà delle loro concrezioni marine e terrigene. Giovanni Scicchitano (Università di Bari) tratterà poi del rapporto inverso tra idrodinamismo marino e stato di conservazione delle statue, mentre Carmela Vaccaro (Università di Ferrara) tratterà delle tecniche di analisi utilizzate. Infine Fabio Portella, ispettore onorario della Soprintendenza del Mare, illustrerà i risultati delle ricerche di archeologia marina condotte nei fondali del siracusano.
Seguirà quindi un dibattito sull’importante sinergia tra la geologia e l’archeologia, moderato da Piero Pruneti (Archeologia Viva) e affidato al geologo Federico Rossetti (Università di Tor Vergata) e agli archeologi Rosalba Panvini e Saverio Scerra. Infine concluderà la serata una tavola rotonda sul tema “Archeomafia nella Sicilia orientale”, condotta da Laura Valvo (quotidiano La Sicilia) e dalla nota giornalista del TG1 Dania Mondini, ed affidata all’archeologo Lorenzo Guzzardi e al giornalista de La Sette Carmelo Schininà.
Appuntamento dunque al teatro comunale di Ortigia, venerdì 12 dicembre alle ore 15, per un evento molto atteso e assolutamente da non perdere.
L’evento, a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza, si svolge con il patrocinio del Comune di Siracusa, dell’Università degli Studi di Catania e della nota rivista “Archeologia Viva”. L’iniziativa rientra tra gli eventi promossi per il Ventennale Unesco, diretti dall’archeologo Lorenzo Guzzardi.




Il mondo della musica in lutto per Peppe Di Mauro, il “percussionista gentile” di Floridia

Saranno celebrati a Floridia, domani 11 dicembre, alle 15.30, nella Chiesa Madre, i funerali di Giuseppe Di Mauro. Il mondo della musica “etno-folk” siciliana piange la scomparsa di un artista eclettico e generoso. Aveva 52 anni.
Un disco resta nel mixer di una sala di incisione in attesa dell’ultimo suo ascolto. Un evento dedicato alla sua arte percussiva intitolato “La festa dei tamburi” che lo avrebbe visto tra i protagonisti il 4 gennaio del 2026, non lo sentirà più armonizzare ritmicamente quella sicilianità che lo animava e inorgogliva. Ha condotto con grande dignità la sua battaglia con la malattia. Si è spento, nonostante la sua voglia di vivere e la grande energia. Musicista siciliano poliedrico, noto per il suo impegno nella musica etnica, world e jazz, specializzato in strumenti a percussione come i tamburelli legati alla tradizione siciliana, Di Mauro era attivo anche come pianista e arrangiatore, con progetti personali come l’Irish Trio e l’Havana Club e collaborazioni significative tra cui quella con Juri Camisasca. “Ho conosciuto il mondo delle percussioni grazie a Peppe Di Mauro – racconta Ciccio Bellia fondatore del Circolo Arci Sonica – . E’ lui che mi ha insegnato a suonarle e soprattutto ad amarle. Oggi è un giorno tristissimo anche se so che presto prenderanno il sopravvento i tantissimi ricordi belli, le risate e le esperienze vissute insieme. Ringrazio Dio o chi per lui per avermelo fatto conoscere.”
Di Mauro era un musicista gentile, sempre disponibile e spesso prestava la sua arte gratuitamente per amici musicisti che necessitavano di una sua preziosa collaborazione ma esitavano a chiedere perchè squattrinati. A Floridia, sua città Natale, Peppe aveva un bar “U Culatreddu” che in passato garantiva colazioni a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto a chi come lui era di ritorno da un concerto fuori porta o da una notte passata a miscelare sonorità e ritmiche con dentro lo stomaco solo la fame di “farcela”.
Il figlio di Peppe in un post sulla pagina ufficiale del padre lancia un messaggio a tutti gli amici che desiderano salutarlo. “Ciao a tutti, sono Seby, figlio di una persona straordinaria che ha dato tutto alle persone, alla sua famiglia ma soprattutto alla cosa che lega me e lui forse più del legame familiare, la musica. Domani, per l’ultimo saluto a papà, se potete, vorrei portaste tutti uno strumento, anche una pentola e un cucchiaio. Così lo saluteremo tutti assieme come lui merita, in musica”. Il web è da 24 ore stracolmo di messaggi dedicati a Peppe Di Mauro e fra tutti ne emerge uno che lascia senza fiato perchè dettato da una dignità fuori dal comune, scritto di suo pugno: “Nulla impedirà al sole di sorgere, nemmeno la notte più buia.”




A Siracusa i supereroi esistono davvero: volontari in costume portano sorrisi negli ospedali

Ci sono “supereroi” che vivono anche a Siracusa. E sono persone in carne ed ossa ma animate da uno spirito “super”. I loro super poteri? Tempo da donare e un cuore grande dietro quei costumi che li rendono – davanti ai bambini – Iron Man, Capitan America, Spider-Man, Thor e Superman.
Siracusani “ordinari”, che nella vita svolgono lavori i più disparati e che poi, nel fine settimana, girano lo Stivale tra ospedali, case di riposo, centri di accoglienza e piazze, per donare sorrisi e abbracci a chi ne ha veramente bisogno.
“Ogni esperienza ti insegna qualcosa – afferma Alessandra Caruso, personal trainer e Superheroes siracusana – . Ogni evento al quale partecipiamo come donatori d’amore incondizionato a chi ne ha più bisogno, ti fa crescere e capire quanto ancora hai da lavorare su te stesso. Negli occhi di chi ti sorride, negli sguardi dei bambini che ti cercano, nelle mani che ti sfiorano, negli abbracci che ti scaldano, ti accorgi che non sei mai davvero solo perchè la vita ti stringe a sé con il suo abbraccio più caldo, anche se avresti potuto fare meglio, anche se non sei perfetto, anche se la prossima volta cercherai di aggiustare il tiro e magari non ci riuscirai.”
Superheroes è un’associazione di volontariato che si occupa di attenuare lo stress subito dai bambini ricoverati nei reparti pediatrici degli ospedali. I volontari altamente formati mirano a creare attraverso il gioco un legame con i piccoli pazienti, rendendo il momento della degenza meno stressante riempiendolo di leggerezza. “Il pulmino ci permetterebbe di arrivare già pronti nei vari ospedali. Se volete aiutarci a rendere le nostre missioni ancora più speciali – dice il presidente dei Superheroes Michele Merula – andate sulla nostra pagina facebook e cliccate sul post GOFUNDME.IT e donate qualcosa con un piccolo contributo per l’acquisto della nostra navicella Superbus! Tutti possono essere supereroi e tutti insieme possiamo fare la differenza a questo mondo”.




Agente di polizia penitenziaria pestato a Cavadonna, “lo hanno spedito in ospedale”

Un pestaggio in carcere, forse organizzato, di una violenza inaudita. E’ successo nella serata di ieri, all’interno del carcere di Siracusa. Lo denuncia Salvino Marino, delegato nazionale della Confederazione Sindacati Penitenziari. Al reparto “Blocco 10”, sezione che ospita detenuti spesso allontanati da altri istituti per motivi di ordine e sicurezza, alcuni hanno aggredito un agente di Polizia Penitenziaria. Si tratterebbe, secondo un chiarimento fornito dall’Osapp, guidata da Giuseppe Argentino, di due detenuti, che lo avrebbero colpito con il manico di una scopa. Inizialmente si era ipotizzato che l’aggressione fosse stata opera di un branco di otto detenuti di diversa nazionalità.
“Allarmante”, commenta Salvino Marino. “Il collega che si trovava da solo a gestire un blocco di tre piani, è stato prima oggetto di imprecazioni da parte di un detenuto e poi attaccato inauditamente dal gruppo che si è stoppato solo quando lo hanno visto accasciarsi a terra privo di forze”.
L’agente è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso in ambulanza, riportando ferite al volto, danni all’orecchio e al timpano, oltre a vaste ecchimosi su tutto il corpo. La prognosi è di 15 giorni. “Siamo di fronte a una miscela esplosiva fatta di sovraffollamento e tensioni che deflagra ogni giorno sulla pelle dei nostri poliziotti – incalza il sindacalista – E’ inammissibile che un solo agente debba fronteggiare tipologie di detenuti altamente pericolosi in sezioni complesse senza la minima sicurezza”.
Ancora una volta, Marino lancia un appello ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria: “Chiediamo al Capo del Dap un segnale immediato”. Il sindacato richiede urgentemente il trasferimento immediato fuori regione dei soggetti violenti responsabili dell’aggressione oltre che una riorganizzazione del lavoro e un cambio di rotta che garantisca l’incolumità fisica di chi serve lo Stato.




“Sicilia Express”, serie tv dai mille dettagli siracusani: le opere di Francesca Nobile

Girata nei mesi scorsi tra Avola e Noto, Sicilia Express è la serie tv del momento. Appena uscita, è subito balzata in vetta alla top ten delle più viste. Ficarra e Picone, che firmano anche la regia, non deludono e con tagliente ironia – e buona dose di fantasia – fotografano la situazione di una Sicilia distante dal resto del Paese per via di atavici problemi a cui si unisce il caro-voli.
Guardarla invita ad un facile giochino: indovina dove si trova quella location. Ma c’è anche un ulteriore dettaglio artistico tutto siracusano da andare subito a guardare.
Avete visto le opere appese alle pareti delle abitazioni dei protagonisti? O anche quelle esposte sulle madie che arredano gli ambienti? Molte sono opere di Francesca Nobile.
“E’ nato tutto per caso”, racconta l’artista a SiracusaOggi.it. “La scenografa Ivana Gargiullo che da tempo lavora nel cinema e che già conosceva i miei quadri, li ha proposti tramite il mio canale Instagram a Stefania Maggio, arredatrice degli appartamenti utilizzati per la serie tv. E così tutto ha preso corpo in men che non si dica”. Le tele, realizzate con tecnica mista dall’artista siracusana, dopo un tour de force di adattamenti in merito a cornici e vetro, sono diventate un dettaglio prezioso in più in Sicilia Express.
“Ogni lavoro è un frammento della mia isola interiore”, continua Francesca raccontando le sue opere. “Luce, terra, silenzi, visioni sono frutto della mia ricerca tra arte, yoga e spiritualità che oggi incontra il racconto cinematografico della Sicilia”. La Nobile confessa quanto sia stato emozionante guardare in tv le sue produzioni che, come creature viventi, sembravano animarsi. “Mia figlia mi ha mandato il primo screenshot con scritto: ‘mamma c’è il tuo quadro!’. Che emozione. La condivido con tutta la mia famiglia e il mio compagno che mi sostengono in questo percorso fatto di alti e bassi. E grazie anche a Saverio il corniciaio, insieme al quale in un giorno abbiamo fatto cose che parevano impossibili”.




Video 3D sul Santuario della Madonna delle Lacrime a cura dell’ Associazione MetaBorgata

Il 21 dicembre alle ore 18 in viale Teocrito a Siracusa ci sarà una festa di luci e visioni grazie a un video-mapping organizzato dall’associazione MetaBorgata per celebrare la peculiare e iconica architettura del Santuario della Madonna delle Lacrime. “Ci siamo ormai così abituati – dichiara Viviana Cannizzo presidente dell’Associazione MetaBorgata – al dibattito asfittico tra chi lo detesta, chi lo ama e chi lo accetta come elemento ormai inserito nel paesaggio urbano, che abbiamo pensato di utilizzare lo strumento tecnologico del video mapping per immaginarlo con altre mille forme e colori allo scopo di solleticare fantasia e creatività per metterle al servizio della città che vorremmo. Per presentare questo progetto multimediale che si svolgerà proprio alle porte del Natale, abbiamo anche organizzato per tutta la mattina del 9 dicembre, una giornata confronto con gli studenti dell’accademia di belle arti “Made” presentando il lavoro di Elisa Nieli, maestra e veterana del mapping. Sarà un momento interessante per parlare delle potenzialità di questo incredibile strumento di comunicazione visiva che per l’evento del 21 dicembre stupirà tutti con effetti speciali 3d proiettati sulla fiancata del Santuario mariano proprio quella di fronte il Museo Archeologico Paolo Orsi. ” La luce sarà il fil rouge di questo progetto – conclude Cannizzo -. Luce spirituale, luce della fiamma olimpica, luce che racconta, illumina e riporta in vita! Questo è quello che succederà il 21 dicembre in viale Teocrito a Siracusa – . MetaBorgata è un progetto di rigenerazione sociale e urbana che mira a ridefinire identità e reputazione della Borgata Santa Lucia di Siracusa. Attraverso la creazione di nuovi servizi di comunità e interventi di creatività urbana, per facilitare un processo di “fare comunità” agendo sulla dimensione sociale, multiculturale e sportiva del quartiere.