Spugna, detersivo e fontanella: piazza Santa Lucia scambiata per un lavaggio auto

Piazza Santa Lucia come fosse il piazzale di un lavaggio auto. Succede anche questo nella storica anima della Borgata di Siracusa. Con un’ auto posteggiata a ridosso di una delle fontane a mosaico presenti, un uomo distinto che provvede alla pulizia interna ed esterna del veicolo, con tanto di spugna e detersivi alla mano. Come se niente fosse, sotto gli occhi di tutti. Una cosa normale.
Ma non lo è. A partire da normative ambientali che vietano azioni di questo tipo. E poi, la fontanella di piazza Santa Lucia è un elemento storico e devozionale legato alla tradizione della patrona siracusana. Secondo gli storici infatti, la fonte originale di Santa Lucia scaturì nel luogo del martirio della Santa nel 304 d.C. , nei pressi della sua abitazione e dell’attuale Basilica di Santa Lucia al Sepolcro. E’ pur vero che nel corso degli anni, la fontanella è stata vittima di atti vandalici, con il furto dei rubinetti e il deturpamento dei mosaici che la decorano. Tuttavia, a più riprese, l’amministrazione comunale ha provveduto ai danni perpetrati anche grazie all’azione di associazioni di volontariato.
Eppure ancora oggi c’è chi non mostra lo stesso rispetto che si dovrebbe ad ogni spazio pubblico – per di più se storico – di Siracusa. L’involuzione dei costumi è ormai accettata, sdoganata, denotando una profonda crisi della società cosiddetta “moderna”.
Per la cronaca, non è consentito lavare l’auto in piazza utilizzando l’acqua di una fontanella pubblica, destinata a uso potabile e pubblico. Lavare un’auto in strada o in piazza, poi, comporta che detergenti e residui oleosi finiscano nelle caditoie e che l’acqua sporca defluisca senza trattamento. Il che viola norme ambientali, perché il lavaggio su suolo pubblico non è autorizzato e non avviene in un impianto con sistemi di raccolta e depurazione.
Le multe possono variare da alcune decine a diverse centinaia di euro.




Settimana Nazionale di Lettura.Priolo attiva con Libriamoci 2026

La scuola Primaria del 2° Istituto Comprensivo “A. Manzoni – D. Dolci” di Priolo Gargallo ha partecipato a Libriamoci 2026 nella Settimana Nazionale della Lettura, che invita le scuole ad organizzare iniziative di lettura. “Giornate di lettura nelle scuole” è l’iniziativa nazionale del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura che, ogni anno, coinvolge le scuole in Italia ed all’estero. Ogni libro è una creatura viva è il tema scelto per la XII edizione. Come ogni anno, il tema è declinato in tre filoni tematici, pensati per ispirare insegnanti e lettori. “Creature in cammino” è il tema scelto dalla scuola priolese, in quanto leggere è un cammino condiviso, un incontro tra creature diverse. Racconti e romanzi di vite vissute o immaginate, che esplorano paesaggi interiori, emozioni, relazioni, danno voce a personaggi, a quelle creature di carta che diventano amici e compagni di cammino. “Narratore-di-storie-fantastiche” è il titolo dato all’iniziativa scolastica, pensata a Priolo Gargallo per Libriamoci 2026, per cui i docenti hanno utilizzato la tecnica del kamishibai, il teatro di carta, lettura con l’ausilio di immagini cartacee. Ben 18 le classi di scuola Primaria coinvolte nel progetto d’incentivazione alla lettura con 42 docenti lettori, un successo senza eguali, per cui il dirigente scolastico, prof. Enzo Lonero, si sente molto orgoglioso, in quanto l’esigenza di ritornare a leggere è ora più che mai impellente, ponendosi come unica reale ed intramontabile alternativa all’imperare degli strumenti elettronici e ad un loro utilizzo non sempre consono o veramente utile. I ragazzi delle classi quarte dei plessi “Largo delle Scuole”, “Bondifè” e “O. Di Mauro” sono stati tutti riuniti a classi aperte ad ascoltare i vari docenti-narratori, radunati nel salone del plesso “O. Di Mauro”, un angolo dedicato all’interno della scuola, pieno di cuscini per adagiarvisi e leggere tutti insieme e per poter vivere momenti di sano e godibile impegno, coinvolti nella lettura delle fantasmagoriche avventure di Matilde di Roald Dahl, un famoso best seller. Accolti dalla musica, ad occhi chiusi, come in una sorta di cinema a scuola, i ragazzini hanno gustato pop-corn mentre ascoltavano e vivevano i bei momenti e le attività comuni di lettura a voce alta, ciò ha reso l’esperienza molto piacevole e rilassante. Nelle giornate del 19 e 20 febbraio, tutte le classi e tutti i docenti partecipanti all’iniziativa, hanno effettuato nei propri plessi, letture a voce alta con le proposte di libri scelte per fasce d’età, seguendo il percorso didattico stilato per l’iniziativa dalla scuola Primaria priolese. La lettura dei testi scelti proseguirà poi nelle varie classi anche dopo la Settimana Nazionale fino ad ultimare la lettura di tutta l’opera letteraria prescelta per gli alunni in base alla fascia d’età. In una fase successiva, si prevedono spostamenti delle classi anche tra i vari plessi di scuola Primaria per effettuare scambi culturali allo scopo di leggere insieme. In veste di lettore, il “Narratore-di-storie-fantastiche” sarà anche il dirigente scolastico Lonero, appassionato della lettura e del potere valoriale ch’essa racchiude. L’iniziativa priolese cerca di stimolare l’atto del leggere anche attraverso la costruzione di un libro a più mani, in quanto l’azione del “leggere” e quella del “fare” sono poste in un’unica direttrice, “emozione” nel sentire parole che fluiscono ed “azione” intesa come messa in pratica del messaggio ricevuto. Il tutto attraverso la narrazione per immagini, al fine di dare forma ad un momento di grande valore emozionale e cognitivo e quindi il kamishibai come metodo narrativo per proporre una lettura animata e più coinvolgente, un piccolo “teatro in valigia”, immagini che scorrono tra le mani, una sorta di gioco, che fa risplendere la magia del racconto, creando un forte coinvolgimento fra narratore e spettatori. Le attività proposte poi coinvolgeranno tutti i bambini in un percorso laboratoriale per realizzare un unico libro. Sarà un mezzo per raccontare agli altri una cosa bella vissuta a scuola, in un modo speciale, costruendo un libro per gruppi di classi, un contenitore, nel quale ogni pagina sarà la testimonianza di un’esperienza vissuta. Il momento della “costruzione del libro” diverrà per il bambino un piccolo spazio dove poter racchiudere il proprio universo interiore. In un secondo momento, gli alunni di classe quarta e quinta leggeranno ai più piccoli delle classi prime, seconde e terze, delle storie come percorso di auto aiuto e di tutoring. Questa metodica agevolerà il bambino a capire il valore affettivo del libro e l’importanza dello strumento lettura. Gli elaborati grafici, che produrranno i bambini dopo le letture ascoltate, diventeranno le pagine del testo costruito a mano e da poter mostrare agli altri.




Piazza Santa Lucia, l’uomo che dorme nell’aiuola e la silenziosa “normalità” del disagio

In piazza Santa Lucia, cuore della Borgata, sono ordinari i segni e le storie di disagio sociale. Passeggiando di primo mattino, potrebbe capitare di imbattersi in un uomo che dorme tra l’erba di una delle aiuole al centro della piazza. Alcune bottiglie accanto, forse è palesemente ubriaco. Dorme lì, come se nulla fosse tutto intorno. Un intorno che pare essersi abituato ad immagini così.
Lo risvegliano dei cani randagi di passaggio, rumorosi nel loro abbaiare senza un perchè. Disturbato nel suo riposo, l’uomo si alza dall’aiuola e si dirige verso la chiesa di Santa Lucia. Nel breve cammino si libera della maglietta e delle scarpe. Seminudo, entra così nella basilica. Magari in cerca di un qualche aiuto, che trova nei frati di Santa Lucia con cui, dopo circa mezz’ora, spunta fuori dalla chiesa.
I religiosi appiano visibilmente preoccupati per le condizioni fisiche e psicologiche dell’uomo. Per un breve tratto di strada, notano gli osservatori, lo sorreggono nell’incedere mentre raccoglie gli umili abiti da terra. Poi si allontana, con andatura incerta, perdendosi tra le intersezioni di via Montegrappa.
Sono storie quotidiana per la Borgata, il popoloso rione al centro di mille analisi ultimamente sui temi del disagio e della sicurezza. I residenti, preoccupati e stanchi, continuano a reclamare controlli costanti da parte delle forze dell’ordine, magari un’illuminazione che garantisca di vedere cosa succede in strada quando cala la sera. E non guasterebbe una imponente riqualificazione di luoghi di aggregazione proprio come piazza Santa Lucia, ridotta a casa degli ultimi o festoso e variopinto campo di cricket.




Accesso ai servizi sanitari e prevenzione, l’Asp di Siracusa…a scuola

Un’alleanza strategica tra sanità, istituzioni scolastiche e terzo settore per facilitare l’accesso ai servizi sanitari e portare la prevenzione direttamente nei quartieri tra i cittadini. Lunedì 23 febbraio, dalle 9 alle 13, i locali dell’Istituto comprensivo “Verga – Martoglio” in via Madre Teresa di Calcutta a Siracusa, ospiteranno l’evento “La Salute nel quartiere”, una tappa del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027 dell’Asp di Siracusa. Il fulcro della giornata sarà la salute di prossimità con una serie di iniziative organizzate in collaborazione con la dirigente scolastica Clelia Celisi e i docenti, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Siracusa Marco Zappulla e gli Enti del Terzo Settore WonderS@mmy, Movimento Difesa del Cittadino, AIDE, U.Di.Con, Avo, La Meta e Cittadinanza Attiva sezione di Noto. Nell’area della scuola verranno allestite postazioni informative dedicate a genitori e docenti, focalizzate sui quattro pilastri del programma che affrontano la salute mentale, con percorsi di sostegno concreto per le famiglie di pazienti psichiatrici, la campagna di screening oncologico per la prevenzione dei tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon retto, i servizi domiciliari “Ti ASPetto a casa”, per le mamme e i neonati, gli ambulatori di prossimità per i servizi sanitari dedicati alle fasce più deboli della popolazione.
Nel corso della manifestazione gli alunni si esibiranno in uno spettacolo dedicato e sono previsti momenti musicali e ludici e la consegna di gadget ai piccoli e alle loro famiglie.




Mostra-Racconto della Polizia di Stato su mafia e legalità

Domani presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova la squadriglia “Pantere” del reparto Siracusa 15 organizza una mostra dedicata al contrasto alla mafia, aperta alla cittadinanza e concepita come momento pubblico di informazione, memoria e sensibilizzazione. L’iniziativa rappresenta una tappa del progetto Guidoncini Verdi, l’impresa, all’interno della specialità Civitas, percorso educativo e di cittadinanza attiva di caratura regionale, volto a promuovere la responsabilità civile, il rispetto delle regole e la costruzione di comunità più consapevoli e partecipi. La mostra è stata realizzata dopo aver seguito dei percorsi tra loro connessi. Il promo sarà dedicato all’intervista a Giovanna Raiti, che ricorderà il fratello Salvatore Raiti, un carabiniere ucciso dalla mafia nel 1982. Una testimonianza che restituisce la dimensione umana delle vittime innocenti e richiama i valori di giustizia, servizio e coraggio, offrendo ai visitatori l’occasione di riflettere sul significato concreto della legalità. Accanto a questo momento, il percorso espositivo proporrà materiali di approfondimento per comprendere che cosa sia la mafia, come operi sul territorio e quali ricadute produca sul piano sociale ed economico, con particolare attenzione ai meccanismi di controllo, alle forme di intimidazione e alle strategie di contrasto. Un altro approfondimento sarà dedicato al ruolo delle associazioni antiracket, ai percorsi di denuncia e alle misure di supporto per commercianti e cittadini che scelgono di opporsi al pizzo, valorizzando l’importanza della rete e della solidarietà. Sarà inoltre affrontato il tema dei beni confiscati alla mafia attraverso la storia di un bene di Lentini, oggi gestito dalla cooperativa Beppe Montana – Libera Terra, presentato come esempio concreto di restituzione alla collettività e di trasformazione dell’illegalità in opportunità sociale, insieme a un focus sull’impegno dell’associazione Libera nella promozione della cultura della legalità e nella valorizzazione dei beni confiscati. Fotografie, appunti, pannelli informativi e materiali multimediali raccolti e organizzati dalla squadriglia completeranno la visita, pensata per coinvolgere giovani e adulti e rafforzare un messaggio chiaro: la memoria non è soltanto ricordo, ma si traduce in una scelta quotidiana di responsabilità e partecipazione condivisa, nella convinzione che il cambiamento inizi anche da gesti concreti e comuni.




Catania sceglie il Modello Siracusa. Calabrò realizzerà “Etnapedia”

Siracusa fa scuola in tema di innovazione sociale. Il protocollo di mappatura inclusiva ideato in città con il progetto Aretusapedia supera i confini provinciali e diventa un case-study per Catania. È il risultato dell’audizione ufficiale tenutasi il 17 febbraio 2026 con la IX Commissione Consiliare Permanente del capoluogo etneo, che ha convocato l’autore e divulgatore siracusano Alessandro Calabrò per acquisire il metodo di lavoro aretuseo. Al centro del confronto il portale Aretusapedia che non è una semplice enciclopedia online ma un sistema di validazione fisica dei luoghi che garantisce informazioni verificate sul campo per disabili visivi, motori e cognitivi, ottimizzato nativamente per screen reader e assistenti vocali. Un lavoro che a Siracusa conta già oltre 50 schede attive e che ora punta a replicarsi sotto il vulcano. L’impatto del progetto ha generato un interesse istituzionale immediato. L’audizione, fortemente voluta dalla Presidente Simona Latino che ha individuato nel lavoro svolto a Siracusa lo standard ideale da adottare per la città, ha registrato l’intervento anche della Presidente della Commissione Cultura, Erika Bonaccorsi. Dall’incontro è nata ufficialmente la proposta di una piattaforma gemella destinata a mappare il patrimonio catanese, che sarà denominata Etnapedia. “L’accessibilità non deve essere vista come un semplice adempimento normativo, ma come una leva di sviluppo culturale e turistico – dichiara la Presidente Simona Latino – . Catania possiede un patrimonio straordinario e merita strumenti digitali all’avanguardia per raccontarlo e renderlo fruibile a tutti.” Per Alessandro Calabrò autore e divulgatore specializzato in tecnologie assistive, si tratta di un riconoscimento che premia la scalabilità del metodo. “La tecnologia per includere esiste, mancava solo un protocollo per applicarla sul campo in modo sistematico – spiega Calabrò – . Vedere che il lavoro svolto in autonomia su Siracusa diventa oggi un modello di riferimento per una città metropolitana come Catania è un segnale importante. La sfida di Etnapedia è ambiziosa e sono pronto a mettere le mie competenze a disposizione per costruire un servizio di pubblica utilità che replichi lo standard siracusano.”




Festeggiamenti a Noto in onore del patrono San Corrado Confalonieri

Noto celebra oggi con devozione e profondo senso di appartenenza la festività di San Corrado, Patrono della città. Come da tradizione, le luminarie risplendono per le vie storiche avvolgendo la città in un’atmosfera di gioia e bellezza e i fedeli si stringono in un abbraccio comunitario in religiosa processione. “Non sono soltanto decorazioni e riti – dichiara il sindaco Corrado Figura – ma il segno visibile di una fede antica, di una comunità unita, di una storia che si rinnova ogni anno. Le luci che illuminano Noto – continua figura – raccontano infatti il legame indissolubile tra il nostro popolo e il suo Santo Patrono. Raccontano generazioni che hanno custodito questa devozione, tramandandola come patrimonio prezioso di identità e memoria.” Oggi la città barocca, festeggerà con rispetto e orgoglio, uno dei giorni più sentiti dell’anno, la festa del patrono San Corrado Confalonieri. Le vie del centro si affollano di gente che in segno di rispetto e devozione segue l’urna contenente le spoglie del santo eremita, completamente scalza. E ancora le confraternite con i loro grandi ceri posti in cima a dei fusti di legno tutti intarsiati con decorazioni che raffigurano la vita del santo. Ed infine la banda musicale della città che accompagna gioioso tutto il corteo di fedeli che domenica prossima si riunirà nuovamente per una seconda e conclusiva processione di festeggiammenti.




Avola.Violazioni al codice della strada. Sanzioni e sequestri amministrativi

Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di di Avola e al Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale di Catania, hanno effettuato uno straordinario servizio di controllo del territorio, nei giorni 16, 17 e 18 febbraio, rafforzando la presenza della Polizia nel centro cittadino e nella periferia avolese. L’operazione di monitoraggio, svolta durante le giornate più “calde” del carnevale con lo scopo di innalzare la percezione di sicurezza negli abitanti della zona, ha consentito di identificare 558 persone e di controllare 289 veicoli. In tale scenario, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati e al contrasto del degrado urbano, sono stati pianificati numerosi posti di controllo che hanno portato a diciassette sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, tre sequestri amministrativi e due carte di circolazione ritirate.




La Fillea CGIL Siracusa dona card elettroniche al gruppo scout CNGEI di Niscemi

Il disastro che ha colpito la città di Niscemi mobilita tutti a stringersi attorno a chi ha perso tutto e da sempre è in prima linea in aiutare della popolazione. Per questa ragione la Fillea CGIL di Siracusa ha deciso di donare card elettroniche al gruppo scout CNGEI di Niscemi, impegnata costantemente sul campo per garantire animazione e supporto ai bambini e alle famiglie colpite dall’emergenza. Un gesto semplice ma concreto che rappresenta un segnale di vicinanza e solidarietà in una fase delicata, dove rischiano di venire meno certezze e punti di riferimento. Il gruppo CNGEI, da sempre presente sul territorio, incarna valori fondamentali come l’autoeducazione, la cittadinanza attiva e il rispetto per l’altro. Pilastri che si fondano sui doveri verso sé stessi, verso gli altri e verso la natura. Sostenere chi promuove questi principi significa rafforzare la comunità, soprattutto quando essa viene messa a dura prova. “La Fillea Cgil – dichiara Eleonora Barbagallo, segretaria provinciale Fillea – vuole essere accanto a chi, senza risparmiarsi, continua a offrire supporto, speranza e aiuto concreto. In questa emergenza, il lavoro straordinario degli scout CNGEI di Niscemi rappresenta un esempio di impegno civile e solidarietà attiva”.




Sanità, la Cisl:”Si richiede un confronto con i vertici dell’Asp”

A sollecitare un rilancio del confronto con i vertici dell’Asp è stato il segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa, Mauro Bonarrigo, che ha segnalato un completo stallo nel dialogo che era stato avviato in passato. “Risale ormai allo scorso dicembre l’unica circostanza d’incontro con il commissario Chiara Serpieri, nominato dall’Assessorato regionale della Salute alla direzione della Sanità siracusana – sottolinea Bonarrigo – . In quell’occasione avevamo rappresentato la necessità della prosecuzione delle trattative sindacali, fondamentali al superamento del momento storico di particolare delicatezza e complessità. Abbiamo atteso, quindi, un tempo ragionevolmente utile affinchè il commissario straordinario si ambientasse nella dimensione aziendale ma abbiamo potuto costatare soltanto un netto rallentamento delle attività aziendali, oltre ad un totale distanziamento ed alla mancata considerazione della nostra azione di rappresentanza sindacale in merito alle questioni d’interesse dei lavoratori”. Con queste motivazioni la Fp Ragusa Siracusa ha sollecitato il riavvio delle relazioni con i vertici dell’Asp a più riprese con diverse note, evidenziando un progressivo scollamento anche nella gestione dei servizi. “Una presa di posizione che ci ha costretti a dovere formalizzare all’Asp le criticità operative presenti in tanti reparti e servizi, attraverso una sequenza di note con cui abbiamo messo in luce una gestione organizzativa, in netta prevalenza in ambito sanitario, in contrasto con le previsioni delle norme e del contratto collettivo – continua il segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa – che arreca forte pregiudizio ai diritti, alla salute ed alla sicurezza sul lavoro delle tantissimi dipendenti che si ritrovano quotidianamente ad operare in condizioni ostiche che si ripercuotono sulla qualità dei servizi offerti alla collettività in tutta la provincia”. Segnalazioni su priorità e interventi, che secondo la Cisl Fp Ragusa Siracusa, sono rimaste inevase in questo periodo. Proprio per questo il sindacato intende passare all’azione, mobilitandosi. “L’esposizione di problematiche importanti e richieste di urgente convocazione dei relativi incontri, avanzati dalla Cisl Fp – dichiara Bonarrigo – lasciate inevase dalla Direzione Aziendale, così manifestando, anche la violazione delle relazioni sindacali, che prefigura i termini di condotta antisindacale che non esiteremo a fare valere nelle sedi opportune, un lapalissiano disinteresse al miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti. Abbiamo documentato all’Azienda situazioni di grave difficoltà generalizzata riconducibili alla carenza di personale sanitario rispetto ai posti letto e la correlata pesantezza dei carichi di lavoro di infermieri, tecnici sanitari ed OSS, in moltissime unità operative, nonché l’uso incontrollato ed inappropriato di istituti contrattuali quali il lavoro straordinario e la pronta disponibilità, deroganti le previsioni della norma e del contratto di settore. Abbiamo anche messo in risalto situazioni spinose, come quelle patite dal personale infermieristico assegnato alla sanità penitenziaria e quelle relative alla mancanza di una fissa assegnazione, da oltre un anno, al personale infermieristico ed OSS della Rianimazione dell’Ospedale Avola Noto, sulla cui chiusura di così lunga durata rispetto ai termini di consegna dei lavori di adeguamento abbiamo chiesto di fare chiarezza, anche in ragione della vastità del comprensorio abitativo come quello della zona sud di cui è posta a servizio. Abbiamo, inoltre, segnalato il mancato scorrimento delle vigenti graduatorie di mobilità interna e la promiscuità di indistinto utilizzo del personale sanitario fra l’area ospedaliera e quella territoriale. In ultimo i nostri componenti della RSU hanno richiesto al Commissario Straordinario di provvedere per l’ultima volta, tramite l’ufficio Relazioni Sindacali, alla convocazione dell’organismo di rappresentanza dei lavoratori di cui fanno parte, proprio allo scopo di dotarsi del regolamento di funzionamento sollecitato dalla stessa Azienda e per accelerare la ripresa della contrattazione decentrata in favore dei lavoratori ma anche al fine di mettere in sicurezza alcune determinazioni che, altrimenti, comprometterebbero l’esito dell’attribuzione ai dipendenti del comparto delle spettanze frutto dei precedenti accordi sindacali. Stentiamo a comprendere a quali logiche possa rispondere un tale tentativo di delegittimazione del ruolo del sindacato e delle sue funzioni a salvaguardia dei diritti dei lavoratori e per la sicurezza dei servizi al cittadino”. La Cisl Fp Ragusa Siracusa ha chiesto quindi certezze e tempi rapidi. Rivolgendo anche un appello alla classe politica regionale, auspicando a questo punto la nomina di una direzione che abbia pieni poteri. “E’ certo che, in assenza di tangibili ed immediati riscontri – conclude Bonarrigo – non esiteremo ad informare della grave crisi che si registra nella sanità siracusana sia i preposti organi di controllo quanto quelli di Governo regionale, riservandoci per il futuro, nell’esercizio delle nostre prerogative, di entrare nei meriti di alcune tematiche afferenti la sanità provinciale che ci fanno assistere, oramai troppo spesso, ad un circo mediatico, con dei botta e risposta di dubbia fondatezza. La provincia siracusana merita servizi assistenziali meglio organizzati e di più elevata qualità, per questo motivo siamo convinti che sia indifferibile dotarla della figura di un direttore generale con pienezza delle proprie funzioni, capace di controllare la gestione e l’organizzazione del personale sanitario e di ristabilire il dialogo ed il confronto con il sindacato, che rappresenta non soltanto la voce di migliaia di lavoratori ma anche quella che è la qualità dei servizi avvertita dalla collettività, un indice di gradimento complessivo che è alla base di più ampie valutazioni della sensibilità politica nei confronti del territorio”.