Autodromo di Siracusa, il dossier passa al Libero Consorzio. Avanti la vendita al fondo estero

La vendita dell’autodromo di Siracusa è dossier passato da pochi giorni al Libero Consorzio. Sino a qualche settimana addietro, la vicenda era stata seguita dall’organismo straordinario di liquidazione (Osl) che ha gestito il default dell’ex Provincia Regionale di Siracusa. Per la formalizzazione dell’accordo con il fondo straniero che ha presentato un’offerta da tre milioni e trentaseimila entrano quindi in gioco gli uffici dell’ente intermedio presieduto da Michelangelo Giansiracusa. Sufficiente per confermare la volontà di procedere da parte del fondo estero. A rallentare la conclusione della trattativa, la conclusione della procedura liquidatoria dell’ex Provincia ed il passaggio di tutto l’incartamento al Libero Consorzio.
Tutti i documenti sono stati condivisi. Ed anche il deposito cauzionale (poco più di 150mila euro) è stato trasferito dall’Osl al Libero Consorzio di Siracusa. Nei giorni scorsi, lo stesso presidente Giansiracusa ha avuto un veloce incontro con il rappresentante europeo del fondo di capitali interessato a completare la compravendita. Confermata, quindi, la volontà di procedere. Nei piani dell’acquirente c’è la trasformazione dell’autodromo in motorsport resort che – semplificando – è un circuito automobilistico che diventa un complesso turistico-sportivo. Quindi all’attività di pista vera e propria si affiancano ospitalità alberghiera, servizi di lusso e attività esperienziali per appassionati, aziende e famiglie. Non è solo una pista “a noleggio”, ma va immaginato quasi come un “club residenziale” costruito intorno alla passione per i motori.​ ​Per gli appassionati, significa accesso diretto alla pista ed a servizi a 360°; per i territori può significare destagionalizzazione e indotto economico.
L’autodromo di Siracusa è stato oggetto di cinque aste pubbliche (una nel 2020, due l’anno seguente e poi ancora nel 2022 e nel 2023), tutte andate deserte. Negli anni scorsi c’era stato anche l’interesse di un fondo australiano, poi non perfezionato.

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