Avola. “I Cortili parlano”: memoria, tradizioni e comunità nel ricordo di Giovanni Falcone
“Una prima edizione straordinaria, forse unica nel suo genere nella provincia di Siracusa, capace di trasformare i nostri cortili in luoghi vivi di memoria, tradizione e comunità”.
Così il sindaco di Avola, Rossana Cannata, commenta il successo de “I Cortili Parlano”, evento che ha valorizzato i “cuttigghi” avolesi come spazi popolari di incontro, racconto e identità.
Nel giorno dedicato al ricordo di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, Avola ha scelto di fare memoria non solo attraverso il ricordo civile, ma anche attraverso le proprie radici.
“Fare comunità – dichiara Cannata – significa custodire ciò che siamo: le nostre tradizioni, i nostri luoghi, i racconti delle famiglie, la partecipazione dei bambini, delle scuole, delle associazioni e dei cittadini. La memoria è anche questo: riconoscersi in una storia comune e trasformarla in condivisione”.
La manifestazione ha registrato grande entusiasmo e partecipazione, coinvolgendo l’Inner Wheel Club Terra di Eloro, la Pro Loco, gli Avolesi nel Mondo, l’Archeoclub, il Gruppo Folk Val di Noto, il Corteo Storico Città di Avola, il Centro Equestre Ibleo, il gruppo folkloristico “I Jochi ri Ieri e ri Oggi” e gli istituti comprensivi Capuana-De Amicis e Bianca-Vittorini.
“Abbiamo visto cortili pieni di volti, sorrisi, musica, bambini, famiglie e tradizioni – aggiunge il sindaco –. È stata una festa popolare nel senso più bello del termine: autentica, partecipata, profondamente avolese”.
Per Cannata, il valore dell’iniziativa sta proprio nell’aver unito legalità, identità e senso di appartenenza.
“Nel giorno in cui ricordiamo Falcone – conclude – abbiamo scelto di rispondere con la forza della comunità. Una comunità che si incontra, che ricorda, che tramanda e che costruisce futuro partendo dalle proprie radici”.
Intanto sono oltre 1.100 i Comuni italiani destinatari di beni confiscati alla criminalità organizzata, insieme a 7 Città metropolitane coinvolte nella gestione e nel riutilizzo sociale degli immobili sottratti alle mafie. È uno dei dati più significativi elaborati dall’Area Sicurezza e Legalità di Anci e presentati nel corso della 28esima puntata di “Fuori dal Comune”, la trasmissione di Radio Rai Gr Parlamento realizzata in collaborazione con l’Anci, dedicata questo sabato al ruolo dei territori nella lotta alla mafia.
In trasmissione è intervenuta anche Cannata, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra legalità, libertà di stampa e formazione delle nuove generazioni, ricordando la figura del giornalista Giuseppe Fava. “Fare memoria è un dovere delle istituzioni – ha dichiarato – per questo abbiamo deciso di intitolare una struttura sportiva a Pippo Fava. Lo sport può diventare un antidoto alla mafia, per il valore educativo delle iniziative rivolte ai giovani. Vedo una Sicilia che reagisce, che si riscatta e che vuole lasciarsi alle spalle gli anni più bui”.