Dario Bandiera sbarca su Prime con “Regression”, una satira feroce sulla società social

Frutto di un’analisi satirica del fenomeno social in cui “più sei becero, più sei seguito” e dove si ripudia l’intelligenza alla ricerca della superficialità, “Regression” è lo spettacolo dissacrante appena approdato sulla piattaforma Prime interpretato dall’attore siracusano Dario Bandiera. Sfornato da una produzione privata e registrato a Roma, “Regression” offre a Bandiera l’occasione per esprimere al meglio il suo talento camaleontico capace di trasformare sul palco ogni personaggio in un’icona contemporanea surreale e, allo stesso tempo, verosimile.
Fin dai primi minuti dello show il comico siracusano parte “in quarta”, portando all’esasperazione il suo istrionismo e la sua incredibile varietà di espressioni facciali, vocalizzi incredibili e gestualità improbabile. La Sicilia col suo dialetto, la sua mimica e l’energia vulcanica, lo possiede e lo anima ad ogni passo, ogni battuta, ogni silenzio ammiccante. Dario Bandiera è autentico, folle e trascinante.
Da più di trent’anni vive ormai a Roma con moglie e tre figli, eppure non c’è risveglio che non sia dedicato alla sua Siracusa, alla sua gente, al suo mare, alla sua Piazza Adda luogo dove – in adolescenza – ha fatto il pieno di storie e soggetti che poi sono diventati copioni da romanzare e portare sul palco, prima dei villaggi turistici e poi della televisione, del cinema e del teatro.
La comicità di Dario Bandiera è incentrata sul comportamento estremo ed esagerato dei suoi personaggi che in “Regression” toccano la vetta dell’iceberg perchè questo spettacolo per Dario è un messaggio forte e diretto alla società contemporanea. “Amo il mio lavoro. Amo ridere e far ridere – racconta l’attore siracusano a SiracusaOggi.it – perchè in questa vita, anche quando pensi di esser stato messo all’angolo, ridere è sempre la medicina migliore per ripulirsi l’anima e chiedere un time out da pensieri e preoccupazioni. Per rimanere seri c’è sempre tempo”. Orgoglio siracusano, Dario Bandiera con “Regression” conferma che non serve rinnegare le proprie origini per farsi comprendere dal grande pubblico. “Non rinuncio al mio dialetto e alle mie battute sicule e resto fedele al mio accento meridionale anche quando mi esibisco nei teatri del Nord Italia. Perchè quando si ha il linguaggio universale della comicità, la gente ti capisce sempre e ride, ride tanto e di cuore”. Grande sensibilità e saggia intelligenza, Dario Bandiera potrebbe essere considerato l’erede di Andy Kaufman, showman straordinario degli anni settanta che come lui, con geniali tiri mancini lasciava sempre negli spettatori, l’ambigua sensazione di essere stati incredibilmente presi in giro e irrimediabilmente conquistati dall’autenticità delle performance e dalla potenza di un copione quasi sempre evaso e riadattato in nome del “qui e ora”.