Bloom algale a Calarossa: sfiorato il livello d’allerta, la situazione torna alla normalità

Con l’aumento delle temperature tornano a presentarsi anche casi di alga tossica nel mare siracusano. Il fenomeno del bloom algale è tornato a riguardare in questi giorni le acque di Calarossa, nel cuore di Ortigia, luogo particolarmente sensibile al problema. La concentrazione di fioriture di Ostreopsis ovata è risultata piuttosto alta nei giorni scorsi, dopo il campionamento effettuato dal personale ARPA il 24 giugno scorso. L’alga in questione è potenzialmente tossica se inalata, per questo l’Area Mare dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Sicilia conduce in tutta l’isola monitoraggi specifici. Calarossa è una delle stazioni di campionamento. L’ultimo campionamento ha fatto emergere una concentrazione di 26.230 cellule al litro. Il livello di allerta scatta con le 30 mila cellule/litro. Se il dato è superiore a 10 mila va comunque segnalato alle istituzioni competenti. Il monitoraggio va, in questi casi, condotto nuovamente entro pochi giorni ed infatti ieri sono stati effettuati i nuovi prelievi, i cui esiti, resi noti oggi parlano di una situazione rientrata, con 6 mila cellule per litro.
Il rischio per la salute, nel caso di fioritura elevata di questa microalga, è legato a possibili problemi alle prime linee respiratorie o stati febbrili. Necessario, quando il limite stabilito dalle linee guida ministeriali viene superato, adottare delle misure per interdire la balneazione fino a conclusione del fenomeno, che non inficia, in ogni caso, la qualità delle acque dal punto di vista dell’inquinamento ambientale.
“L’Arpa- spiega il biologo marino Benedetto Sirchia dell’Area Mare – monitora le stazioni di Punta Mola, Calarossa e Calabernardo (in questo caso, dunque, nel territorio di Noto)- Nel mese di giugno e settembre una volta al mese, a luglio e agosto con frequenza quindicinale. Nel caso di Calarossa il livello di rischio sanitario era risultato trascurabile, visto lo scarso idrodinamismo. L’ulteriore prelievo ha poi fatto venire meno qualsivoglia tipo di allerta. Le microalghe di cui stiamo parlando sono generalmente a contatto con i l fondo marino. Si duplicano e quando si verificano determinate condizioni marine, magari con l’aumento del moto ondoso, si disperdono nella massa d’acqua e si diffondono attraverso l’aerosol marino. Una volta respirate, anche se si staziona nelle vicinanze, ci si espone al rischio di malori come quelli indicati”.