Borgata, il Pd chiede un piano straordinario: “Più Stato, non solo più controlli”
Dopo l’allarme di residenti e commercianti della Borgata, raccolto da SiracusaOggi.it, il gruppo consiliare del Partito Democratico di Siracusa rilancia sulla sicurezza nel quartiere. Lo fa con una notaba poche ore dall’ennesimo episodio di violenza urbana.
Su questo sfondo i consiglieri dem Angelo Greco, Massimo Milazzo e Sara Zappulla depositano la loro analisi, che respinge la tentazione di ridurre tutto a una questione di ordine pubblico. Il problema, scrivono, è strutturale e richiede risposte su più fronti: più forze dell’ordine, certo, ma anche più servizi, più cura dello spazio pubblico, più politiche sociali. E soprattutto un cambio di approccio da parte dell’Amministrazione comunale, accusata di aver finora sottovalutato la situazione.
La nota del PD riprende e amplifica le richieste già avanzate da residenti e commercianti, e si inserisce in un quadro di criticità che SiracusaOggi aveva già documentato nelle settimane scorse. La Prefettura aveva individuato nell’ubriachezza molesta una delle concause del degrado alla Borgata, eppure i distributori automatici di bevande alcoliche continuano ad operare h24 senza limitazioni. Il PD torna a chiedere allora l’approvazione immediata del regolamento che era stato predisposto ad ottobre del 2025, sottolineando che regolamentare l’insediamento e l’attività dei distributori automatici H24 nelle aree più esposte non significa penalizzare le imprese, ma definire regole chiare nell’interesse della collettività.
Sul fronte dell’ordine pubblico, i dem invocano la convocazione urgente di tutti gli organismi preposti alla sicurezza urbana e la definizione di un piano straordinario di intervento. L’ipotesi di un presidio fisso interforze — Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale — con una presenza stabile e visibile nel quartiere, merita di essere valutata seriamente, e non archiviata come idea troppo costosa o complicata.
Ma la sicurezza, insistono i consiglieri, passa anche da marciapiedi curati, strade illuminate e spazi pubblici vissuti. E passa dalla cultura della città: nella nota si chiede esplicitamente di delocalizzare gli eventi, di alleggerire la pressione sempre concentrata su Ortigia e di valorizzare i palcoscenici a cielo aperto che la Borgata stessa offre. Un quartiere che ha una sua identità e una sua storia, e che non può essere ridotto a problema da gestire solo quando esplode l’emergenza. La Borgata aspetta risposte.