Botte al Comune di Avola tra un dipendente e il consigliere Urso: “Mi sono difeso”

Tensione alle stelle ieri al Comune di Avola, dove un confronto negli uffici dell’assessorato allo Spettacolo è scaturito in una colluttazione tra un consigliere comunale ed un dipendente dell’ente. A rendere nota quella che definisce un’aggressione da parte del consigliere Tullio Urso ai danni di un dipendente dell’ente, è stato il consigliere Giovanni Rametta, che parla di un episodio “grave e inaccettabile”. Secondo il racconto dell’esponente di opposizione, “un dipendente che stava svolgendo il proprio lavoro è stato coinvolto in un episodio che non può essere liquidato come un semplice diverbio. Il consigliere Tullio Urso non è nuovo a comportamenti sopra le righe. In passato abbiamo già assistito a episodi che hanno generato forte indignazione pubblica e che hanno mostrato un modo di intendere il confronto politico incompatibile con il ruolo istituzionale ricoperto”. Rametta chiede le dimissioni di Urso e al sindaco, Rossana Cannata, di assumere una posizione netta.
Ben diverso il racconto del consigliere accusato di aver esercitato un’azione di violenza nei confronti del dipendente comunale. “Ho raggiunto l’Ufficio Spettacolo per chiedere chiarimenti, da presidente della commissione consiliare Spettacolo, su alcune questioni. E’ quello che la mia funzione prevede. Ne parlavo con la dirigente, senza che questo fosse un problema per nessuno dei due. Avevamo idee diverse e io esprimevo il mio pensiero. Ad un certo punto, un messo comunale si è intromesso, dicendomi con fare indisponente di smetterla di parlare così a lungo dello stesso argomento. Gli ho chiesto chi fossa e cosa volesse. Il dipendente si è dunque alzato e, minaccioso, si è avvicinato a me. Mi ha spintonato. Mi sono difeso. Ne è scaturita una colluttazione. Ho sentito che mi tirava il collo, tanto che ho accusato un malore e sono ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Non mi risulta che il dipendente abbia registrato conseguenze refertate invece. E questo è indicativo. La mia è una prognosi di sette giorni e accuso forti capogiri. Urso esprime anche rammarico per un altro aspetto della vicenda. “Deputati regionali che non erano presenti hanno raccontato questo episodio sostenendo che io abbia sferrato tre pugni al dipendente. Mi sembra altamente improbabile, visto che tre pugni causerebbero delle conseguenze fisiche, anche visibili, se vogliamo, che non ci sono state”. Urso esprime amarezza e non esclude la possibilità di fare delle riflessioni profonde su quanto accaduto. “Non è la prima volta che vengo preso di mira- conclude- Valuterò se fare un passo indietro, ma a mia tutela”.