Caccia al coniglio e controlli. Anlc Sicilia: “Si presti la stessa attenzione ai rifiuti e agli incendi”
La notizia relativa al rafforzamento dei controlli della Polizia Provinciale sull’attività dei cacciatori nel Siracusano in concomitanza con l’avvio della caccia al coniglio selvatico al centro di una presa di posizione dell’Associazione Nazionale Libera Caccia – Sicilia.
“Non contestiamo il diritto e il dovere delle forze di polizia di vigilare sul rispetto delle norme venatorie- spiega l’associazione- La caccia legale, praticata da migliaia di iscritti che ogni anno rinnovano tessere, versano contributi e si sottopongono a esami e controlli, non ha nulla da temere dalla legalità. Quello che l’A.N.L.C. Sicilia contesta è la sproporzione degli interventi e, soprattutto, la selettività con cui vengono impiegate le già scarse risorse a disposizione degli organi di vigilanza territoriale.
Ci chiediamo, con la stessa energia investita nel presidiare le campagne durante le domeniche di caccia, dove siano i controlli capillari sulle discariche abusive che da anni deturpano il territorio siracusano, avvelenano i terreni agricoli e minacciano la stessa fauna selvatica che a parole si dice di voler tutelare. Ci chiediamo dove fossero i presidi e le verifiche mentre gli incendi degli ultimi mesi hanno devastato boschi, macchia mediterranea e aree di pregio ambientale, distruggendo in poche ore un patrimonio naturale che i cacciatori, primi custodi silenziosi del territorio, contribuiscono a proteggere tutto l’anno”.
Secondo l’associazione “il cacciatore, oggi, viene trattato come il sospetto principale, il bersaglio privilegiato di ogni comunicato che parla di “tutela ambientale”, mentre chi sversa rifiuti tossici nelle campagne, chi appicca il fuoco per interesse o per dolo, chi specula sull’abbandono del territorio, continua ad agire quasi indisturbato. È una narrazione -si legge nella nota diffusa nel pomeriggio- che non regge più: non si può pretendere di difendere la biodiversità colpendo chi la biodiversità la vive e la rispetta ogni giorno, ignorando chi la distrugge sistematicamente”.
Infine una serie di richieste rivolte alle autorità competenti.
ANLC Sicilia chiede,nel dettaglio: “lo stesso livello di impegno e di mezzi dedicato al contrasto dell’abbandono illegale di rifiuti e delle discariche a cielo aperto;un piano straordinario di prevenzione e controllo degli incendi boschivi, con responsabilità chiare e sanzioni effettive per i colpevoli; un confronto serio con le associazioni venatorie, che troppo spesso vengono usate come capro espiatorio di problemi ambientali ben più gravi e strutturali.
La caccia-conclude l’associazione- non è il problema della Sicilia. Il problema sono i rifiuti abbandonati, gli incendi impuniti e un’attenzione mediatica e istituzionale che sembra sempre puntata nella stessa, comoda direzione”,