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Cafeo all’attacco: “operazione non chiara, il suo è monologo autoreferenziale”

“Trasformare quella che doveva essere una conferenza stampa in un lungo monologo autoreferenziale, con tanto di rimbrotti ai giornalisti che osavano interloquire, non è servito a fare chiarezza su un’operazione dall’amaro retrogusto mediatico, più votata alla visibilità dei protagonisti che alla salute del capolavoro di Caravaggio”.
Ad intervenire dopo la conferenza stampa svolta di Vittorio Sgarbi o nella sala Ipostila del Castello Maniace di Siracusa è il deputato regionale Giovanni Cafeo (Italia Viva).
“Il parere positivo al trasferimento del Caravaggio, dato dall’Istituto Centrale del Restauro a seguito delle analisi preliminari svolte sull’opera, è finalizzato al suo trasporto presso la sede romana dell’istituto – attacca Cafeo – dove verranno svolte ulteriori e più approfondite analisi nonché eventuali interventi non di restauro ma di manutenzione dell’opera. Successivamente, il dipinto dovrebbe essere portato al Maart di Rovereto per l’esposizione, in cambio di altre opere del Novecento da esporre qui a Siracusa – prosegue Cafeo – ma nel passaggio e nell’investimento generale pare, almeno per il momento, scomparso l’impegno per la fornitura della teca protettiva, ad oggi declassata a eventualità futura da rivedere”.
Per il deputato regionale “è un peccato che in questo contesto l’assessore Samonà, al quale nonostante tutto va la mia personale solidarietà per quanto accaduto oggi nella sede del suo assessorato, in rappresentanza del Governo e dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, si sia posto come un semplice ‘osservatore’, ben lontano dal ruolo di protagonista che la Regione dovrebbe adempiere nella tutela dei capolavori qui residenti, così come ho trovato abbastanza inusuale il cambio di posizione dell’assessore Granata, per il quale ‘il fine giustifica i mezzi’ e dunque tutto sarebbe concesso purché il Seppellimento di Santa Lucia faccia ritorno nella sede della Borgata”.
Cafeo è un fiume in piena. “Premesso che il ritorno della tela in Borgata resta comunque un obiettivo da raggiungere, l’eventuale partenza del Caravaggio a Rovereto senza garanzie certe sul restauro e soprattutto sulla teca protettiva, rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per la politica siciliana, incapace in tutti questi anni di provvedere in autonomia al mantenimento dell’opera e oggi in grado soltanto di guardare con occhi distaccati un’operazione mediatica dalla quale, con tristezza e un po’ di amarezza, dipendono le sorti di un capolavoro senza tempo; auspico che l’assessore Samonà, stanco di fare da spettatore, giochi finalmente un ruolo da protagonista nella firma definitiva della convenzione che darà il via al progetto del Maart, impegnando il museo di Rovereto al rispetto di tutti gli impegni precedentemente sbandierati nei confronti del capolavoro di Caravaggio”.