Cane avvelenato a Monasteri. Presentata denuncia ora intervenga la Procura
Un cane meticcio di circa tre anni, salvato da un avvelenamento in contrada Monasteri appena un anno fa e adottato da una residente della zona, è stato nuovamente avvelenato nel territorio siracusano ma stavolta per lui non c’è stata più speranza. La proprietaria del cane che ha presentato denuncia contro ignoti presso la Procura della Repubblica di Siracusa, adesso vuole giustizia. “Undici” – questo il nome del cane – il 13 febbraio scorso è rientrato a casa, dopo una delle sue consuete passeggiate, in evidente stato di disorientamento, manifestando sintomi quali perdita di controllo muscolare e vomito. Tali segnali, come accertato dal veterinario, erano riconducibili a un massiccio avvelenamento da pesticidi. Nonostante il tempestivo trasporto in ambulatorio e i tentativi di salvarlo, purtroppo l’animale è deceduto.
“A quasi un anno dall’uccisione di “Timida” in contrada Isola – dichiara Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 che ha seguito da vicino la vicenda – questo episodio grida ancora una volta giustizia, in un contesto segnato da diffusi sentimenti di intolleranza verso gli animali. La proprietaria di “Undici” ci ha raccontato di aver ricevuto ripetute pressioni da parte dei vicini affinché tenesse il cane legato a una catena, nonostante fosse un cucciolo sereno chiamato da tutti quelli che lo conoscevano “Undici il cane felice”. “Ma non è solo la malvagità umana a essere sotto accusa – prosegue Mangiafico –. Dalla documentazione raccolta emerge anche un quadro di grave negligenza che coinvolgerebbe l’Amministrazione comunale di Siracusa. A seguito dell’accaduto, con una PEC del 6 marzo, l’ASP locale ha richiamato il Comune ad attivare le procedure previste dall’articolo 5, comma 1, dell’ordinanza del Ministero della Salute dell’8 agosto 2025. In particolare, il Sindaco, entro 48 ore dalla conferma della presenza di esche o sostanze tossiche, dovrebbe provvedere alla bonifica dell’area, all’apposizione di adeguata segnaletica e al rafforzamento dei controlli sul territorio. Tuttavia, a oggi, in traversa Ogliastrazzo non risulta adottata alcuna di queste misure”. “Ci chiediamo inoltre – aggiunge – se chi detiene esche e pesticidi nella zona sia in possesso delle necessarie autorizzazioni, chi abbia venduto tali prodotti e se si debba attendere che episodi simili colpiscano altri animali, bambini o persone ignare, come accaduto a “Undici””.
“Chiediamo che la Procura intervenga immediatamente – conclude Mangiafico a nome del movimento –. Denunceremo in tutte le sedi le inadempienze del Sindaco e dell’Amministrazione comunale in materia di benessere e tutela degli animali. Questa battaglia di giustizia sociale è solo all’inizio”