Cannata (FdI) su impianto rifiuti Stallaini: “Cavagrande va tutelata”

“Prima che il procedimento relativo all’impianto di rifiuti speciali in contrada Stallaini produca ulteriori effetti, è necessario assicurare il massimo livello di cautela e verificare che le valutazioni ambientali siano ancora attuali”. Lo dichiara Luca Cannata, deputato nazionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che è intervenuto sulla vicenda scrivendo all’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente Giusi Savarino, e presentando un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Al centro delle iniziative istituzionali vi è il progetto presentato dalla SoAmbiente S.r.l. nel territorio di Noto, che prevede la realizzazione, all’interno di una cava, di un impianto per il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, con una capacità complessiva di circa 614 mila metri cubi. L’area interessata ricade nel bacino idrografico del fiume Cassibile e si trova in prossimità della Riserva naturale di Cavagrande e di siti appartenenti alla Rete Natura 2000. Un contesto di eccezionale valore ambientale e paesaggistico che, secondo Cannata, richiede la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni competenti. La richiesta nasce dall’evoluzione del quadro amministrativo e ambientale.Dopo il diniego alla proroga del provvedimento di compatibilità ambientale nel 2024 e il successivo annullamento da parte del Tar, nel 2025 è stata concessa una proroga. Il 9 luglio 2026, inoltre, un decreto regionale ha attestato l’esito positivo della verifica di ottemperanza delle condizioni ambientali. La valutazione delle possibili incidenze sui siti Natura 2000 risale, però, al 2009. Nel frattempo, il 2 settembre scorso, la Regione Siciliana ha approvato nuovi obiettivi e nuove misure di conservazione per il sito Cava Grande del Cassibile, Cava Cinque Porte, Cava e Bosco di Baulì. “Sono trascorsi diciassette anni dalla valutazione delle incidenze e, nel frattempo, il quadro di tutela dell’area è cambiato – sottolinea Cannata –. Ho chiesto all’assessore Savarino di verificare se le nuove misure di conservazione rendano necessari ulteriori approfondimenti sugli effetti del progetto, con particolare attenzione agli habitat, alle specie protette e alle risorse idriche del bacino del Cassibile”. Con l’interrogazione parlamentare, Cannata ha interessato direttamente anche il Ministero dell’Ambiente, chiedendo di valutare, nell’ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa utile a garantire che l’iter tenga conto dell’attuale quadro ambientale e delle esigenze di tutela dell’intera area. “Su una questione così delicata non possono esserci dubbi o zone d’ombra. Per questo ho attivato entrambi i livelli istituzionali, quello regionale e quello nazionale. La tutela di Cavagrande è una priorità e devono essere svolte tutte le verifiche necessarie prima che il procedimento produca ulteriori effetti. Difendere questo straordinario patrimonio naturale significa difendere l’identità, le risorse e il futuro del nostro territorio”.