Carburante, stangata da 31,7 euro a pieno. Codacons:”Tetto massimo come ENI”
Con i nuovi prezzi dei carburanti aggiornati ad oggi la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la maxi cifra di 32 euro a pieno. Lo afferma il Codacons, che sottolinea inoltre come il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore. Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più, con un incremento in sette mesi del +36,8%, analizza il Codacons. La benzina nello stesso periodo è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del +29%. Da inizio conflitto per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in più, mentre per la benzina la maggiore spesa è da 24,3 euro a pieno. “La decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi praticati alla pompa dimostra come, in una fase eccezionale, esistano margini concreti per contenere l’impatto delle tensioni internazionali sui consumatori – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – . Per questo chiediamo al governo di valutare con urgenza l’introduzione di strumenti temporanei di contenimento dei prezzi dei carburanti, compresa l’ipotesi di un price cap, accompagnandoli con un monitoraggio rigoroso dell’intera filiera, dalle quotazioni internazionali e dai prezzi all’ingrosso fino ai listini praticati alla pompa. Di fronte ad aumenti di questa portata occorre tutelare famiglie e imprese, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi e verificare che le variazioni della componente fiscale siano trasferite in modo corretto e tempestivo sui listini finali” – conclude Tanasi.