Carburanti,Cna Fita: “Produciamo 30% del fabbisogno nazionale ma diesel a 2,14 euro: una beffa”
Il territorio siracusano ospita uno dei principali poli petrolchimici ed energetici d’Europa, in grado di raffinare oltre il 30% del fabbisogno nazionale di carburanti, eppure le imprese di autotrasporto e i cittadini della provincia si trovano a fare i conti con prezzi del gasolio tra i più elevati d’Italia. In Sicilia, stando agli ultimi dati delle rilevazioni nazionali, la media regionale ha superato i 2,142 euro al litro. A denunciare la situazione è la CNA FITA di Siracusa, per voce del suo presidente Francesco Lombardo.
I listini alla pompa hanno subito una nuova impennata: il diesel self-service si attesta a 2,107 euro al litro sulla rete stradale e a 2,181 euro in autostrada, mentre la benzina viaggia rispettivamente a 1,942 e 2,032 euro al litro. L’associazione di categoria attribuisce i rincari alle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz e all’instabilità dei mercati energetici internazionali.
«Siamo di fronte a un vero e proprio paradosso territoriale ed economico — afferma Francesco Lombardo, presidente CNA FITA Siracusa —. Raffiniamo vicino a casa nostra quasi un terzo di tutto il carburante che muove l’Italia, subendone l’impatto ambientale e industriale, ma quando i nostri autotrasportatori vanno al distributore trovano prezzi alle stelle e nessuna compensazione. L’autotrasporto non è un settore isolato: è il primissimo anello di una catena logistica e produttiva che tiene insieme l’intero sistema di consumo del Paese. Se va in crisi l’autotrasporto, i maggiori costi si scaricheranno a cascata su prodotti agricoli, beni primari, commercio e consumatori finali».
Alla questione dei prezzi si aggiunge il tema dei rimborsi accise. Secondo le analisi di CNA Nazionale, il meccanismo temporaneo sulle accise introdotto dal Governo avrebbe generato uno squilibrio di liquidità per l’autotrasporto professionale — riferito ai veicoli sopra le 7,5 tonnellate Euro 5 o superiori. Il credito d’imposta per un mezzo con un consumo trimestrale di 9.000 litri si sarebbe ridotto da oltre 2.000 euro a circa 1.130 euro. A pesare sul settore è anche il confronto con gli altri Paesi europei: in Italia le accise e l’IVA inciderebbero per il 52,4% sul prezzo del gasolio alla pompa, la percentuale più alta tra le principali economie del continente, contro il 47,9% della Francia, il 40,4% della Germania e il 32,1% della Spagna.
«Occorre un intervento immediato e strutturato da parte delle istituzioni regionali e nazionali — conclude Lombardo — per sterilizzare gli aumenti dei carburanti, ripristinare la piena efficacia dei crediti d’imposta per gli autotrasportatori e introdurre misure perequative per i territori a forte vocazione energetica come la provincia di Siracusa. Non possiamo permettere che chi garantisce quotidianamente la mobilità delle merci e l’approvvigionamento dei beni primari sia lasciato solo ad affrontare costi insostenibili».