Carnevale di Avola, poeti dialettali: proclamati i vincitori dell’edizione 2026
Si è conclusa in una piazza Umberto I gremita anche la storica gara di poesie in dialetto, uno degli appuntamenti più identitari e irrinunciabili del Carnevale di Avola.
La competizione, che ha visto i poeti locali cimentarsi come veri “cantori del loro tempo”, ha confermato il valore culturale di una manifestazione ufficialmente candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Il sindaco Rossana Cannata esprime grande soddisfazione per “l’altissimo livello delle opere presentate, che hanno saputo cristallizzare il momento storico attuale attraverso l’arma dell’ironia e della satira, ricollegandosi alle secolari radici dei “carri dei pueti”. Ascoltare questi versi – dichiara Cannata – significa non solo divertirsi, ma ritrovare le nostre radici più autentiche contro ogni rischio di omologazione. Anche quest’anno la manifestazione ha visto la partecipazione entusiasta degli studenti delle scuole avolesi, i nostri piccoli poeti che per la seconda edizione si sono messi in gioco sul palco del Carnevale, garantendo un futuro a questa preziosa tradizione”. Un plauso particolare è andato infatti agli alunni degli istituti “Sacro Cuore – L. Capuana”, “A. Caia” e “De Amicis”, che hanno dimostrato come il dialetto sia un linguaggio vivo e amato anche dalle nuove generazioni. Al termine delle esibizioni tenutesi il lunedì e il martedì di Carnevale, la giuria ha decretato la seguente classifica:
* Primo Posto: Santina e Rosina Auricchia con la poesia “Addivittemuni ca è megghiu”.
* Secondo Posto: Federico Genchi con l’opera “Avola, tra risati e vertà”.
* Terzo Posto: Raffaele Guccione con il componimento “Nui poeti ri cannaluvari”.
La premiazione ufficiale, come da tradizione, si è svolta contestualmente a quella dei carri allegorici e infiorati durante la serata conclusiva della kermesse.