Caro carburanti, scatta la protesta nel Siracusano: trattori e camion davanti alla zona industriale
Dalla mezzanotte di oggi, lunedì 12 ottobre, agricoltori, allevatori e autotrasportatori sono in strada nella zona industriale di Augusta, con trattori e camion schierati lungo la ex strada statale 114. Una mobilitazione nata dalla crescente difficoltà di sostenere i costi del carburante, diventati ormai insostenibili per molte attività produttive, a cominciare da quelle agricole.
Sono circa un centinaio i manifestanti che hanno aderito al presidio, con una trentina di mezzi tra trattori e camion. L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione sulle conseguenze dei rincari, rallentando le operazioni di entrata e uscita delle autobotti che trasportano prodotti petroliferi dagli impianti della zona industriale.
Le prime ore del mattino sono state segnate da lunghe code per raggiungere l’area interessata dalla protesta. Non è mancata, però, la solidarietà di diversi automobilisti rimasti incolonnati: un segnale di vicinanza a chi denuncia difficoltà sempre maggiori nel sostenere le spese necessarie per lavorare. Per motivi di sicurezza, disposto lo stop ai movimenti in entrata ed uscita delle autobotti.
Al centro della mobilitazione c’è soprattutto il costo del gasolio agricolo, che pesa direttamente sui bilanci delle aziende impegnate nelle lavorazioni dei campi e nell’allevamento. Ma la questione riguarda anche l’autotrasporto e, più in generale, le ricadute degli aumenti energetici sull’economia e sui prezzi dei beni.
Nel corso della mattinata sono attesi anche alcuni sindaci dei Comuni dell’area industriale, mentre il presidio dovrebbe concludersi intorno alle 12. Una scadenza che, tuttavia, potrebbe non segnare la fine della mobilitazione. Gli organizzatori spiegano che quello di oggi potrebbe essere soltanto un primo momento di protesta in strada.
“Con questi costi, andare avanti diventa sempre più difficile”, spiega Massimo Blandini, unmo degli organizzatori. E la scelta di protestare proprio alle porte degli impianti petroliferi del polo industriale siracusano rende ancora più evidente il paradosso denunciato dai partecipanti: lavorare in un territorio strategico per la produzione e la raffinazione dei carburanti, ma non riuscire più a sostenerne il prezzo.