Caro-carburanti, Scerra (M5s): «Proposta di legge per far pagare meno chi vive nei territori petrolchimici»

“Mentre i cittadini arrivano a pagare i carburanti anche 2,30 euro al litro, chi vive nei territori che ospitano raffinerie e poli petrolchimici continua a pagare un prezzo doppio: quello alla pompa e quello delle ricadute ambientali. È una disparità inaccettabile. Chi subisce le conseguenze della presenza di questi impianti deve avere un beneficio concreto, a partire da una riduzione del costo dei carburanti per le famiglie, soprattutto quelle con i redditi più bassi”. È il senso della proposta di legge sulle compensazioni territoriali, il sostegno sociale e la riduzione del prezzo dei carburanti presentata da Filippo Scerra, deputato del Movimento 5 Stelle.
Il principio delle compensazioni diventa così un aiuto tangibile per chi ogni giorno deve fare i conti con il caro energia. Una necessità particolarmente sentita in Sicilia, dove il costo degli spostamenti pesa sui bilanci familiari e il prezzo alla pompa continua a incidere sulle spese quotidiane. “Per anni lo Stato ha riconosciuto compensazioni ai territori che ospitano le estrazioni di idrocarburi – ricorda Scerra – dimenticando invece quelli che ospitano le raffinerie e devono convivere con le conseguenti ricadute sulla salubrità del territorio. Penso al polo industriale siracusano, come anche agli altri territori della Sicilia e della Sardegna e non solo. Qui le comunità hanno avuto soprattutto in passato e continuano ad avere adesso, seppur in maniera troppo dipendente dai margini di produzione e dalle contingenze geopolitiche, ricadute positive in termini di occupazione e di crescita economica, ma è innegabile che il territorio abbia subito una pressione antropica molto forte. A questo si aggiunge che, al momento di fare rifornimento i cittadini pagano il carburante come tutti gli altri, se non di più. È arrivato il momento di cambiare”, afferma Filippo Scerra.
La proposta di legge prevede l’istituzione, a partire dal 2027, di un fondo da un miliardo di euro all’anno destinato all’erogazione di un contributo individuale per i maggiorenni residenti da almeno 24 mesi nei Comuni delle province interessate dalla presenza degli impianti di raffinazione o petrolchimici, con un Isee familiare non superiore a 60 mila euro. L’importo sarebbe graduato in base al reddito: più basso è l’Isee, maggiore sarebbe il sostegno riconosciuto. L’erogazione potrebbe avvenire attraverso una carta elettronica di pagamento (social card) oppure mediante trasferimenti ai Comuni, secondo modalità da definire nell’attuazione della misura.
“Sto lavorando da inizio legislatura per rilanciare il polo industriale nella direzione della sostenibilità; è una priorità assoluta della mia attività. Come M5S abbiamo ricette strutturali per abbassare il costo dell’energia spingendo decisamente sulle rinnovabili. Ma allo stesso tempo bisogna pensare alla condizione anche finanziaria dei cittadini adesso, allo stato attuale.
Questa non è la richiesta di un privilegio, ma equità per gli abitanti di questi territori che da troppo tempo sostengono costi ambientali e sanitari senza ricevere un adeguato riconoscimento direttamente sulle loro tasche”, insiste Scerra. “Mi aspetto un confronto serio e trasversale in Parlamento, perché i cittadini hanno diritto a essere tutelati, anche economicamente”.