Caro vita, aumentano i prezzi a Siracusa ma scendono per ristoranti e sport
Aumenta nel mese di settembre 2026 l’indice congiunturale dei prezzi al consumo nella città di Siracusa rispetto al mese precedente. Si registra un aumento dello 0,5 per cento , mentre l’indice tendenziale generale risulta aumentato del 5.2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Le divisioni di spesa che registrano un aumento del tasso congiunturale rispetto al mese precedente
sono: Prodotti alimentari e bevande analcoliche 0.8%; Bevande alcoliche, tabacco e droghe 0.1%;
Abbigliamento e calzature 0.7%; Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili 2.1%; Arredamenti,
apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione 0.2%; Sanità 0.1%; Trasporti 0.9%;
Informazione e comunicazione 0.8%; Servizi di Istruzione 0.7%; Assistenza alla persona, protezione sociale e
beni e servizi vari 0.2%.
Non si rilevano divisioni di spesa che registrano una variazione del tasso congiunturale pari a zero.
Le divisioni di spesa che registrano una diminuzione del tasso congiunturale sono: Ricreazione, sport
e cultura -1.5%; Servizi di ristoranti e servizi di alloggio -1%; Servizi finanziari e assicurativi -0.1%.
Le rilevazioni sono state effettuate secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT e
approvate dalla Commissione Comunale di controllo dei prezzi al consumo.
L’obiettivo principale del report è mostrare se la vita è diventata più cara o più economica rispetto ai mesi precedenti. L’indicatore congiunturale ci dice che, da un mese all’altro, cioè da agosto a settembre, i prezzi in generale sono saliti dello 0,5 per cento, che significa un piccolo rincaro mensile. L’indicatore tendenziale, invece, guarda le cose su un periodo più lungo e confronta settembre 2026 con settembre dell’anno prima, cioè il 2025: in questo caso emerge che l’inflazione totale è cresciuta del cinque virgola due per cento, rendendo la vita significativamente più cara rispetto a dodici mesi prima. Guardando più da vicino dove sono finiti i soldi delle famiglie, si nota che le spese per la casa, come luce, gas, acqua e carburanti per riscaldamento, sono quelle che hanno subito il rincaro più forte in un solo mese, salendo di oltre il due per cento. Sono aumentati anche i costi dei trasporti, della spesa alimentare di tutti i giorni, dei vestiti e delle scarpe, questi ultimi per via dei nuovi arrivi autunnali, oltre ai prodotti per la scuola e la comunicazione. Tuttavia, non tutto è aumentato: con la fine delle vacanze e dell’estate, sono scesi i prezzi legati al tempo libero, allo sport, alla cultura, e in particolare quelli di alberghi e ristoranti, che dopo il picco turistico estivo sono diventati un po’ più economici.
Immagine generata con IA