Caso Asp. Il Tribunale del Riesame conferma l’estraneità dell’ex direttore generale Caltagirone

Il Tribunale del Riesame di Palermo respinge l’appello della Procura e conferma la decisione del Gip di non applicare la misura cautelare nei confronti di Alessandro Caltagirone,ex direttore generale dell’Asp di Siracusa, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il servizio di ausiliarato. Soddisfazione viene espressa dai suoi legali, gli avvocati Giuseppe Seminara e Pietro Canzonieri, secondo cui sarebbe così caduto il castello di accuse che ipotizzava un asservimento della funzione pubblica di Caltagirone agli interessi privati nella gara per i servizi di ausiliarato dell’ASP di Siracusa. I legali dell’ex dg parlano di un’ordinanza che “restituisce l’immagine di un dirigente che, lungi dal partecipare a trame corruttive, ha mantenuto un profilo di rigorosa neutralità e distacco. Secondo i giudici del Riesame, i contenuti delle conversazioni intercettate, nonché i numerosi documenti contenuti negli atti probatori, smentiscono la tesi di un patto corruttivo. Si legge nell’ordinanza “non risulta individuabile un intervento posto in essere (o anche solo promesso) dal Direttore generale Caltagirone in favore della società Dussmann idoneo a integrare la condotta tipica prevista dall’art. 319 c.p.” ovvero “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”.
In tutti gli incontri evidenziati nell’inchiesta, Caltagirone – che “i presenti descrivevano
come estremamente riservato” – non ha mai manifestato impegni o disponibilità, “reagendo con evidente riottosità”, laddove gli interlocutori ponevano il tema della procedura di gara, “chiudendo rapidamente gli incontri”, così come affermato dallo stesso Tribunale .
Il Tribunale del Riesame, nelle motivazioni con cui ha rigettato l’appello della procura,
mette in rilievo come Caltagirone, sin dai primi contatti intermediati, abbia ribadito la
priorità delle procedure di gara regionali in corso, fornendone inoltre prova
documentale in occasione dell’interrogatorio. Relativamente al rinvio della procedura di
gara di fine luglio il Tribunale ritiene che “il rinvio sarebbe stato motivato dall’esigenza
di attendere gli sviluppi della parallela gara centralizzata CUC “Sanità 2” (Gara
regione sicilia), rispetto alla quale quella dell’ASP Siracusa si configurava come
“gara ponte”, onde evitare repentini stravolgimenti degli assetti in essere. In tal
senso depongono anche le comunicazioni intercorse con la CUC in quel periodo,
versate in atti, dalle quali emerge un effettivo interessamento (del Direttore generale
Caltagirone) alla tempistica e all’esito della procedura centralizzata”.
Un distacco quello che emerge dal comportamento del Direttore Generale già messo in
evidenza nella prima ordinanza emessa dal Gip dove veniva ribadito: “Non emergono
[…] gravi elementi idonei a comprovare l’asservimento da parte del pubblico
ufficiale (Caltagirone) della sua funzione in favore degli interessi manifestati dai
privati, né la dimostrazione di mera disponibilità a compiere in futuro atti contrari ai
doveri del proprio ufficio, né ancora l’esercizio della propria influenza sui
commissari di gara”. E ancora: “…. neppure si rintracciano indici tipicamente sintomatici dell’esistenza di un pactum sceleris… essendo, anzi per contro, ravvisabili, come chiarito, elementi di segno contrario, espressivi di un netto distacco da parte del pubblico ufficiale
(Caltagirone), rispetto alle richieste avanzate dai privati e avallate da terzi”.
Il Tribunale del Riesame riconosce che il Direttore Generale era percepito dagli
imprenditori come un interlocutore difficile, proprio a causa della sua indisponibilità a
fornire rassicurazioni fuori dai canali legali. Inoltre come stabilito dal GIP e dal Tribunale del Riesame che “Non vi è, inoltre, alcuna evidenza che il CALTAGIRONE abbia esercitato pressioni sulla stazione appaltante; i commissari asserivano, al contrario, di non aver mai avuto contatti diretti con lui”. Questa ordinanza ristabilisce la verità dei fatti – sottolineano infine gli avvocati Giuseppe Seminara e Pietro Canzoneri – e ribadisce (come peraltro già espresso dal GIP) come il comportamento dell’ex direttore generale dell’Asp di Siracusa Caltagirone sia stato sempre integerrimo.Non ha mai ceduto ad alcuna pressione, né ha mai mostrato disponibilità a favorire interessi privati, respingendo ogni ipotetico tentativo di interferenza e operando nell’esclusivo interesse della legalità e dell’amministrazione sanitaria”.