Caso Nexus, il sindaco Italia in consiglio comunale: “Vado avanti, non sono il riferimento di nessun sistema”

Una lunga seduta quella del consiglio comunale di questa mattina dedicato alla bufera giudiziaria che si è abbattuta su Palazzo Vermexio con l’inchiesta Nexus e che è stata il primo momento in cui il sindaco, Francesco Italia ha relazionato sulla questione. Preceduto dagli interventi dei consiglieri di diversi gruppi consiliari,il primo cittadino è entrato nel merito della vicenda, affrontandola dal punto di vista politico, amministrativo ed anche personale. Ha subito chiarito di non aver voluto convocare una conferenza stampa perché ha sempre ritenuto che il consiglio comunale fosse il luogo in cui un tema del genere andava affrontato, essendo la sede istituzionale in cui chi è stato eletto dai cittadini svolge la propria attività. Ha subito premesso che non sarebbe entrato nel dettaglio degli atti di indagine ma su quanto noto, pubblico. Per quanto riguarda la sua posizione, ha confermato di aver ricevuto comunicazione di proroga delle indagini. “Una verifica- ha aggiunto- a cui mi sottopongo con rispetto e fiducia. Sono e resto a disposizione della magistratura”. Ha però anche, però, evidenziato quanto poco corretto sia basare opinioni e addirittura quasi “condanne” sulla base delle intercettazioni che riguardano alcune conversazioni che lo riguardano, non direttamente, ma come passaggi riferiti da terzi. Ha ricordato il quadro nel quale si inserisce l’indagine che ha condotto alle misure cautelari eseguite otto giorni fa. Ha evidenziato un aspetto legato alle accuse di cui deve rispondere l’ex assessore ed ex vicepresidente del consiglio comunale, Conci Carbone. Non le ha minimizzate, le ha definite gravi “ma la presunzione di innocenza vale anche per lei- ha aggiunto- Non nego la vicinanza, sarebbe vile. L’ho scelta io. Vanno però distinti gli ambiti”. Poi si  è fatto ancora più chiaro. “Io non sono riferimento di alcun sistema e lo dimostrerò dove questo va dimostrato”. Il sindaco ha difeso la scelta dell’amministrazione comunale quando ha puntato sull’ostello per migranti di Cassibile, “con il quale abbiamo parzialmente risolto un problema, intervenendo sul caporalato e sottraendo manovalanza a questo ambito. Se qualcuno ha responsabilità personali, interessi privati, ne risponderà”. Italia ha anche parlato dell’azzeramento della giunta e della scelta di farlo ieri sera. “Prima andavano approvato due atti per importanti finanziamenti da due milioni di euro che non volevo che la città perdesse- ha detto- Tutti gli assessori hanno rimesso le deleghe comprendendo perfettamente le ragioni della mia richiesta. Ho chiesto all’assessore Pierpaolo Coppa di restare in carica, essendo un assessore tecnico e fondamentale figura anche per fornire risposte nelle sedi deputate”. Dalla maggioranza che sostiene l’amministrazione nascerà la sua nuova squadra”. Il sindaco ha garantito la determinazione di difendere l’immagine del Comune e dei “600 dipendenti che non possono essere messi alla berlina”. Ha quindi evidenziato l’importanza del concetto di garantismo “che non può essere una geometria variabile. Tante inchieste sono state condotte nel nostro Paese, a tutti i livelli. ma il piano penale ed il piano politico vanno nettamente distinti e questo vale per tutti, di qualsiasi colore politico”. Italia ha parlato di “un funerale da vivo” che sembra celebrarsi – ha detto- “nei miei confronti- Ha espresso gratitudine nei confronti di quanti, in centinaia, gli hanno manifestato vicinanza, distinguendo in maniera netta chi l’ha fatto con sincerità, chi per facciata e chi ha preferito silenzio o sciacallaggio”. In questo caso il riferimento è a “figure politiche che erano scomparse e sono adesso resuscitate. Anche a loro i miei più sentiti ringraziamenti- ha concluso Italia- perché mi hanno dato ancora una volta la possibilità di avere chiaro cosa siano dignità e onore, chi sono , chi sono stato e chi non voglio mai diventare”.