Caso Nexus in consiglio comunale, l’opposizione invoca le dimissioni del sindaco

Le dimissioni del sindaco, Francesco Italia, motivate da quello che l’opposizione ritiene il fallimento dell’amministrazione che guida. Le hanno chieste i consiglieri di minoranza nel corso della seduta del consiglio comunale di questa mattina,dedicata al caso Nexus e a tutto quello che ruota, dal punto di vista politico e amministrativa, intorno alla vicenda giudiziaria.

La risposta alla sollecitazione della minoranza è arrivata poco dopo dal primo cittadino, che ha chiarito l’intenzione di proseguire con determinazione il suo percorso alla guida della città, con una squadra di assessori nuova, ma espressione ancora della maggioranza che lo sostiene, che sostituirà l’esecutivo azzerato ieri sera dal primo cittadino.

Massimo Milazzo, capogruppo del Pd ha parlato di un “dato che allarma quando si sente di amministratori di primo piano e stretti collaboratori del sindaco invischiati in indagini sulla gestione di appalti pubblici, con sospetti su funzionari comunali.  Vogliamo  risposte- ha detto- anche in merito alle ditte che hanno ottenuto lavori

legati all’ ostello per migranti di Cassibile. Desideriamo sapere se i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte, se il piano anticorruzione ha funzionato,  se dal 2025 ad oggi siano state disposte  verifiche o indagini sul progetto. Chiediamo di conoscere le determine di affidamento del progetto Acca, i verbali e tutte le relazioni connesse.  Lamentiamo una cattiva gestione della vicenda da subito dopo l’ emersione dell’indagine avviata”. Milazzo ha evidenziato la perdita di fiducia da parte dei cittadini nelle istituzioni. Ci saremmo attesi un azzeramento vero-ha detto il capogruppo del Pd-  totale,  con la nomina di una giunta tecnica, composta da persone al di sopra di ogni sospetto, non un rimpastino, una mezza misura, un gioco di scaricabarile che non funziona e non può arginare una frana iniziata e che non finisce certamente oggi. Farà, al contrario, ancora parlare certamente”.

Duro anche l’intervento di Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Discutiamo di una questione morale e di rapporti tra politica e imprenditoria. Troppi silenzi, anche in questa aula-ha detto ricordando gli ignavi del terzo canto dell’Inferno di Dante- Il sindaco è bravissimo con le parole.Si può essere indagati senza sequestri o perquisizioni e senza misure cautelari. Il piano anticorruzione non può essere atto formale, dobbiamo capire se quel piano era adeguato rispetto ai rischi corruttivi. Servono accertamenti su tutti affidamenti pubblici”. Cavallaro ha contestato il fatto che, se da una parte è stata azzerata la giunta e spostato un funzionario, non sia però stata avviata una rotazione straordinaria di tutti i funzionari”. Ha chiesto di conoscere come Italia intenda proseguire nella sua azione amministrativa. Infine un riferimento al ruolo che Italia, secondo l’esponente di minoranza, non avrebbe adeguatamente svolto. “Aveva il dovere-ha detto Cavallaro-  di vigilare ed attivare controlli. Non lo ha fatto e questo rappresenta una grave colpa, che è quella di non misurare bene la fiducia che riponeva in certe persone”. Ragioni per cui Cavallaro ha ritenuto “il sindaco non adeguato. Il giudizio è  negativo, né un gattopardesco rimpasto risulta sufficiente. L’unica strada per evitare che la città resti esposta al linciaggio- ha ribadito Cavallaro- può essere quella delle  dimissioni”.