Caso Nexus, Messina (FI) replica a Bandiera: «L’ironia di Italia non cancella i dubbi sugli affidamenti»
“Quella che vivono i siracusani è una città con una rete stradale disseminata di buche, una mobilità congestionata come mai prima, piste ciclabili contestate, parcheggi insufficienti e un trasporto pubblico ancora inadeguato”.
Ferdinando Messina, candidato a sindaco alle ultime elezioni amministrative, esponente di Forza Italia entra nel merito della nota con cui ieri il vicesindaco Edy Bandiera ha difeso «senza se e senza ma» l’intervento del sindaco, Francesco Italia in consiglio comunale quando ha riferito sul caso Nexus. Dura la nota di Messina.
“Lo capisco-dice- quando si è stati vicesindaco per tre anni, i «se» e i «ma» riguardano anche se stessi.
Bandiera-secondo Messina- esalta soprattutto la «sana ironia» con cui Italia avrebbe riportato serenità e lucidità in Consiglio Comunale. Curiosa lettura di quanto accaduto: una seduta conclusasi tra dure contestazioni, richieste di dimissioni e l’annuncio di una mozione di sfiducia diventa, nel racconto dell’ex vicesindaco, un esempio di ritrovata serenità istituzionale. Viene da chiedersi: Bandiera ha assistito alla stessa seduta alla quale abbiamo assistito noi, oppure a un’altra? Mi chiedo: ma tra le misure di prevenzione della corruzione previste dall’ANAC figurano forse anche le battute di spirito? Di certo non figuravano tra le risposte che i consiglieri comunali e i cittadini, presenti in aula o collegati online, si aspettavano dal sindaco su questioni tanto gravi e delicate”.
Messina ricorda che “le domande erano semplici, ma un buon ripasso forse può servire all’ironico ex vicesindaco Bandiera: che cosa ha fatto l’amministrazione da quando, nell’ottobre 2025, era stata formalmente informata che un suo funzionario, responsabile di un appalto, era coinvolto in un’indagine? Quali controlli, quali atti, quali esiti? Il sindaco ha risposto che «sono seguiti atti formali», e poi: «non aggiungo altro». L’assessore alla Legalità ha detto di aver avviato una serissima ispezione sulla commessa oggetto di indagine giudiziaria, ma non ha detto perché non l’avesse fatto prima, già nel 2025. Forse che senza la spinta della magistratura certe verifiche non erano doverose? Bandiera, che era in Giunta, avrebbe potuto aggiungere lui qualcosa nel suo comunicato. Ha preferito tacere e parlare d’altro: fare l’elenco dei cantieri, escludendo però il fallimento della mancata riapertura del mercato ittico di cui è stato competente per delega assessoriale”.
L’esponente di Forza Italia prosegue analizzando il passaggio “sul garantismo. Siamo d’accordo, e vale per tutti, sindaco compreso-puntualizza- Ma la presunzione di innocenza protegge le persone dai processi anticipati; non protegge le amministrazioni dal dovere di verificare la correttezza e la trasparenza dei propri atti. Quello non aspetta le sentenze: si chiama controllo interno, ed è esattamente ciò di cui in aula non si è trovata traccia nelle dichiarazioni di Italia e Coppa.
Quanto alla «doppia morale» dei partiti, di cui ha fatto parte e grazie ai quali ha ricoperto la carica di assessore regionale (quota Forza Italia Miccichè), e i cui esponenti altrove non si dimettono neppure quando sono coinvolti in vicende giudiziarie, il ragionamento di Bandiera è davvero singolare: siccome altrove le cose vanno male, i siracusani dovrebbero sentirsi rassicurati? Peccato che i problemi di Siracusa non si risolvano facendo l’inventario dei problemi altrui. E a proposito di pagliuzze e travi: la trave, qui, è un sistema di affidamenti che, secondo le ipotesi della Procura europea, sarebbe stato orientato per anni verso le stesse imprese. La pagliuzza dov’è? Ce l’ha chi lo fa notare e chiede trasparenza e risposte ai cittadini?”
Infine le opere. “La riqualificazione di Via Tisia, lo Sbarcadero, le cento vie asfaltate, i cinquanta milioni del PNRR. Ma di cosa parla? Ma di quale Siracusa sta parlando?
Perché quella in cui vivono quotidianamente i cittadini è una città con una rete stradale disseminata di buche, una mobilità congestionata come mai prima, piste ciclabili contestate, parcheggi insufficienti e un trasporto pubblico ancora inadeguato. È una città in cui le fragilità della rete elettrica e le condizioni della rete idrica hanno prodotto, negli ultimi mesi, disagi inaccettabili, lasciando intere zone alle prese con interruzioni e carenze di un servizio essenziale. E nella quale le richieste dei cittadini agli amministratori troppo spesso sembrano destinate a rimanere senza alcuna risposta”.
Messina parla anche di igiene urbana, “con un servizio ampiamente contestato e inefficiente e una gestione passata da Tekra a Ris.Am., quest’ultima interessata da un provvedimento di sequestro e amministrazione giudiziaria nell’ambito di un procedimento della Procura di Nocera Inferiore. Anche qui, senza anticipare responsabilità giudiziarie, sarebbe utile sapere quali verifiche abbia effettuato il Comune in occasione dell’autorizzazione al subentro, considerando che le criticità finanziarie e gestionali di Tekra erano già state oggetto di segnalazioni e contestazioni”. Prosegue approfondendo l’ambito dei servizi digitali comunali. “In un’epoca in cui si dovrebbe semplificare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, accedere a determinate informazioni o completare alcune pratiche può diventare una prova di pazienza degna di un santo.
Questa è la città reale. Quella che non compare nelle fotografie delle inaugurazioni. Una realtà che il Sole 24 Ore colloca al 106° posto su 107 province per qualità della vita, mentre aumentano i reati denunciati, in controtendenza rispetto al resto della Sicilia. Un territorio segnato da un profondo disagio sociale, da servizi inadeguati e da una qualità della vita sempre più compromessa. Di fronte a questi numeri, ex vicesindaco Bandiera, che cosa ci sarebbe esattamente da celebrare?”
Infine Messina si rivolge direttamente a Bandiera: “Dovresti aver capito che un’opera bella non certifica la regolarità della procedura con cui è stata affidata: l’ostello di Cassibile era un’opera apprezzata, con tanto di inaugurazione in Prefettura, e oggi è tra le opere al centro dell’inchiesta. Le due cose non si dimostrano a vicenda. E i siracusani la città la misurano anche quando aprono un rubinetto, cercano un parcheggio o aspettano che il Comune risponda a una PEC.
Per questo accolgo con favore il deposito della proposta di mozione di sfiducia firmata da 14 consiglieri e la richiesta di una Commissione consiliare d’indagine, trasversale, con un audit tecnico indipendente sugli affidamenti degli ultimi cinque anni. Non per sostituirsi alla magistratura, ma per verificare ciò che l’amministrazione non ha finora chiarito”.
“La questione- la sua chiosa- non è chi sta senza se e senza ma con Francesco Italia. È chi sta, senza se e senza ma, con i siracusani e con il loro diritto di conoscere, in trasparenza, come è stata amministrata la loro città”.