Castello Eurialo, idea partenariato pubblico-privato per riaprire il sito ai visitatori

Il Castello Eurialo è uno dei tesori archeologici più importanti di Siracusa, ma la sua fruizione continua a fare i conti con aperture discontinue e difficoltà organizzative. Quel cancello chiuso su cui finisco per “sbattere” visitatori e turisti è una contraddizione evidente per una città che punta sul turismo culturale. Per provare a risolvere la questione, posta la carenza di custodi regionali, il Dipartimento regionale dei Beni Culturali è pronto a giocare la carta del partenariato pubblico-pubblico. Si tratta di una forma di collaborazione in cui un ente pubblico, la Regione in questo caso, coinvolge un soggetto privato nella gestione, nella valorizzazione o nel recupero di un bene storico e archeologico. “Sì, è una opzione che stiamo definendo per il Castello Eurialo”, conferma il direttore del parco archeologico di Siracusa, Antonino Lutri. “E’ uno dei siti inseriti nella richiesta che noi abbiamo fatto e che è già stata accolta dal Dipartimento. Questo consentirà di poter fruire del sito che attualmente viene aperto soltanto su richiesta per la nota carenza di personale”, spiega.
L’idea di fondo è semplice. Il bene resta pubblico, ma un privato può contribuire a renderlo più accessibile, curato e fruibile, mettendo a disposizione risorse economiche, personale, competenze organizzative e capacità di promozione turistica. In cambio, chiaramente, di quota di sbigliettamento o servizi. Nel caso del Castello Eurialo di Siracusa, questa è la strada intrapresa per affrontare i problemi legati alle aperture discontinue. Non è l’unico sito, anche Tempio di Giove e Ginnasio Romano potrebbero rientrare nel progetto di partenariato pubblico-privato.
A proposito del Ginnasio Romano, Lutri anticipa a SiracusaOggi.it una interlocuzione in corso con il comune di Siracusa, l’Università di Catania, l’Istituto Autonomo Case Popolari e Rfi. “Questo progetto prevede che si possa raggiungere direttamente dalla stazione ferroviaria come anche dal terminal degli autobus il Ginnasio Romano. Come? Con un’apposita passerella, senza dover fare tutto il giro stradale”, spiega il direttore del parco archeologico.