Locali pubblici, potenziati i controlli in provincia su capienza e antincendio

Un potenziamento delle attività di controllo nei locali di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi in provincia di Siracusa. E’ quanto disposto dal prefetto, Chiara Armenia, alla luce della tragedia di Crans-Montana. Questa mattina si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, allargata alla partecipazione – oltre che del sindaco di Siracusa, Francesco Italia e dei vertici delle Forze di Polizia territoriali, altresì del Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ai referenti dell’Ispettorato del lavoro e alle associazioni rappresentative dei pubblici esercenti (Confcommercio Siracusa, Confesercenti Siracusa, CNA e FIPE), al fine di delineare congiuntamente un’analisi di contesto. I controlli serviranno per verificare il pieno rispetto delle normative di settore – anche sotto il profilo della corrispondenza tra capienza autorizzata e affollamento effettivo – e la conformità rispetto alle misure di prevenzione incendio, di gestione dell’esodo e, più in generale, dell’emergenza.
Specifica attenzione, nel corso delle verifiche disposte, sarà prestata alle attività di intrattenimento svolte in forma complementare da parte di attività di ristorazione e bar, al fine di garantire lo svolgimento delle stesse entro una cornice di massima sicurezza sia a tutela dei lavoratori impiegati che degli avventori.
Il Comune di Siracusa ha assicurato la massima collaborazione, “anche attraverso una rinnovata sensibilizzazione della Commissione comunale di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo, chiamata a programmare mirate verifiche”.
Anche i referenti delle associazioni rappresentative dei pubblici esercenti hanno espresso la massima disponibilità a proseguire nell’azione di stimolo nei confronti degli associati – “nella piena convinzione dell’importanza dell’attuazione di un modello di safety efficace a beneficio dei lavoratori e anche dei fruitori dei locali – nonché a collaborare anche per favorire l’emersione e il contrasto delle forme di esercizio abusivo delle attività”.




Scienze umane e tecnologia: a Siracusa Samothrace traccia il futuro del patrimonio culturale

L’integrazione tra tecnologie avanzate, scienze dei materiali, digitalizzazione e competenze umanistiche si conferma una leva strategica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. È questo il principale messaggio emerso da “From Past to Future: Cultural Heritage Powered by Technology”, l’evento promosso da Samothrace e svoltosi il 29 e 30 gennaio 2026 presso Palazzo Vermexio a Siracusa, che ha riunito istituzioni, università, centri di ricerca e imprese attorno alle nuove frontiere dell’innovazione applicata ai beni culturali.
L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo delle attività del Pillar Cultural Heritage dell’ecosistema Samothrace, confermandone la visione: sviluppare materiali, dispositivi e protocolli scientifici ad alta precisione per la conservazione, il monitoraggio, la fruizione e l’accessibilità del patrimonio culturale, secondo un approccio interdisciplinare e orientato al trasferimento tecnologico. L’evento ha evidenziato come l’innovazione scientifica e tecnologica rappresenti oggi un elemento imprescindibile per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio. Le attività presentate hanno affrontato temi chiave quali la diagnostica non invasiva, la digitalizzazione e ricostruzione 3D, la sensoristica per il monitoraggio microclimatico e strutturale, l’intelligenza artificiale e le tecnologie immersive per una fruizione più accessibile e inclusiva. Particolare rilievo assume lo sviluppo di procedure scientificamente validate, potenzialmente applicabili a certificazioni di autenticità e protocolli di intervento, in grado di supportare le istituzioni nella gestione del patrimonio.
Per i saluti istituzionali sono intervenuti Francesco Italia (sindaco di Siracusa), Salvatore Baglio (presidente Fondazione Samothrace), Fausto Carmelo Nigrelli (presidente Struttura Didattica Speciale di Architettura e Patrimonio Culturale di Siracusa), Anna Maria Gueli (Università degli Studi di Catania) e Delia Chillura Martino (Università degli Studi di Palermo).
«Siracusa, con i suoi oltre 2750 anni di storia, vive compiutamente e quotidianamente questo rapporto tra conservazione, tutela e valorizzazione, tra tradizione e innovazione – ha dichiarato il sindaco aretuseo – L’idea che un gruppo così ampio di ricercatori, di studiosi, di stakeholders stia insieme e produca un risultato al termine di questo lungo percorso è per la città da un lato motivo d’orgoglio e dall’altro motivo di curioso interesse verso dei risultati che, sicuramente, contribuiranno ulteriormente ad arricchire il bagaglio delle nostre conoscenze, proprio nella chiave di valorizzare lo straordinario patrimonio di cui disponiamo». «Il patrimonio culturale rappresenta un sistema complesso che richiede oggi strumenti scientifici affidabili, tecnologie avanzate e una visione condivisa tra ricerca, istituzioni e imprese – ha dichiarato Salvatore Baglio – Con il Pillar Cultural Heritage abbiamo dimostrato come l’integrazione tra scienze umane e tecnologie possa generare soluzioni concrete, capaci di migliorare la conoscenza, la tutela e la fruizione del patrimonio, creando al contempo nuove opportunità di sviluppo e innovazione per i territori».
Nel corso delle due giornate sono stati presentati risultati di ricerca e soluzioni applicative che spaziano dalla ricostruzione e digitalizzazione 3D alla realtà virtuale e aumentata, dall’intelligenza artificiale alla sensoristica per il monitoraggio microclimatico e strutturale, fino a metodologie avanzate di diagnostica non invasiva e a strumenti per una fruizione inclusiva. Le sessioni di pitch, le presentazioni orali e le demo hanno evidenziato un elevato livello di maturità tecnologica e un concreto potenziale di adozione da parte di istituzioni e operatori del settore culturale e turistico. «La tappa di Siracusa è fondamentale per il progetto – hanno dichiarato Anna Maria Gueli e Delia Chillura Martino – In questo contesto, che ha dato importanza all’applicazione delle tecnologie, delle procedure, dei dispositivi nel campo dei beni culturali, non potevamo non venire qui a Siracusa a restituire al territorio tutto quello che abbiamo sviluppato e realizzato nel progetto, pronti ad applicarlo anche in altri siti, partendo da Siracusa».
Un ruolo centrale è stato svolto dalle due tavole rotonde istituzionali, che hanno favorito un confronto diretto tra decisori pubblici, operatori culturali ed esperti. La tavola rotonda “Technology and Heritage for a Sustainable Future” ha approfondito il contributo della tecnologia alla sostenibilità e all’accessibilità del patrimonio, mentre “Institutions at the Crossroads of Tradition and Technology” ha messo in evidenza il ruolo delle istituzioni nel governare la trasformazione digitale, bilanciando tutela, valorizzazione e innovazione.
«La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale sommerso è determinante. Oggi siamo nella fase in cui è necessario iniziare a immaginare e quindi progettare quelle che possono essere tutte le procedure di tutela materica, cioè tutte quelle tecniche che possono consentirci la tutela del reperto direttamente in sito – ha dichiarato Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare – Non dimentichiamo che la Convenzione Unesco del 2001 ha deciso che tutto il patrimonio culturale sommerso, per quanto possibile, deve rimanere in acqua». «Dobbiamo affidarci alla tecnologia affinché che questo immenso patrimonio venga trasmesso alle generazioni future – ha affermato Antonino Lutri, Soprintendente BB. CC. Siracusa – Il tema è importante perché le tecnologie possono aiutarci sia dal punto di vista della tutela che della valorizzazione». «Siamo interessati alle nuove tecnologie applicate ai beni culturali perché le nostre collezioni e credo tutto il patrimonio culturale italiano hanno bisogno di continue attenzioni per la tutela e per la valorizzazione – ha dichiarato Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – Le scansioni 3D e la digitalizzazione sono ormai delle tappe fondamentali per valorizzare e tutelare ancora di più il nostro patrimonio culturale. L’idea di avere una gestione controllata e moderna ci fa essere molto attenti alle nuove tecnologie».




Origine siracusana dei Bronzi di Riace: “Nulla di nuovo, contano solo le prove scientifiche”

L’ipotesi dell’origine siracusana dei Bronzi di Riace anima la comunità scientifica ed archeologica, in un dibattito vivace e ricco di sorprese. I Bronzi, come è noto, sono conservati nel museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il direttore Fabrizio Sudano, in questi giorni a Siracusa per partecipare alla tavola rotonda su beni culturali e nuove tecnologie “Samothrace”, a margine dell’incontro ha parlato della querelle su FMITALIA. “Io non trovo niente di straordinariamente diverso da quello che è stato detto sempre. Nel senso che vedo le ultime notizie apparse sui giornali, anche in modo frequente devo dire, come una delle tante ipotesi portate avanti da gruppi di ricerca”, spiega il direttore Sudano. “Noi guardiamo sempre con attenzione a quelle situazioni in cui ci possa essere un appiglio scientifico serio e accreditato, per poter discutere. Da parte nostra, siamo sempre pronti a fare ricerca in prima persona. Abbiamo al nostro interno gruppi di architetti, di archeologi, di restauratori e anche collaborazioni scientifiche accademiche di assoluto livello. Tutte supportano le nostre ricerche”.
Insomma Sudano rimane scettico sulle novità presentate per supportare la tesi dell’origine siracusana del gruppo scultoreo. “Forse la verità non la sapremo mai. Il nostro compito è un altro, ovvero quello di attenzionare e valorizzare giornalmente i Bronzi. Diciamo che la conoscenza, gli approfondimenti e gli studi hanno un loro percorso, una loro ragione. Ma questo non cambia nulla nell’ambito della gestione, della tutela e della proposta. Nei vari convegni a cui ho partecipato, da Reggio Calabria in su, questo argomento non è neanche conosciuto più di tanto, nonostante sia apparso in varie testate e televisioni”.
Magari è sbagliato parlare di ‘fastidio’, però il clamore non proprio locale attorno ai nuovi elementi recentemente pubblicati non sembra appassionare il direttore del museo di Reggio Calabria. “Guardi – dice Fabrizio Sudano – non possiamo evitare che si parli del nostro patrimonio. Però facciamolo nei convegni scientifici e non come chiacchiericcio. Per carità, giusto che si coinvolgano platee diverse, anche sempre più ampie. Ma nella misura in cui lo facciamo per valorizzare e non per screditare. La divulgazione deve essere l’obiettivo reale”.




Bronzi di Riace,Madeddu: “Origine siciliana fondata su evidenze scientifiche”

Le dichiarazioni del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano sull’origine dei Bronzi di Riace suscitano reazioni sul territorio. La teoria delle possibili origini siracusane dei Bronzi, conservati proprio nel museo calabrese non sembra appassionare il direttore, in questi giorni a Siracusa per partecipare alla tavola rotonda su beni culturali e nuove tecnologie “Samothrace”. A margine dell’incontro ha parlato su FMITALIA della ‘querelle’, mostrando un certo scetticismo e chiarendo di non trovare nel dibattito nulla di “straordinariamente diverso da quello che è sempre stato detto”. Anselmo Madeddu, autore di un volume e diversi studi sulla teoria dell’origine siracusana dei Bronzi di Riace, replica alle dichiarazioni di Sudano.
“Fabrizio Sudano è un grande direttore, oltre che un mio amico. La mission di un museo non è la ricerca scientifica, ma la conservazione delle opere e la promozione della loro fruibilità. E in questo il direttore Sudano è insuperabile-premette Madeddu- Quello di Reggio è un museo molto bello e ben diretto, dove è giusto che ormai i due Bronzi rimangano per sempre. E fa bene, dunque, Sudano a mantenere una posizione di terzietà rispetto a tutte le ipotesi finora emerse. Ed ha ragione quando dice che contano le prove scientifiche. Infatti l’ipotesi siciliana è quella che ad oggi può vantare a suo supporto le più forti evidenze scientifiche. Tuttavia, alcune riflessioni ci danno lo spunto per chiarire meglio qualcosa, senza ovviamente voler aprire alcuna polemica, ma solo per dare un contributo al dibattito sereno e costruttivo.
Ad esempio, non mi sembra che l’ipotesi siciliana non abbia apportato nulla di straordinariamente diverso da quello che è stato sempre detto”. Madeddu prosegue evidenziando che “è certamente una novità, infatti, la scoperta scientifica dell’origine siracusana delle terre di saldatura dei Bronzi. E’ una novità l’evidenza scientifica di Sibari, e non di Argo, come luogo di fabbricazione. E sono una novità le nuove evidenze scientifiche che hanno rivelato come le statue siano rimaste per 2000 anni in fondali di 70-90 metri che non hanno nulla a che fare con Riace, quando invece fino a ieri nessuno aveva messo in discussione il naufragio lungo le coste calabresi. Non è neanche vero che l’ipotesi siciliana sia un’ipotesi come le tante fatte in passato, altrimenti non avrebbe riscosso tutto il successo mediatico che sta ottenendo. E infine non è nemmeno vero che l’ipotesi siciliana non sia conosciuta negli ambienti scientifici, altrimenti non si spiegherebbe perché si sia scatenato tutto questo grande dibattito nazionale. E’ vero esattamente l’opposto. Basti pensare che nel presentare il recente congresso internazionale di archeologia tenutosi a Gottinga il professor Bergemann ha richiamato i nostri studi definendo molto probabile l’ipotesi siciliana. Del resto-prosegue- si tratta di uno studio avallato ormai dal lavoro di 15 studiosi e di 6 università italiane, già pubblicato in note riviste del settore come Archeo e Archeologia Viva e poi anche in una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali come l’Italian Journal of Geosciences. Per non dire poi dell’enorme successo ottenuto negli ambienti della divulgazione scientifica, con i numerosi servizi dedicatogli da mamma Rai, l’ultimo dei quali sarà mandato in onda proprio stasera dopo il telegiornale della notte su TV7”. Infine un’ultima considerazione.
“Obiettivamente-conclude Madeddu- al di là dello spunto utile per chiarire quanto detto, non mi sembra che il direttore Sudano sia mai entrato nel merito della questione, avendo sottolineato più volte come i suoi compiti di direttore di museo siano altri. Compiti svolti sempre egregiamente da Fabrizio Sudano e per i quali l’archeologo lentinese merita tutta la nostra ammirazione”.




Polo Industriale, nuovo Rapporto di Sostenibilità: martedì la presentazione

Sarà presentato martedì 3 febbraio, alle ore 10:30, presso la Camera di Commercio di Siracusa, il Rapporto di Sostenibilità del Polo Industriale di Siracusa 2023–2024, giunto alla quarta edizione. L’iniziativa è realizzata su base volontaria e coordinata da Confindustria Siracusa. Il Rapporto restituisce una fotografia aggiornata del Polo Industriale attraverso dati e indicatori ambientali, sociali ed economici, in linea con gli standard GRI e con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030. L’edizione 2023–2024, secondo quanto anticipato, evidenzia un quadro di resilienza del sistema industriale, con risultati positivi in tema di sicurezza sul lavoro, riduzione degli impatti ambientali, investimenti in efficienza energetica e stabilità occupazionale. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale. Seguirà l’intervento del Vice Presidente con delega alla Sostenibilità, Giancarlo Bellina, che si soffermerà sui risultati raggiunti e sulle prospettive future per uno sviluppo industriale sostenibile.Nel corso della mattinata è previsto anche il contributo del mondo accademico. Interverranno Gustavo Barresi, Direttore del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Messina, Nicola Rappazzo, Delegato alla Sostenibilità e Carmelo Marisca, Delegato all’Internazionalizzazione, con un approfondimento sul Popular Financial Reporting (Bilancio POP) e sull’utilizzo della Sentiment Analysis come strumento di dialogo con gli stakehold




Giornata Nazionale per la Vita “Prima i bambini!”: domenica la celebrazione in Cattedrale

Si celebra domenica 1 febbraio la 48esima Giornata Nazionale per la Vita. Il tema di quest’anno è “Prima i bambini!”.Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana invita a rimettere al centro i più piccoli, la loro dignità, la loro tutela e il loro diritto a essere accolti, amati e accompagnati fin dal primo istante della vita.Il richiamo evangelico è alle parole di Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli» (Mt 18,10).Il programma prevede alle ore 9.30 l’accoglienza in piazza Minerva e in processione verso la Cattedrale.Alle ore 10.00 interventi dell’avv. Maria Suma, vicepresidente dell’Associazione Meter Ets e del dott.Alessandro Drago, presidente del Comitato Provinciale di Siracusa per l’Unicef.Alle ore 11:30 celebrazione eucaristica presieduta da mons.Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa. I vescovi italiani ci invitano a rimettere al centro i bambini, troppo spesso vittime innocenti di guerre, povertà, violenze, abusi e trascuratezze – hanno sottolineato mons. Salvatore Marino, Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia – .In un tempo segnato da profonde fragilità sociali e culturali, la tutela della vita dei più piccoli diventa criterio essenziale per misurare la qualità umana e spirituale delle nostre comunità. Nel Messaggio per questa Giornata, la CEI ci richiama a una responsabilità condivisa: riconoscere la dignità infinita di ogni bambino, custodire la vita fin dal suo inizio e accompagnare la crescita dei più piccoli con scelte concrete di accoglienza, protezione e speranza. Mettere “prima i bambini” significa costruire un futuro più giusto, solidale e autenticamente umano. Come Chiesa, siamo chiamati a sostenere le famiglie, a promuovere una cultura della vita che non escluda nessuno e a vigilare perché ogni bambino possa crescere nella serenità, nella pace e nell’amore. È un impegno che nasce dalla fede e si traduce in gesti concreti di prossimità e corresponsabilità. Affidiamo alla Vergine Maria – che ci ha donato Gesù, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6) – il nostro impegno a custodire ogni bambino, dono prezioso da accogliere e proteggere, per costruire un futuro migliore.




Bracconaggio e aree protette, Mastriani (FederParchi): “Bene rafforzare i controlli”

Solidarietà e sostegno all’operato della Polizia Provinciale di Siracusa impegnata nei controlli contro il bracconaggio e gli illeciti ambientali viene espressa da Marco Mastriani. Il coordinatore regionale di Federparchi Sicilia, interviene così nella polemica nata attorno alle recenti attività di vigilanza sul territorio.
Mastriani sottolinea come i controlli svolti dalla Polizia Provinciale rappresentino un’azione fondamentale di prevenzione, monitoraggio e contrasto a reati ambientali particolarmente gravi, fenomeni che purtroppo interessano anche il territorio siracusano. Tra le aree più sensibili cita i Pantani San Leonardo–Gelsari, ricompresi nel Sito Natura 2000 e classificati come Zona di Protezione Speciale, un’area di straordinario valore naturalistico per la presenza di zone umide che ospitano numerose specie di avifauna durante le migrazioni.
“Le critiche ricevute – evidenzia Mastriani – non fanno che confermare la necessità di intensificare i controlli sul territorio, per preservare un patrimonio ambientale che appartiene a tutti”. Un patrimonio che, ricorda Federparchi, gode già di specifiche tutele normative: le Zps e le Zsc sono a tutti gli effetti aree protette, al pari di parchi e riserve, come stabilito dalla normativa nazionale e dalla giurisprudenza consolidata.
Da qui l’appello a rafforzare ogni sforzo possibile per difendere le aree protette e i Siti Natura 2000 da reati che rischiano di comprometterne la naturalità, potenziando anche la collaborazione con le associazioni di volontariato. L’obiettivo, conclude Mastriani, è tutelare ma anche valorizzare e promuovere una fruizione sostenibile di uno dei patrimoni ambientali e naturali più importanti della Sicilia.




Sotto la chiesa dell’Immacolata riemerge un cimitero, scoperte antiche sepolture

Durante i lavori di consolidamento all’interno della chiesa dell’Immacolata, in piazza Corpaci lungo via Maestranza, sono riemerse cinque sepolture corredate da oggetti funerari di grande interesse storico. Una scoperta destinata a scrivere nuove pagine della storia millenaria di Siracusa.
Non si tratta di reperti preziosi dal punto di vista materiale: anfore, piattini e suppellettili semplici, lontani dall’idea di ricchezza. Secondo un primo esame, le tombe potrebbero risalire a un periodo tardo medievale, offrendo uno spaccato prezioso sulla vita – e sulla morte – della comunità che gravitava attorno alla chiesa.
La chiesa dell’Immacolata (al momento area di cantiere, ndr) sorge su un edificio più antico, intitolato a Sant’Andrea, la cui origine viene fatta risalire al VI secolo. Nel corso della sua storia, l’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti, riflettendo i mutamenti architettonici, religiosi e sociali della città. Un luogo, dunque, profondamente stratificato, nel senso più letterale del termine.
I ritrovamenti fanno ipotizzare che la cripta della chiesa possa essere stata utilizzata come area cimiteriale, probabilmente destinata agli ecclesiastici. Un’ipotesi che si inserisce coerentemente nel contesto storico. E’ infatti certo che nel Seicento la chiesa dell’Immacolata divenne anche luogo di sepoltura per i nobili cittadini siracusani, come attestano le cronache dell’epoca.
Gli accertamenti sono attualmente in corso, a cura della Soprintendenza di Siracusa. Gli archeologi stanno valutando l’esatta datazione e il contesto dei ritrovamenti. Ma una prima sensazione, condivisa da alcuni addetti ai lavori, è che quanto emerso finora possa rappresenti soltanto la “punta dell’iceberg”. Sotto le pietre della chiesa dell’Immacolata potrebbe celarsi una storia ancora più ampia, pronta a riaffiorare.




Igiene Urbana da Tekra a Ris.Am, Sudano (Fp Cgil): “Ecco cosa prevede l’accordo sindacale”

“C’è un accordo a tutela dei lavoratori ed è stato siglato nei giorni scorsi, in vista del subentro, dal primo febbraio, di Ris.Am al posto di Tekra, dopo l’affitto del ramo d’azienda”. La Fp Cgil, attraverso il segretario provinciale Jose Sudano entra nel merito degli aspetti che riguardano il destino dei dipendenti di Tekra, preoccupati per le proprie sorti, sia dal punto di vista occupazionale e sia dal punto di vista economico, per le cifre che vantano. “La stessa operazione condotta a Siracusa- ricorda Sudano- è stata portata a termine anche in altri sei comuni distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il contratto di affitto di ramo d’azienda avrà valore dal primo febbraio ma se il Comune (committente) riterrà che la procedura non sia valida, tutto tornerà in discussione e quel contratto non avrà alcuna efficacia”. Sudano mette in rilievo proprio la clausola inserita nell’accordo, che è quella dell’opponibilità. Nel caso in cui, quindi, le verifiche che gli uffici comunali stanno conducendo dovessero condurre l’amministrazione comunale ad opporsi al subentro nel servizio di Igiene Urbana, dunque, l’operazione di Tekra e Ris.Am non potrebbe proseguire e l’accordo sindacale “salterebbe” automaticamente. Sudano garantisce che “i dipendenti saranno trasferiti dal primo febbraio alla nuova società e nemmeno il servizio dovrebbe subire alcuna interruzione. Il nostro interesse è stato in ogni fase quello di garantire ai lavoratori un passaggio sereno dalla vecchia alla nuova gestione, senza perdere quanto maturato e con quanto contrattualmente previsto in termine di qualifiche, mansioni, anzianità, libello retributivo”. Le maggiori preoccupazioni riguardano, invece, i lavoratori con contratto a tempo determinato. “In effetti- spiega Sudano- perché la clausola sociale sia valida è necessario che il lavoratore abbia maturato almeno 240 giorni di servizio nella struttura aziendale che cede il contratto ad un’altra azienda. Abbiamo però spinto molto e chiesto che nel momento in cui si debbano effettuare assunzioni, questi lavoratori abbiano la priorità” . Le prossime giornate saranno cruciali. Gli sguardi sono puntati sul Comune e sull’esito degli approfondimenti e delle verifiche in corso. Il sindaco, Francesco Italia non ha nascosto il proprio disappunto per la tempistica adottata da Tekra nella comunicazione del sostanziale cambiamento ed anche il sindacato evidenzia che “sarebbe stato opportuno far partire molto prima la comunicazione, così da assicurare all’ente il tempo necessario per arrivare al primo febbraio con tutte le verifiche già completate”.

 

Foto: i lavoratori Tekra alla seduta del consiglio comunale dedicata al subentro di Ris.Am nel servizio di Igiene Urbana in città




Da Tekra a Ris.Am, il sindaco Italia sbotta: “Scorretto mettere il Comune sotto scacco”

“Non si può pensare di mettere un’amministrazione comunale sotto scacco con un preavviso breve e dettare pure i tempi. Questo non è corretto”. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia esprime con chiarezza la propria idea  alla luce della vicenda legata al servizio di igiene urbana in città, dopo l’annuncio di Tekra di aver ceduto in affitto un ramo d’azienda a Ris.Am , che dovrebbe dunque subentrare dal 2 febbraio nella gestione della raccolta dei rifiuti e delle altre attività previste dal capitolato d’appalto. Il primo cittadino non nasconde il proprio disappunto e parla di un modus operandi che “mi sembra inconcepibile – commenta- in una situazione che necessità di approfondimenti e verifiche importanti, che sono attualmente in corso. Ho scritto almeno tre note- racconta Italia- ai dirigenti come al segretario generale, perché stiamo parlando di un servizio fondamentale per la città  sotto vari profili. Non solo abbiamo a cuore la questione ma la nostra attenzione sul rispetto degli obblighi contrattuali, soprattutto nei confronti dei lavoratori Tekra”. Poi il sindaco aggiunge una considerazione. “C’è qualcosa che mi sfugge- evidenzia- Non si spiega come sia possibile che un contratto chiuso a metà dicembre venga comunicato venerdì 16 gennaio concedendo di fatto un paio di settimane per condurre le necessarie verifiche”. L’opinione di Italia è chiara ma anche il fatto che resta tale. “Non sono io a decidere- puntualizza- gli uffici si occupano degli atti gestionali e non posso entrare nel merito, ma sicuramente posso esprimere la mia opinione ed è quella che ho appena esposto”. Il sindaco rassicura, comunque, “i cittadini e i dipendenti dell’azienda sul fatto che l’attenzione del governo cittadino è massima e che continueremo- garantisce- nella direzione dell’interesse e del bene della città”. Due i concetti che sottolinea: “continuità  del servizio (con il rispetto di quanto previsto e della qualità  necessaria) e continuità del lavoro”.