Al vertice di Catania anche il sindaco di Siracusa. Italia: “Segno concreto di attenzione”

Al vertice di quest’oggi a Catania, convocato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per fare il punto sull’emergenza causata dal ciclone Harry che ha funestato la Sicilia orientale, era presente anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. Insieme ad altri rappresentanti istituzionali dei territori colpiti, ha seguito i lavori della riunione di alto livello a cui hanno preso parte attiva il presidente della Regione, Renato Schifani, il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile ed i prefetti di Catania, Messina e Siracusa.
Nel corso del vertice sono state condivise le linee operative per gli interventi urgenti di ripristino e ricostruzione delle infrastrutture pubbliche e private colpite dal maltempo, con l’obiettivo dichiarato di “fare presto e bene” nel sostegno alle famiglie e alle imprese danneggiate. È stato ribadito il ruolo congiunto di Regione e Governo per assicurare risposte tempestive e coordinate nelle prossime settimane.
“Gli impegni discussi sono comuni e riguardano anche il nostro territorio. È un segno concreto di attenzione che ho molto apprezzato. Ho colto pragmatismo, collaborazione e coesione istituzionale”, ha detto al termine il sindaco Italia.
L’impressione colta dopp il vertice é che si stia guardando con attenzione anche alle prospettive di lungo periodo per il territorio siracusano, dopo l’emergenza. I danni sono ingenti e, secondo le ultime stime del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, superano ampiamente per la provincia di Siracusa i 300 milioni di euro.
Il vertice di Catania arriva dopo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale per Sicilia Calabria e Sardegna ed il primo stanziamento di risorse da parte del Consiglio dei ministri per fronteggiare l’ondata di maltempo. Cento milioni complessivo, divisi in parti uguali alle tre regioni, a cui – assicurano dall’esecutivo – seguiranno altri interventi.




Da Tekra a RisAm, cosa c’è nel contratto di affitto del ramo d’azienda

La lettura integrale del contratto di affitto del ramo d’azienda sottoscritto tra Tekra e RisAm, offre un quadro molto più complesso rispetto alla narrazione di un “semplice” passaggio di gestione. Pur essendo un accordo formalmente tra privati, produce effetti diretti e rilevanti sul Comune di Siracusa, sul servizio di igiene urbana cittadino, sulla tutela dei lavoratori e sugli stessi cittadini-utenti-contribuenti.
Il contratto è formalmente legittimo e questo va detto subito. Ma la sua applicazione lascia spazio ad interrogativi che si allungano sulla stessa tenuta del servizio e sul ruolo del Comune di Siracusa che – da controllore – rischia di trasformarsi, ancora una volta, in garante di ultima istanza. “Servono monitoraggio costante, trasparenza totale e controlli puntuali. Il “confine tra autonomia imprenditoriale e interesse collettivo diventa sottile e quindi pericoloso”, dice il capogruppo del Pd, Massimo Milazzo.
Il contratto prevede il subentro di RisAm nei contratti di appalto pubblici di Tekra a partire dal primo febbraio, con l’obbligo per la nuova società di “attivarsi” presso le stazioni appaltanti per ottenere la prosecuzione dei rapporti. Tuttavia, come confermato anche dall’amministrazione comunale aretusea, l’operazione è stata concepita e formalizzata senza un preventivo coinvolgimento di Palazzo Vermexio, che non ha potuto fare altro che prendere atto della situazione ed avviare i controlli di competenza. Questo equivale a dire che il Comune si è ritrovato davanti ad una scelta già compiuta e con margini di intervento ridotti in un settore – quello dei rifiuti – che non ammette vuoti operativi.
Sul piano economico-finanziario, il contratto certifica un dato già emerso nel dibattito politico. La subentrante RisAm ha un capitale sociale di appena 20.000 euro, a fronte di un’operazione che comporta la gestione di appalti milionari, personale numeroso, mezzi, responsabilità ambientali ed obblighi assicurativi.
Il ramo d’azienda viene affittato per 10 anni, senza però contemperare il trasferimento della proprietà dei beni principali. I mezzi restano di Tekra e vengono concessi a RisAm in noleggio, per soli sei mesi, con un canone complessivo di 163.350 euro, rinnovabile ma non garantito oltre tale termine. Durata lunga dell’affitto a fronte di una disponibilità mezzi estremamente breve, potrebbe apparire come una asimmetria. Sia come sia, RisAm si assume la gestione operativa senza di fatto un patrimonio strumentale proprio, affidandosi a mezzi di terzi, molti dei quali – come emerso anche in Consiglio comunale – risultano in cattivo stato o inutilizzabili per carenza di manutenzione.
Se è vero che i debiti pregressi restano a Tekra e che quelli futuri sono interamente a carico di RisAm, il contratto non presenta alcuna garanzia patrimoniale a favore delle stazioni appaltanti (tra queste, il Comune di Siracusa). Quindi se RisAm dovesse trovarsi in difficoltà finanziaria o operativa – si spera mai – il primo soggetto chiamato a intervenire sarebbe il Comune di Siracusa, per evitare l’interruzione del servizio. È esattamente questo il contesto che ha portato il Consiglio comunale ad approvare una delibera per il pagamento diretto degli stipendi in caso di inadempienza. E’ una misura di tutela dei lavoratori che, però, trasferisce indirettamente il rischio industriale sull’ente pubblico. Lecito domandarsi, allora, se esista un piano B per tutelare invece, e nel complesso, i cittadini, il servizio, l’igiene urbana di Siracusa? Parrebbe, purtroppo, di no. Almeno non ancora. Questo è il fronte su cui Palazzo Vermexio deve lavorare in fretta. Altrimenti rischia una clamorosa caduta.
Per quel che riguarda i lavoratori, il contratto richiama espressamente l’articolo 6 del CCNL Fise Assoambiente, imponendo quindi a RisAm l’assunzione diretta di tutto il personale impiegato nei 240 giorni precedenti. Una clausola importante, che tutela la continuità occupazionale ma che – con la previsione dei 240 giorni – taglia fuori un numero ancora non ben precisato di operatori a tempo determinato o di recente ingresso in servizio. Altro punto su cui l’opposizione ha posto l’accento in Consiglio comunale.
Nel suo impianto complessivo, il contratto appare come un’operazione nella quale Tekra mantiene il controllo degli asset strategici (mezzi, know-how certificato, iscrizioni) e monetizza il proprio avviamento attraverso un canone fisso annuo di 60.000 euro ed una quota variabile pari al 5% del fatturato. RisAm, al contrario, assume la gestione quotidiana, i costi di manutenzione, i rischi industriali, le responsabilità ambientali e la pressione delle stazioni appaltanti, senza un rafforzamento patrimoniale proporzionato (come lamentano dalla minoranza consiliare).
Tutti validi motivi per tenere gli occhi puntati sul più rilevante appalto comunale, su cui interviene ora un’operazione societaria di questa portata e che potrebbe produrre effetti che rischiano di scaricarsi sulla corretta gestione del servizio di igiene urbana.




Gli ultimi giorni di Tekra a Siracusa

Sono giornate in cui il servizio di raccolta dei rifiuti accusa più di un rallentamento, a Siracusa. Da settimane, le segnalazioni si susseguono, accompagnate da foto e video. Succede che il ritiro delle frazioni, correttamente esposte, avvenga in costante ritardo. Succede che in più vie, la raccolta pare essersi fermata giorni addietro. Succede che i sacchetti si accumulino.
Gli ultimi giorni di Tekra a Siracusa sembrano procedere così. Una parziale, parzialissima spiegazione chiama in causa il ciclone Harry ed i ritardi accumulati a causa del maltempo. Ma ad una settimana di distanza, l’alibi tiene fino ad un certo punto.
Parlando con i lavoratori, emerge infatti una situazione diversa. Spiegano che diversi colleghi – 30, poi 40 quindi oggi una cinquantina – sarebbero in malattia. Stipendi in ritardo, per alcuni ancora non sarebbe stato integralmente versato quello di dicembre. E poi sullo sfondo c’è l’imminente passaggio da Tekra a Risam con i dubbi annessi che i lavoratori hanno chiaramente espresso in Consiglio comunale.
A proposito di Consiglio comunale, il direttore di esecuzione del contratto ha ammesso – durante la seduta – anche un altro dato che spiega la situazione attuale: diversi mezzi sono in officina, perchè guasti.
Meno personale al momento in servizio, meno mezzi: ecco il momento difficile del settore rifiuti a Siracusa.




Perdita al serbatoio del Plemmirio, Siam: “Erogazione ridotta in via Lido Sacramento”

Perdita al serbatoio idrico  del Plemmirio. Il problema ha comportato un notevole abbassamento del livello idrico del serbatoio, ragione per la quale, secondo quanto ha annunciato negli scorsi minuti Siam, la società che gestisce il servizio, sarà necessario ridurre l’erogazione dell’acqua in via Lido Sacramento dalle 22:00 di questa sera e fino alle 6:00 di domani mattina. “Tale azione -chiarisce la Siam- è imprescindibile per consentire al suddetto serbatoio di recuperare il livello e la portata necessaria alla normale erogazione del servizio idrico”.




Scuole superiori, sopralluoghi e incontri in città e in provincia: “Stabilire le priorità”

Ancora sopralluoghi negli istituti scolastici superiori della provincia, per stabilire priorità ed interventi da avviare. Il presidente del Libero Consorzio Comunale Michelangelo Giansiracusa è stato oggi in visita al liceo Einaudi, ricevuto dalla dirigente scolastica  Egizia Sipala. Al centro dell’incontro anche le condizioni del plesso distaccato di viale Santa Panagia, soprattutto per gli aspetti relativi agli impianti di riscaldamento. Giansiracusa parla di “un momento di dialogo franco e costruttivo che ha confermato quanto la collaborazione tra istituzioni e scuola sia fondamentale per garantire ambienti sicuri, accoglienti e capaci di rispondere alle sfide educative del presente”.

Tappa anche al Gagini. “Un incontro- spiega il presidente del Libero Consorzio Comunale-  vissuto non solo come presenza istituzionale ma come confronto umano e autentico”. Il presidente ha raccolto richieste, dubbi, speranze e difficoltà quotidiane, riconoscendo in quelle voci le stesse inquietudini e aspirazioni che accompagnano ogni generazione.

«Questi incontri – sottolinea Giansiracusa – ricordano a chi ha responsabilità istituzionali che il futuro non è un concetto astratto, ma ha volti, storie ed emozioni. E merita rispetto, ascolto e impegno concreto».

Presentato, intanto, il nuovo percorso quadriennale  in “Tecnico per l’Automazione e i Sistemi Meccatronici” dell’Istituto Nervi-Alaimo di Carlentini. “Un progetto che guarda con decisione all’innovazione e al collegamento tra scuola, territorio e mondo del lavoro- commenta Giansiracusa- Un’iniziativa che grazie alla dirigente dell’Istituto, la professoressa Giusi Sanzaro, e a tutto il suo staff, racconta una Sicilia che investe sulle competenze e sui talenti, creando opportunità reali per i giovani”.

Sempre a Lentini, sopralluogo all’istituto “Gorgia Vittorini Moncada”, guidato dal dirigente scolastico Vincenzo Pappalardo. Occorrerà adesso programmare gli interventi necessari.

 




Fango e morte, il ciclone cancella allevamento a Siracusa: annegati 400 capi di bestiame

Tra le immagini drammatiche lasciate dal passaggio del ciclone “Harry” nel Siracusano c’è anche quella di un intero allevamento distrutto nei pressi della fonte Ciane. Oltre 400 capi di bestiame sono morti per annegamento nel giro di poche ore, travolti dall’ondata di acqua e fango provocata dall’eccezionale evento meteorologico.
La violenza del ciclone ha colpito l’area in modo improvviso, trasformando i terreni in un’enorme distesa allagata. Gli animali, sorpresi dall’innalzamento repentino del livello dell’acqua, purtroppo non hanno avuto scampo. Per l’allevatore, si tratta di una perdita enorme in termini di lavoro e sacrifici.
Sul posto sono intervenuti i servizi veterinari dell’Asp di Siracusa, che hanno disposto la rimozione e lo smaltimento delle carcasse, un’operazione necessaria per evitare rischi igienico-sanitari e ambientali. Le attività si stanno svolgendo secondo i protocolli previsti per eventi calamitosi di questa portata.




Emergenza ciclone, oggi la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars. Carta:”Scegliere bene le priorità”

Si riunirà in mattinata la quarta commissione legislativa permanente Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Ars, convocata dal presidente Giuseppe Carta per le 11:30 con l’obiettivo di avviare l’esame delle misure straordinarie necessarie a fronteggiare gli ingenti danni causati dal ciclone “Harry” al comparto dei balneari, ai porti turistici e al sistema turistico regionale. La seduta si inserisce nel quadro aggiornato dall’approvazione in Aula della legge che stanzia 40,8 milioni di euro per gli interventi urgenti nei territori colpiti. La convocazione nasce su impulso del gruppo Grande Sicilia, su proposta dell’on. Ludovico Balsamo. In Commissione, stamane, il confronto entrerà nel merito di come utilizzare concretamente i fondi, delle priorità da fissare e di come tentare di dare continuità ai privati nel potersi autodeterminare con investimenti propri, dentro un perimetro di regole chiare e tempi rapidi.”L’approvazione delle risorse è un segnale importante, ma adesso viene la parte decisiva: scegliere bene le priorità e rendere spendibili i fondi, senza perdere settimane in incertezze e rallentamenti. E soprattutto dobbiamo mettere gli operatori nelle condizioni di intervenire subito, con procedure chiare, perché senza continuità e senza certezze gli investimenti si fermano”, dichiara Carta. All’audizione parteciperà il Governo regionale, rappresentato dall’assessore al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino. Sono inoltre invitati a intervenire rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo e delle associazioni di categoria, tra cui Confindustria Sicilia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA Balneari, Assonat, Federalberghi e realtà del settore balneare e portuale.




Perdita idrica al plesso Pitia: uscita anticipata per gli studenti di Quintiliano e Corbino

Grave perdita idrica nel plesso scolastico  di via Pitia che ospita i licei Quintiliano e Corbino. Alla base del problema, un guasto all’autoclave dell’edificio. Necessario disporre l’uscita anticipata degli studenti, che alle 9:00 erano già fuori dalla scuola per cause che una circolare della dirigente del Quintiliano Simonetta Arnone ha definito di forza maggiore. I docenti sono rimasti al lavoro ma spostandosi nella sede centrale di via Tisia. La scuola, il Libero Consorzio Comunale e l’ente proprietario dell’edificio, secondo i chiarimenti della dirigenza scolastica, “stanno operando per risolvere al più presto al situazione di emergenza che si è venuta a creare”. Si attendono, pertanto, ulteriori disposizioni.  Ancora disservizi, quindi, per gli studenti delle scuole superiori del capoluogo. Ieri, la forte presa di posizione del deputato regionale Carlo Gilistro del Movimento 5 Stelle dopo un sopralluogo nel plesso Juvara di viale Santa Panagia,che ospita una parte dell’istituto Alberghiero Federico II di Svevia ed una parte del liceo Einaudi. In quel caso, il problema segnalato è quello delle basse temperature in cui la comunità scolastica deve svolgere le proprie attività e che non supererebbero i 12 gradi a fronte della necessità che nei luoghi di lavoro si registrino almeno 18 gradi. La questione, secondo quanto annunciato dal pediatra siracusano, sarà oggetto di un suo esposto in Procura.




Due esemplari di lupo cecoslovacco in giro per Siracusa, interviene il servizio randagismo

Due cane lupo cecoslovacco sono stati nelle ultime ore i protagonisti di decine di segnalazioni di avvistamento, a Siracusa. Dalla ciclabile Maiorca alla Pizzuta, sono stati notati e le foto sono finite sui social. E’ bene precisare che il lupo cecoslovacco non è un lupo, ma non è nemmeno un cane qualunque e men che meno “semplice”. È un animale affascinante, impegnativo e profondamente legato al suo branco.
A fronte di diverse telefonate e sulla scorta di foto e video divenute virali, è intervenuto il servizio randagismo della Polizia Municipale di Siracusa. Dopo avere preso in carico i due esemplari, sono stati condotti presso uno studio veterinario per i controlli del caso. E’ stato così possibile risalire al proprietario a cui, verosimilmente, i due lupi cecoslovacchi erano sfuggiti. L’uomo – spiegano fonti di Polizia Municipale – è stato sanzionato per l’omessa custodia e vigilanza, come previsto dalla normativa di settore.




Colpi ai bancomat e paura nella zona montana, ora pattuglie in strada anche di notte

Non è rimasto inascoltato lo sfogo dei sindaci della zona montana di Siracusa. “Abbiamo paura”, avevano detto all’unisono i primi cittadini di Sortino e Buccheri, dando voce alle preoccupazioni diffuse sui loro territori. “Ci siamo scoperti vulnerabili”, avevano aggiunto Vincenzo Parlato e Alessandro Caiazzo lamentando carenze nei controlli, soprattutto nelle ore notturne. Nel giro di pochi giorni, e sempre nel fine settimana, una banda specializzata nel furto di interi bancomat ha preso di mira banche di Palazzolo, Buccheri e Sortino. Esplosivo ed escavatore per portare a compimento colpi audaci, in appena 15 minuti. Una spregiudicatezza che ha creato diffuso allarme sociale.
La prima risposta arriva dalla Prefettura di Siracusa. Dalla notte scorsa, sono stati attivati controlli aggiuntivi con la presenza – a rotazione – di pattuglie interforze. La Questura di Siracusa, raccolto l’input prefettizio, raccorda e coordina le operazioni. Ai Comuni interessati è stata inviata una nota con la comunicazione relativa ai controlli nelle ore notturne. I sindaci sono stati invitati a collaborare, per tramite della polizia locale.
La reazione è un iniziale sospiro di sollievo, con controlli nelle ore notturne attivi con lampeggianti e divise a presidiare strade e luoghi sensibili nei piccoli centri montani del siracusano.