Siracusa. Torna il grande caldo, domenica e lunedì previsti nuovi picchi di 40 gradi

E’ la quarta ondata di caldo africano nel giro di poche settimane quella che fra domani e lunedì è attesa in Sicilia orientale. L’anticiclone, dopo qualche giorno di “tregua” , con temperature più basse, tornerà a far salire le colonnine di mercurio in provincia di Siracusa. In realtà già adesso e da oltre 48 ore, si registrano innalzamenti della temperatura. Nel pomeriggio di ieri, raggiunti i 36 gradi nel capoluogo. Secondo gli esperti di Weather Sicily, fra domani e luned’ 24 luglio, per via di una perturbazione atlantica in arrivo da nord-ovest, in Sicilia, in alcuni luoghi dell’isola in particolare, si potrebbero tornare a toccare i 40 gradi. Tra le località in cui questo è ritenuto probabile c’è proprio la provincia di Siracusa, già a partire da oggi pomeriggio. Questa nuova ondata di calore sarà più breve rispetto alle precedenti, visto che la prossima settimana arriveranno correnti fresche nord-occidentali. Durante le giornate “calde”, le temperature resteranno elevate anche nelle ore notturne, con valori superiori ai 25 gradi e forte presenza di afa.




Siracusa. Vigili Urbani contro parcheggiatori abusivi: presidio alla Neapolis fino a settembre

Dopo decine di segnalazioni da parte dei cittadini, le lamentele dei turisti e l’attenzione della stampa nazionale, è arrivata la reazione. Per tenere i parcheggiatori abusivi lontani dall’area del parco archeologico della Neapolis è stato istituito un presidio di vigili urbani.
Gli uomini del comandante Miccoli sono in servizio prolungato, ma non permanente, con la funzione principale di allontanare gli abusivi che “curavano” il servizio di sosta e parcheggio nelle aree limitrofe alla principale attrazione archeologica della città.
Il servizio anti-abusivi andrà avanti tutti i giorni probabilmente fino a settembre quando dovrebbe essere applicato anche a Siracusa il daspo urbano, dopo le necessarie modifiche al regolamento di Polizia Urbana.
Una presenza che, sin qui, ha prodotto buoni risultati e che non è comunque limitata solo alla Neapolis ma anche ad altre zone dove sono presenti abusivi. Qualche turista ha lamentato, però, la difficoltà di reperire in zona i grattini per pagare la sosta sulle strisce blu.




Siracusa. Accessi al mare: nuova scaletta a Ognina, via le barriere architettoniche alla Fanusa

Completata la realizzazione dello scivolo di accesso alla spiaggia della Fanusa e della scaletta che consente la discesa nella spiaggetta di Ognina. Si tratta di interventi inseriti nel piano “salva spiagge” varato dal Comune di Siracusa. Progressivamente tutti i lavori urgenti predisposti e inseriti nell’elenco stilato dall’amministrazione comunale vengono ultimati. Nel caso della Fanusa, lo scivolo con pedana in legno garantisce l’accessibilità ai disabili. Soddisfatto il sindaco, Giancarlo Garozzo, che parla di “miglioramento dell’accessibilità alle nostre coste. Per i disabili- prosegue il primo cittadino- è garantito l’accesso anche in uno dei quattro solarium realizzati in città, quello allestito allo Sbarcadero Santa Lucia”.




Zona industriale, la Procura ottiene il sequestro degli impianti Esso ed Isab: prescrizioni per ridurre le emissioni

Il gip del Tribunale di Siracusa ha disposto il sequestro preventivo degli impianti Esso ed Isab Nord e Sud del polo petrolchimico. Accolta la richiesta della Procura, un pool di tre magistrati coordinati dal procuratore capo, Francesco Paolo Giordano. Riconosciuto “un significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti”.
Per procedere al dissequestro, previste precise prescrizioni volte a consentire l’adeguamento degli impianti alle norme tecniche vigenti.
Nel dettaglio, alla Esso viene chiesto di provvedere alla riduzione delle emissioni provenienti dall’impianto mediante copertura delle vasche costituenti il trattamento acque. Cronoprogramma – non oltre i 12 mesi – e costi a carico del gestore. Imposto, inoltre, il monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili e/o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse. Esso dovrà anche realizzare e mettere in esercizio impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico oltre a ridurre del livello delle emissioni in atmosfera sino al rispetto dei livelli previsti delle MTD (Migliore Tecnologia Disponibile). In particolare, riduzione degli ossidi di zolfo ai camini 26 e 29 e degli ossidi di azoto ai camini 1, 9, 10, 11, 13, 17, 18, 22, 23, 24, 25, 26, 29, 35, 39, 41, 42, 43, 44, 45 e 46. Dovranno poi essere adeguati i sistemi di monitoraggio delle emissioni comprese nel valore di bolla, attraverso l’adozione di sistemi di monitoraggio in continuo; messi a disposizione i dati registrati dei sistemi di monitoraggio in continuo per via telematica all’Arpa di Siracusa e l’adozione di modalità di autocontrollo per rendere gli stessi idonei per la verifica di conformità ai valori limite di emissione.
Prescrizioni anche per gli impianti Isab Nord e Sud: riduzione delle emissioni provenienti dall’impianto, mediante copertura delle vasche costituenti l’impianto di trattamento acque per la Raffineria Sud, Anche in questo caso, lavori da realizzare entro 12 mesi; monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili e/o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; realizzazione e messa in esercizio di impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico; adeguamento dei sistemi di monitoraggio delle emissioni comprese nel valore di bolla, attraverso l’adozione di procedura periodiche di verifica dei sistemi di monitoraggio in continuo, della messa a disposizione dei dati registrati dei sistemi di monitoraggio in continuo per via telematica all’Arpa di Siracusa, adozione di modalità di autocontrollo per rendere gli stessi idonei per la verifica di conformità ai valori limite di emissione.
L’indagine, iniziata due anni fa circa, si è avvalsa di una consulenza tecnica collegiale redatta da esperti di livello nazionale ed è consistita in molteplici audizioni e acquisizioni di dati e documenti.
Il sequestro è stato eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria del Nictas e dell’Aliquota della Polizia di stato della sezione della Procura della Repubblica.
I provvedimenti seguono i molteplici esposti e le denunce di cittadini, movimenti ambientalisti e di enti territoriali (tra cui anche il Comune di Siracusa, ndr) che si lamentavano della cattiva qualità dell’aria. Lamentele e segnalazioni che – secondo la Procura- avrebbero “trovato riscontro in particolare con riguardo alle sostanze non normate odorigene”.
Alle due società è stato dato il termine di quindici giorni per decidere se aderire alle prescrizioni.




Impianti industriali sequestrati, la replica di Isab: "sempre rispettate norme e prescrizioni"

Poche righe ma ferme. Per ribadire di avere sempre operato rispettando i dettami della normativa vigente. È la replica di Isab/Lukoil poche ore dopo la notizia del sequestro degli impianti disposto dal gip del Tribunale di Siracusa su richiesta della Procura.
“La società ISAB S.r.l. precisa che i propri impianti sono e sono sempre stati eserciti nel pieno rispetto della normativa ambientale e delle relative autorizzazioni e prescrizioni alla medesima impartite dalle competenti autorità in materia”, il contenuto della nota diffusa alla stampa.




Impianti industriali sequestrati, Esso: "pronti a collaborare per chiarire la posizione"

Dopo il sequestro preventivo, anche Esso affida la sua posizione ad una nota. “Il provvedimento, subordinato a misure che sono allo studio dei nostri tecnici, lascia attualmente la raffineria nel suo normale assetto operativo”, la precisazione.
“La Esso Italiana, convinta di avere operato nel rispetto della normativa vigente e delle autorizzazioni rilasciatele, è pronta a collaborare con le Autorità competenti per chiarire la propria posizione. È in corso un’attenta valutazione del testo integrale del documento e al momento la Società non ritiene pertanto opportuno rilasciare ulteriori commenti”.




Impianti industriali sequestrati, l'arcivescovo Pappalardo: "Maggiore attenzione nei confronti della persona umana"

Nel 2015 l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, aveva scritto la lettera pastorale “Grazia, Misericordia e Pace” nata – nell’Anno Santo della Misericordia – anche da una attenta analisi del territorio.
Oggi, nel giorno in cui vengono sequestrati preventivamente gli impianti industriali Esso ed Isab Nord e Sud, l’alto prelato – “senza entrare nel merito del provvedimento, ai magistrati il compito di compiere le indagini ed alle aziende quelli di difendersi” – ricorda alcuni passaggi di quella lettera: “Il diritto ad una vita libera e dignitosa è possibile solo con un lavoro altrettanto libero e dignitoso, ma il nostro territorio continua purtroppo a soffrire di contraddizioni stridenti”. Scriveva ancora l’arcivescovo di Siracusa: “Una adeguata prevenzione dei tumori e di altre gravi patologie, accompagnata al rispetto delle leggi in materia di tutela ambientale, potrebbe alleviare, se non evitare sul nascere, molte sofferenze”. Una maggiore attenzione nei confronti della persona umana diventa oggi ancor più fondamentale, il richiamo. “Non è possibile rinviare e rimandare a domani. Con la grazia dello Spirito e l’intercessione della nostra concittadina Santa Lucia chiedo di aprire i cuori di chi ci governa e ci amministra”.




Impianti industriali sequestrati, il sindaco di Siracusa: "contento che la magistratura si sia occupata dei miasmi"

“Il sequestro preventivo degli impianti Isab ed Esso è la conferma del bontà del lavoro svolto dall’amministrazione comunale al tavolo Aia del ministero dell’Ambiente”. Lo afferma il sindaco, Giancarlo Garozzo, apprendendo la notizia del provvedimento emesso dal Gip di Siracusa su richiesta della procura della Repubblica.
“Sono contento – aggiunge il sindaco Garozzo – che la magistratura abbia rivolto la sua attenzione su quanto accade nella zona industriale e sui ripetuti casi di molestie olfattive di questi anni. Ma come sindaco di Siracusa, sono ancora più soddisfatto nel notare che le prescrizioni imposte alle aziende per la restituzione degli impianti siano praticamente uguali a quelle che siamo riusciti ad introdurre nel corso delle riunioni in sede Aia, tavolo al quale siamo stati ammessi, su nostra richiesta, solo nel 2015. Una conferma – conclude il sindaco Garozzo – del valore delle nostre proposte in difesa della salute dei cittadini e del loro fondamento scientifico e tecnico”.




Impianti industriali sequestrati, la Cisl: "bene i controlli ma non si penalizzino 1.600 lavoratori"

Anche il mondo sindacale prende posizione sul sequestro preventivo degli impianti della zona industriale. La Femca Cisl parla di “preoccupazione” dopo i provvedimenti disposti dalla Procura di Siracusa nei confronti di Esso e ed Isab. Gli impianti sono stati sottoposti a sequestro preventivo, pur senza il fermo degli impianti.
“Consideriamo fondamentale che le aziende ottemperino alle prescrizioni dettate dalle norme vigenti per tutelare la salute dei cittadini e salvaguardare la salubrità dell’ambiente”, dichiara la segretaria nazionale della sigla, Nora Garofalo. “Abbiamo massima fiducia nell’operato della Magistratura, massima fiducia nell’azione degli organi di controllo competenti, ma siamo preoccupati che sul territorio si possa innescare un gioco tra le parti che finisca per penalizzare i 1.600 lavoratori dei due impianti di Priolo”.
Una linea condivisa anche dalla Cisl provinciale. “Restiamo in attesa di tutte le verifiche tecniche che, siamo certi, saranno veloci. Questo per garantire, insieme all’ambiente e alla salute, il giusto diritto al lavoro di migliaia di persone, tra diretti e indotto”, dice il segretario Paolo Sanzaro con accanto il responsabile dei chimici, Seby Tripoli. “Come sindacato restiamo rispettosamente in attesa degli esiti degli accertamenti, sottolineando, contestualmente, la necessità di tutelare una fetta di economia ancora oggi importante per questa”.




Impianti industriali sequestrati, le reazioni della politica: "non paghino i lavoratori"

“Lo avevamo denunciato da anni che l’aria era irrespirabile nel quadrilatero della morte, Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta. Oggi la magistratura di Siracusa ha dato ragione a quanti abbiamo denunciato distruzione e morte”. A complimentarsi con la Procura di Siracusa, è il parlamentare all’Ars del Gruppo Pid – Grande Sud, on. Pippo Gennuso. “I magistrati si sono avvalsi della collaborazione di esperti che hanno stabilito che i colossi petroliferi inquinano e che adesso debbono adeguarsi alle prescrizioni imposte dalla magistratura e nei tempo stabiliti. Spero che il provvedimento di sequestro del Gip di Esso Augusta e Isab Nord e Sud di Priolo, non diventi un mezzo di ricatto nei confronti dei lavoratori. Per mezzo secolo hanno seminato un disastro ambientale ed è giusto che paghino con un lauto risarcimento, Poi – aggiunge Gennuso – serve un intervento del governo centrale e dell’Europa per stanziare le somme necessarie per avviare le opere di bonifica nel quadrilatero della morte”.
Più attenzione per la questione ambientale viene chiesta adesso dalla parlamentare Sofia Amoddio e dalla deputata regionale, Marika Cirone di Marco. “Basta minimizzazioni, anche dagli stessi consorzi costituiti dagli industriali. Nei tavoli e protocolli prefettizi che si sono avuti negli ultimi anni era stato chiesto all’Azienda Sanitaria Provinciale di occuparsi dell’incidenza delle sostanze non normate sulla salute dei cittadini, compito che l’Asp non ha mai portato a termine tanto che ha indotto l’Arpa di Siracusa a richiedere il coinvolgimento diretto del Ministero della Salute per comprendere meglio la pericolosità di queste sostanze odorigene”. Le due esponenti Pd proseguono poi chiedono le dimissioni di Salvatore Sciacca dal ruolo di responsabile del Registro Tumori Integrato della Sicilia Orientale per conflitto di interesse (è anche presidente del Cipa, ndr). “Un territorio martoriato dal punto di vista ambientale come quello siracusano richiede che le persone che svolgano ruoli fondamentale nella gestione della salute pubblica siano immuni da qualsiasi ombra. È necessario che i cittadini, preoccupati per la loro salute, si fidino delle istituzioni e l’atteggiamento e le posizioni ambigue di alcune figure, non contribuisce a rinforzare tale fiducia”.
“Il sequestro da parte della Procura della Repubblica per inquinamento dell’area del petrolchimico di Siracusa dimostra ancora una volta come le istituzioni non facciano il loro dovere e l’autorità giudiziaria debba supplire alle carenze di queste utlime”, scrivono in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il responsabile nazionale dei Verdi legalità e contrasto alle mafie, Giuseppe Patti.
“Si tratta di una delle aree più inquinate d’Italia con una presenza di patologie accertate dall’Istituto Superiore di Sanità in aumento esponenziale (ad esempio il tumore alla tiroide). Anche in questo caso l’intervento dell’autorità giudiziaria, come è successo a Taranto, evidenzia l’incapacità e la non volontà delle istituzioni preposte (in questo caso la Regione Sicilia e il Ministero dell’ambiente, ndr) di svolgere il loro dovere eseguendo i controlli necessari per monitorare i livelli d’inquinamento in quell’area a rischio della provincia di Siracusa già pesantemente penalizzata dal punto di vista ambientale. Una dimostrazione evidente di latitanza di queste istituzioni.”
“Ora spetterà alla magistratura verificare – spiegano gli ecologisti – il perché il sistema di controllo non abbia funzionato, ma noi dobbiamo rilevare e denunciare come in Italia il principio ‘chi inquina paga’ non è mai applicato. Da Siracusa a Porto Torres in Sardegna, dalla Valle del Sacco nel Lazio fino a Taranto con l’Ilva passando per la Laguna di Grado e Marano in Friuli Venezia Giulia i danni ambientali determinati dall’inquinamento sono pari a 220 miliardi di euro.”
“In Italia – concludono Bonelli e Patti – vi sono almeno 15 mila siti da bonificare pari a una superficie di 7300 Kmq che riguarda una popolazione esposta alla contaminazione di queste aree altamente inquinate di circa il 12% dell’intera popolazione nazionale (circa 6-7 milioni di persone), per questo è necessario urgentemente un Piano nazionale delle bonifiche.”
“È arrivato il momento che la Sicilia si doti di una legge innovativa che tassi chi inquina, a favore delle energie rinnovabili”. Così interviene Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione per il Movimento 5 Stelle. “Se il M5S andrà al governo – continua Cancelleri – con la GreenTax finanzierà impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni dei cittadini. È arrivato il momento di cominciare la quarta rivoluzione industriale della nostra terra, quella del sole, del vento, insomma quella delle rinnovabili, del rispetto dell’ambiente e della salute dei siciliani”. È dura battaglia all’inquinamento, a dichiararla compatti i 5 Stelle all’Ars che propongono di fare dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente), “un’agenzia regionale dedita ogni giorno al servizio della tutela dei cittadini tutti, – dicono i parlamentari – e che renda pubblici tutti i dati. Stop all’autocontrollo delle grandi aziende, i controlli li fa Arpa. E informa tutti”.
“Il Piano della qualità dell’aria, che stabilisce tra le altre cose le condizioni di esercizio degli impianti industriali, è stato completato ormai da cinque mesi e da allora aspetta il via libera del Governo”. A denunciarlo è il deputato Cinquestelle in commissione Ambiente Giampiero Trizzino”. “E’ di tutta evidenza che se Crocetta avesse voluto dare una svolta alle politiche di tutela dell’ambiente, -aggiunge – avrebbe dato priorità assoluta al provvedimento, cosa che invece non è avvenuta. Noi abbiamo già depositato una interrogazione nella quale chiediamo le motivazioni di questo inspiegabile silenzio e, in ogni caso, in un eventuale prossimo governo a 5 Stelle, verrà data piena applicazione al piano della qualità dell’aria. E’ ora che lo sviluppo economico venga interpretato alla luce della tutela dell’ambiente”.
Infine, il deputato M5S del Siracusano Stefano Zito: “Un risultato storico, finalmente abbiamo una Procura attenta a un tema importantissimo che incide molto sulla vita di molti cittadini. Anche noi del M5S abbiamo fatto dei rilevamenti strumentali ed interrogazioni parlamentari sulla qualità dell’aria. Speriamo che l’inchiesta vada avanti perché la gente deve avere risposte e deve poter vedere alla sbarra eventuali colpevoli”.