Siracusa. Omicidio Scarso, l'avvocato di Tranchina: "Don Pippo non è morto per le ustioni"

Diversi punti da chiarire in merito alla presunta dinamica del “raid” dei giovani (poi arrestati) che hanno dato fuoco a Pippo Scarso, l’anziano che, dopo due mesi dal tragico episodio, ha perso la vita all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era stato ricoverato per via delle ustioni riportate. L’avvocato difensore di Andrea Tranchina, Giampiero Nassi, fornisce la sua lettura dell’accaduto.




Siracusa. La commissione d'inchiesta sul caso Scieri rivela: "indagini superficiali nel 99"

A quasi diciotto anni dal tragico omicidio di Emanuele Scieri, l’avvocato siracusano in servizio di leva nei parà e ritrovato cadavere all’interno della Caserma Gamerra di Pisa nell’agosto del 1999, emergono dei risvolti “incomprensibili nello svolgimento delle indagini dei carabinieri”.
Lo sostiene la presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, Sofia Amoddio. “Nel corso della audizione pubblica di ieri abbiamo ascoltato l’appuntato scelto dei carabinieri Alessandro Pirina ed il luogotenente Pierluigi Arilli, entrambi inviati sul luogo del delitto dalla stazione dei Carabinieri di Pisa e dal Nucleo Radiomobile non appena fu rinvenuto il cadavere. Dalle loro dichiarazioni si evince che entrambi hanno svolto indagini senza attuare le necessarie precauzioni e senza indossare idonea attrezzatura, al fine di preservare il luogo del delitto”. Non solo, “scopriamo solo adesso che sul luogo del delitto erano presenti circa una ventina di persone tra Nucleo radiomobile dei Carabinieri, stazione centrale dei Carabinieri di Pisa, stazione dei Carabinieri interna alla caserma dei pará e polizia militare; nessuno dei presenti ha mai indossato guanti o calzari; il Pirina, che si occupava dei rilievi fotografici, salì indisturbato e senza guanti sulla scala dalla quale si ipotizza fu fatto cadere Scieri, cancellando probabili tracce di impronte digitali; inoltre, dai rilievi fotografici di allora, si evince che un carabiniere calpestava con gli scarponi d’ordinanza il tavolo su cui era appoggiato il piede destro di Scieri”. E Sofia Amoddio, parlamentare ma anche avvocato, sa bene che “l’indagine di un delitto non può essere compiuta con tale superficialità, dato che le prime ore dalla scoperta del cadavere sono quelle più importanti per la ricostruzione dei fatti”.
I superiori ordinarono di proseguire le indagini senza corretta attrezzatura, in quanto non si riteneva necessario prestare le idonee cautele, essendo la morte di Scieri stata segnalata come un caso di suicidio. Nessuno pensò di chiamare il magistrato né tantomeno il nucleo dei Ris che avrebbe provveduto a mettere in sicurezza il luogo del delitto ed avrebbe permesso di accertare una verità che qualcuno nasconde ancora oggi.
Ma la commissione evidenzia anche quelli che sembrano altri elementi enigmatici e difficili da comprendere. Pirina ha riferito, come risulta da alcuni atti di indagine dell’epoca, che il suo dna corrispondeva con quello rilevato da una macchia ematica individuata sulla protezione metallica della scala su cui si ritiene che Scieri sia salito poco prima della morte. Pirina però, ricorda di non essersi mai ferito durante lo svolgimento degli accertamenti sulla scala metallica e che quella macchia era già esistente quando arrivò ai piedi della torretta e fu proprio lui a fotografarla. Per le sue caratteristiche quel sangue non poteva che risalire a diverse ore prima del suo arrivo. Arilli, che nell’informativa dei carabinieri del 18 dicembre 2000 risulta aver aperto il marsupio di Scieri, preso il telefonino e chiamato il proprio cellulare per constatare quale fosse il numero di Scieri, oggi confuta questa ricostruzione e sostiene che ad estrarre dal marsupio il cellulare fu il maresciallo Cataldo. “Da questi comportamenti – prosegue Amoddio – si evince come questa indagine sia stata pesantemente inquinata dalle modalità d’investigazione, in quanto non venne attuata nessuna precauzione per evitare l’inquinamento dei luoghi e la dispersione di elementi di prova utili ad individuare il possibile colpevole. Non venne mai disposto, ad esempio, l’accertamento delle impronte digitali sulla scala che ci avrebbe detto con certezza se Scieri fu costretto a salirvi. Per quale motivo si decise di operare in questo modo? Perchè non esistono verbali in cui si dice che il carabiniere Arilli o il carabiniere Cataldo presero il cellulare di Scieri o che il carabiniere Pirina si ferì sulla scala nel corso delle indagini? A chi apparteneva allora la traccia di sangue rinvenuta?”. Ancora interrogativi su interrogativi in uno dei misteri italiani.
“Il lavoro della commissione – conclude Amoddio – prosegue senza sosta, il nostro obiettivo non è solo quello di trovare conferma a ciò che già gli atti processuali dicono, ovvero che si è trattato un omicidio, ma anche la speranza che proprio dopo tanti anni qualcuno si svuoti di un peso, che qualcuno mostri ancora dignità e dica cosa è avvenuto quella sera, perché qualcuno ha visto”.




Siracusa. Nuovo statuto Inda, Pinelli: "noto a chi di dovere, migliorerà la gestione"

Il commissario straordinario dell’Inda, Pier Francesco Pinelli, interviene con una nota sulle polemiche relative al nuovo statuto della Fondazione Inda.
“Ritengo utile, in questa fase, fare alcune precisazioni rispetto allo stato dell’arte del mandato assegnatomi dal ministro dei Beni culturali di occuparmi della Fondazione Inda ed in particolare di predisporre il nuovo Statuto. Mi rivolgo in particolare a tutti coloro che amano l’Inda e la sostengono venendo a teatro, partecipando alle altre iniziative culturali, portando le loro idee e proposte costruttive e mettendo a disposizione i fondi necessari alla vita di questa Fondazione”, premette Pinelli.
“Il nuovo Statuto è stato predisposto seguendo le procedure previste dalla legge; il compito è stato completato il 17 novembre. Lo Statuto è stato poi inviato al Mibact per l’approvazione con circa 75 giorni di anticipo rispetto alle scadenze previste, in modo da favorire un più rapido superamento della gestione commissariale e ricondurre la Fondazione alle modalità di gestione ordinarie”, spiega inoltre il commissario.
“Per rispettare le Istituzioni che sono membri della Fondazione e raccogliere eventuali indicazioni, ho ritenuto di informarLe preventivamente dei contenuti dello Statuto. Sono stati quindi contattati il ministero dei Beni culturali, il Comune di Siracusa e la Regione Siciliana, che rappresentano le comunità cui la Fondazione fa riferimento. Mi sono altresì confrontato con il presidente del Collegio sindacale e con il rappresentante dell’Associazione Amici dell’INDA. Non sono mancate le occasioni pubbliche, come lo scorso 26 novembre quando nel corso degli Stati Generali del Turismo convocati dalla Regione Siciliana ho annunciato pubblicamente di aver completato il percorso di predisposizione del nuovo Statuto”, appunta Pinelli rispondendo così alle accuse di “carboneria”.
Per quanto non ancora note nel dettaglio, le modifiche “riducono il rischio che si verifichino paralisi dell’attività degli organi decisionali, quali quelle che hanno provocato l’attuale commissariamento e messo a repentaglio la stagione 2016. Per questo sono stati ridisegnati compiti e ruoli in particolare del Sovrintendente e del Consigliere delegato, fermo restando il potere decisionale sovrano del consiglio di amministrazione”, illustra il commissario della Fondazione. “Le modifiche promuovono inoltre una gestione sempre più trasparente delle risorse, la semplificazione delle norme per la partecipazione di membri privati alla Fondazione e la riduzione dei costi di gestione. Confido che il nuovo Statuto, una volta approvato, costituisca uno strumento che permetterà a chi in futuro guiderà la Fondazione di conseguire obiettivi e risultati ancora migliori rispetto ai massimi storici registrati nel 2016”, la chiosa di Pinelli.




Siracusa. Inda, contributi Ue: la Cassazione respinge il ricorso della Procura: "Nessun indizio di colpevolezza"

Respinto anche dalla Corte di Cassazione il ricorso presentato dalla Procura di Siracusa sull’inchiesta che ha condotto all’iscrizione nel registro degli indagati di 16 persone tra dirigenti della Fondazione Inda e funzionari regionali in attività negli anni 2009 e 2010. L’inchiesta riguardava l’ipotesi secondo cui l’Inda avrebbe percepito contributi europei in maniera illegittima. Il Gip prima, il Tribunale di Catania dopo, hanno respinto l’impostazione sostenuta dalla Procura. Altrettanto ha fatto la Cassazione. Le motivazioni sono state rese note nelle ore scorse e confermano quanto già stabilito dal tribunale catanese. Confermata, dunque, per la terza volta, la linea degli avvocati Luigi Latina, che aveva sostenuto l’inammissibilità del ricorso, e Titta Rizza, che ne aveva chiesto il rigetto. Secondo la Cassazione non sussistono “vizi logico-giuridici rilevabili in questa sede, essendo state affrontate con insidacabili e approfondite valutazioni di merito tutte le questioni ribadite nel ricorso e già oggetto dei motivi d’appello avverso l’ordinanza di rigetto emessa dal gip”, che aveva ritenuto insussistenti gli indizi di colpevolezza. Nella vicenda, ancora secondo quanto scritto nelle motivazioni, emerge la “mancanza anche di elementi indiziari di un accordo corruttivo fra funzionari pubblici e rappresentanti dell’Inda”. Entrando nello specifico, per la Cassazione risulta, “chiarita l’impossibilità di ritenere che vi fosse stata una duplicazione di finanziamenti, che avrebbe reso impossibile accedere al secondo, oggetto di imputazione, per effetto di un finanziamento cosiddetto ” a regime”. Rispetto al finanziamento di 10 mila euro, utilizzato per “la copertura di altre spese, questo non ha superato il limite consentito dalla legge e non era ancora stato concesso alla data di pubblicazione del bando di finanziamento “incriminato””.




Siracusa. Festa della Polizia Municipale, pronte le benemerenze per i vigili

Venerdì 20 gennaio festa della Polizia Municipale in piazza Duomo. Come da tradizione, in coincidenza con la giornata del compatrono di Siracusa, San Sebastiano, schieramento dei reparti passati poi in rassegna dal sindaco Garozzo e dal comandante Salvatore Correnti e messa nella chiesa di Santa Lucia alla Badia officiata dall’arcivescovo Pappalardo. Al termine, la consegna delle benemerenze al personale che si è distinto per particolari azioni.
Sabato 21, il Gruppo Teatrale della Polizia Municipale, composto esclusivamente da appartenenti al Corpo, che festeggia nell’occasione il decimo anno dalla fondazione, si esibirà nella sala di via delle Vergini mettendo in scena “Le farse di Peppe Nappa” opera comica di Alfredo Danese.
Per la processione di domenica 22, come ormai da tradizione, sono stati invitati i rappresentanti dei Corpi di polizia Municipale dei Comuni della provincia, che sfileranno con i rispettivi gonfaloni.
Nel tratto compreso fra la cappella di San Sebastianello (Porta Marina) e largo XXV luglio, il simulacro sarà portato in spalla dai vigili urbani appartenenti a tutti i comandi della provincia.




Siracusa. Servizio idrico, nuovo affidamento "a tempo": "Bando entro marzo"

Lungo dibattito ieri in consiglio comunale sulla gestione del servizio idrico integrato. Tema affrontato dopo il giuramento del nuovo difensore dei diritti dei bambini, l’avvocato Carla Trommino, che ha preso il posto di Franco Sciuto .Intervento del consigliere comunale Tanino Firenze, che ha  ha ripercorso i vari passaggi affrontati dopo la dichiarazione di fallimento della Sai8, non mancando di sottolineare alcuni errori commessi e criticando l’amministrazione comunale per non avere mai avvertito la necessità di richiedere il sostegno del Consiglio tranne che in una sola occasione: quando era necessario destinare un milione di euro alla soluzione di alcune emergenze. È stato poi Castagnino a ricordare che sull’affidamento a Siam c’è stato un intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione e a chiedere se l’Ente stia provvedendo a correggere gli errori da essa indicati.Lunga la disamina dell’assessore competente, Pierpaolo Coppa, che ha ricordato come, sull’affidamento del servizio alla Siam, l’Anac non abbia rilevato atti illeciti ma solo delle irregolarità procedurali (come la mancata pubblicazione dell’avviso di gara sulla Gazzetta europea) e la non congruità del piano economico-finanziario. Ma il punto, ha poi aggiunto Coppa, è che l’Amministrazione si è trovata a decidere in una fase di vuoto normativo e di grande incertezza a causa della Regione. Tra le criticità, l’assessore ha indicato la qualità dell’acqua, lo scarico nel Porto grande dei reflui della depurazione fognaria e i ritardi ad adeguarsi alla nuova legge, che affida la gestione all’Assemblea territoriale idrica (Ati); elementi positivi, invece, sono un atteggiamento non vessatorio verso i morsosi (hanno avuto assicurato le forniture anche se al minimo), l’apertura di sportelli a Cassibile e Belvedere, l’impianto di nuovi contatori in alcune zone e la difesa dei livelli occupazionali. Infine, ammontano a oltre 3 milioni di euro i costi per manutenzioni ordinarie e straordinarie; più di un milione è stato speso in investimenti, mentre c’è in progetto un nuovo campo pozzi e un impianto di sollevamento delle acque; la morosità è calcolata nella misura del 22 per cento del totale.

Per quanto riguarda il futuro, Coppa ha sottolineato che la questione è in mano all’Ati a cui la legge affida la gestione ma che essa è in ritardo rispetto ai tempi. Prima, però, deve consumare tre passaggi: una ricognizione della rete; fissare il piano d’ambito; decidere sul modello di gestione. Le due proroghe date alla Siam, una di nove mesi e una di tre, fino al 31 marzo, sono state decise – ha spiegato – per dare tempo all’Ati di organizzarsi poiché è suo compito bandire l’affidamento del servizio che, per essere economicamente redditizio, deve avere una durata di almeno 15 anni.
Il discorso è stato completato dal dirigente responsabile del servizio, Vincenzo Migliore. In attesa dell’Ati, siamo impegnati, ha detto, nella predisposizione degli atti di gara che tengono conto dei rilievi dell’Anac e per un nuovo affidamento del servizio limitato nel tempo. Lo sforzo è di riuscire a pubblicare il bando entro il 31 marzo.
Nel dibattito, Elio Di Lorenzo ha evidenziato come in tre anni l’Amministrazione non sia riuscita a fare un gara europea decidendo di procedere con piccole proroghe quando aveva la possibilità di darne una di due anni, come previsto dall’affidamento alla Siam.
Per Alfredo Foti, l’Amministrazione è davanti al difficile problema di dover fare una gara senza conoscere ancora quale sarà il modello di gestione deciso dell’Ati. Allora, ha concluso, tenuto conto anche delle bacchettate dell’Anac alla Regione per i continui ritardi, è necessario convocare un consiglio comunale straordinario così che si possa concertare una linea con i parlamentari.
Carmen Castelluccio, che ha chiesto pressioni sull’Ati affinché si muova rapidamente, ha messo in luce quanto di buono è stato fatto nonostante le colpe della Regione; in particolare, la difesa dei posti di lavoro e i mancati distacchi ai danni dei morosi.
Castagnino ha insistito sul rispetto dei rilevi mossi dall’Anac e ha chiesto che si faccia presto. Si rischia, ha detto, di dare altre proroghe fino alle prossime elezioni lasciando nell’incertezza i lavoratori e le famiglie che usufruiscono del servizio.
L’ultima parola dai banchi è toccata a Firenze. Questo dibattito, ha lamentato, si sta tenendo in ritardo e farlo prima sarebbe solo servito a rafforzare l’azione della Giunta considerata la situazione. Quanto alle scelte future, Firenze ha messo in testa alle priorità la necessità di evitare aggravi di costi agli utenti.




Siracusa. A Cavadonna la protesta della polizia penitenziaria: "pochi per mantenere sicurezza"

Sit-in degli agenti di polizia penitenziaria davanti all’ingresso del carcere di Cavadonna. Presenti le principali sigle: Sappe, Osapp, Cisl Fns, Uil Penitenziari, Ugl, Sinappe, Cnpp e Uspp.
La protesta dopo la decisione dell’amministrazione penitenziaria di aprire un nuovo padiglione detentivo che dovrebbe ospitare circa 200 detenuti ma soli 35 poliziotti penitenziari in più in organico. Decisione “assurda” per i sindacati.
Gli agenti chiedono condizioni di lavoro dignitose e la certezza di poter assicurare e mantenere l’ordine e la sicurezza in carcere.




Siracusa. Attentato dinamitardo, le reazioni della politica e delle associazioni di categoria

Non mancano le reazioni del mondo politico dopo l’attentato che nottetempo ha colpito la paninoteca Ci Ritorno di viale Luigi Cadorna. Progetto Siracusa, con il portavoce Ezechia Paolo Reale, parla di gesto “vile e spavaldo al contempo, in un’area densamente abitata, ad un passo dal Museo Paolo Orsi e dal Santuario della Madonna delle Lacrime”. Solidarietà incondizionata all’imprenditore, Luigi Terracciano ed ai suoi familiari, perchè “il gesto criminale colpisce tutta la collettività ed è il segnale chiaro e certo che a Siracusa l’orologio della legalità va indietro di venti anni, quando la criminalità organizzata soffocava impunemente la città e le bombe scoppiavano a ritmo settimanale”.
Non lasciare solo l’imprenditore colpito è solo il primo passo, per Progetto Siracusa. “La sfiducia nelle istituzioni e l’incapacità di queste ultime di dare risposte pronte e condivise ai problemi sociali e di sicurezza personale dei cittadini è stato, e rischia nuovamente di essere, il punto di forza delle aggressioni criminali alle collettività, rese inerti da quella sfiducia e da quella incapacità”, il richiamo di Reale da estendere alla istituzioni. “Nel loro complesso, hanno perso la capacità di distinguere, e far distinguere, il bene dal male, il giusto dall’ingiusto; non hanno avuto la capacità, di fronte ad esigenze di legalità avvertite come importanti ed urgenti dalla collettività, di fronteggiare gli eventi con fermezza e tempestività, rifugiandosi dietro il tranquillizzante, lungo e narcotizzante approccio burocratico agli eventi che diluisce nel tempo qualsiasi risposta, crea il grigio fumo ove tutti sono eguali ed indistinti, disorienta l’opinione pubblica e, in definitiva, seppur involontariamente spiana la strada alla criminalità violenta. Poi tornano a scoppiare le bombe e la burocratica indifferenza delle istituzioni mostra tutti i suoi limiti”.
Anche Forza Italia porta la sua solidarietà all’imprenditore colpito ed esprime ferma condanna dell’accaduto con le parole del coordinatore provinciale, Edy Bandiera, e del responsabile dei giovani di Forza Italia.”Esprimiamo totale condanna per l’attentato dinamitardo di cui è stata vittima nella notte una nota e apprezzata paninoteca di viale Luigi Cadorna, a Siracusa. Si tratta di un deprecabile gesto nei confronti di un’attività commerciale gestita con impegno e dedizione, punto di riferimento per molti cittadini. Alla famiglia Terracciano, stimata dalla collettività, dedita con serio impegno al lavoro e che conosciamo personalmente, giunga la nostra piena solidarietà e vicinanza. La mobilitazione di queste ore, dimostra che la parte sana e produttiva della città, ampiamente maggioritaria, non vuole darla vinta al malaffare e che in tanti saremo vicini alla famiglia, per far si che l’attività possa ritornare quanto prima operativa e con l’auspicio che i responsabili dell’accaduto siano quanto prima individuati e assicurati alla giustizia”.
Dalla politica alle associazioni di categoria. Cna Siracusa, con il vice segretario Gianpaolo Miceli, mostra tutto il suo sconcerto di fronte ad “un atto inconcepibile che avviene a pochissima distanza dalla riapertura dell’esercizio e che tenta di svilire il libero esercizio d’impresa. La nostra associazione al pari dell’intera comunità sta reagendo con forza a questo atto indegno e le parole dell’imprenditore dopo un primo scoramento sono state di rilancio e reazione. A lui va il nostro sostegno – affermano Gianpaolo Miceli e Gianluca Bottaro vice segretario e presidente di CNA SIracusa città – con la consapevolezza che il libero esercizio d’impresa è un principio fondamentale per una società civile”.




Siracusa. Malore in auto, disperata rianimazione in via Scilla: muore un 73enne

Drammatica serata in via Scilla, a Siracusa. A pochi metri dalla centrale via Filisto, un uomo ha accusato un malore mentre si trovava all’interno della sua auto, parcheggiata nei pressi di casa.
Passanti si sono accorti di quanto stava accadendo ed hanno subito allertato i soccorsi. Sul posto, in pochi minuti, due ambulanze ed i carabinieri. Hanno estratto l’uomo, privo di sensi, dall’auto cercando disperatamente di rianimarlo. Ma per lo sfortunato non c’è stato nulla da fare. La morte sarebbe sopraggiunta per infarto.




Siracusa. L'Avis chiama a raccolta i donatori, carenza di scorte di sangue

Carenza di scorte di sangue e allora l’Avis di Siracusa chiama a raccolta i donatori abituali e non. Chi ha donato da almeno 90 giorni e chi volesse diventare donatore può raggiungere il centro di raccolta Avis Comunale di Siracusa, in via Von Platen, dalle 7:30 alle 11:30, da lunedì a sabato. E’ possibile donare sangue anche presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale “Umberto I”, in via Testaferrata, dalle 8:30 alle 12:00, aperto da lunedì a sabato, e dalle 9.30 alle 11.30 la domenica.