Siracusa. Omicidio Miconi, 16 anni a Niki Nonnari: la Corte d'Appello conferma la condanna

La Corte d’Appello di Catania condanna a 16 anni di reclusione Niki Nonnari, il 23enne siracusano accusato dell’omicidio di Salvatore Miconi, compiuto la sera del 20 dicembre del 2013 davanti al Tempio di Apollo, durante la processione dell’Ottava di Santa Lucia. Ad uccidere il panettiere fu una coltellata al cuore. Nonnari ha confessato il delitto parlando sempre di un incidente e non di un gesto compiuto con l’intenzione di uccidere l’ex amico. La Corte d’Appello conferma, dunque, la condanna decisa in primo grado dal gup di Siracusa, Andrea Migneco.




Siracusa. Allagamento alla Cassa Edile di viale Ermocrate: "Ignorate le nostre segnalazioni"

Sacchi di juta come trincee lungo viale Ermocrate, davanti ai cancelli di accesso alla Cassa Edile. A segnalare la situazione che si è venuta  a creare dopo il maltempo dei giorni scorsi è il responsabile Fabio Maria Tortorici. “Sembra l’Arno- commenta il rappresentante della Cassa Edile- ma sono degli sbarramenti per l’acqua piovana che tracima. Ingenti i danni a macchine, impianti e attrezzature, insieme agli archivi, dopo l’allagamento dello scantinato”. E per la giornata di oggi la preoccupazione torna. Tortorici parla di “cronaca di una morte annunciata”, visto che  “la Cassa Edile e qualche altro abitante della zona, aveva in passato segnalato, fornendo precipui report fotografici agli uffici comunali preposti, l’inefficienza della rete delle acque bianche sul viale Ermocrate, causa di allagamenti, impercorribilità, danni ad autovetture e disagi.Sovente si vedono trafelati turisti diretti alla stazione ferroviaria percorrere con rotolanti trolley al seguito, l’ingannevole viale sguarnito di marciapiedi, che vengono inondati dall’acqua schizzata dalle autovetture in transito; non è raro assistere allo scorrere di rapidi e silenziosi
cassonetti della spazzatura trascinati inesorabilmente dal “fiume” Ermocrate, così come è facile vedere i residenti, relegati nelle proprie abitazioni, imprecare dietro appannati vetri di finestre”. Secondo quanto appreso dal responsabile della Cassa Edile, il Comune avrebbe predisposto un progetto preliminare per la realizzazione del collettore pluviale di viale Ermocrate, senza, tuttavia, ulteriori passaggi. Tortorici si chiede “quando verrà il tempo per imparare dagli errori”, denunciando una disattenzione riscontrata da parte di tutte le amministrazioni comunali che si sono avvicendate alla guida della città. “Spero-conclude- che non succeda mai l’irreparabile”.




Città Giardino. Nuovo centro migranti, il Comune si oppone: dal prefetto segnali di apertura

Animi più sereni dopo l’incontro di ieri in prefettura. I rappresentanti del Comune di Melilli e dei residenti di Città Giardino hanno incontrato il prefetto, Armando Gradone, ribadendogli le ragioni per cui si oppongono alla realizzazione di un nuovo centro di accoglienza per migranti. Stempera la tensione la posizione assunta da Gradone, che ha manifestato la propria disponibilità a “non assumersi la responsabilità di consentire l’apertura di un altro centro di accoglienza nel caso in cui il Comune dica no, motivando tale indirizzo in maniera circostanziata e dettagliata”. In prefettura hanno spiegato le loro ragioni, tra gli altri, il vicesindaco Enzo Coco e l’assessore allo sport, turismo e spettacolo, Daniela Ternullo, insieme ai rappresentanti del consiglio comunale  Nuccio Scollo, Salvo La Rosa, Salvo Midolo e Tommaso Cannella. Confermata l’imminente pubblicazione di un avviso pubblico per la gestione di un centro di accoglienza, con cui si chiederà la disponibilità ai comuni del siracusano. Tra questi anche Melilli. Dopo il diniego informale del primo cittadino, adesso l’amministrazione comunale dovrà . “La nostra posizione non è cambiata – ha detto il vicesindaco Enzo Coco – Città Giardino non è nelle condizioni di accogliere altri extracomunitari perché il Comune non potrebbe farsi carico delle necessarie politiche di assistenza per altre 60 persone. Non solo. Manca un presidio di forza pubblica ed il territorio non è sufficientemente controllato. Aprire un altro centro significherebbe provare la pazienza dei residenti che, a più riprese, hanno lamentato furti in abitazioni e schiamazzi notturni”. I residenti, hanno consegnato al rappresentante di governo un documento con 332 firme e la richiesta, non solo di non permettere l’apertura di nuove strutture, ma anche di revocare il contratto con “Le Zagare”, uno dei due centri di prima accoglienza di Città Giardino. “Qualora non fosse possibile – si legge nel documento – chiediamo di riformulare per il 2017 l’eventuale bando per la ricerca di queste strutture in altro modo, tenuto conto del numero di abitanti presenti in ogni Comune”.  “La legge – ha detto Gradone – obbliga i prefetti a individuare dei centri per la sistemazione dei migranti che, sulle coste siciliane, arrivano senza soluzione di continuità. La patata bollente spetta a noi e, non avendo la bacchetta magica per venire a capo di situazioni intricate, chiediamo comunque ai Comuni di avere buon senso, collaborando come possono per la prima accoglienza. Città Giardino avrà i suoi buoni motivi per opporsi all’apertura di un nuovo centro. Al Comune di Melilli sarà chiesto quali sono i motivi e, se validi, non potrò non tener conto della volontà degli amministratori pubblici locali”.  Il consigliere comunale Salvo La Rosa ha ribadito come sia importante tenere in considerazione la volontà popolare. “Motivi di ordine pubblico – ha detto – suggerirebbero di non andare oltre perché la gente è stanca e potrebbe reagire in maniera scomposta. A quel punto, almeno personalmente, non mi sentirei di condannare eventuali episodi di intolleranza, perché a tutto c’è un limite. Città Giardino ha già dato, accoglie sul suo territorio un numero cospicuo di migranti ed è impensabile continuare a tirare una corda che a questo punto, rischia di spezzarsi”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Corradino, delegato amministrativo. “La frazione – ha detto – non ha gli “strumenti” adatti per accogliere, degnamente, i richiedenti asilo. Mancano i requisiti minimi di sicurezza, a cominciare da un capillare servizio di controllo del territorio. Le due strutture esistenti sono più che sufficienti per una comunità di 2500 abitanti. Capisco le difficoltà e i malumori dei miei concittadini, che hanno lamentato problemi di varia natura, compresa la presenza massiccia per strada di gruppi di extracomunitari a tutte le ore della notte. E purtroppo molti residenti non riescono più a dormire”.




Siracusa. Riapre l'Antiquarium del castello Eurialo, inaugurazione a 25 anni dalla chiusura

Completati i lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento degli impianti, riapre l’Antiquarium del castello Eurialo, chiuso da 25 anni, a seguito del terremoto del 13 dicembre 1990. La Soprintendenza e il Polo Museale annunciano l’inaugurazione, prevista per venerdì 30 settembre alle 11,30, alla presenza dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio, insieme al dirigente generale dell’assessorato, Gaeano Pennino e al sindaco, Giancarlo Garozzo. I lavori sono stati finanziati attraverso i fondi Po-Fesr 2007-2013 per circa mezzo milione di euro. I lavori sono stati effettuati in collaborazione con la Forestale. L’Antiquarium si presenta al pubblico con la riproposizione dei reperti già esposti prima del terremoto, tutti evocativi della vita quotidiana che si svolgeva nella fortezza. Si va dalle sfere litiche, utilizzate come proiettili per le catapulte, a un elmo bronzeo, al vasellame di uso comune, fino al famoso rilievo che raffigura una catapulta, da sempre presente nell’area del Castello e che può a buon diritto considerarsi l’oggetto simbolo del monumento, baluardo inespugnabile posto a chiusura del complesso delle mura dionigiane. I reperti sono inseriti in un ambiente completamente rinnovato con luci e vetrine create ex novo. All’esposizione degli oggetti si affianca l’istallazione di un nuovo apparato didattico-illustrativo, con pannelli alle pareti di tipo tradizionale, e di supporti multimediali (totem e tavoli multitouch), presenti anche in più punti del monumento, che mirano a rendere il visitatore protagonista attivo della visita al Castello.Tramite la tecnica dello “story-telling” il visitatore viene guidato attraverso le caratteristiche costruttive della fortezza, gli aneddoti e le vicende storiche che l’hanno segnata quale parte integrante del sistema urbanistico della Siracusa antica. Alla cerimonia di venerdì mattina prenderanno parte anche numerosi studenti di scuole di tutta la provincia. Predisposta una nuova audioguida on line scaricabile gratuitamente dal portale https://izi.travel/it .




Siracusa. Giovane aggredita in via De Caprio, indaga la polizia

E’ stata aggredita mentre percorreva via De Caprio. Vittima, una giovane che, ieri pomeriggio, si trovava nei pressi di uno studio medico. Un giovane avrebbe tentato di sottrarle la borsa ma la pronta reazione della donna ha fatto desistere il malvivente dall’intento, costringendolo alla fuga. Indaga la polizia.




Siracusa. Oggi rischio nuovi e intensi piovaschi. Per la Protezione Civile allerta "gialla"

Come anticipato a SiracusaOggi.it dal Centro Epson Meteo, la giornata di oggi potrebbe essere segnata da una nuova fase di maltempo. Intenso ma non pari a quanto accaduto tra sabato e domenica.
“Il vortice depressionario situato nel largo Ionio tenderà ad effettuare un movimento retrogrado riportandosi entro la giornata di mercoledì 28 settembre 2016 nei dintorni dell’isola di Malta. Nonostante i valori pressori elevati si assisterà ad un notevole rinforzo dei venti nelle aree circostanti al vortice, ritroveremo difatti intensa ventilazione di grecale sul basso Ionio e sul Canale di Sicilia con raffiche prossime ai 60km/h. Tale ciclogenesi scaturirà la formazione di forti celle temporalesche dal catanese al siracusano ionico (messinese ionico ai margini) grazie alla ritornante umida orientale pronta ad attivarsi già dalla serata/nottata in arrivo”, spiegano da Weather Sicily.
Secondo alcuni modelli di calcolo in circolazione “sarà il siracusano costiero la zona più esposta a questo nuovo peggioramento, dove si rischiano picchi precipitativi oltre i 100 mm nell’arco delle 24 ore”.
Per la Protezione Civile regionale, però, la situazione è meno critica. Allerta meteo gialla con la previsione di “precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, in particolare sulle aree ioniche”.




Siracusa verso lo stato di calamità, risarcimenti anche per i privati

Possibilità di risarcimento danni e agevolazioni per le ristrutturazioni per i cittadini che hanno subito danni a seguito dell’ondata di maltempo dello scorso fine settimane. Nel caso in cui la richiesta di stato di calamità naturale venga riconosciuto, anche per i privati si aprirebbe la possibilità di far fronte alle conseguenze per abitazioni o altre strutture di cui sono proprietari. In buona parte, secondo quanto spiegato dal sindaco, Giancarlo Garozzo, il quadro è già chiaro, viste le verifiche effettuate dai vigili urbani e dalla Protezione civile. Nel caso in cui, invece, la richiesta di intervento non sia stata effettuata, è ancora possibile avanzarla attraverso il numero verde della Protezione civile 800 18 75 00. Saranno i tecnici comunali a stabilire se le strutture hanno subito danni , di quale entità e se quindi possono rientrare tra le agevolazioni previste dallo stato di calamità naturale. Per la parte pubblica, invece, la verifica è affidata alla Protezione civile regionale.




Siracusa. Scuole e sicurezza, gli studenti del Fermi e del Quintiliano chiedono aiuto

Riaprono le scuole ma subito proteste. Sciopero degli studenti dell’istituto tecnico Fermi e del liceo Quintiliano.
Nel caso del Fermi, tutti fuori per chiedere attenzione verso le condizioni strutturali della scuola. I problemi sono noti e anche la dirigenza scolastica si sta battendo da settimane per poter ottenere quei controlli e lavori che già ad aprile erano stati giudicati necessari.
Le competenze sono del Libero Consorzio Comunale ovvero la ex Provincia Regionale. Che però non ha un euro in cassa per provvedere. Inaccettabile per un servizio essenziale come quello scolastico.
Sono circa un migliaio gli studenti iscritti all’importante istituto siracusano. I corridoi del quarto piano si presentano oggi per lunghi tratti con mattoni forati a vista dopo lo “scozzolamento” dello scorso aprile. Operazioni per ripristinare un minimo di condizioni di sicurezza dopo il crollo del controsoffitto di un bagno. Solo per una fortuita coincidenza nessuno è stato ferito, allora.
I successivi controlli hanno fatto emergere diverse criticità, soprattutto nei solai. Sei locali tra bagni, laboratori ed aule vennero dichiarati inagibili e chiusi, per paura di nuovi crolli: due bagni al secondo piano, due laboratori al terzo piano e due aule disegno sempre al terzo piano. Ma è l’intero edificio che ha bisogno di seri interventi di manutenzione.
Molteplici le cause che hanno portato all’emergenza attuale: luci elevate, invecchiamento, difetti costruttivi, perdita di acqua da tubature, guaina di copertura ammalorata e altri fattori, come rilevato dai tecnici al termine dei controlli. Ma nonostante la situazione e le cause siano note, dopo i controlli di aprile non è più stato fatto nulla. Crisi nera del Libero Consorzio e scuole – con i loro studenti – abbandonati al loro destino.
Eppure, si disse per il Fermi, “gli interventi saranno completati prima dell’avvio dell’anno scolastico”.Promessa non mantenuta. E per il commissario straordinario del Libero Consorzio, Arnone, una responsabilità in più.
Nel caso del Quintiliano, è Beatrice Lindiner della Rete degli Studenti Medi a spiegare le ragioni che hanno condotto alla protesta. “Prima ancora dell’ondata di maltempo- spiega- si sono verificati dei problemi all’interno della struttura scolastica, con il distacco, ad esempio, di alcune lastre di marmo. In assenza di risposte concentreremo la nostra attenzione sull’edilizia scolastica, tema a cui dedicheremo la mobilitazione nazionale di ottobre. Ci rivolgeremo alla prefettura, perché ci garantisca il diritto alla sicurezza”.




Siracusa. Non solo grate e caditoie, occlusioni anche nei canali sotterranei

Gli allagamenti, le strade trasformate in fiumi, i muri crollati, l’asfalto grattato. Sul banco degli imputati, ancora una volta, il sistema di raccolta delle acque piovane. Nei decenni non ha seguito la crescita della città e oggi il nodo viene al pettine. Con gli occhi di tutti puntati su caditoie, grate e tombini. Sono state pulite? La risposta ufficiale è si, la Siram si è occupata di questo aspetto.
Rimane qualche perplessità sul fatto che la pulizia abbia interessato tutte le zone della città e per tempo. Ma un dato va messo in evidenza: alla Borgata, dove le caditoie sono state effettivamente ripulite, gli allagamenti sono stati contenuti e limitati alle “solite” criticità. Alle spalle di Scala Greca, via Lentini e via Franca Maria Gianni non si sono trasformate nuovamente in un pantano perchè un residente si è occupato sabato mattina della pulizia delle grate e delle caditoie da cui ha tirato fuori centimetri di materiale (spesso di risultati di lavori stradali, ndr) che occludevano il passaggio delle acque. Alla Marina, invece, bottiglie e bicchieri di plastica hanno “otturato” i piccoli canali di scolo che andrebbero probabilmente protetti con delle grate per evitare il ripetersi del problema.
Ma anche i canali sotterranei meritano attenzione. Sotto viale Teocrito c’è la diramazione del canale di raccolta acque bianche San Giorgio. La griglia di raccolta sotterranea era ostruita dal materiale trasportato dalla superficie. E’ stata ripulita dall’ex assessore ai lavori pubblici, oggi consigliere comunale, Alfredo Foti. Ma la foto testimonia chiaramente come occorrerebbe ispezionare e sgomberare anche i canali che scorrono sotto le strade siracusane.




Siracusa. L'onda lunga del maltempo: ancora chiuso il cimitero dopo gli allagamenti

Rimane chiuso anche oggi il cimitero di Siracusa. L’onda lunga del maltempo che si è abbattuto su Siracusa tra sabato e domenica qui continua a fare sentire i suoi effetti. Le immagini di alcune aree del campo santo allagate hanno fatto il giro del web.
La Protezione Civile comunale ha deciso pertanto di prolungare la chiusura del cimitero. Una scelta forzata, per via delle condizioni dei viali di collegamento e di alcune strutture sotto stretto controllo dei tecnici comunali.
Lamentele da parte di chi questa mattina era convinto di poter visitare i propri cari: “nessun avviso ai cittadini, nessun cartello all’esterno”. La decisione di prolungare la chiusura è maturata nel tardo pomeriggio di ieri.
Continua, intanto, la conta dei danni. Un elenco lungo e complesso che farà da base alla richiesta dello stato di calamità. Si parla di un paio di milioni di euro ma la stima sarebbe ancora parziale.