Siracusa. "Non mi fanno andare in pensione" e si incatena sotto Palazzo di Giustizia

Si è incatenato lungo viale Santa Panagia, a pochi passi dal Tribunale. Motivo della sua clamorosa protesta, la risposta negativa alla sua richiesta di quiescenza anticipata secondo le previsioni pre-Fornero. L’ha presentata all’ufficio di Siracusa dell’Irsap, di cui è dipendente. Esasperato ha deciso alla fine di rendere pubblico il suo malessere con un gesto di forte impatto mediatico.
“L’Irsap, ufficio periferico di Siracusa, non ha alcuna prerogativa di legge in materia di trattamento pensionistico. Purtroppo la legge non consente all’Istituto regionale sviluppo attività produttive di accogliere l’istanza del dipendente”,spiega Dario Castrovinci, dirigente responsabile dell’ufficio periferico Irsap di Siracusa.
“L’ultima legge finanziaria della Regione Siciliana, nella parte in cui consente il pensionamento anticipato con i criteri pre-Fornero, si applica ai soli dipendenti regionali, non a quelli dell’Irsap”, prosegue Castrovinci. “L’istanza del nostro dipendente, come già avvenuto con altre analoghe, si deve dunque ritenere non accoglibile, essendo l’Irsap un ente autonomo, sottoposto a vigilanza e controllo della Regione Siciliana, i cui impiegati afferiscono al trattamento Inpdap, oggi confluito nella gestione Inps. La Regione Siciliana invece, ha un suo distinto fondo pensionistico dal quale vengono erogati i trattamenti ai propri dipendenti in quiescenza. Pertanto allo stato non ci sono i presupposti di legge per accogliere l’istanza del dipendente”.




Siracusa nel programma Urbact III per una città tecnologica, "Tech Town"

Siracusa inserita nel programma Urbact III, dopo la partecipazione ai due precedenti. Il Comune è entrato a far parte del gruppo di città europee che lavoreranno a progetti di sviluppo innovativi e sostenibili in campo economico, sociale e urbanistico. Il tema è quello delle città tecnologiche, “Tech Town”, rivolto al settore dell’economia digitale.
“Sarà un progetto – afferma il sindaco, Giancarlo Garozzo – che ci consentirà di continuare a misurarci con le sfide della modernizzazione. Si tratta di creare le condizioni per far nascere e crescere a Siracusa aziende capaci di utilizzare le opportunità offerte dalla rete. Gli esperti parlano di quarta rivoluzione industriale”.Tech Town prevede una fase preparatoria di 6 mesi e poi 2 anni di implementazione che deve portare all’elaborazione di un piano di azione locale. Il primo incontro è previsto a Barnsley il 19 ottobre. “In termini generali – spiega l’assessore all’Innovazione e alla modernizzazione, Valeria Troia – con i nostri partner vogliamo esplorare il ruolo e la vitalità del digitale, la creazione di contenuti e di poli tecnologici e come trarre benefici da realtà più avanzata o d iniziative nazionali in termini di occupazione e crescita. Dunque, un progetto per l’economia digitale ma che utilizzerà le tecnologie digitali il più possibile in tutta la gestione e l’implementazione”.




Siracusa. Resort di Ognina, spaccatura tra gli ambientalisti. I Verdi: "non si può dire no a tutto"

Il coordinatore cittadino dei Verdi, Peppe Patti, si dissocia dalla battaglia in corso sul progetto di costruzione di un resort ad Ognina. “Le preesistenze archeologiche e la biodiversità di Ognina non sono tali da dover essere posti sotto una tutela estrema. Penso che il rispetto del vincolo di inedificabilità assoluta dei 300 metri dalla linea di costa, imposto dal Piano Paesaggistico, sia più che sufficiente a garantire la tutela del paesaggio. Invito i miei amici di tante battaglie ad analizzare con cura il progetto”, scrive in una lettera aperta che potrebbe scombinare le carte del partito del “no”.
“Sono contro la cementificazione del territorio e contro il deturpamento delle coste ma è necessario analizzare e valutare con attenzione qualsiasi iniziativa imprenditoriale che abbia delle ricadute economiche sul territorio”, spiega ancora Patti.
Anche perchè “il caso del resort ad Ognina sta assumendo i contorni di una faida politica che ha come unico bersaglio il sindaco della città, prima ancora della tutela del territorio”, l’accusa destinata a fare rumore tra gli ambientalisti.
Tra le cose da valutare “con attenzione”: gli oltre 20 milioni di euro per gli oneri di urbanizzazione, il rispetto di tutti i vincoli di inedificabilità, la fruizione del mare garantita, la valorizzazione di un territorio con impatto edilizio notevolmente inferiore rispetto a quello consentito. Una lista stilata dallo stesso Patti.
“Ci sono parti del nostro territorio per le quali, in passato, è valsa la pena di combattere battaglie senza se e senza ma”, non nel caso di Ognina, lascia intendere il responsabile dei Verdi siracusani. , dove la tutela del paesaggio andava a braccetto con la tutela della biodiversità, dove i vincoli e il rispetto delle leggi imponevano un secco no a qualsiasi intervento antropico.
“Non si può svilire il ruolo di tutela dell’ambiente dichiarandosi sempre contrari alle iniziative imprenditoriali soprattutto quando si è in presenza di reali diritti acquisiti”, la conclusione di Peppe Patti.
Intanto il 23 settembre il Tar si pronuncerà sul resort e il vincolo del piano Paesaggistico.




Siracusa. Vicenda Open Land, il Comune condannato a pagare i primi 2,8 milioni

Il risarcimento milionario che la società privata Open Land pretendeva dal Comune di Siracusa inizia a sgonfiarsi. Se il giudizio di cognizione aveva accertato il diritto dell’imprenditore a vedere soddisfatti danni subiti, con la sentenza del giudizio di ottemperanza si rivede al ribasso la cifra relativa a due voci: la riprogettazione e il mancato utile. In particolare, se per la riprogettazione erano stati richiesti circa 6 milioni di euro adesso il Cga ha stabilito che la cifra non superi il milione di euro. Un “risparmio” di 5 milioni di euro per le casse di Palazzo Vermexio sui 20 individuati in una precedente fase come congrui per il risarcimento.
Il Comune dovrà comunque pagare. Intanto 2,8 milioni di euro in attesa del nuovo appuntamento con la giustizia amministrativa fissato per dicembre. Non appena verrà notificata la nuova sentenza del Cga, il Comune avrà quattro mesi di tempo per pagare a meno che non si raggiunga un differente accordo di rateizzazione con Open Land.
Quanto al nuovo e rivisto importo del “pesante” risarcimento, novità attese tra poco più di un mese quando il Ctu rielaborerà le ulteriori voci. Poi bisognerà comunque attendere l’udienza di dicembre per la sentenza definitiva.




Siracusa. Vicenda Open Land, Garozzo: "Avevamo ragione"

“Il riconoscimento di un danno per un centro commerciale che non doveva essere realizzato è difficilmente comprensibile per qualunque persona di buon senso. Il Cga conferma quanto avevamo detto e scritto più volte”. Il sindaco, Giancarlo Garozzo commenta con parziale soddisfazione la sentenza del consiglio di giustizia amministrativa nel giudizio Open Land. Garozzo cita un passaggio della sentenza, in cui si legge che “per quanto, in sede di cognizione, si sarebbe forse potuto opinare che un tal genere di pregiudizio economico non sia, giuridicamente, un danno ingiusto, in quanto non lesivo di alcun interesse meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico”. Garozzo ricorda anche che la sentenza di condanna al risarcimento danni è datata giugno 2013, prima dell’insediamento della sua amministrazione. “I fatti- prosegue- risalgono al 2009. La richiesta della Open Land s.r.l. era di oltre 40 milioni di euro; il consulente tecnico di ufficio aveva indicato nella prima relazione una somma di 24 milioni di euro e nella seconda di 20 milioni di euro”.Resta il rammarico per la condanna al pagamento di due milioni e 800 mila euro, “somme sottratte- continua il primo cittadino- alla comunità, ma le azioni di contrasto messe in campo da questa amministrazione- conclude- sono state più che utili a limitare i danni di una sentenza che riteniamo profondamente ingiusta”




Siracusa. Zona industriale e sicurezza: "Subito il tavolo con Confindustria"

“Debolezze da colmare nella zona industriale”. E’ l’aspetto su cui tutti si sono mostrati concordi al tavolo prefettizio convocato dopo i due tragici incidenti in cui hanno perso la vita tre operai del polo petrolchimico. I segretari generali territoriali di Cisl e Uil, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, e il responsabile del settore Industria della Cgil, Roberto Alosi non hanno dubbi. “L’autorevolezza del tavolo convocato – hanno sottolineato i tre esponenti del sindacato – rende merito e conferma il grande impegno del prefetto, Armando Gradone. La presenza degli organi di controllo, Ispettorato del lavoro, ASP e Arpa, è un grande segnale che accoglie le richieste e le preoccupazioni poste dal sindacato.Dai loro interventi l’ulteriore conferma che, all’interno della zona industriale, ci sono delle debolezze da colmare in materia di sicurezza”. La decisione emersa al termine della riunione è quella di trasferire la discussione a tavoli particolari, mettendo insieme Confindustria, sindacati e ogni singola azienda. “Passaggio importante- concludono Sanzaro, Munafò e Alosi- da sfruttare in pieno.I risultati saranno riportati integralmente ad un nuovo tavolo prefettizio per la sintesi opportuna”.




Anche Siracusa protagonista a Milano nel social fil "Sicily in Expo"

Verrà presentato e proiettato da domani e fino a lunedì, in Piazzetta Sicilia ad Expo, il social Film “Sicily in Expo” realizzato con il contributo delle immagini inviate da più di ottanta partecipanti, tra cui anche operatori del settore turistico, associazioni ed enti e con il contributo dell’artista siciliano Mario Incudine per le musiche tratte dal suo ultimo lavoro “Italia Talia”.
Il progetto nasce su iniziativa del Consorzio Siracusa Turismo di Siracusa. Il social film cerca di far conoscere la Sicilia attraverso i video e le immagini di chi la vive, l’ha vissuta o l’ha conosciuta anche durante una semplice vacanza e ha voluto trasferire l’amore o le emozioni che questa Isola gli ha suscitato.
Il social film dopo la presentazione ad Expo verrà distribuito sui socialnetwork e sui territori.
Il montaggio è firmato dal filmaker siracusano Giuseppe Migliara.




Cassibile. "Dammi da bere gratis", poi va in escandescenza e picchia anche i carabinieri

Avrebbe voluto eludere la notifica di un provvedimento di avvicinamento ai luoghi frequentati dal titolare di un bar, a cui avrebbe chiesto insistentemente di dargli da bere, ignorando i reiterati inviti ad allontanarsi. Arrestato Fabio Amata, 33 anni, sorpreso dai carabinieri visibilmente ubriaco, ancora all’interno del bar di Cassibile. Alla vista dei militari, l’uomo li avrebbe spintonati e colpiti con pugni, pronunciando frasi minacciose e lesive dell’onore personale. Ci sarebbero dei precedenti, legati ad un episodio di maltrattamenti in famiglia, che risale allo scorso febbraio e per il quale l’uomo è stato arrestato. Aveva lasciato il carcere di recente, facendovi rientro, però, ieri sera.




Siracusa. Fuori casa nonostante i domiciliari. Presunto pusher torna ai domiciliari

Fuori casa nonostante fosse sottoposto ai domiciliari. I carabinieri hanno arrestato per evasione Giulio Spicuglia, siracusano di 47 anni. Quando i militari hanno raggiunto l’abitazione dell’uomo, per appurarne la presenza, hanno notato Spicuglia nella zona antistante l’edificio in cui vive. Era stato arrestato lo scorso maggio per detenzione ai fini di spaccio di droga in concorso con un’altra persona. L’uomo è stato nuovamente sottoposto ai domiciliari.




Siracusa. Un Garante per i diritti dei detenuti, "si" in commissione Politiche sociali

Un Garante per i diritti delle persone private della libertà personale. La seconda commissione consiliare del Comune di Siracusa ha approvato ieri, all’unanimità, il regolamento per l’istituzione della figura. Una proposta partita dal consigliere Cosimo Burti, che ha trovato subito il sostegno della presidente della commissione, Cristina Garozzo. La nuova figura, seppur in totale autonomia, coopererà con l’amministrazione comunale e con gli istituti penitenziari, assumendo tutte le iniziative finalizzate al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone private o limitate nella libertà personale.
Il Garante avrà inoltre il compito di promuovere iniziative di sensibilizzazione pubblica sul tema e sarà a disposizione dei detenuti, delle loro famiglie, delle associazioni connesse alle problematiche penitenziarie e di quanti sono interessati. Il documento dovrà ora ottenere il “via libera” in consiglio comunale.