Siracusa. "Lanza Tomasi scelta di legalità": gli Amici dell'Inda salutano così il nuovo Sovrintendente

A giorni si presenterà a Siracusa il nuovo sovrintendente della Fondazione Inda, Gioacchino Lanza Tomasi. Un nome che l’Associazione Amici dell’Inda saluta “con grande soddisfazione”. Lo dice il presidente, Enrico Di Luciano, che a proposito di Tomasi parla di “personaggio universalmente riconosciuto per la sua competenza e cultura”.
Gli Amici dell’Inda salutano, poi, come positivo il modo in cui il consiglio di amministrazione della Fondazione ha individuato la terna poi sottoposta al ministro Franceschini.
“Un atteggiamento che ribadisce la scelta di legalità effettuata dal precedente cda e che evidenzia come anche questo nuovo consiglio non sarà certo succube di ingerenze esterne”, sottolinea ancora il presidente dell’associazione Amici dell’Inda, Enrico Di Luciano.




Siracusa. Fratelli d'Italia: "L'amministrazione comunale aiuti il commercio locale"

“La fine del 2014 ci ha consegnato l’abbandono di porzioni commerciali importanti del territorio aretuseo, come la zona alta della città, dove operatori storici ci hanno segnalato l’assenza di interventi significativi da parte dell’Amministrazione comunale durante il periodo natalizio, se non la discutibile decisione di autorizzare in viale Tisia alcune bancarelle che offendevano la vista di quei negozi, che regolarmente pagano i tributi e le cui vetrine venivano nascoste dalle stesse bancarelle volute dall’Amministrazione comunale”. Lo afferma il consigliere comunale e portavoce cittadino di Fratelli d’Italia Cetty Vinci la quale afferma: “: Pochi i controlli su quelle realtà dell’imprenditoria cinese che stanno mettendo in grave difficoltà tanti commercianti siracusani, attraverso l’applicazione di prezzi non sostenibili da parte degli operatori locali. La cartina di tornasole più evidente di questa incapacità di favorire l’economia locale diventa la fuga di quegli investitori che porterebbero ingenti risorse sul territorio, favorendone lo sviluppo, ma che vengono troppo a lungo lasciati alla porta, finché non decidono di investire su territori più competitivi. Con l’inizio del nuovo anno – conclude – ci aspettiamo un’Amministrazione più coraggiosa e consapevole delle difficoltà economiche che stanno vivendo tanti siracusani”.




Siracusa. Saldi al via, Confcommercio e Confesercenti: "poco ottimismo". E chiedono la liberalizzazione

Nemmeno i saldi, previsti da domani, riusciranno a risollevare le sorti del commercio nel Siracusano. Avviati in realtà stamattina e, sottobanco ancora prima, gli sconti, quest’inverno, non doneranno alcuna boccata d’ossigeno ai commercianti siracusani. Ne sono certi i presidenti di Confesercenti e Confcommercio, rispettivamente Arturo Linguanti e Sandro Romano, che puntano il dito contro le tasse “che hanno già fatto scomparire la tredicesima dei siracusani” e puntano l’attenzione sull’elevato tasso di disoccupazione in provincia. E’ naturale che, in questa condizione, è il superfluo, e dunque un paio di scarpe o un abito nuovi, a essere tagliato. E Linguanti anticipa: “Già negli ultimi tre anni è stato speso il 16% in meno rispetto al passato. Per questo continuo a ribadire che bisognerebbe lasciare i commercianti liberi di effettuare sconti e promozioni nel corso di tutto l’anno per svuotare i magazzini e avere un po’ di liquidità”. Aggiunge Romano: “E’ ancora presto per fare un bilancio, ma è sicuro che questi saldi non cominciano sotto un buon auspicio. Tutt’altro. Senza contare poi che la straordinaria ondata di maltempo degli ultimi giorni non ha incoraggiato i siracusani a uscire per fare shopping, laddove qualcuna ne avesse la possibilità economica. E comunque – conclude – l’appello è di comprare nei negozi di vicinato”.




Il drammatico Sos dell'agricoltura siracusana: aiuti subito. Danni per migliaia di euro, produzioni saltate e ora arriva l'Imu

Una quantificazione dei danni non è ancora possibile. Ma tra produzioni ormai perdute e strutture da ricostruire – dai tunnel alle serre – l’agricoltura siracusana si ritrova in ginocchio. Da Pachino ad Augusta, dalle arance al pomodorino passando per insalate, peperoni e patate, il gelo e la neve degli ultimi giorni hanno “bruciato” i raccolti. Facile che la conta alla fine arrivi a cifre con nove zeri. Ma serviranno ancora un paio di gironi per completare tutte le ricognizioni e avere un dato preciso.
Di certo, decine e decine di aziende sono adesso in seria difficoltà con rischi di ricadute occupazionali notevoli ed impreviste quasi come l’ondata di freddo intenso che ha dato l’ennesimo colpo ad un settore vitale per l’economia locale. Nel siracusano viene infatti prodotto il 24% del prodotto agrumicolo e ortofrutticolo siciliano, con una richiesta in aumento.
A più voci si chiede la dichiarazione dello stato di calamità. Ma una Regione con le casse vuote e ormai alla canna del gas ha poco da offrire. “E allora vengano concessi sgravi fiscali e condizioni di favore per pagare i vari oneri alle aziende agricole ora in ginocchio”, spiega Massimo Franco, presidente di Confagricoltura Siracusa. Perchè il mese di gennaio si presenta adesso terribile per il settore locale, tra raccolti perduti e la temuta scadenza di fine mese con l’Imu agricola. “Una tassa incredibile, come se alla Fiat tassassero l’uso di viti e bulloni. Il terreno è strumento di lavoro essenziale per chi fa agricoltura”, aggiunge Franco lasciando intendere che o il legislatore si è confuso oppure ha visto lungo, ma solo per gli interessi di cassa dell’Erario e non per il bene di chi vuol fare impresa (agricola) in Italia.




Siracusa. Il triste degrado solitario del barcone ancora incagliato all'Arenella

Il 6 novembre una forte mareggiata lo aveva spinto sugli scogli dell’Arenella. Il primo gennaio un’altra mareggiata lo ha semi affondato, sempre lì dove è rimasto in tutte queste settimane. In poche righe, questa è la storia del barcone fantasma – forse utilizzato per una traversata di migranti e poi abbandonato al suo destino nel canale di Sicilia – che potrebbe non riuscire ad attendere i tempi burocratici della rimozione e demolizione che parlano di marzo o aprile come mesi “buoni” per procedere dopo un iter complesso che passa dall’Agenzia delle Dogane.
Il barcone ha toccato il fondo, nel vero senso della parola. E se non è affondato del tutto dopo i ripetuti colpi contro la scogliera e l’acqua imbarcata è solo perchè il fondale non lo permette. Quasi come se l’Arenella manifestasse da se il suo rigetto per quella motonave ormai arrugginita che poco ha a che fare con uno scenario di vacanze, turisti e belle spiagge.




Siracusa. Il grecale ha affondato diverse imbarcazioni allo Sbarcadero. Difficoltà anche a Santa Panagia

Il mare siracusano si presenta questa mattina di varie gradazioni. Colpa, anche questa, del maltempo. I corsi d’acqua e i canali di gronda hanno riversato in mare le acque piovane, trascinando anche diversi detriti che galleggiano sul pelo dell’acqua. La Capitaneria di Porto ha diramato l’avviso ai naviganti, messi in guardia per la presenza – appunto – di oggetti in mare.
Ma non è l’unico problema. Perchè il forte vento di grecale ha causato più di un danno nella zona dello Sbarcadero, al porto Piccolo. Piccole unità da diporto, in legno e vetroresina, hanno rotto gli ormeggi e imbarcato acqua. Alcune barche sono affondate, altre si presentato in stato di semigalleggiamento. Questa mattina sono cominciate le operazioni per recuperare le unità che possono essere “salvate”. Ma alcuni dovranno rinunciare all’unità, ormai affondata.
Il gran lavoro svolto dagli uomini della Guardia Costiera insieme al Gruppo Ormeggiatori Siracusa e ai Barcaioli ha permesso di limitare i problemi, anche nella zona del pontile di Santa Panagia. Le petroliere sono state invitate ad allontanarsi, lievi i danni limitati a strutture della banchina o a qualche piccola unità ormeggiata.
(foto: dal web)




Siracusa. Trovate in un terreno due pistole complete di munizioni: per cosa servivano?

Sarà la polizia scientifica di Catania a stabilire se le due pistole trovate in via Don Luigi Sturzo sono state utilizzate per compiere qualche azione delittuosa nel siracusano. A scovare le armi, la squadra Mobile di Siracusa. Erano nascoste sotto una siepe, all’interno di un appezzamento di terreno, avvolte in un panno di stoffa e protette da una busta in cellophane. Si tratta di una pistola a tamburo calibro 38, sprovvista di numeri di matricola, e di una pistola giocattolo modificata marca Police con caricatore in grado di sparare cartucce calibro 22 entrambe provviste di munizioni.
(foto: archivio)




Siracusa. Lavori alla rete idrica, stanotte e domani potrebbe mancare l'acqua

Sarà avviato nella tarda serata un intervento di riparazione alla rete idrica. Nel corso della prossima notte e per una parte della giornata di domani potrebbe dunque mancare l’acqua nella zona alta della città. Gli operai interverranno nei pressi di via Ascari, dove si è verificato un guasto nelle condutture di maggiore portata. Il rischio è che, consumando l’acqua, possa entrare aria nelle tubazioni con conseguente abbassamento della pressione. Per ridurre i disagi e per garantire il massimo dell’autonomia possibile, il servizio idrico ha provveduto a portare al livello più alto il serbatoio Bufalaro basso.
 




Siracusa. Gran lavoro per i Vigili del Fuoco: tutti in servizio. Intervento spettacolare sul tetto della Torre Z

Sono ancora una sessantina gli interventi in coda dei Vigili del Fuoco, impegnati pure questa mattina a far fronte ai danni causati dal forte vento di ieri. Dalle 4 del mattino del primo gennaio tutti chiamati in servizio i pompieri siracusani per via dell’eccezionalità della situazione.
Cornicioni caduti, finestre e tettoie volate via, alberi sradicati, auto in panne o finite sotto rami e muretti divelti. Ma l’intervento più complicato l’hanno compiuto sul tetto del palazzo più alto di Siracusa, la torre Z. Il forte vento aveva piegato una delle antenne di telecomunicazione, finita inclinata e a rischio di caduta da un’altezza pari a un dodicesimo piano.
I vigili del fuoco hanno incontrato non poche difficoltà, anzitutto per raggiungere il tetto dell’edificio. Una volta su, hanno dovuto ancorarsi per via del vento che, a quell’altezza, poteva riservare brutte sorprese. Intervento andato poi a buon fine e valso pure qualche applauso da parte di chi ha seguito dai balconi quanto stava accadendo.




Siracusa. Le parole di Wenders epitaffio per il Gargallo abbandonato in Ortigia

Se gli edifici potessero parlare, cosa ci direbbero? Nel 2010 se lo è chiesto il regista tedesco Wim Wenders che presentò alla Biennale di Venezia la installazione “If building could talk”. Le parole che accompagnavano quel filmato in loop di 12 minuti sono apparse all’ingresso dell’edificio che, in Ortigia, ospitava il liceo classico Gargallo.
Storico palazzo in abbandono, “vittima” della burocrazia e di incroci e rimpalli tra Comune ed ex Provincia Regionale, rimane lì, muto e chiuso. Ecco allora che a dargli le parole arriva il testo che Wim Wenders aveva pensato per il Rolex Learning Center dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna.
“Se gli edifici potessero parlare…Alcuni di loro risuonerebbero come Shakespeare. Altri parlerebbero come il Financial Times, altri ancora pregherebbero Dio o Allah. Altri sussurrerebbero soltanto, altri canterebbero a gran voce la loro gloria, mentre altri ancora mormorerebbero modestamente poche parole, senza nulla da dire. Alcuni sono semplicemente morti e non parlano più”. Fin qui il testo riportato all’ingresso del Gargallo.
Ma nell’originale, Wenders continua così: “L’edificio che incontrerete è gentile e amichevole, fatto per imparare, leggere e comunicare. Le sue colline e le sue vallate sono impazienti di darvi il benvenuto, per aiutare per essere utili e per essere, nel senso migliore della parola, un luogo d’incontro”. E anche questo, una volta, si poteva dire del Gargallo in Ortigia.