Siracusa. Sorpreso mentre tenta di asportare pezzi di un arco in pietra, arrestato

Lo hanno sorpreso mentre stava asportando delle lastre di pietra di un’arcata all’interno di un casolare in contrada Tremmilia. E’ scattato l’arresto per il 40enne Giovanni Baiardo, siracusano, già noto alle forze di polizia. E’ accusato di tentato furto aggravato.




Carlentini. "Sesso con me o pubblico le tue foto hard": arrestato un 35enne di Catania

“Se non fai sesso con me, pubblico le tue foto hot”. E’ suonata più o meno così la minaccia con cui un 35enne catanese ha tentato di irretire una ragazza di Carlentini con cui aveva intrecciato una relazione. Minaccia ripetuta nel tempo e che ha spinto la donna a chiedere l’aiuto dei carabinieri.
I militari hanno allora preparato la “trappola”. Con la collaborazione della vittima, hanno organizzato l’appuntamento tanto desiderato dall’uomo. Che ad attenderlo ha trovato proprio i carabinieri, che lo hanno dichiarato in arresto e posto ai domiciliari.




Siracusa. Calza di nylon in testa aggredisce un commerciante ma ha la peggio: arrestato

Arrestato in flagranza di reato il siracusano Raffaele Fileccia. Il 41enne, con volto travisato da una calza di nylon scura, sarebbe entrato all’interno di un negozio aggredendo alle spalle il proprietario che ha prontamente reagito.
Ne è nata una colluttazione durante la quale il rapinatore ha perso un coltello che aveva nascosto addosso, per poi scappare a piedi. La vittima ha chiamato subito il 112 e dopo pochi minuti é intervenuta una pattuglia dei Carabinieri che, grazie alla descrizione fornita dalla vittima, è risalita a Fileccia, arrestato. Solo il giorno prima si era recato nello stesso negozio per ottenere dal commerciante una somma di denaro, che lo stesso gli negava.
E’ stato accompagnato in carcere a Cavadonna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.




Pachino. Agguato di Pasquetta 2015: non fu tentato omicidio, quattro anni per Vizzini

Era accusato di tentato omicidio, reato che è stato derubricato in lesioni. Condannato a quattro anni di reclusione il pachinese Corrado Vizzini, difeso dall’avvocato Luigi Caruso Verso.
Il 6 aprile dello scorso anno, l’imputato 51enne aveva esploso numerosi colpi di pistola contro Antonino Di Maiuta, padre di uno dei tre giovani accusati dell’uccisione – avvenuta pochi giorni prima – di Paolo Forestieri, di cui Vizzini era lo zio. Si era poi costituito dopo alcuni giorni di latitanza, scagionando il figlio Giovanni che, nell’immediatezza del fatto era stato posto in stato di fermo dai Carabinieri.
Nel rito abbreviato celebrato al Tribunale di Siracusa, l’accusa ha rilevato come risultasse dubbia la dimostrazione dell’intenzione di uccidere per cui ha chiesto una condanna per lesioni, detenzione e porto abusivo di arma e per violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per complessivi 5 anni di reclusione.
Il difensore del 51enne pachinese ha invece sostenuto che vi era agli atti, sin dall’inizio, la prova positiva dell’assoluta mancanza di volontà omicida, perchè Di Maiuta era stato raggiunto dai proiettili solo agli arti inferiori ed uno alla caviglia quando era già a terra e impossibilitato a fuggire. La mancanza di volontà di uccidere sarebbe confermata, secondo l’avvocato Caruso Verso, anche dalle conversazioni intercettate in carcere tra Vizzini ed i suoi familiari, nel corso delle quali l’uomo diceva chiaramente che il suo scopo era stato solo ed esclusivamente quello di ferire l’antagonista.
Accogliendo questa tesi, il gip ha derubricato il reato da tentato omicidio a lesioni ed ha condannato Corrado Vizzini , anche per il porto abusivo dell’arma e per la violazione del cosiddetto codice antimafia, alla pena complessiva di quattro anni di reclusione.




Noto. Sequestro di beni da 840 mila euro ad una famiglia di "caminanti": operazione della Gdf

Sequestro di beni per un valore di 840 mila euro. Lo ha effettuato la Guardia di Finanza al termine di complesse indagini economico-patrimoniali, coordinate dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e dirette dai sostituti Vincenzo Nitti e Andrea Palmieri. Controlli incrociati hanno condotto alla scoperta di un cospicuo patrimonio finanziario e immobiliare accumulato da due coniugi: Antonino Fiaschè, 36 anni e Maria Fiaschè, 34, residenti a Noto , senza occupazione. Un patrimonio da 840 mila euro accumulato in pochi anni e , secondo le Fiamme Gialle, ottenuto con attività delittuose.
Gli accertamenti hanno permesso di avanzare al Tribunale di Siracusa, la richiesta di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali in attuazione del “Codice Antimafia” che in presenza di specifici presupposti soggettivi (pericolosità sociale del soggetto desunta dai suoi numerosi precedenti, carichi pendenti e condanne per i reati di truffa e porto abusivo di armi) e oggettivi (sproporzione tra redditi e patrimonio accumulato) consentono di sequestrare, in vista della successiva confisca, i beni del soggetto proposto nella fattispecie sconosciuti al fisco. Fiaschè rientra tra “coloro che debba ritenersi sulla base di elementi di fatto siano dediti a traffici delittuosi e per condotta e tenore di vita vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”. L’uomo è ritenuto “socialmente pericoloso”. Si sarebbe più volte reso responsabile della classica “truffa dello specchietto”, rimanendo, in altre circostanze, coinvolti in risse o sorpreso con armi in diverse città italiane: Milano, Pavia, Bologna, Ancona, Fermo, Pescara, Macerata, Avellino, Taranto, Lecce, Brindisi, Matera, Potenza, Catania e Messina. I proventi dichiarati dall’uomo non sarebbero stati tali da consentigli un tenore di vita alto, nè tali da giustificare investimenti fatti dal 1998 al 2016.
I finanzieri della Tenenza di Noto, nelle ultime ore, hanno dato esecuzione al sequestro in applicazione della misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Siracusa a firma della dott.ssa Alessandra Gigli, della Dott.ssa Concetta Zimmitti Giudice e del dott. Mario Santoro.




Commercio illegale di cuccioli: fermato a Novara furgone partito da Siracusa

Era partito da Siracusa il camioncino fermato dalla Guardia di Finanza nei pressi del casello autostradale di Novara Est. All’interno c’erano nove cuccioli di cane, trasportati senza alcuna autorizzazione. Le Fiamme gialle sono intervenute mentre due dei nove cuccioli venivano consegnati ad un acquirente.
Con l’ausilio dei veterinari dell’Asl di Novara hanno inoltre accertato che ad un cucciolo non era stato impiantato il microchip obbligatorio per l’iscrizione all’anagrafe canina. Un altro cane era accompagnato da un libretto veterinario con un numero identificativo non corrispondente al microchip installato e sette cuccioli non erano scortati dalla delega del proprietario necessaria per essere affidati a terzi. Un piccolo meticcio, infine, presentava i sintomi della leishmania, seppur con valori bassi.
Gli animali sono stati accompagnati al canile sanitario di Novara. Conclusi gli accertamenti, potranno essere adottati.




Lentini. Piantagione di marijuana con "serra" attrezzata: maxi sequestro della polizia

Oltre 204 piante di marijuana coltivate in un campo abbandonato. Le hanno rinvenute gli uomini del commissariato di Lentini, ieri mattina, in un agrumeto in stato di abbandono in contrada Rappis-Lavateste. Si tratta di 580 chili circa di stupefacente sequestrato, così come dieci contenitori pieni di marijuana in un casolare che fungeva da supporto alla piantagione e organizzato con stufe e ventilatori.




Siracusa. Rapine alla Pizzuta e in Ortigia, intervengono le Volanti

Erano le 21,40 quando è scattata la segnalazione al 113. Poco prima, due individui hanno rapinato due donne, che percorrevano via Ozanam , portando via le rispettive borse, per poi dileguarsi. Poche ore dopo, 40 minuti dopo la mezzanotte, gli agenti sono intervenuti anche al Lungomare di Levante. Anche in questo caso si trattava di due uomini, uno dei quali, brandendo un coltello, ha tentato di rapinare due turisti austriaci. La pronta reazione delle vittime ha fatto desistere i malviventi dal loro intento, inducendoli alla fuga.




Floridia. Incendiati gli arredi esterni di una panineria, "messaggio" dopo il vertice antiracket?

Incendio ai danni di una panineria nella notte. Ignoti hanno preso di mira l’attività di Cosimo Bianco, un mezzo. Un “messaggio” che è arrivato poche ore dopo il vertice antiracket al Comune. L’allarme è scattato intorno alle 3,30. Bruciati tavolini e sedie. Le fiamme avrebbero anche lambito le aree a verde di pertinenza di alcune villette poste nei pressi del locale pubblico. Il commerciante avrebbe dichiarato di non avere mai ricevuto minacce. A notare l’incendio sarebbero stati alcuni residenti della zona, che avrebbero poi avvertito il titolare dell’attività.
(Foto: repertorio)




Villasmundo. Armi, munizioni e parrucche in un immobile di Villasmundo: scatta il sequestro. A cosa servivano?

Pistole, munizioni, due radio portatili, tre parrucche, indumenti, un cellulare, materiale elettronico. E’ il materiale rinvenuto dalla polizia del commissariato di Augusta in un immobile di Villasmundo. L’intervento è scattato a seguito di un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Siracuso e rientra nell’ambito di una serie di controlli in immobili di proprietà di una ditta in regime di curatela fallimentare.
In uno degli appartamenti esaminati, al piano terra, gli agenti hanno condotto la perquisizione domiciliare che ha portato al sequestro. Nel dettaglio, i poliziotti hannorinvenuto: due armi da sparo, delle quali una a tamburo, avvolta in un panno da cucina, ed una smontata in più parti calibro 8 modificata in calibro 7,65 e munizionamento di vario calibro, oltre a numeroso materiale, verosimilmente di provenienza furtiva, tra cui un televisore, un personal computer portatile, due radio portatili, materiale elettronico vario e tre parrucche. Sequestrati anche alcuni indumenti ed un telefono cellulare.
Sulle armi sequestrate si effettueranno accertamenti tecnici.