Siracusa. Oltre mezzo chilo di droga in casa, arrestato impiegato 32enne

Arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente il 32enne Alessandro Rubino, impiegato. Dopo una mirata perquisizione personale e domiciliare eseguita dai carabinieri di Floridia, è stato trovato in possesso di 550 grammi di marijuana (conservati in una decina di barattoli in vetro), di 5 grammi di hashish, oltre 150 semi di canapa indiana, alcuni spinelli ed una pianta in vaso di marijuana.
Nella sua disponibilità sono stati rinvenuti, un bilancino e tutti gli strumenti atti al confezionamento della sostanza in dosi. Gli investigatori sospettano che il giovane fosse in grado di gestire tutte le fasi, dalla produzione allo spaccio al dettaglio dello stupefacente, presso la propria abitazione.
E’ stato posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria di Siracusa.




Portopalo. Migranti curdi e iracheni arrivano in barca a vela, fermati i presunti scafisti

Sarebbero gli scafisti dello sbarco che, nelle prime ore del mattino, in barca a vela,  ha condotto a Portopalo 21 migranti curdi e iracheni. La polizia del commissariato di Pachino, insieme a personale del Gruppo Interforze Contrasto Immigrazione Clandestina della Procura della Repubblica di Siracusa e dei Carabinieri, hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto nei confronti di Vitas Martynkus 25 anni e di  Viktor Bandarenko, 41 anni,  entrambi di nazionalità ucraina. Dovranno rispondere di  favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.




Avola. Raid vandalico all'istituto Majorana: tre ragazzini rubano merendine e soldi

Hanno danneggiato le telecamere del sistema di videosorveglianza, quindi hanno fatto razzia di merendine e denaro. Raid vandalico, il 24 agosto scorso, all’interno dell’istituto comprensivo “Majorana”. Subito dopo l’episodio, gli uomini del commissariato di Avola hanno avviato le indagini del caso, risalendo all’identità dei presunti responsabili. Si tratta di tre minori, tutti avolesi. Una volta fatto ingresso nella scuola hanno distrutto il distributore automatico di merendine, impossessandosi della merce e del denaro contenuto. Sono stati denunciati per danneggiamento e furto aggravato.




Siracusa. Giovane aggredita in via De Caprio, indaga la polizia

E’ stata aggredita mentre percorreva via De Caprio. Vittima, una giovane che, ieri pomeriggio, si trovava nei pressi di uno studio medico. Un giovane avrebbe tentato di sottrarle la borsa ma la pronta reazione della donna ha fatto desistere il malvivente dall’intento, costringendolo alla fuga. Indaga la polizia.




Pachino. Accoltella un connazionale per vendicare la moglie: denunciato 32enne

Avrebbe accoltellato un connazionale, ferendolo con due ferite al torace, con l’intento di vendicare la moglie per via di un litigio. Denunciato un giovane tunisino di 32 anni. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Pachino, l’uomo, a seguito di una lite, lo scorso mese, tra la moglie e la vittima, avrebbe incontrato l’uomo e, proprio per vendicare la donna, lo avrebbe aggredito, estraendo un coltello procurando all’antagonista due ferite da taglio all’addome.




Siracusa. La Cassazione: non è reato coltivare una piantina di marijuana sul balcone

La Corte di Cassazione, pronunciandosi su di un fatto di cronaca siracusano, ha deciso che non è reato coltivare una piantina di marijuana sul balcone. Così si è pronunciata la sesta sezione penale.
Tutto comincia il 16 febbraio scorso quando il tribunale di Siracusa dispone il “non luogo a procedere” per un signore di Siracusa trovato con una piantina di canapa indiana sul terrazzo. Per il tribunale, la concentrazione del principio attivo (il Thc era parti all’1,8%) e la presenza di un’unica pianta permettevano di escludere la diffusione della droga leggera, sufficiente per uso personale.
La Procura si è però opposta, contestando la violazione della legge penale. Il peso e l’altezza della piantina insieme alla quantità di principio attivo sopra i minimi di legge andava sanzionato.
Non si è mostrata d’accordo la Cassazione che rigettato il ricorso. Una sola piantina coltivata su un terrazzo in un contesto urbano non è in grado di incrementare il mercato delle sostanze stupefacenti, il parere della suprema corte. I giudici hanno escluso “… che da questa coltivazione possa derivare quell’aumento della disponibilità della sostanza e quel pericolo di ulteriore diffusione che sono gli estremi integrativi della offensività e punibilità della condotta ascritta”.




Noto. Operazione antidroga "Ultimo atto", arrestati la moglie e il fratello del boss Pinuccio Pinnintula

Questa mattina, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, Agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato di Avola ed alla Squadra Mobile di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania, nei confronti di Nunziativa Bianca, netina di 59 anni e Gianfranco Trigila, 42 anni, di Noto. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e per la gestione diretta della stessa attività di spaccio, il tutto aggravato dalla “finalità mafiosa”, ovvero per agevolare le attività del sodalizio mafioso denominato “clan Trigila”
I due sono rispettivamente la moglie ed il fratello di Antonio Trigila, inteso “Pinuccio Pinnintula”, storico capo dell’omonimo clan, attualmente ed ormai da più di vent’anni detenuto in esecuzione di condanna all’ergastolo.
Le misure odierne giungono all’esito di una lunga, complessa ed articolata attività investigativa, sviluppata dal Commissariato di Avola e diretta dalla D.D.A., che ha permesso di portare alla luce un articolato e redditizio traffico di sostanze stupefacenti organizzato dai vertici del clan Trigila di concerto con la “ndrina” calabrese, che, da anni, vanta una base operativa nel milanese.
In particolare, le risultanze investigative hanno dimostrato come il clan Trigila, tra il 2010 ed il 2015, avesse organizzato un’intensa, fiorente e ben organizzata attività di spaccio di stupefacenti di cui si riforniva direttamente in Lombardia per poi immetterle sul mercato di riferimento, costituito prevalentemente dall’area sud della provincia siracusana.
L’indagine, inoltre, ha permesso di appurare, da un lato, come il traffico di sostanze stupefacenti abbia costituito, sino ad epoca recente, una delle attività maggiormente remunerative poste in essere dal clan mafioso dei Trigila, dall’altro, come il sodalizio criminale siracusano faccia ancora oggi capo a Trigila Antonio inteso “Pinuccio Pinnintula”, nonostante la risalente detenzione carceraria cui lo stesso è sottoposto.
In particolare, in relazione ai due destinatari delle misure, Bianca Nunziatina e Trigila Gianfranco, l’indagine ne ha ben delineato il preminente ruolo all’interno del clan, di cui rappresentano al momento i vertici, in assenza di colui che ne è, comunque, ancora il capo indiscusso, Trigila Antonio, come testimoniano le risultanze delle attività investigative.
Spicca, in particolare, il ruolo di Bianca Nunziatina, portavoce all’esterno delle direttive impartite dal carcere dal boss detenuto e diretta esecutrice delle indicazioni ricevute dal marito.
L’indagine, svolta avvalendosi di operazioni tecniche e del contributo fornito dai collaboratori di giustizia, vede coinvolte diverse persone, la cui posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti, fermo restando che, per alcuni di essi, attualmente detenuti, non sussistevano attuali e concrete esigenze cautelari.




Avola. Brutale pestaggio di un giovane, denunciati gli 11 presunti autori

Un pestaggio brutale. In undici avrebbero picchiato selvaggiamente un giovane di 22 anni. L’episodio si è verificato il 28 agosto scorso, nella notte, in piazza Maria Grazia Cutuli, nei pressi del Parco Robinson. Gli agenti del commissariato di Avola, al termine delle indagini avviate, hanno denunciato quattro diciottenni, tre diciannovenni, tre diciassettenni e un 22enne, ritenuti gli autori del pestaggio. Secondo quanto accertato, durante una serata in discoteca, nei pressi di Cassibile,il giovane, vittima del pestaggio, sarebbe intervenuto in difesa di un conoscente che, inavvertitamente, aveva versato parte del suo cocktail sugli abiti di uno dei minori. Veemente la reazione dell’adolescente, spalleggiato dal piu’ grande dei maggiorenni. Il giovane avolese aveva così fronteggiato il gruppo di suoi compaesani, che peraltro conosceva. Ne sarebbe scaturito un alterco, sedato dai buttafuori del locale, che li avevano allontanati. Alle quattro del mattino i tre giovani si sono incontrati al parco Robinson dove la vittima è stata aggredita da undici giovani.Soccorso e trasportato al Pronto Soccorso, i sanitari gli riscontravano, oltre diverse contusioni su tutto il corpo, la lussazione di una spalla, un ematoma alla testa e la frattura dello zigomo, di cui un frammento osseo stava per incidere sulla retina, mettendone a repentaglio la vista. Il ragazzo è stato sottoposto ad intervento chirurgico.Gli undici giovani sono stati segnalati alle Procura Ordinaria ed a quella dei minori per il reato di lesioni personali aggravate (dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla pluralità di autori) in concorso.




Siracusa. A 20 miglia dalla costa sta affondando nave con carico di fosfato di ammonio

Lentamente, a circa 20 miglia al largo dalla costa di Siracusa, sta affondando la “Mustafa Kan”. E’ una nave battente bandiera panamense costruita nel 2009, tecnicamente una portarinfuse.
Il mayday è stato lanciato alle 3.10 di questa notte. Poco dopo dichiarato l’abbandono nave. I 16 membri dell’equipaggio si sono calati con le scialuppe in mare e sono stati poi raccolti dalla motovedetta della Guardia Costiera di Siracusa.
Segnato il destino: la nave affonderà in un tratto di mare profondo oltre mille metri insieme al suo carico di fosfato di ammonio che le autorità definiscono non pericoloso per l’ambiente marino.




Rosolini. Piante di canapa indiana alte oltre un mero e dosi di marijuana in casa: scatta l'arresto

Proseguono i servizi posti in essere dai Carabinieri della Compagnia di Noto finalizzati alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso della giornata di ieri martedì 20 settembre i Carabinieri hanno posto la loro attenzione sul territorio del comune di Rosolini: raccogliendo e sviluppando le segnalazioni di diversi residenti che hanno riferito di insoliti via vai di persone in determinate zone della cittadina, i Carabinieri hanno organizzato un mirato servizio impiegando, in sinergia tra di loro, militari in uniforme e personale in abiti civili, ponendo in essere una serie di perquisizioni finalizzate alla ricerca di sostanze stupefacenti.
In particolare, nel primo pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Rosolini hanno tratto in arresto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti Luigi Garofalo, avolese di 41 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia ed attualmente sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Nello specifico, sul balcone e sul terrazzo della sua abitazione i militari hanno rinvenuto complessivamente 19 piantine di canapa indiana, con altezze da 40 a 120 centimetri, tutte ben curate, nonché tutto l’occorrente per irrigarle e concimarle. Nella camera da letto dell’uomo, debitamente occultate in un mobiletto, i militari hanno rinvenuto due vaschette in plastica per gelato con all’interno complessivamente 750 grammi di marijuana. Nel prosieguo dell’operazione, nel salotto di casa, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 28 grammi di hashish, 4 sigarette artigianali confezionate con tabacco e marijuana, un bilancino elettronico di precisione, una forbice e due coltelli da cucina con le lame sporche di hashish nonché tutto il materiale occorrente per confezionare lo stupefacente in dosi. Tutto lo stupefacente rinvenuto è stato sottoposto a sequestro in attesa di esperire le analisi di laboratorio del caso. Condotto in caserma, Garofalo Luigi è stato dichiarato in stato di arresto. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione al regime degli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo presso il Tribunale di Siracusa.
I Carabinieri continueranno a prestare la massima attenzione allo specifico settore organizzando periodicamente mirati servizi preventivi e repressivi.