Evade dai domiciliare per sottrarsi a una perquisizione, arrestato un 49enne

Un 49enne, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, è stato arrestato dai Carabinieri di Francofonte per evasione.
L’uomo, che dal mese di dicembre era sottoposto agli arresti domiciliari per rapina, riciclaggio, ricettazione, furto, resistenza a Pubblico Ufficiale, evasione e lesioni personali, martedì mattina, all’atto del controllo da parte dei Carabinieri, verosimilmente per evitare una perquisizione per stupefacenti, è corso fuori dalla propria abitazione cercando di darsi alla fuga per le vie del paese.
I Carabinieri lo hanno raggiunto e arrestato per evasione.
Dalla perquisizione personale è poi emerso che l’uomo nascondeva 4 grammi di cocaina, per i quali è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore abituale.




Lo fermano alla guida col cellulare, in auto gli trovano la droga. Denunciato 30enne

Un trentenne di Ragusa è stato denunciato dalla Polizia Stradale per spaccio di stupefacenti. Gli agenti lo hanno fermato in autostrada, la Siracusa-Catania, perchè sorpreso alla guida col telefonino. Insospettiti dai suoi precedenti, lo hanno sottoposto a perquisizione personale, poi estesa al veicolo.
I controlli hanno permesso di rinvenire un ingente quantitativo di droga in possesso del fermato, il quale avrebbe ammesso che parte della sostanza era destinata alla vendita a terzi.




Truffa e violenza privata, 49enne dovrà scontare 5 anni e 10 mesi di carcere

Cinque anni e dieci mesi di carcere. Dovrà scontarli un pregiudicato 49enne per i reati di truffa e violenza privata commessi nel territorio nazionale, tra il 2010 e il 2019. I Carabinieri di Noto hanno arrestato l’uomo, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, in esecuzione di un provvedimento di pene concorrenti emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Ancona. Il 49enne, inoltre, è stato condannato al pagamento della pena pecuniaria di 1750 euro. L’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa.




Auto in fiamme nella notte ad Augusta, primi rilievi escludono pista dolosa

Un incendio ha distrutto nella notte un’auto parcheggiata in via Carmine, ad Augusta. Poco dopo mezzanotte, sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare le fiamme che avevano avvolto una Daewoo Matiz. Il rogo si sarebbe sviluppato dal vano motore per poi estendersi a gran parte della vettura. Non sono state coinvolte altre auto, posteggiate nelle vicinanze. Secondo i primi rilievi, sarebbe esclusa la pista dolosa.




In auto nonostante fosse ai domiciliari, Carabiniere libero dal servizio fa arrestare 30enne

Un 30enne è stato arrestato per evasione a Canicattini Bagni e per questo i Carabinieri lo hanno condotto in carcere, a Cavadonna. L’uomo, con precedenti di polizia per reati inerenti gli stupefacenti e contro il patrimonio.
è stato riconosciuto da un Carabiniere libero dal servizio, in contrada Bosco di Sopra, dentro un’auto parcheggiata sulla Maremonti. Una situazione anomala, visto che il 30enne avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna.
E’ così arrivata una pattuglia che ha identificato ed arrestato l’uomo.




Sorpreso a rubare in un cantiere, 29enne bloccato e denunciato

Un 29enne è stato bloccato e denunciato dagli agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di Lentini, per furto di materiale in alluminio da un cantiere di Carlentini.
Nello specifico, a seguito di una segnalazione giunta al numero di emergenza, i Poliziotti lentinesi, in servizio di controllo del territorio, sono riusciti a giungere in breve tempo nei pressi del cantiere e a bloccare il ladro in possesso di 16 profili in alluminio. Poco distante i Poliziotti hanno rinvenuto altri 50 profili dello stesso materiale precedentemente rubati e nascosti dallo stesso ladro.
Anche grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza, è stato possibile ricostruire nel dettaglio tutti i movimenti del 29enne.




La morte di Stefano Biondo, udienza in Corte d’Appello. La sorella: “Dopo 14 anni vogliamo giustizia”

Prevista per domani 20 marzo alla Corte D’Appello di Catania II sez. penale, la nuova udienza relativo all’ipotesi di omicidio colposo del 21enne siracusano Stefano Biondo. Unico indagato per la morte del giovane disabile psichico, Giuseppe Alicata l’infermiere dell’Asp di Siracusa ritenuto responsabile di aver provocato il soffocamento di Stefano e condannato in primo grado nel 2018 a due anni di reclusione ed al risarcimento alla famiglia della vittima.
Dopo il rinvio dello scorso settembre saranno presenti i familiari di Stefano Biondo con in testa la sorella Rossana La Monica. Fu proprio lei il 25 gennaio 2011 ad assistere agli ultimi attimi di vita del fratello. Un dolore immenso e difficilmente descrivibile che ha segnato nel profondo La Monica, fondatrice dell’Associazione Astrea e che alla vigilia della nuova udienza affida ad alcune dichiarazioni i suoi sentimenti.
“Dopo più di 14 anni sarà-si chiede la sorella di Stefano Biondo – finalmente la volta buona che verrà fatta un minimo di giustizia per Stefano, il mio fratellino? Dopo innumerevoli rinvii, spero tanto che questo doloroso e surreale iter giudiziario di un figlio di un Dio minore finisca.Continuo a dirmi e a dire al mondo che per Stefano ha fallito la natura, ha fallito la sanità, non deve e non può fallire anche la giustizia. Due anni di pena per omicidio colposo, sono una beffa per aver tolto la vita ad un ragazzo di soli 21 anni, meno di un furto di arance.Ci siamo dovuti battere con le unghie e con i denti per ottenere un barlume di invii con tutto il pathos e l’emotività che ogni udienza comporta e rivivere all’infinito quel fatidico giorno, quando trovai -conclude- mio fratello a terra cianotico e legato con un cavo elettrico”.




Morto folgorato sotto la doccia, il dramma di un 30enne straniero a Rosolini

Un bracciante agricolo di 30, originario del Marocco ma residente a Rosolini, ha perso la vita in casa. Secondo una prima ricostruzione, il decesso sarebbe avvenuto mentre l’uomo stava facendo una doccia quando – per cause al vaglio degli investigatori – sarebbe stato raggiunto da una scarica elettrica che lo avrebbe folgorato.
Il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, ha espresso cordoglio e vicinanza alla comunità marocchina. “Eventi del genere – ha detto – lasciano tutti sempre sgomenti e attoni. Rosolini, tradizionalmente accogliente, si stringe all’intera comunità marocchina presente sul nostro territorio per la prematura scomparsa del giovane. Una tragica fatalità che ci addolora profondamente e che tocca un giovane bracciante, arrivato in Italia alla ricerca di un lavoro e che invece ha perduto tragicamente la vita”.
Le indagini sono affidate ai Carabinieri.




La tragedia dei braccianti, si indaga per omicidio stradale. C’è un testimone, domani i funerali

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale per l’incidente in cui sono morti, ieri, tre braccianti. I mezzi coinvolti nel drammatico incidente sulla Statale 194, nei pressi di Carlentini, sono stati posti sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti del caso. Si tratta di un pulmino a nove posti e di un furgone.
Nella complessa ricostruzione della dinamica del tragico sinistro c’è, al vaglio degli investigatori, anche la testimonianza di un avvocato siracusano. Con la sua auto si trovava proprio dietro il van su cui viaggiavano gli operai di ritorno da una giornata di lavoro nelle campagne di Francofonte. All’agenzia Agi ha raccontato di aver visto il furgone cambiare improvvisamente direzione. Non un sorpasso azzardato, piuttosto un evento accidentale e imprevedibile quale potrebbe essere stata l’esplosione di uno degli pneumatici.
Domani (mercoledì 19 marzo) in Chiesa Madre ad Adrano saranno celebrati i funerali delle tre vittime: Rosario Lucchese di 18 anni, Salvatore Lanza di 54 e il 56enne Salvatore Pellegriti. Sarà l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, ad officiare il triste rito, alle 16:00. Proclamato il lutto cittadino.




Bollettino di guerra sulle strade siracusane, cinque vittime in una settimana

E’ un bollettino di guerra quello che arriva dalle strade siracusane. Solo nell’ultima settimana, tre incidenti gravissimi e 5 vite spezzate. Ieri sulla Statale 194, nei pressi di Carlentini, il terribile incidente tra un van ed un furgone un cui sono morti Rosario Lucchese, Salvatore Lanza e Salvatore Pellegriti, i tre braccianti di Adrano che stavano tornando a casa dopo una giornata di lavoro nelle campagne di Francofonte. Sabato notte, a Noto, l’incidente in via Aurispa che è costato la vita al 16enne Francesco Mucha. E la scorsa settimana, lunedì, il maxi-tamponamento sulla Catania-Siracusa in cui è morta la 24enne Josephine Leotta, di Belpasso.
Nonostante le misure stringenti introdotte con il nuovo Codice della Strada, si continua a morire sulle strade siracusane. Distrazione, stanchezza, errore umano restano i fattori di rischio principali, insieme alle condizioni della rete viaria ed alla presenza di numerosi cantieri su strada. Il cordoglio della politica regionale oggi è unanime e trasversale. Si traduca in azioni concrete per aumentare la sicurezza stradale, lungo la grande viabilità come nel perimetro urbano delle nostre città. Più controlli, una migliore segnaletica stradale e, se del caso, anche più autovelox (pressochè assenti nel siracusano) per convincere anche i più riluttanti della necessità di limitare la velocità in strada.