Noto. Ladri in un B&B di via Principe Umberto: tre denunciati

Furto ai danni di un B&B di via Principe Umberto. Gli uomini del commissariato di Noto hanno denunciato i presunti, due netini ed un tunisino, accusati adesso di furto aggravato. Le indagini sono state svolte con l’ausilio delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza. Nell’abitazione di una quarta persona, un giovane tunisino, i poliziotti hanno rinvenuto pezzi di antiquariato di pregio, elettrodomestici e tre televisori. La refurtiva è stata recuperata per intero e sequestrata.




Siracusa. Auto in fiamme in via Immordini, indaga la polizia

A fuoco un’auto parcheggiata in via Immordini. I vigili del fuoto e gli uomini delle Volanti sono intervenuti dopo la segnalazione di un incendio che ha riguardato una Mercedes Classe C posteggiata lungo la via della zona alta della città. Dopo lo spegnimento del rogo, i pompieri hanno effettuato i rilievi di routine, nel tentativo di risalire all’origine dell’incendio. Gli elementi ha disposizione non hanno consentito la ricostruzione dell’accaduto. Indagini in corso da parte della polizia.




Siracusa. Controlli igienico-sanitari in due ristoranti di Ortigia: sanzioni per 2 mila euro

Sanzioni per un totale di poco più di 2 mila euro. Le hanno elevate gli agenti del commissariato di Ortigia a carico di due ristoratori del centro storico. La polizia ha effettuato dei controlli documentali e di carattere igienico-sanitario,s coprendo che i gestori dei due locali pubblici non avevano osservato le leggi vigenti in tema di tracciabilità del pane. Parziale, inoltre, la compilazione giornaliera delle schede relative alla pulizia e al controllo delle temperature frigo.




Siracusa. Simula un incidente con un lecca lecca, poi chiede denaro: arrestato

Furto aggravato nei confronti di una persona anziana. E’ per questo che gli uomini delle Volanti hanno arrestato, ieri sera, Arcangelo Bevilacqua, 40 anni, domiciliato a Catania e già noto alle forze dell’ordine. L’arresto è arrivato poco dopo un episodio di cui l’uomo è ritenuto responsabile. Nel pomeriggio avrebbe messo in scena un finto incidente ai danni di una settantenne, da cui sarebbe riuscito ad ottenere 110 euro in contanti perché convinta di avere causato un piccolo sinistro stradale. L’uomo avrebbe lanciato un lecca lecca contro l’auto della vittima per simulare l’urto, colorando con un colore a cera la carrozzeria dell’auto per simulare il danneggiamento. E’ stato posto ai domiciliari. La polizia approfitta, però, dell’occasione per ricordare ai cittadini che, in caso di sinistri o presunti tali, qualora siano seguiti da richieste di denaro, è opportuno rivolgersi immediatamente al 113. Probabile, infatti, in questo caso, che possa trattarsi di un tentativo di truffa.




Avola. Operazione Trinacria: arrestato presunto pusher. Territorio al setaccio

Servizio straordinario del territorio nel corso dell’intera giornata di ieri nel territorio comunale. Lo hanno condotto gli uomini del commissariato di Avola insieme alla Guardia di Finanza, nell’ambito dell’operazione “Trinacria”. Al termine dell’attività è stato arrestato e posto ai domiciliari un uomo, Corrado Mauceri, 35 anni, trovato in possesso di hashish e marijuana. E’ accusato di detenzione ai fini di spaccio. Nel corso del servizio sono state controllate 33 persone ed effettuate due perquisizioni. Effettuati anche controlli su 30 veicoli.




Siracusa. Operazione "Tonnara", sgominata organizzazione dedita al traffico di stupefacenti

Dalle prime ore della mattina, agenti della Polizia di Siracusa stanno eseguendo sei ordinanze di misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica. Operazione della Squadra Mobile volta a contrastare lo spaccio di stupefacenti e le organizzazione che lucrano sul fenomeno, denominata “Tonnara”.
Le misure sono state emesse a carico di Ivan Rossitto, siracusano di 30 anni, Marsio Vella, avolese di 28 anni, Luigi Calcinella, siracusano di 29 anni, Aldo Malignaggi, 43 anni, Dario Caldarella, 28 anni e Alessandro Abela, 30 anni. In concorso tra loro, utilizzando come base logistica il complesso delle palazzine dette della Tonnara, abitazioni popolari tra viale Santa Panagia e via Aldo Carratore, avrebbero detenuto e smerciato dosi di cocaina. I fatti contestati sarebbero stati commessi tra febbraio e aprile 2015. L’indagine si è incentrata su una delle principali piazze di spaccio di droga in città.  Secondo gli inquirenti l’attività illecita viene svolta continuativamente, di giorno e di notte, con un collaudato sistema che vede alternarsi pusher sotto i portici degli stabili in questione, così da rendere sempre disponibile lo stupefacente. Vedette stazionerebbero ininterrottamente lungo le vie d’accesso del complesso, con il compito di segnalare prontamente l’arrivo di presenze sgradite, consentendo agli spacciatori di occultare la droga. Una zona praticamente “cinturata” anche per la composizione del complesso edilizio scelto come base logistica. Utilizzata una telecamera brandeggiabile, per immortalare l’attività di spaccio e identificare i presunti  Effettuati anche servizi di appostamento e controllo, attuati a debita distanza, al fine di bloccare gli assuntori e trovarli in possesso della droga appena acquistata. Nel corso dell’attività sono state sequestrate 45 dosi di cocaina, mentre 19 acquirenti sono stati segnalati alla prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti. In cinque casi si è arrivati alla denuncia. Secondo gli inquirenti l’operazione ha consentito di infliggere un duro colpo al fiorente business dello smercio di droga in mano alla criminalità organizzata locali. Un giro d’affari che si attesterebbe intorno ai 100 mila euro mensili. La “Tonnara” rappresenterebbe, infatti, una delle principali fonti di guadagno del clan Bottaro-Attanasio, i cui proventi sarebbero utilizzati per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. Durante l’esecuzione dei provvedimenti cautelari i giardini condominiali prospicenti il complesso sono stati ulteriormente controllati, alla ricerca di ulteriore sostanza stupefacente pronta allo spaccio. Impiegate anche due unità cinofile e un nucleo del reparto Prevenzione Crimine di Catania.




Siracusa. Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, quattro arresti: un catanese e tre somali

Arresto in flagranza del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per tre somali e un catanese. Si tratta di Sebastiano Longhitano (63 anni), Adam Mahamed Mohamud (24), Mohamed Hirsi Abdishakur (26) e Mahmoud Aweyes (23).
Sono stati sorpresi dagli agenti mentre, in auto, si stavano spostando verso Catania con a bordo alcuni migranti somali sbarcati nei giorni scorsi al porto commerciale di Augusta e alloggiati al centro accoglienza per minori “Casa Freedom” di Priolo Gargallo.




Pachino. Aveva in casa marjiuana, cocaina e un fucile da caccia. Arrestato

Insoliti via vai di persone in determinate zone di Pachino hanno messo i Carabinieri sulle tracce di pusher locali.
Nel corso dei controlli è stato arrestato in flagranza dei reati di ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di munizioni ed armi comuni da sparo Vincenzo Gugliotta.
Alla vista dei Carabinieri presso la sua abitazione, ha consegnato spontaneamente un sacchetto in plastica contenete circa 20 grammi di marjuana occultato sotto il lavello della cucina. I carabinieri si sono messi alla ricerca di altro stupefacente. All’esterno della casa, occultati in un cumulo di materiali inerti, rinvenuti due bilancini elettronici di precisione perfettamente funzionanti e, all’interno di un piccolo contenitore in plastica pieno di chicchi di riso, 9 dosi di cocaina del peso complessivo pari di circa 4 grammi. All’interno di un casotto in murato annesso all’abitazione, nascosto in un angolo dietro dei pannelli in plastica, in un sacco di cellophane bianco, c’era un fucile da caccia calibro 12 che, da immediati accertamenti, è risultato provento di furto denunciato nel luglio 2014. All’interno di un vecchio pensile da cucina poggiato sul pavimento, anche nove cartucce ed un passamontagna di colore nero.
L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




Carlentini. Assunzione per una truffa alle finanziarie con estorsione finale: arrestato un 29enne

I Carabinieri di Carlentini hanno fatto scattare le manette ai polsi di Lorenzo Narzisi, 29 anni. Nullafacente ma con partita iva, nei giorni scorsi aveva regolarmente assunto, quale addetto alle pulizie, un giovane di Lentini il quale, esibendo la propria busta paga, avrebbe dovuto ottenere finanziamenti da società creditizie per poi dividere la cifra erogata con lo stesso “datore di lavoro”.
Somme di cui le finanziarie non sarebbero mai potute tornare in possesso poiché il giovane dipendente sarebbe risultato nullatenente. A seguito del ripensamento del giovane che non aveva accettato di prestarsi alla truffa, Narzisi aveva preteso la somma di 300 euro. In caso contrario gli avrebbe bruciato l’auto, la minaccia.
Il giovane, stanco delle assidue telefonate di Narzisi, ha denunciato tutto ai Carabinieri. Hanno predisposto un servizio di osservazione sorprendendo il 29enne mentre riceveva in contanti i 300 euro dalla vittima. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




Palermo. Processo su fotovoltaico e tangenti, chiesti sei anni per l'ex deputato Bonomo

Dura requisitoria del pm Maurizio Agnello nel processo a carico dell’ex deputato regionale siracusano Mario Bonomo e del nipote Marco Sammatrice. Ha chiesto, rispettivamente, la condanna a 6 anni per il primo e 4 per secondo.
Sono accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti negli affari del fotovoltaico. Gli inquirenti si dicono certi che i 10.000 euro consegnati all’ex deputato da un imprenditore – che ha poi denunciato – sarebbero stati una tangente. Per la difesa, invece, si tratta di spartizione di proventi societari. Bonomo e Sammatrice nel corso del loro primo interrogatorio negarono di avere mai intascato mazzette.