Pachino. Incidente mortale nella serata di ieri: perde la vita un 35enne

Incidente mortale ieri sera a Pachino. Uno scooter di grossa cilindrata ed un cinquantino condotto da un minorenne sono finiti coinvolti in uno scontro. L’uomo alla guida della moto è stato subito trasportato in codice roso al Di Maria di Avola per una grave ferita riportata al capo. Il conducente del ciclomotore era rimasto illeso.
Il 35enne Enrico Spataro è però arrivato privo di vita in ospedale. Giunto all’incrocio tra via Amendola e via Palermo, per cause in corso di accertamento, avrebbe impattato con un ciclomotore condotto da un sedicenne. Violento l’impatto col suolo. N
Il minore è stato deferito a piede libero per il reato di guida senza patente, poiché sprovvisto di patentino di abilitazione alla guida dei ciclomotori. Lo stesso, inoltre, è stato sanzionato poiché il ciclomotore era sprovvisto di certificato di circolazione e di copertura assicurativa.




Siracusa. Minaccia la moglie nonostante il divieto di avvicinarla: arrestato un 54enne

I Carabinieri di Belvedere, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal Tribunale di Siracusa, hanno tratto in arresto ed accompagnato in carcere a Cavadonna un 54enne. L’uomo, già arrestato lo scorso 12 ottobre per essere stato colto in flagranza dei reati di maltrattamenti e lesioni personali aggravate, denunciati dalla moglie, era stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un familiare fino al giorno della convalida, quando è stato scarcerato.
Nonostante i divieti imposti, si sarebbe avvicinato più volte alla moglie che in una occasione sarebbe stata minacciata con il chiaro gesto di un taglio alla gola. Le violazioni rilevate dai carabinieri hanno determinato l’immediata emissione del provvedimento di aggravamento delle misure coercitive, con la custodia in carcere. Le porte dell’Istituto di detenzione si sono dunque aperte per accogliere l’energumeno e garantire alla vittima maggiore serenità.




Delitto Eligia Ardita: interrogatorio fiume a Milano per Leonardi, il mistero del suo passato

Interrogatorio fiume a Milano per Christian Leonardi, cominciato ieri si è concluso nel primo pomeriggio. Il marito di Eligia Ardita, reo confesso dell’omicidio della moglie avvenuto a Siracusa il 19 gennaio scorso, è stato trasferito nel carcere lombardo di San Vittore alcun giorni fa.
Nessuna informazione precisa, al momento, sul contenuto delle dichiarazioni dell’indagato. Ad approfondire il caso Cristina Parodi durante la trasmissione di Rai Uno, La vita in diretta. L’avvocato Aldo Scuderi, legale dell’assassino reo confesso, si è riservato di conferire prima con il suo assistito e solo dopo eventualmente rivelare se siano emersi nuovi elementi. Scuderi ha poi, nuovamente, lasciato intendere anche la possibilità di rimettere il mandato dinnanzi alla constatazione di volute omissioni da parte del suo cliente.
Il trasferimento a Milano, peraltro dopo la confessione, ha fatto sorgere il dubbio che possano esserci altri fatti di cui Leonardi potrebbe essere chiamato a rispondere. Gli inquirenti indagano senza sosta sul suo passato e soprattutto sugli anni in cui visse in Romania, prima di tornare a Siracusa e conoscere Eligia. E proprio sul quel periodo della sua vita si è pronunciato ieri Agatino Ardita, padre della vittima, che durante un intervento a La vita in diretta ha sollevato dei pesanti dubbi al riguardo arrivando addirittura ad ipotizzare che l’uomo potrebbe avere compiuto anche un altro omicidio.
“Sono convinto che in questa storia ci sono tanti punti da chiarire, tanti misteri. Penso che Christian si sia sposato con mia figlia per ripulirsi”, queste le parole di papà Agatino.
Intanto, il settimanale Giallo rivela come sarebbero state trovate tracce di Dna femminile nella casa di via Calatabiano, dove Eligia Ardita è stata uccisa dal marito. Queste tracce non appartengono alla vittima, riporta così il settimanale.




Priolo. Terremoto al Comune: concussione e voto di scambio, 19 indagati tra cui il sindaco

C’è anche il sindaco di Priolo, Antonello Rizza, tra i 19 esponenti politici e dirigenti del Comune del siracusano raggiunti da avvisi di conclusione indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica di Siracusa.
Con Rizza anche il presidente del Consiglio comunale in carica, Beniamino Scarinci, un ex assessore alle Politiche Sociali, 5 dirigenti del Comune, 3 imprenditori, un consulente nominato dal Comune, un ex segretario comunale e altri soggetti.
I provvedimenti scaturiscono da una complessa ed articolata attività investigativa, iniziata nel mese di settembre 2012 dal Commissariato di Priolo Gargallo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, che traeva origine da una concussione commessa ai danni di un Funzionario del Consorzio Universitario Megara-Ibleo.
Per l’accusa, l’indagine ha svelato diversi episodi concussivi, illeciti di altro genere nella gestione degli appalti, nonché un complesso sistema di scambio tra elargizioni di contributi sociali e promesse di assunzioni da un lato e richiesta del voto dall’altro, tanto da aver portato alla configurazione di una organizzazione a delinquere complessa ed efficiente, finalizzata a consentire la sistematica commissione di condotte delittuose quali il voto di scambio e l’abuso d’ufficio.
Tra le accuse: concussione, voto elettorale di scambio e concussione elettorale, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale, truffa aggravata e violenza privata.
Le indagini si sono soffermate anche su cospicui sussidi elargiti a favore di soggetti e relative famiglie che non avevano i requisiti richiesti per ottenere dagli stessi dei voti nelle elezioni dell’ottobre 2012 (Regionali) e nelle consultazioni amministrative del giugno 2013, prevendendo lo storno di ingenti somme da destinare a tali scopi.
Gli inquirenti del commissariato di Priolo hanno accertato che gli indagati avevano distratto fondi pubblici, compreso il fondo di riserva, destinando circa un milione e 800 mila euro a sussidi straordinari “una tantum”.
I riscontri investigativi hanno messo in luce anche la commissione del reato di truffa aggravata in occasione del Carnevale 2013, quando i vertici politici del Comune di Priolo, inducendo in errore la Giunta municipale, procuravano agli organizzatori un ingiusto profitto a mezzo fatture gonfiate, per un ammontare di circa 20 mila euro. Le indagini hanno coinvolto anche alcuni imprenditori ed un consulente del Comune, concorrenti nei reati predetti. Si tratta della riformulazione, imposta dalla riunione di quattro diversi procedimenti, di imputazioni per i quali già in precedenza era stato emesso analogo avviso di conclusione indagini.




Siracusa. Tentato scippo di un Rolex in via Ofanto, la vittima mette in fuga i rapinatori

La polizia è sulle tracce di due giovani che nella serata di ieri hanno tentato un “colpo” demodè. In via Ofanto, a bordo di uno scooter, hanno tentato di strappare dal polso di una donna un orologio Rolex. La reazione della vittima non ha permesso ai due di impossessarsi del prezioso. Hanno quindi deciso di darsi alla fuga, facendo perdere le loro tracce. Ma le indicazioni fornite dalla donna potrebbe risultare utili per risalire all’identità dei due malviventi.




Siracusa. Cocaina nascosta in casa pronta per lo spaccio, denunciato un 41enne

Denunciato in stato di libertà un 41enne Accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In particolare, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti,nella sua abitazione, 2 involucri contenenti 7 dosi termosaldate di cocaina (peso complessivo 3,55 grammi) e altre 11 dosi celate all’interno del comò posto nella camera da letto.




Avola. Spaccio di sostanza stupefacente, 38enne ai domiciliari

Arrestato e posto ai domiciliari il 38enne Paolo Iacono. Agenti del commissariato di Avola lo hanno sorpreso nella flagranza del reato di spaccio di sostanza stupefacente.




Noto. Controlli dei carabinieri: territorio al setaccio

Articolato servizio di controllo del territorio ieri nei territori di Noto e Avola. I carabinieri hanno concentrato l’attenzione sulla prevenzione dei reati contro il patrimonio e sul rispetto delle norme del Codice della strada, oltre al contrasto allo spaccio di droga. Impiegate 8 pattuglie e 16 militari nonché personale in abiti civili.
Il bilancio è di 42 mezzi e 58 persone controllati, 5 denunce in stato di libertà, 1 persone segnalate alla Prefettura e 2 sanzioni elevate per infrazioni al codice della strada.
Nello specifico, nel corso della mattinata i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del N.O.R.M. di Noto hanno deferito in stato di libertà per ricettazione R. R. netino di 50 anni. L’uomo, a seguito di perquisizione eseguita presso un garage a lui in uso, veniva trovato in possesso di un gruppo elettrogeno marca Honda di colore nero e rosso, un gruppo elettrogeno di colore blu marca Einhell, un decespugliatore elettrico di colore rosso marca Cutter, un decespugliatore a motore di colore rosso marca Eco, un decespugliatore/tagliarami di colore rosso privo di marca leggibile, un argano elettrico di colore rosso marca L’Europea, una pompa sommersa di colore argento senza marca, un compressore di colore blu marca Ceccato da 50 Litri di cui l’uomo non era in grado di fornire la provenienza. La merce, ritenuta provento di attività delittuosa, è stata sottoposta a sequestro e custodita presso i locali del Nucleo Radiomobile di Noto in attesa di essere restituita ai legittimi proprietari.
Deferito in stato di libertà per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti T. A., avolese di 51 anni. I militari, avuto fondato motivo di ritenere che l’uomo potesse occultare dello stupefacente presso la propria abitazione, procedevano a perquisizione domiciliare conclusasi con esito positivo: in un ripiano della cucina dell’abitazione, all’interno di un barattolo in plastica per biscotti, venivano rinvenuti 50 grammi di marijuana, sottoposta a sequestro in attesa di esperire le analisi di laboratorio del caso.




Noto. Ispezioni dei Nas in aziende agricole: irregolarità in un'impresa zootecnica

Animali di cui i proprietari non hanno saputo indicare la provenienza e che non erano identificabili da alcuna documentazione. I carabinieri dei Nas di Ragusa, insieme ai colleghi del territorio hanno segnalato all’autorità giudiziaria, per inosservanza di un provvedimento dell’autorità Sanitaria ed alienazione di cose sottoposte a sequestro i due titolari di un’azienda zootecnica del territorio di Noto, di 55 e 25 anni. Nel corso di una ispezione effettuata nel maggio scorso con i veterinari dell’A.S.P. di Siracusa, i Carabinieri avevano già denunciato i due soggetti per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico poiché gli stessi, nella compilazione dei documenti identificativi, avevano falsamente attestato che un bovino era stato partorito da un animale di loro proprietà. L’Asp di Siracusa aveva disposto l’abbattimento del bovino nonché di ulteriori 5 capi di bestiame di cui gli allevatori non erano stati in grado di dimostrare la provenienza. Nel corso dei successivi accertamenti finalizzati a verificare il rispetto di quanto imposto dall’autorità sanitaria, i carabinieri hanno verificato che i due allevatori non avrebbero abbattuto un capo, denunciandone, come escamotage, lo smarrimento. I controlli sono finalizzati a garantire la sicurezza della filiera alimentare.




Siracusa. Fuori casa nonostante il divieto: domiciliari a un sorvegliato speciale

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Siracusa lo hanno sorpreso fuori casa di notte, nonostante gli fosse impedito dalla misura di sorveglianza speciale che lo riguarda. Arrestato Giuseppe Capodieci, siracusano di 45 anni. L’uomo, non trovato in casa dai militari durante l’attività di controllo, è stato sorpreso al suo rientro e tratto in arreso. In passato Capodieci si sarebbe reso responsabile di diverse analoghe violazioni. E’ stato posto ai domiciliari.