Siracusa. Abbigliamento finto "made in Italy" in negozi di Ortigia, titolari smascherati dalla Gdf

Migliaia di articoli di bigiotteria sequestrati, privi di etichetta riportante, in lingua italiana, i dati relativi al Paese d’origine e all’importatore, ma soprattutto riguardanti i materiali con cui gli oggetti sono stati realizzati. E’ il bilancio di un servizio condotto dalla Guardia di Finanza nel centro storico di Ortigia, all’interno dei mercatini rionali. I prodotti sequestrati, essendo fuori controllo, potrebbero essere potenzialmente nocivi. Sanzionati i responsabili delle attività. La merce sequestrata sarà distrutta in quanto non commercializzabile. Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela del “Made in Italy”. Un commerciante siracusano esponeva capi di abbigliamenti spacciati per italiani, pur non essendo prodotti da industrie nazionali. Centinaia i pezzi di dubbia provenienza di cui si riforniva per venderli dopo avere magistralmente rimosso le etichette originarie, tanto da non consentirne la tracciabilità. Manualmente applicava poi altre etichette riportanti anche la dicitura “Made in Italy”. Un modo per trarre in inganno il cliente, certo di avere acquistato un capo “sicuro”. In due locali, le Fiamme Gialle hanno sequestrato centinaia di capi di vestiario di qualità scadente, ma rivenduti a prezzi elevati, per un valore di diverse migliaia di euro. Rinvenute migliaia di targhette pronte per essere apposte sui capi, nonché attrezzature per condurre l’attività illecita. In un negozio i finanzieri hanno scoperto un dipendente in “nero”: Denunciato il proprietario .




Siracusa. Ennesimo furto ai danni di un'azienda agricola: ai domiciliari ladro solitario

Il caso è ormai arcinoto. Le aziende agricole siracusane sono prese di mira da ladri e malintenzionati. Raccolti, attrezzi, il rame degli impianti di irrigazione tutto purtroppo fa gola.L’ennesimo episodio nella notte, con un ladro solitario in azione in zona Torre Milocca, alla Fanusa. Si è introdotto all’interno di una azienda agricola lungo la provinciale 104. Stava riempiendo il cofano della sua auto con gli ortaggi trafugati direttamente dai campi quando è stato notato da personale della ditta di sorveglianza Giaguaro Service. Allertato il 112, l’uomo è stato fermato dai Carabinieri che gli hanno contestato il tentato furto di 150kg di prodotti agricoli. L’uomo, secondo le prime informazioni, sarebbe stato posto ai domiciliari.




Lentini. Evade dai domiciliari, presunto rapinatore in manette

Avrebbe violato la misura dei domiciliari a cui è sottoposto per reati contro il patrimonio, furti e rapina in concorso, nonché per spaccio di droga. La polizia ha arrestato per evasione Adelfio Pulia, lentinese 28 anni. il giovane avrebbe più volte ignorato anche gli obblighi a cui è sottoposto in quanto sorvegliato speciale.




Siracusa. Stile di vita troppo occidentale e la famiglia la sequestra in Turchia. Disavventura a lieto fine

Con l’inganno l’avrebbero attirata in Turchia, il loro paese d’origine, infastiditi dallo stile occidentale che la loro figlia 19enne, Aysegul, aveva “assimilato” a Siracusa, la sua città natale. Provvedimento di fermo per Birol Durtuc e Yasemin Durucan, padre e madre di Aysegul, la cui unica colpa era quella di volere una vita normale.
I suoi genitori sono ora accusati di sequestro di persona, rapina aggravata e stato di incapacità procurato mediante violenza. Sarebbero stati aiutati da altre persone, ancora da identificare.
L’operazione è stata condotta dalla Mobile di Siracusa con il coordinamento della Procura di Siracusa e la collaborazione di Interpol, Consolato italiano di Izmir e la polizia turca. A fare scattare l’allarme, gli amici della giovane, allarmati dall’assenza di sue notizie dopo quello che doveva essere un breve viaggio nel paese natale dei suoi genitori. Da qui la segnalazione in Questura, ipotizzando che la ragazza fosse trattenuta in Turchia contro la sua volontà.
Le indagini internazionali permettevano di rintracciare la 19enne a Serinhisar. Avvicinata in modo discreto dai poliziotti, ha confermato loro di trovarsi in Turchia contro la sua volontà e di volere ritornare in Italia.
Le forze dell’ordine turche l’hanno allora condotta in una struttura privata, in attesa di consentire il suo rientro in Italia. Avvenuto poi nei primi giorni di settembre. Subito ascolta dagli investigatori della Mobile di Siracusa, ha confermato la ricostruzione dei fatti. Sono così scattate operazioni di intercettazione nei confronti dei genitori.
Le parole di Aysegul avrebbero inchiodato i genitori ed altri parenti alle loro “gravi responsabilità penali”, spiegano gli investigatori. La ragazza ha infatti raccontato di essere stata drogata attraverso farmaci inseriti a sua insaputa nella cena offertale a Serinhisar. Le venivano così sottratti i documenti e la sim card del telefonino. Percosse e una vigilanza continua ne impedivano la fuga dai suoi parenti aguzzini.
La Repubblica di Siracusa ha emesso a carico dei genitori di Aysegul, unici attualmente presenti in Italia, un decreto di fermo di indiziato di delitto. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nelle prime ore della mattinata. I due sono stati rintracciati in viale dei Lidi, in prossimità di un vivaio dove Birol Durtuc svolge la sua attività lavorativa. Lui è stato condotto a Cavadonna, la madre nel carcere di PIazza Lanza, a Catania. Entrambi sono a disposizione dell’autorità giudiziaria.




Siracusa. Quasi 400 armi sequestrate da gennaio, i numeri del contrasto alla detenzione illegale

E’ di oltre 390 armi da fuoco, tra fucili, pistole/rivoltelle, e quasi 4500 cartucce di vario calibro sequestrate o ricevute il bilancio dell’attività preventiva in tema di detenzione di armi condotta dai carabinieri in provincia nel corso del 2015. Servizi nell’ambito dei quali sono state arrestate 17 persone poiché responsabili a vario titolo di porto e detenzione illegale di armi comuni e da sparo, alterazione di armi, detenzione e porto di arma clandestina, con 16 tra fucili e pistole sequestrati, alcuni dei quali utilizzati in efferati delitti. Un lavoro che, spiegano dal comando provinciale di viale Tica, è stato svolto anche grazie alla sensibilità “dei cittadini verso la detenzione e il possesso di armi da fuoco”. Numerose, infatti, le armi consegnate dai privati presso i vari comandi dei carabinieri dislocati nel territorio, magari rinvenute in abitazioni abbandonate o avute in eredità.




Noto. Vicini di casa si affrontano in piazza, ferito uno dei due

Una lite tra vicini di casa. Una situazione che, vista la tensione crescente, rischiava di degenerare. Solo l’intervento dei carabinieri ha scongiurato conseguenze serie. E’ accaduto ieri mattina. A richiedere l’intervento dei militari , una telefonata. In piazza Simon Bolivar due uomini si stavano affrontando.Uno dei due è rimasto lievemente ferito,forse per il colpo inferto dal rivale con un’arma da taglio che, tuttavia, non è stata rinvenuta. Alla base del litigio, ragioni legate ai rapporti difficili di vicinato.




Siracusa. Frontale sul ponte sull'Anapo per un sorpasso azzardato. Fortunatamente nessun ferito

Traffico in tilt per circa quaranta minuti, nella serata di ieri, lungo via Elorina. Colpa di un incidente avvenuto sul ponte sull’Anapo. Un frontale che ha coinvolto due mezzi, un furgone guidato da un giovane originario dello Sri-Lanka ma residente a Siracusa ed una utilitaria su cui viaggiava una famiglia con due bambini.
Secondo la prima ricostruzione, causa del frontale – senza gravi conseguenze – un sorpasso azzardato in un punto complicato di via Elorina, con invasione di corsia e inevitabile impatto con l’auto che sopraggiungeva.
Sul posto sono intervenuti agenti della Municipale e della Polizia e i sanitari del 118.




Siracusa. Il bancomat non gli da soldi e lui lo danneggia: denunciato un 28enne

Ha sfogato la sua rabbia contro lo sportello bancomat di un istituto di credito di viale Santa Panagia. Probabilmente dopo una notte brava e qualche bicchiere di troppo, un giovane di 28 anni voleva prelevare del denaro. Ma dall’apparecchio non usciva contante e per questo lo avrebbe colpito più volte con un oggetto, fino a danneggiarlo. E’ stato denunciato per i reati di danneggiamento aggravato e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
(foto: archivio)




Avola. "Non farmi smontare la bancarella o ti ammazzo", aggredito ispettore della Municipale

Tenta di eludere un controllo e, sperando di riuscirsi, aggredisce una vigilessa, ispettore di polizia municipale. Sabato mattina, ad Avola, i carabinieri della Compagnia di Noto, insieme ai vigili urbani, hanno arrestato in flagranza di reato Coura Fall, senegalese di 40 anni. E’ accusata di minaccia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’ispettore l’aveva raggiunta nel corso dei controlli a tappeto avviati, dopo proteste e segnalazioni, per contrastare il commercio abusivo. La commerciante, che stava per montare la propria bancarella, pur non avendone titolo, non appena si è accorta dell’arrivo della polizia municipale avrebbe iniziato a minacciare gli agenti, con frasi ingiuriose nei loro confronti. Gli operatori hanno contestato alla donna una sanzione amministrativa per occupazione abusiva di suolo pubblico e vendita senza licenza, con il sequestro di circa 400 oggetti di bigiotteria. La donna non ha accettato di buon grado l’intervento dei vigili urbani, tanto da scagliarsi contro una poliziotta municipale, tirandola per i capelli e strattonandola perché stramazzasse al suolo e minacciandola di morte se non avesse desistito dall’intento di farle smontare la bancarella. L’ispettore ha riportato solo alcuni graffi al volto. La commerciante è stata posta ai domiciliari.




Siracusa. Violenza in famiglia: "Dammi 400 euro o ti ammazzo". Arrestato

Tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia, lesioni e detenzione abusiva di munizionamento: è la collezione di accuse di cui dovrà rispondere un pregiudicato siracusano di 40 anni. E’ stato arresto in flagranza dai Carabinieri.
L’uomo, durante l’ennesimo litigio, avrebbe aggredito la moglie alla presenza del figlio minorenne. Prima le minacce di morte per farsi consegnare 400 euro per sanare un debito pare legato alla droga; poi, al diniego della donna, le avrebbe puntato un taglierino alla gola per iniziare a colpirla con calci e pugni al corpo ed al viso.
Impossessatosi del postamat della vittima, è stato bloccato dai militari mentre stava raggiungendo uno sportello per il prelievo del denaro. A chiamare i carabineiri sarebbero stati i vicini.
Le veloci indagini hanno ricostruito il lungo percorso di violenze fisiche e verbali subite negli anni dalla donna, iniziato pochi mesi dopo il matrimonio. Anni durante i quali la donna sarebbe stata frequentemente picchiata e minacciata di morte dal marito, sempre per ottenere i soldi della pensione della anziana suocera.
Al termine delle formalità di rito, è stato condotto in carcere a Cavadonna. Durante la perquisizione domiciliare, finalizzata ad escludere la presenza di armi da fuoco, è stato rinvenuto un proiettile cal. 9, sottoposto a sequestro. La donna ha riportato traumi ed un ematoma al capo giudicati guaribili in dieci giorni.