Siracusa. Al via il processo per la morte di Stefano Biondo. La sorella: "Giustizia"

Parte oggi il processo per la morte di Stefano Biondo, disabile psichico deceduto a 21 anni per un presunto caso di malasanità su cui la magistratura sta cercando di fare luce. Uno solo l’imputato, un infermiere dell’Asp.
Dopo una serie di rinvii, oggi dovrebbe iniziare l’analisi della vicenda. Così si augura Rossana La Monica, sorella di Stefano Biondo e presidente dell’associazione Astrea.
“Sono passati quattro anni ed otto mesi dalla morte del mio fratellino. La nostra famiglia non ne può più di dover lottare a denti stretti, per far sì che anche la morte di un disabile abbia dignità. Abbiamo diritto che venga fatta giustizia”, scrive in una lunga lettera aperta Rossana La Monica.
“Per Stefano ha fallito la natura, ha fallito la Sanità, non deve e non può fallire la Giustizia”, appunta ancora. “Come presidente dell’associazione in memoria di Stefano Biondo, posso dire che siamo molto lieti di apprendere che in un caso eclatante come la morte della nostra concittadina Eligia e della sua piccolina, la giustizia abbia fatto il suo giusto corso. A quella giusta Giustizia pongo il mio appello: non vi devono essere cittadini di serie A e serie B. Nè figli di un Dio minore”, conclude Rossana La Monica.




Siracusa. Rissa in via dell'Amaranto per un affitto non pagato: quattro arresti

I Carabinieri della Compagnia di Siracusa hanno arrestato quattro persone per rissa aggravata. I quattro, tre siracusani ed un romeno, tutti incensurati, per questioni legate ad un presunto debito non onorato e relativo all’affitto di un immobile, divisi in due contrapposte fazioni, hanno cominciato a prendersi a calci e pugni in via dell’Amaranto.
La scazzottata ha ovviamente richiamato l’attenzione di altre persone che hanno allertato il 112 per l’intervento. Intervenuta sul posto la pattuglia della Stazione Carabinieri di Cassibile, i quattro sono stati tratti in arresto per rissa aggravata su disposizione dell’Autorità Giudiziaria aretusea e posti al regime dei domiciliari. Tre degli arrestati hanno riportato prognosi da cinque a dieci giorni per i traumi e le escoriazioni riportate nella rissa.




Floridia. Volano oggetti in strada: tutta colpa di una lite in famiglia subito sedata

Sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare una lite in famiglia presto degenerata con tanto di oggetti lanciati da una finestra e finiti su via Archimede.
A litigare un uomo ed il cognato, entrambi romeni. I due, entrambi invitati ad un compleanno in contrada Monasteri, avrebbero iniziato a litigare sull’orario a cui lasciare la festa. Da questo alterco ne è nata una colluttazione, la cui unica vera causa sarebbe però stato l’eccessivo consumo di alcol.
Nella colluttazione i due non hanno riportato particolari conseguenze e dopo poco si sono calmati. L’uomo ha raccolto tutti gli oggetti lanciati dalla finestra della propria abitazione, ripulendo la strada. Alla richiesta del perché del gesto, ha risposto ai Carabinieri che dopo aver fatto a pugni, era rientrato a casa ed aveva sfogato la propria rabbia gettando delle suppellettili in strada.
(foto: Carabinieri Floridia)




Avola. Deve espiare quattro mesi di reclusione, arrestato

Arrestato Sebastiano Casto. Il 38enne, già noto alle forze dell’ordine, deve espiare la pena residua di 4 mesi di detenzione, al regime degli arresti domiciliari, per il reato di violazione di domicilio commesso nell’ottobre del 2006 . Espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




Augusta. Incidente all'ingresso della città: donna il elisoccorso a Catania

Incidente stradale, nella tarda mattinata, all’ingresso di Augusta. Per ragioni al vaglio dei vigili urbani e dei carabinieri, due auto, una Smart e una Fiat 500 si sono scontrate, causando il ferimento della donna che viaggiava, con il marito, a bordo della Smart. Per lei è stato necessario il trasporto in elisoccorso all’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Il marito e il conducente della Fiat 500, invece, sono stati condotti al “Muscatello” per essere sottoposti alle cure del caso.




Lentini. Tenta una rapina in tabaccheria, il titolare lo caccia brandendo un bastone

Tentata rapina, nella tarda mattinata di ieri, ai danni di una tabaccheria di via Conte Alaimo. Un individuo, armato di coltello, ha fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, intimando al proprietario di consegnargli il denaro contenuto in cassa. A farlo desistere dall’interno, la pronta reazione del titolare, che brandendo un bastone ha, a sua volta, intimato al malvivente di lasciare subito la tabaccheria. Le parole del commerciante sono risultate convincenti, tanto che lo “sfortunato” rapinatore ha deciso di dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce. Indaga la polizia.




Siracusa. Immigrazione, fermati presunti scafisti

Sarebbero gli scafisti dello sbarco di 513 migrati clandestini, avvenuto presso il Porto Commerciale di Augusta. Il Gruppo Interforze per il Contrasto all’Immigrazione clandestina della Procura, con le altre forze di polizia, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Alieu Diouf,24 anni, senegalese e Yousoufa Lamin, 31 anni, originario del Gambia. Sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.




Siracusa. La morte di Eligia Ardita, il marito ha confessato

La giornata della svolta nelle indagini sulla morte di Eligia Ardita comincia di primo mattino all’interno del comando provinciale dei Carabinieri. Accompagnato dal suo legale si è presentato Christian Leonardi, il marito di Eligia Ardita e unico indagato.
Dopo la lunga giornata che i Ris hanno trascorso ieri all’interno dell’abitazione dove la donna viveva con il marito, la decisione di rendere delle dichiarazioni spontanee. Una confessione raccolta dagli investigatori e ripetuta al procuratore Scavone che ha firmato il provvedimento di fermo.
La famiglia di Eligia Ardita ha raggiunto poco dopo le nove la sede del comando dei carabinieri, in viale Tica. “Si comincia a fare luce – ha commentato l’avvocato della famiglia, Francesco Villardita- su una vicenda che non ha degli aggettivi per potere essere definita”.
Davanti al comando dei carabinieri anche i componenti del gruppo “Giustizia per Mamma Eligia e la piccola Giulia”, per continuare a stringersi intorno ai familiari.
Al momento dell’uscita dell’auto che ha condotto Leonardi dalla caserma dei carabinieri in Procura un lungo applauso ha salutato l’impegno delle forze dell’ordine. Nessuna parola fuori posto, nessun insulto. Tante lacrime.
A otto mesi di distanza dalla morte di Eligia, inizia una nuova pagina quella giudiziaria. Per Leonardi probabile accusa di omicidio volontario.
Decisivo anche l’intervento dei Ris che avrebbe permesso di rilevare tracce determinanti per instradare le indagini che nell’ultima settimana hanno subito una decisa acceleraizone.




Siracusa. "Eligia uccisa, speravamo di sbagliarci", parlano la sorella Luisa e lo zio Fabrizio

Un dolore che si rinnova, ma anche la sensazione, netta, forte che la giustizia riuscirà davvero a trionfare. Luisa Ardita, sorella di Eligia, parla di una data, quella di oggi, che forse-lo crede fortemente- non è casuale. Non è casuale, per lei e per la sua famiglia, che esattamente 8 mesi dopo la tragica scomparsa dell’infermiera siracusana- era il 19 gennaio – si sia arrivati ad una svolta. La confessione del marito di Eligia, Christian Leonardi arriva proprio il 19 settembre. “Eligia ci ha voluto fare, dal cielo, un regalo- commenta commossa Luisa- E’ la fine di una battaglia che abbiamo combattuto con tutte le nostre forze. Adesso iniziamo a vedere la luce. Speriamo che sia fatta davvero giustizia. Che lui paghi. Siamo sempre stati agguerriti perchè pretendevamo che questo momento arrivasse, per Eligia e per Giulia, perché riposino in pace. E’ una giornata particolare. Si rinnova il lutto e il dolore è ancora più forte. Abbiamo una fiducia immensa nella magistratura- dice con un filo di voce- e ringraziamo con il cuore in mano chi ci ha sostenuto, chi ci ha sempre creduto, chi spesso porta un fiore al cimitero per i nostri angeli”.
Lo zio di Eligia, Fabrizio Ardita, ricorda che “fin dall’inizio erano troppe le incongruenze. Speravamo di sbagliarci- confessa- Fino alla fine avremmo voluto che la verità non fosse quella che avevamo immaginato e che Christian non avesse commesso qualcosa di così terribile. Invece non è stato così. Parte il percorso giudiziario, adesso. Siamo pronti a questa nuova battaglia”.




Siracusa. Incendio allo scalo Pantanelli, due vagoni in fiamme

Non è la prima volta che accade. Ieri sera nuovo incendio all’interno del polo manutentivo Pantanelli. A fuoco due vagoni ferroviari. L’allarme è scattato intorno alle 22,20. Sul posto, i vigili del fuoco, per lo spegnimento del rogo e la polizia. Indagini in corso per risalire all’origine delle fiamme.