Tifo violento, Daspo per sette avolesi. Ieri nuovo episodio: bengala allo stadio

Turbative e grossi petardi esplosi nel corso di un incontro di calcio. Per questo la polizia del commissariato di Avola ha notificato sette daspo sportivi ad altrettanti tifosi.
In particolare, i sette tifosi, appartenenti alla frangia più estrema della tifoseria avolese, nel corso della prima partita valevole per la Coppa Italia disputatasi l’8 settembre scorso, tra la compagine di casa e una formazione siracusana, avrebbero acceso e lanciato fumogeni e grossi petardi creando turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica e mettendo a repentaglio la sicurezza della maggioranza degli spettatori, tra cui molti nuclei familiari, che si erano recati allo stadio per seguire l’evento sportivo.
L’individuazione dei responsabili è stata possibile grazie al meticoloso lavoro di polizia giudiziaria svolto dagli investigatori della Polizia Scientifica di Avola.
Nonostante l’azione repressiva intrapresa nei confronti del tifo violento, ancora una volta, ieri pomeriggio, alcuni ultras avolesi si sono resi protagonisti di altre turbative per l’ordine pubblico in occasione della partita che la squadra di Avola ha giocato con una formazione di Modica.
Due giovani, ancora in corso di identificazione, hanno acceso e lanciato dall’esterno dello stadio due bengala che si incendiavano dentro la struttura sportiva e, dopo la partita, si sono udite, sempre nei pressi dell’impianto sportivo, alcune esplosioni.




Evade dagli arresti domiciliari, 27enne denunciata

Una 37enne, con precedenti di polizia, è stata denunciata dai Carabinieri di Cassibile per evasione dagli arresti domiciliari.
La donna mentre si trovava sottoposta agli arresti domiciliari per stupefacenti, è risultata assente all’atto del controllo dei Carabinieri, incurante del suo stato detentivo.




Ventiduenne tenta di togliersi la vita lanciandosi dal quarto piano: è in gravi condizioni

Un 22enne di Augusta finisce all’ospedale Cannizzaro di Catania dopo aver tentato di togliersi la vita. Il giovane, intorno alle 21.30 di ieri, in contrada Scardina ad Augusta, avrebbe tentato il suicidio, buttandosi giù dal balcone di casa, al quarto piano. Non sono ancora chiari tutti gli aspetti della vicenda. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine. Il 22enne si trova adesso ricoverato in gravi condizioni al reparto di Rianimazione dell’ospedale Cannizzaro di Catania.




Nuovo furto nell’azienda agricola del deputato Riccardo Gennuso, la solidarietà di Schifani

Quattrocento irrigatori sono stati rubati dall’azienda agricola di contrada Rosselle, ad Ispica, di proprietà della famiglia del deputato regionale Riccardo Gennuso (FI). Un episodio che si aggiunge ad una lunga lista di incendi, furti e danneggiamenti. Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia, esprime “a nome di tutto il partito la più sincera solidarietà all’amico Riccardo Gennuso e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio subito, che rappresenta l’ennesima aggressione ai danni della sua impresa e della sua serenità familiare.
Il coordinatore regionale azzurro auspica “che le forze dell’ordine e la magistratura riescano a individuare al più presto i responsabili di questi atti criminosi, assicurandoli alla giustizia”.
Anche il presidente della Regione, Renato Schifani ha espresso la sua “piena solidarietà e vicinanza all’ex deputato regionale Pippo Gennuso per il grave atto intimidatorio che ha colpito la sua azienda agricola a Ispica, in provincia di Ragusa. Questo ennesimo episodio di violenza non solo mina la serenità personale di chi ne è vittima, ma rappresenta un attacco diretto al lavoro e all’impegno di chi contribuisce al tessuto economico e sociale della nostra Regione”.
La Sicilia – aggiunge Schifani – non può e non deve essere terra in cui il lavoro onesto e il sacrificio vengano mortificati da simili atti di criminalità. Mi unisco all’appello di Gennuso affinché le istituzioni, a tutti i livelli, intervengano con fermezza per garantire la sicurezza delle imprese agricole e di tutti i cittadini”.




Spaccio di stupefacenti, 27enne condannato a un anno di reclusione

Un anno, 3 mesi, 8 giorni di reclusione e 9mila euro di multa. Dovrà scontarli un 27enne per essere stato riconosciuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti commesso a Siracusa lo scorso febbraio
I Carabinieri di Siracusa hanno arrestato l’uomo in esecuzione di un provvedimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa.
L’uomo, già agli arresti, è stato riconosciuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti commesso a Siracusa lo scorso febbraio e condannato a 1 anno, 3 mesi, 8 giorni di reclusione e 9mila euro di multa.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa, come disposto dall’Autorità giudiziaria.




Trentasette migranti sbarcati a Siracusa, soccorsi dalla Guardia Costiera

Sono trentasette i migranti sbarcati poco dopo le 13 al Porto Grande di Siracusa. Tutti uomini e infreddoliti, appaiono in discrete condizioni di salute. Solo per uno degli stranieri è stato necessario il trasferimento in ospedale, per alcun accertamenti.
Sono arrivati a bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto di Siracusa, impegnata dal tardo pomeriggio di ieri nelle difficili operazioni di soccorso in mare, sfidando condizioni estreme. Gli stranieri erano a bordo di una imbarcazione in difficoltà, a circa cento miglia dalle coste siciliane.




Sgominata la banda dell’escavatore, la Polizia arresta cinque uomini

Sono cinque le persone arrestate dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione ribattezzata “New Holland”. Le indagini hanno permesso di sgominare quella che era diventata nota come la banda dell’escavatore. I cinque destinatari dell’ordinanza di custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari sono originari di Lentini e Francofonte.
L’indagine, condotta dagli investigatori del Commissariato di Lentini con il supporto della Squadra Mobile di Siracusa e coordinata dalla Procura, ha consentito di individuare il quintetto ritenuto responsabile di rapina a mano armata e plurimi episodi di furti perpetrati mediante la tecnica delle “spaccate” ai danni di attività commerciali, gioiellerie, istituti di credito e di uffici postali.
Nel corso degli ultimi mesi, la pericolosa banda ha portato a compimento una serie di colpi, avvalendosi sistematicamente di escavatori e autocarri rubati che venivano impiegati per distruggere gli ingressi delle attività prese di mira. Una volta aperto un varco, entravano e rubano le casseforti.
La base operativa della banda è stata individuata nelle campagne di contrada “Cannellazza”, poco fuori Carlentini. Lì venivano pianificati i colpi e nascosti i mezzi pesanti.
La scelta non era casuale, perché da quella area era facile raggiungere il territorio del calatino e la zona nord della provincia di Siracusa. Nello specifico, le strade interne di contrada Cannellazza permettevano una fuga più semplice laddove vi fosse stata la presenza delle forze dell’ordine, che nelle ultime settimane diveniva sempre più incalzante, tanto da prevenire ed evitare alcuni colpi che gli arrestati avevano già organizzato.
L’utilizzo dell’elicottero del Reparto Volo di Palermo ed una serie di appostamenti hanno permesso ai poliziotti di rinvenire, in più circostanze, escavatori e camion rubati nonché parte del bottino asportato in un furto a Vizzini.

Le indagini hanno consentito di dimostrare come il gruppo criminale fosse strutturalmente organizzato e caratterizzato da una spiccata propensione a delinquere. Prima della realizzazione di ogni colpo, i membri dell’organizzazione eseguivano preliminari sopralluoghi nei punti di interesse.
Tra i componenti della banda vi erano abili conduttori di escavatori, capaci di portare in esecuzione l’azione furtiva in pochi minuti e prima che le forze dell’ordine potessero giungere in tempo utile per riuscire ad intercettarli.
È stato accertato, inoltre, che i componenti del commando criminale avevano nella loro disponibilità armi e materiale esplodente, quest’ultimo impiegato per lo sfondamento degli ATM sottratti durante i colpi agli istituti bancari.
Riuscivano così a far esplodere i bancomat attraverso la tecnica della “marmotta”: un ordigno esplosivo che, una volta innescato, determinava la detonazione della cassa /.
Nel corso della nottata, i poliziotti del Commissariato di Lentini e della Squadra Mobile della Questura di Siracusa hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere dei 5 soggetti.




La banda dell’escavatore, sette colpi per un ‘bottino’ da centinaia di migliaia di euro

Con le loro sfrontate azioni a colpi di escavatore, i componenti della banda avevano messo da parte un bottino di svariate centinaia di migliaia di euro. La quantificazione esatta è ancora in corso, ma gli zeri sono davvero tanti. In 5 sono stati arrestati al termine di un’operazione della Polizia di Stato mentre altre 2 persone già detenute sono state raggiunte da altrettante misure di custodia. In tre, invece, sono stati denunciati per aver partecipato ad alcuni colpi della banda.
Sono sette i colpi ricostruiti dagli investigatori e attribuiti alla banda degli escavatori. Il primo, lo scorso 27 luglio quando la banda ha tentato un furto con spaccata ad una gioielleria di Lentini; due giorni dopo, tentata la stessa mossa nei confronti dell’ufficio postale di Pedagaggi. L’8 agosto scorso, i componenti della banda avrebbero perpetrato una rapina a mano armata in un cantiere di Melilli e, nell’occasione, sarebbero riusciti a rubare dei mezzi pesanti che avrebbero poi utilizzato per i successivi colpi con spaccata. Il 28 agosto, ad esempio, è stato perpetrato un furto con spaccata ai danni di un distributore di benzina di Carlentini. Il 16 settembre, la banda avrebbe consumato un furto presso un supermercato di Francofonte e il 19 ottobre un altro furto con spaccata in due istituti di credito di Vizzini. Infine, il furto con spaccata ai danni di un istituto bancario di Scordia con bottino da 178.000 euro.




Auto sorprese a circolare senza assicurazione: sono 35 negli ultimi 10 giorni

Sono 35 i veicoli sorpresi, negli ultimi 10 giorni del mese di novembre, a circolare senza copertura assicurativa.
Nel caso di mezzi sottoposti a sequestro amministrativo ed affidati al trasgressore/proprietario, succede spesso che i gli stessi vengano ancora “beccati” a circolare prima del completamento della prevista procedura che ne consente l’eliminazione dei vincoli restrittivi. Di conseguenza è previsto poi il sequestro per confisca, con perdita del possesso per il proprietario.
La Polizia Municipale ha continuato e continuerà a dedicare uno specifico servizio per la contestazione ai sensi dell’art. 193 del Codice della strada. Si tratta di un’attività fondamentale che resterà in primo piano sin dall’inizio dell’anno 2025.
“Stiamo facendo un bel lavoro, impegnativo, che oltre all’aspetto repressivo, denota una grande volontà di scuotere la coscienza dei cittadini, specie alla luce dei numerosi sinistri che si registrano nel territorio comunale. – ha detto l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco – Siamo fiduciosi nella risposta positiva della cittadinanza: è una questione di senso civico, che non potrá che ampliarsi con l’impegno costante delle istituzioni volto a promuovere il rispetto delle regole, con l’obiettivo del rispetto del prossimo”.




Sorpreso con un coltello a serramanico, denunciato 29enne

Un 29enne è stato denunciato dai Carabinieri di Siracusa per porto abusivo di armi ed oggetti atti ad offendere.
Nello specifico, l’uomo è stato fermato alla guida della sua autovettura nel corso di un controllo alla circolazione stradale e sottoposto a perquisizione personale e veicolare è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico rinvenuto nel vano porta oggetti dell’auto.
Il coltello è stato sequestrato e il 29enne è stato denunciato all’Autorità giudiziaria mentre, l’autovettura è stata sequestrata perché sprovvista di assicurazione.