Rosolini, denunciato 29enne pregiudicato per rapina

Le tempestive attività investigative condotte dai Carabinieri, all’indomani della denuncia di rapina ai danni di un 31enne, hanno consentito di identificare l’autore che, dopo aver minacciato la vittima, gli ha sottratto 320 euro per poi dileguarsi. I Carabinieri della Stazione di Rosolini hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un pregiudicato ritenuto responsabile del reato. Attraverso la descrizione fornita dalla vittima e l’analisi dei sistemi di video sorveglianza della zona, i Carabinieri hanno rintracciato il 29enne nel centro cittadino, trovandolo ancora in possesso di parte del denaro.




Augusta, arrestato un 36enne per furto in abitazione

I Carabinieri della Stazione di Augusta hanno arrestato un trentaseienne in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Siracusa. L’uomo, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e sottoposto alla custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa, è stato condannato a 2 anni, 5 mesi e 29 giorni di reclusione per un furto in abitazione.




Rosolini sotto la lente delle forze dell’ordine: denunce, allacci abusivi e multe

Disposti dalla Prefettura controlli straordinari a Rosolini. Pattuglie e uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto hanno concentrato le loro attenzioni verso i quartieri considerati più “sensibili”.
Sono state identificate nel complesso 163 persone e controllati 111 veicoli. Le multe elevate sono state 21: un veicolo è stato sequestrato per mancanza di copertura assicurativa.
Ma le verifiche hanno riguardato anche la regolarità di numerosi allacci alla rete elettrica. Diversi i collegamenti abusivi scoperti, con la contestazione del reato di furto di energia elettrica. Tre persone sono state denunciate per occupazione abusiva di immobili.
Particolare attenzione, inoltre, è stata posta, verso gli esercizi commerciali che somministrano alimenti e bevande al fine di verificare le condizioni di sicurezza e igienico sanitarie. Le irregolarità amministrative emerse, hanno portato a sanzioni per oltre 56.000 euro.
Le unità cinofile della Polizia di Stato hanno rinvenuto e sequestrato in uno stabile una modica quantità di cocaina.




Incidente tra viale Teracati e via Romagnoli: ferito un ciclista

Incidente stradale in viale Teracati, all’incrocio con via Romagnoli,nei pressi del Teatro Greco. Pochi gli elementi che trapelano. Un ciclista avrebbe riportato lesioni a causa dell’impatto contro un altro mezzo ed è stato soccorso dai sanitari di un’ambulanza del 118 . Sul posto la Polizia Municipale e la ditta S.A,che si occupa del ripristino delle condizioni di sicurezza del manto stradale e della rimozione dei detriti. La ricostruzione della dinamica è al vaglio della Municipale.




Inchiesta sanità: Iacolino davanti ai pm si avvale della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’ex dirigente generale della Pianificazione Strategica della sanità regionale, Salvatore Iacolino. Questa mattina è comparso davanti ai magistrati di Palermo che lo indagano per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo l’accusa, Iacolino avrebbe favorito le attività imprenditoriali del presunto boss Carmelo Vetro, di Favara proprio come il manager. Lo avrebbe messo in contatto con figure di primo piano dell’amministrazione regionale e della politica, tra cui la vicepresidente della Commissione regionale antimafia Bernadette Grasso, il capo della Protezione civile siciliana Salvatore Cocina e alcuni dirigenti delle aziende sanitarie provinciali di Messina e Siracusa.
In cambio di questo presunto sostegno, Iacolino avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e la possibilità di far assumere persone a lui vicine.
Durante una perquisizione nella sua abitazione, gli investigatori hanno trovato e sequestrato circa 88 mila euro in contanti.




Tentata estorsione pluriaggravata, in tre arrestati a Priolo

Tre uomini sono stati arrestati dalla Polizia a Priolo con l’accusa di aver minacciato un uomo per costringerlo a pagare un presunto debito di droga. Si tratta di due siracusani di 40 e 35 anni e di un 41enne originario di Monza ma residente da anni a Siracusa, tutti già noti alle forze dell’ordine. Sono accusati di tentate estorsione pluriaggravata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, qualche giorno fa i tre si sarebbero presentati a Priolo per riscuotere 800 euro da un 42enne del posto, somma che – a loro dire – sarebbe stata dovuta per un affare relativo ad una partita di droga. Al rifiuto di pagare, la vittima sarebbe stata costretta a salire sulla loro auto, con i tre facevano intendere di essere armati. E una volta arrivati davanti all’abitazione dell’uomo, avrebbero continuato a minacciarlo per ottenere il denaro.
Dopo la denuncia, la Polizia ha avviato immediatamente le indagini anche attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza e mirati servizi di pedinamento e appostamento.
Così, quando dopo nuove minacce, in due si sono presentati a casa della vittima per riscuotere il denaro, sono stati bloccati dai poliziotti. Avevano con sè un paio di grosse forbici. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari con braccialetto elettronico. Rintracciato e arrestato anche il terzo complice.




Droga ed evasione dai domiciliari, 36enne condannato a 3 anni e 10 mesi in carcere

Condanna a 3 anni e dieci mesi di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, evasione dai domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale. Destinatario un uomo di 36 anni, arrestato dai carabinieri della Stazione di Lentini e condotto nella Casa di Reclusione di Augusta-Brucoli in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Siracusa.
I fatti contestai all’uomo, con precedenti penali e di polizia, sono stati commessi tra il 2019 e il 2021 a Lentini e Carlentini.




Dai domiciliari a Cavadonna: aggravamento per un 28enne accusato di ricettazione

I Carabinieri della Stazione di Priolo Gargallo hanno arrestato e associato alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa un 28enne, in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale di Siracusa che ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con il carcere.
L’uomo, già agli arresti domiciliari per ricettazione e porto di armi od oggetti atti ad offendere, ha violato le prescrizioni cui era sottoposto che sono state immediatamente segnalate dai Carabinieri all’Autorità Giudiziaria che ha emesso il provvedimento di aggravamento.

 




Zona nord di Siracusa, la Polizia sequestra due cartucce e 90 grammi di hashish

Nell’ambito di controlli finalizzati al contrasto del consumo e della vendita di sostanze stupefacenti svolti nel capoluogo aretuseo dagli Uffici operativi della Questura di Siracusa, agenti della Polizia di Stato in servizio alla Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato, nei pressi di una palazzina sita nella zona alta della città, due cartucce calibro 16 e, all’interno di un involucro di plastica, oltre 90 grammi di hashish che è stato sequestrato e tolto dalla disponibilità dei pusher della zona.




Mafia, indagato per concorso esterno l’ex direttore amministrativo dell’Asp di Siracusa Iacolino

Perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di Salvatore Iacolino, ex direttore amministrativo dell’Asp di Siracusa e recentemente nominato direttore generale del Policlinico di Messina. Sono state disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge l’ex parlamentare europeo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra nell’ambito dell’inchiesta che ha condotto all’arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditorie.
Secondo la Dda di Palermo, il manager avrebbe messo a disposizione del boss suo compaesano di Favara Carmelo Vetro, già condannato per associazione mafiosa, una rete di relazioni costruite attraverso i ruoli ricoperti. Avrebbe, dunque, secondo i Pm, agevolato incontri con funzionari regionali e tutelato di conseguenza gli interessi economici del capomafia. Avrebbe anche operato, omettendo di segnalare che Vetro era stato condannato per mafia, per fagli ottenere lavori nel settore pubblico, con in cambio finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori.