Furto in abitazione in contrada Arenella, denunciato 55enne

Un uomo di 55 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato per furto in abitazione.
Nello specifico, nel pomeriggio di ieri, agenti delle Volanti sono intervenuti in via Isola delle Molucche in contrada Arenella. Una volta giunti sul posto, i poliziotti hanno sorpreso il 55enne, già conosciuto alle forze di polizia, che aveva asportato della rubinetteria da una villa. A carico dell’uomo è stata effettuata una perquisizione veicolare che ha consentito di rinvenire la refurtiva, nello specifico rubinetti in ottone e arnesi atti allo scasso.
Il materiale è stato riconsegnato al legittimo proprietario. Il ladro è stato denunciato per furto in abitazione.




Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, 55enne condannato a 1 anno di reclusione

Un anno, 3 mesi e 23 giorni di reclusione e 4 mila euro di multa. Dovrà scontarli un uomo di 55 anni riconosciuto colpevole di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesso nel 2018 a Siracusa.
Il 55enne è stato arrestato dai Carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa.
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato posto ai domiciliari presso la sua abitazione, come disposto dall’Autorità giudiziaria.




Mafia e armi, il gip convalida il fermo dei quattro della Borgata. Restano in carcere

Il Gip del Tribunale di Siracusa ha convalidato il fermo di Giuseppe Guarino, Corrado Piazzese, Luigi Scollo e Steven Curcio. Confermata anche la custodia cautelare in carcere, “per la sussistenza del rischio di fuga e della reiterazione di gravi reati, con l’uso di armi”, scrive il giudice. Il 5 marzo scorso il blitz della Polizia. Sono accusati di associazione mafiosa e porto illegale di armi.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il reggente del gruppo sarebbe stato il 41enne Guarino, su incarico diretto di Alessio Attanasio. A Corrado Piazzese sarebbe toccata la gestione del traffico di droga; Luigi Scollo si sarebbe invece occupato dei proventi della bisca clandestina, mentre Steven Curcio avrebbe supportato il gruppo nelle varie azioni illecite.
Ci sono anche le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Luca Costanzo e Claudio Barone, tra gli elementi che hanno permesso agli investigatori di disegnare la mappa del gruppo Borgata che si riorganizzava, dopo le recenti operazioni che avevano duramente colpito il sodalizio. Dichiarazioni utili anche per disvelare alcuni degli interessi del clan, come il gioco d’azzardo. La bisca principale sarebbe stata alla Mazzarrona, nei pressi di via Cassia, “attiva” già a novembre dello scorso anno e per tutto il periodo dicembre-gennaio. Secondo quanto rivelato dai collaboratori di giustizia, la ripartizione degli utili era stabilita sulla base di precisi accordi, rispettosi anche di equilibri criminali di zona.
Dalle quasi 200 pagine dell’inchiesta, emergono anche diversi elementi “particolari”: i telefonini comprati in carcere per mantenere i contatti; tatuaggi da cancellare come atto di sottomissione per essere accettati nell’organizzazione e persino un piano di espansione a Floridia, con accordi in loco per gestire il traffico della droga nella cittadina del siracusano. E poi racconti di bagni con una nota bibita gasata al posto di acqua e sapone, per cercare di eliminare eventuali tracce di polvere da sparo. Si, perchè il sodalizio criminale aveva disponibilità di molte armi e almeno 6 pistole sono state sequestrate dalla Polizia. Non si sarebbero fatti molti scrupoli nell’usarle, come rivelano spezzoni di intercettazioni shock (clicca qui) e come nel caso dell’intimidazione di fine gennaio, con diversi colpi esplosi all’indirizzo di una finestra di un’abitazione di via San Metodio, nei pressi della centrale piazza San Giovanni.
Nel corso delle indagini, emerse condotte tipiche dell’associazione di stampo mafioso come l’assistenza familiare ai detenuti, il pagamento degli stipendi agli associati, la mutua assistenza con altre organizzazioni criminali, l’attivismo anche in carcere e persino la cooptazione di alcuni appartenenti a clan di schieramenti opposti nel gruppo della Borgata.




Disastro Palajonio di Augusta, la Procura indaga per crollo pericoloso

Dopo il cedimento della struttura del Palajonio di Augusta, la Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta. Crollo pericoloso è la fattispecie ipotizzata e, secondo quanto si apprende, non vi sarebbero al momento persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratterebbe in caso di un atto dovuto, per consentire tutti gli accertamenti necessari a ricostruire cosa è accaduto.
L’impianto era oggetto di lavori di riqualificazione, partiti da circa un mese. Ieri mattina, attorno alle nove, l’improvviso crollo. L’area è stata posta sotto sequestro. Tra le ipotesi una possibile manovra errata durante le operazioni in corso nel cantiere o un possibile cedimento strutturale a causa di uno stato generale di ammaloramento delle travi in legno. Il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, invita ad attendere l’esito delle indagini. Prematura al momento ogni ipotesi.




Un malore e si accascia in strada, morto un 70enne a Priolo

Avrebbe accusato un malore in strada, poi il tentativo di raggiungere la vicina sede della Misericordia. Voleva forse chiedere aiuto, ma non ce l’ha fatta. Si è accasciato ed ha perso la vita. È accaduto a Priolo Gargallo, nei pressi del polivalente, poco dopo ora di pranzo.
La vittima è un 70enne. Alcuni testimoni raccontano di averlo visto uscire dall’auto già provato. Pochi passi e poi sarebbe finito in terra. Dalla Misericordia hanno tentato di prestare i primi soccorsi. Purtroppo non c’era più nulla da fare. Sul posto anche i Carabinieri.




La madre lo denuncia per maltrattamenti e lui la minaccia in caserma, arrestato

Un 34enne è stato arrestato dai Carabinieri di Lentini per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata.
Nello specifico, nei giorni scorsi, la madre del 34enne si è recata presso gli uffici della Stazione Carabinieri per denunciare un episodio di maltrattamenti, in quel momento anche l’uomo si è presentato in caserma e ha inveito nei confronti della donna minacciandola.
Il 34enne è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare ed è stato trovato in possesso di una grossa mazza da carpentiere, che teneva in auto, e di un’arma utilizzata nella pratica delle arti marziali (nunchaku), rinvenuta nel borsello che portava addosso.
L’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari presso la sua abitazione, come disposto dall’Autorità giudiziaria.




Ape calessini abusivi, due mezzi sequestrati dai Carabinieri in Ortigia

I Carabinieri di Siracusa hanno effettuato controlli straordinari alla circolazione stradale con particolare riguardo al contrasto del servizio abusivo di taxi in Ortigia. Le diverse pattuglie impiegate nei giorni scorsi nel centro storico, hanno controllato 58 veicoli e identificato 93 persone. Sono state elevate multe per guida con patente diversa, mancato uso del casco, circolazione di veicoli senza revisione periodica e violazioni amministrative di varia natura per un importo complessivo di oltre 2 mila euro. Due ape calessini sono stati sequestrati perché adibiti a servizio di taxi senza licenza.
I servizi continueranno anche nelle prossime settimane per intensificarsi nei periodi di maggior afflusso turistico.




Risveglio tragico a Pachino, cadavere in strada: è di un 47enne, si ipotizza un malore

Drammatico risveglio per Pachino. Sull’asfalto di via Leopardi, riverso sull’asfalto, c’era il corpo senza vita di un uomo. Poche al momento le informazioni disponibili. Secondo quanto si apprende, si tratta di un 47enne improvvisamente accasciatosi in strada. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Pachino ed al nucleo Radiomobile di Noto. Sul posto anche il medico legale. Non viene esclusa nessuna ipotesi anche se le circostanze lascerebbero pensare ad un malore improvviso e fulminante.




Nominato al Parco Archeologico dirigente sotto indagine, marcia indietro della Regione

Il “caso” Trebastoni agita il Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Il dirigente era stato nominato, a fine febbraio, alla guida dell’unità operativa del Parco Archeologico di Siracusa che si occupa di Affari generali e del personale, legale e contenzioso, contabilità, bandi, gare e contratti, ufficiale rogante, sicurezza nei luoghi di lavoro, protezione civile. Ma la sua nomina ha destato una certa sorpresa non appena resa pubblica dal periodo La Civetta di Minerva che ha poi sollevato una questione di opportunità.
Michelangelo Trebastoni è infatti coinvolto in alcuni procedimenti giudiziari: il primo scattato a seguito di una denuncia della Guardia di Finanza di Noto per detenzione illegale di reperti archeologici; nel 2022 poi, da direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siracusa, è finito in un’indagine per corruzione, concussione e rilevazione di segreti d’ufficio a carico di dirigenti e funzionari di quell’ufficio.
Del caso si è occupato a livello nazionale anche Il Fatto Quotidiano a cui la Regione Siciliana si è poi affrettata a replicare spiegando che la nomina del dirigente era stata sospesa in 72 ore “perché sono emersi ulteriori elementi di incompatibilità ambientale anche con il Parco archeologico di Siracusa”. Il funzionario dovrà essere destinato ad altra funzione.




Con una mazza da baseball in auto, denunciato 52enne

Servizio di controllo del territorio di Rosolini e Pachino dei Carabinieri, anche grazie al rinforzo delle squadre della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia, nella mattinata di ieri.
L’attività ha permesso di controllare 46 veicoli e di identificare 74 persone. Nello specifico, un 52enne è stato trovato in possesso di una mazza da baseball ed è stato denunciato all’Autorità giudiziaria aretusea.
Sono state elevate contravvenzioni al Codice della Strada per oltre 2.000 euro e un’autovettura è stata sequestrata perché priva di assicurazione.
Oltre ai controlli alla circolazione stradale, i Carabinieri hanno verificato il rispetto delle prescrizioni a carico di decine di soggetti sottoposti agli arresti domiciliari o ad altre misure limitative della libertà personale.
I servizi continueranno anche nei prossimi giorni, con il supporto dei contingenti di rinforzo dell’Arma, su tutto il territorio della Provincia aretusea.