Rapina con cesoie una tabaccheria e vandalizza monumenti, denunciato un 20enne

Denunciato in stato di libertà un 20enne per i reati di rapina, danneggiamento e deturpamento di bene immobile pubblico. E’ ritenuto il responsabile di una rapina commessa lo scorso 4 novembre ai danni di una tabaccheria di Francofonte. Brandendo delle cesoie, aveva minacciato la titolare e si era impossessato di 50 euro presenti nella cassa.
Le tempestive indagini avviate dai Carabinieri hanno consentito, attraverso l’analisi dei sistemi di video sorveglianza e le informazioni fornite da alcuni cittadini, di identificare il 20enne. Non solo, ulteriori accertamenti hanno poi consentito di individuare nel ragazzo l’autore delle scritte con vernice nera spray con cui avrebbe imbrattato il Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Piazza Dante e i muri perimetrali del “II Istituto Comprensivo Dante Alighieri”, mentre la notte tra il 3 e il 4 novembre aveva danneggiato una statua della Madonna collocata nel giardino di pertinenza della chiesa San Francesco e le aiuole di via Onorevole Sebastiano Franco.
Durante la perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro un paio di cesoie e una bomboletta di vernice spray di colore nero.




Revolver e carabina nell’auto a noleggio, 52enne arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Siracusa hanno arrestato un 52enne di Priolo Gargallo per detenzione abusiva di armi e munizioni e ricettazione.
Lo scorso martedì sera, i militari hanno sorpreso l’uomo alla guida di un’auto a noleggio. Essendo un soggetto noto, con precedenti penali per reati contro la persona e il patrimonio, è stata avviata una perquisizione veicolare che ha permesso di scoprire un revolver calibro 44, una carabina calibro 22 e circa 100 proiettili dei relativi calibri.
Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici.
L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa.




Furto con flex nel salone di una parrucchiera, un uomo e una donna arrestati dalla Polizia

Nelle prime ore di questa mattina, agenti delle Volanti sono intervenuti presso un salone di parrucchiera. Alcuni soggetti, con un flex, stavano aprendo la porta dell’esercizio commerciale.
All’arrivo dei poliziotti, i ladri si sono dati alla fuga. Grazie ad una sommaria descrizione, le altre Volanti in zona si sono attivate alla ricerca dei fuggitivi. Sono stati rintracciati e bloccati poco dopo, ancora in possesso di due borse contenenti articoli da parrucchieri. Così un 42enne e una donna di 44 anni sono stati tratti in arresto per furto aggravato.




Disordini e violenze fuori dallo stadio, altri 20 facinorosi denunciati e daspati

Altri 20 persone sono state denunciate dalla Questura di Siracusa. Si tratta, spiegano gli investigatori, di altri facinorosi coinvolti nei disordini dello scorso 25 ottobre, fuori dalla stadio, in piazza Cuella e vie limitrofe. In tre erano stati arrestati nelle ore successive ai fatti. Adesso, l’analisi di numerosi filmati, ha permesso le ulteriori identificazioni. Sono stati denunciati, a vario titolo, per i reati di lancio di oggetti pericolosi, accensione e lancio di grossi petardi illegali e violazioni del Daspo a cui alcuni di loro erano già sottoposti.
Anche a carico di questi venti denunciati sono stati predisposti dalla Divisione di Polizia Anticrimine e poi firmati dal Questore di Siracusa, altrettanti Daspo sportivi.
Poco istanti prima dell’inizio dell’incontro tra Siracusa e Casarano, ultimato l’ingresso dei tifosi locali all’interno dello stadio, alcuni ultras, appartenenti alla frangia più “calda” del tifo aretuseo – è la ricostruzione della Questua – si sono riuniti in piazza Cuella, non facendo ingresso allo stadio in segno di protesta per i deludenti risultati sportivi della squadra.
Poco dopo, si sono resi protagonisti di disordini e violenze iniziando un fitto lancio di fumogeni, bombe carta, bottiglie di vetro, pietre e altri oggetti pericolosi creando pericolo per i passanti e per gli agenti di polizia in servizio di ordine pubblico.




Violenza sulla compagna anche davanti alla figlia neonata: arrestato 33enne

Continue vessazioni: la violenza, le offese, anche davanti alla figlioletta, nata sette mesi fa dalla loro relazione. L’incubo che la compagna ha vissuto, almeno dallo scorso Natale, è finito martedì sera, quando la polizia ha arrestato l’uomo, un 33enne per maltrattamenti in famiglia e stalking. Gli agenti della questura sono intervenuti insieme ai colleghi della Squadra Mobile.
La misura restrittiva è stata eseguita in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Siracusa a seguito di un’intensa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa. Gli investigatori ritengono che l’uomo, che aveva avuto dalla compagna ventiquatrenne una figlia sette mesi fa, abbia costretto la donna, ininterrottamente almeno dallo scorso Natale, in preda ad una gelosia immotivata, a subire minacce, violenze e insulti, anche in presenza della neonata. Esasperata dalle continue vessazioni, la vittima si sarebbe vista costretta ad interrompere la convivenza, trasferendosi con la figlia a casa dei genitori. L’uomo però non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione e avrebbe continuato a perseguitarla anche appostandosi sotto casa. Gli investigatori hanno quindi raccolto elementi tali da spingere la Procura a richiedere la misura restrittiva al fine di interrompere l’escalation di violenza.




Appalti nella sanità, il filone siracusano dell’inchiesta: gara servizi di ausiliariato

Una rete di favori, assunzioni promesse e subappalti “pilotati”. È questa, secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, la trama che avrebbe accompagnato la gara d’appalto per i servizi di ausiliariato dell’Asp di Siracusa, oggi al centro di un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio.
Sono 5 i dirigenti e funzionari dell’Azienda Sanitaria aretusea indagati: il direttore generale Alessandro Caltagirone, il direttore sanitario dell’Umberto I Paolo Bordonaro, il direttore amministrativo dell’ospedale riunito Avola-Noto Paolo Emilio Russo, il bed manager aziendale Vito Fazzino e la dirigente amministrativa del provveditorato Giuseppa Di Mauro. Tutti sono accusati di aver favorito, in cambio di vantaggi e promesse di assunzioni, la Dussmann Service poi risultata aggiudicataria dell’appalto. Russo, Fazzino e Bordonaro erano componenti della commissione di gara, con la Di Mauro invece Rup.
Secondo l’accusa, la gara sarebbe stata manipolata attraverso false sedute, rinvii strategici e presunte modifiche procedurali. In cambio, gli indagati avrebbero ottenuto assunzioni di persone segnalate, subappalti a ditte di riferimento e miglioramenti contrattuali per lavoratori indicati. Contestato anche l’incremento del valore delle prestazioni ed il volume di lavoro per la ditta Euroservice, che avrebbe avvantaggiato l’imprenditore palermitano 61enne Sergio Mazzola, anche lui indagato, ed indicato come amico personale da Romano agli altri soggetti implicati.
“La Dussmann si dissocia in maniera energica dai fatti riportati e assicura alle autorità competenti la massima collaborazione nelle indagini”, si legge in una nota dell’azienda in merito all’inchiesta della Procura di Palermo.
“A Dussmann non è stato notificato alcun atto inerente alle indagini in corso e l’azienda adotta da sempre rigidi standard di comportamento etico, trasparenza e conformità alle normative vigenti, in linea con il proprio Codice di Condotta e con le policy internazionali di compliance & integrity”. L’azienda ribadisce con forza “la propria assoluta estraneità a qualsiasi condotta illecita e la piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine” e “continuerà a operare con la consueta correttezza e professionalità confermando il proprio impegno a mantenere i più alti standard di legalità e integrità nella gestione di tutti i rapporti con enti pubblici e privati”.
Sono in totale 18 gli indagati nella nuova inchiesta sulla sanità siciliana. Secondo l’accusa, avrebbero dato vita ad un vero e proprio “comitato d’affari occulto”. Al vertice vi sarebbe l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, la cui lunga esperienza politica gli avrebbe consentito di esercitare un’influenza determinante. L’indagine, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e condotta dai carabinieri del Ros, ipotizza che proprio l’ex presidente della Regione abbia esercitato un ruolo di pressione “nelle nomine di dirigenti e funzionari regionali” (anche per il vertice della sanità siracusana, ndr), oltre che in enti strategici nei settori della sanità, degli appalti e delle opere pubbliche.
Il quadro accusatorio complessivo finisce per tratteggiare un sistema illecito organizzato, in cui ciascun soggetto avrebbe avuto un ruolo preciso nel condizionare procedure pubbliche e orientare l’attività amministrativa a vantaggio di un ristretto gruppo imprenditoriale.
Gli indagati compariranno tra l’11 ed il 14 novembre davanti al gip che dovrà decidere sulla richiesta di arresti domiciliari.
Il direttivo nazionale della Democrazia Cristiana ha appreso nella giornata di ieri dell’apertura di indagini a carico del segretario nazionale Totò Cuffaro e di altri tre esponenti del partito. In una nota, oggi esprime “umana solidarietà e vicinanza al segretario e agli altri indagati (Carmelo Pace, Vito Raso e Antonio Abbonato) confidando che sapranno dimostrare la loro completa estraneità ai fatti contestati, nel pieno rispetto dell’operato della magistratura e dei principi di leale collaborazione istituzionale”.
“La vita del partito – prosegue la nota della DC – prosegue regolarmente, nel quadro di una presenza radicata su tutto il territorio nazionale e legittimata in tutte le sue articolazioni statutarie, con l’obiettivo della difesa dei valori della Costituzione, della cristianità e della legalità, nell’interesse della collettività e di tutti i cittadini”.




Una calibro 22 con 6 cartucce in casa, i Carabinieri arrestano un 33enne

I Carabinieri della Stazione di Ortigia hanno arrestato un 33enne per detenzione abusiva di armi e munizioni clandestine, ricettazione e violazione degli obblighi connessi alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale cui è sottoposto.
L’uomo, con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, in materia di armi e stupefacenti, nel corso di perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di una pistola calibro 22 con matricola abrasa e caricatore inserito contenente 6 cartucce.




Controlli a tappeto a Portopalo, in azione agenti della questura e del commissariato di Pachino

Una risposta alla richiesta di potenziamento dei controlli del territorio a Portopalo lanciata dall’amministrazione comunale nei giorni scorsi,a  seguito di una serie di episodi che hanno allarmato la cittadinanza, a partire dai furti in abitazione. La polizia, come disposto dal questore Roberto Pellicone, ha eseguito nella zona sud della provincia di Siracusa controlli mirati. Agenti della questura, con i colleghi del commissariato di Pachino hanno passato al setaccio la zona come azione di contrasto all’illegalità. Identificate 25 persone, controllati 16 veicoli ed elevata 1 sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada. Denunciato, inoltre, un uomo di 28 anni, destinatario della misura limitativa della libertà personale della libertà vigilata, con obbligo di dimora nel comune di Acireale. L’uomo è stato rintracciato dai poliziotti mentre dormiva all’interno della propria auto.I controlli degli agenti, che si sono avvalsi di personale tecnico specializzato, si sono concentrati anche nella zona delle case popolari, dove 2 persone sono state denunciate per il reato di furto di energia elettrica poiché allacciati abusivamente alla rete pubblica.A seguito di ulteriori verifiche, 7 persone sono state denunciate per occupazione abusiva degli appartamenti di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Siracusa.




Appalti truccati, chiesto l’arresto di Cuffaro e Romano. Tra gli indagati anche Caltagirone, dg Asp di Siracusa

La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto di Totò Cuffaro (Dc) e per Saverio Romano (Noi Moderati). I giudici palermitani hanno accesso le loro attenzioni su alcuni presunti appalti truccati nella sanità, contestando a vario titolo anche l’ipotesi di corruzione. In totale, secondo quanto si apprende, sono 18 gli indagati nell’ambito di un’inchiesta nata nel 2023 e relativa ad appalti nella sanità che – secondo la Procura – sarebbero stati in qualche misura “pilotati”. Tra i 18 figura anche l’attuale dg dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone che – prima dell’Azienda aretusea – era alla guida di quella di Caltanisetta.
Gli altri nomi sono quelli di Vito Raso, del deputato regionale Carmelo Pace (Dc), Roberto Colletti (ex manager di Villa Sofia), Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello. Paolo Bordonaro, Alessandro Mario Caltagirone, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Vito Fazzino, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo, Giovani Tomasino e Alessandro Vetro. Hanno tutti ricevuto la notifica della richiesta di arresto. Nei prossimi giorni, davanti al gip gli interrogatori.
Intanto, Saverio Romano si dichiara estraneo ai fatti contestati. In un videomessaggio spiega che si tratta di “una vicenda di cui non so nulla. Il danno è fatto, anche quando avrò dimostrato mia totale estraneità. Nessun mio coinvolgimento. Vicenda surreale da processo mediatico”.




Incidente mortale in autostrada, perde la vita conducente di un camion

Ancora sangue sulle strade. Il conducente di un camion per il trasporto di merci è deceduto in seguito ad un incidente avvenuto sull’autostrada Siracusa-Modica, nel tratto tra Modica ed Ispica, in direzione di Siracusa. L’uomo aveva 33 anni. Non risultano coinvolti altri mezzi. Sul posto, la Polizia Stradale di Noto ed il 118 insieme agli operatori del Consorzio Autostrade Siciliane.
Per consentire le operazioni di rilievo e messa in sicurezza del tratto in cui è avvenuto il sinistro mortale, disposta l’uscita obbligatoria a Modica, per chi procede in direzione Siracusa.