Impianto Tmb a Melilli, la Procura di Siracusa avvia le verifiche

La Procura di Siracusa ha avviato un’indagine sul progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento meccanico-biologico a Melilli. Lo conferma all’Ansa il procuratore capo, Sabrina Gambino: “Stiamo verificando, stiamo compiendo accertamenti preliminari”. La vicenda è anche al centro di un acceso scontro politico, tra sospetti e veleni.
Lo scorso 28 agosto era stato Il Fatto Quotidiano ad occuparsi del progettato impianto, riportando come parte dei terreni destinati a ospitare la struttura — un investimento da 34 milioni di euro finanziato con fondi per lo sviluppo e la coesione — risultassero intestati a parenti del sindaco di Melilli e deputato regionale di Grande Sicilia, Giuseppe Carta, ed al fratello di un ex assessore comunale.
Sul tema sono state presentate anche alcune interrogazioni parlamentari. Anche l’ex consigliere comunale di Melilli, Antonio Annino, ha depositato una diffida formale.
Dal canto suo, il sindaco Carta ha respinto ogni accusa, ribadendo la trasparenza dell’intero percorso amministrativo, scandito da atti pubblici. Carta ha inoltre denunciato quella che definisce una campagna politica contro di lui, finalizzata a screditare l’amministrazione locale e a bloccare lo sviluppo del territorio.
“Alla luce delle notizie emerse negli ultimi giorni ho trasmesso una richiesta formale alle istituzioni competenti per fare piena luce sul progetto del TMB rifiuti di Melilli. Parliamo di un’opera da 34 milioni di euro, finanziata con fondi pubblici, che merita la massima attenzione in termini di trasparenza, legalità e interesse collettivo”. Lo dichiara Luca Cannata, parlamentare FdI e vicepresidente della commissione Bilancio della Camera. “In questa fase – aggiunge – in cui anche altri rappresentanti istituzionali a livello regionale e nazionale hanno chiesto chiarimenti, ritengo doveroso esercitare le prerogative parlamentari per verificare ogni aspetto critico: dalla titolarità dei terreni individuati – risultati, secondo quanto emerso, intestati a familiari del sindaco di Melilli e deputato regionale Giuseppe Carta – fino all’iter amministrativo adottato, passando per la sostenibilità ambientale dell’impianto previsto”. Il progetto, approvato nel gennaio 2025, riguarda la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico-biologico per 75.000 tonnellate annue di rifiuti, in un’area già gravata da un forte carico ambientale. Tra i punti evidenziati nella richiesta: il rispetto della normativa ambientale nazionale ed europea, inclusi i principi di precauzione, proporzionalità e partecipazione pubblica; la legittimità dell’eventuale sostituzione del soggetto attuatore Ato Srr da parte del Comune di Melilli; l’opportunità di verificare eventuali conflitti di interesse. “Già nei giorni scorsi – sottolinea Cannata – grazie all’iniziativa civica dell’ex consigliere comunale Antonio Annino, promotore di una diffida formale, erano state sollevate perplessità sull’iter e sulla destinazione urbanistica dei terreni. Oggi quei dubbi trovano eco anche in sede istituzionale e giudiziaria. Si è acceso un faro su un sistema che, come emergerebbe dagli atti pubblici, va ben oltre Melilli: si parla di una gestione del potere finalizzata non al bene pubblico ma alla tutela di interessi personali. Siamo davanti a un caso emblematico di come certi sistemi di potere locale, riconducibili anche alla figura dell’on. Carta, possano influenzare decisioni strategiche per il territorio, con evidenti rischi per la legalità e l’equilibrio istituzionale. Legalità e trasparenza sono valori non negoziabili. I cittadini di Melilli e della provincia di Siracusa hanno diritto a chiarezza, verità e rispetto”.
Sulla vicenda il Codacons è pronto a costituirsi parte offesa. “Se quanto riportato dai giornali trovasse conferma, – dice Bruno Messina, Presidente Codacons Siracusa – vi sarebbero gravi implicazioni che, di fatto, potrebbero configurare profili di conflitto d’interessi e di scarsa trasparenza nella gestione della cosa pubblica”. L’avvocato Bruno Messina, sottolinea che “l’individuazione di eventuali riscontri circa condotte irregolari potrebbero configurare violazioni non solo di natura amministrativa, ma anche di carattere penale, e dunque il Codacons annuncia la costituzione di parte offesa nel procedimento aperto dalla magistratura”.
Il Codacons, inoltre, chiede che venga garantita la massima pubblicità degli atti e un’indagine quanto più rapida e puntuale, onde tutelare l’interesse collettivo e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
“Le dichiarazioni rese dal Presidente dell’ATO SRR di Siracusa in merito TMB di Melilli inducono ad evidenziare, anzitutto, che la geografia degli impianti da realizzare nel territorio provinciale, è di competenza dell’assemblea dell’ATO e del Piano d’Ambito. Pertanto all’originario errore di delegare il Comune a curarne la realizzazione, sfogliando l’ATO di prerogative e finanziamento, si somma quello di confermare le scelte dell’Ente locale senza attendere l’assemblea dei sindaci. Quanto al fatto che l’impianto ha origine nel Piano Regionale dei Rifiuti, approvato a novembre del 2024, è inesatto. Difatti, nella versione del piano sottoposta a VAS, la localizzazione era a Priolo Gargallo, solo a seguito di richiesta del Comune di Melilli, del maggio 2024, è stata decisa la nuova localizzazione”. Così parlano i consiglieri Provinciali FdI, Lupo Giuseppe e Cavallo Saro.
“Tutto ha quindi origine a livello Comunale ed il Piano Regionale, con il voto decisivo della commissione ambiente ed il silenzio dell’ATO, ne ha avallato lo spostamento. Venendo infine al presunto aumento dei costi di smaltimento che la rinuncia all’opera comporterebbe, dovendosi la provincia di Siracusa servire dell’impianto di Ragusa, non si tiene conto del fatto che esiste già un impianto TMB nel nostro territorio, che è quello della Sicula. Inoltre, andrebbero considerati i costi ambientali ed i rischi di incidente rilevante. Insomma una valutazione molto più seria, basata sullo studio del dossier, molto più approfondito. Senza contare le criticità che stanno emergendo sulla individuazione delle aree e loro titolarità. In conclusione, è opportuno che il Presidente dell’ATO, conformi il proprio ruolo a tutela degli interessi che la legge affida all’ATO stessa che sono generali e di tutta la provincia”.




Spaccio di droga, 33enne arrestato a Siracusa con dosi e soldi

Un 37enne è stato arrestato da agenti della Squadra Mobile di Siracusa e condotto in carcere, per detenzione ai fini dello spaccio di stupefacenti.
Gli investigatori, nel corso di mirati servizi antidroga, hanno effettuato una perquisizione domiciliare a carico dell’uomo che ha consentito di rinvenire e sequestrare 50 grammi di crack, 20 grammi di hashish, materiale utile per il confezionamento della droga e 1500 euro, probabile provento dell’attività di spaccio.




Investita in strada a 79 anni da uno scooter che non poteva circolare

Rimane ricoverata in ospedale all’Umberto I di Siracusa la 79enne investita mentre attraversava a piedi in viale Luigi Cadorna. Ha riportato un trauma cranico e diverse contusioni dopo l’impatto con uno scooter alla cui guida c’era un giovane siracusano. E’ accaduto domenica scorsa. Secondo una prima ricostruzione, la moto avrebbe superato un’auto che aveva rallentato per consentire alla signora di attraversare. E avrebbe finito per centrare la 79enne, sbalzandola sull’asfalto.
La moto, ai successivi controlli della Polizia Municipale, è risultata essere priva di assicurazione e peraltro già sottoposta a fermo amministrativo. Nonostante questo, continuava a circolare e con una ‘targa’ in cartone. “Da tempo ed a folle velocità, come molti in Borgata possono testimoniare”, denuncia il figlio della 79enne, chiededno l’anonimato per ragioni di privacy.
Il tema dei controlli, quindi, resta centrale. “Anche perchè abbiamo dovuto chiamare più e più volte la Municipale prima di riuscire a parlare con qualcuno ed ottenere l’invio di una pattuglia sul luogo di un sinistro con ferito. Alla fine, quasi per disperazione, abbiamo contattato il 112 altrimenti non saremmo riusciti a metterci in contatto con i vigili urbani siracusani. Ci hanno spiegato che ci sono problemi di sottorganico, per quel che riguarda il centralino, ma trovo grave la mancata risposta alle emergenze”, aggiunge.
Una segnalazione di presunto disservizio che è giunta sino a Palazzo Vermexio, con la disposizione di un accertamento interno sull’accaduto.




Scoppia tubatura e rimane ustionata dall’acqua calda, donna trasferita al Cannizzaro in elicottero

A Pachino, una donna sarebbe rimasta vittima di un incidente domestico riportando ustioni provocate dall’acqua calda, a seguito dello scoppio di una tubazione. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 che, dopo le prime cure, ha disposto il trasferimento in elicottero al centro ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Le lesioni hanno interessato collo e tronco. La dinamica non è ancora del tutto chiara. La paziente, inizialmente valutata in codice rosso, è stata infine trasportata in codice arancione. Non è ancora chiara l’esatta dinamica di quanto accaduto.

Immagine archivio.




Ciclista investita in corso Umberto, 71enne in prognosi riservata

E’ ricoverata in prognosi riservata la donna rimasto vittima di un incidente in corso Umberto, a Siracusa. Si tratta di una 71enne siracusana. Era in sella alla sua bici, poi l’impatto con furgone a poche decine di metri dai Villini. Secondo una prima ricostruzione, chi si trovava alla guida del mezzo non si sarebbe accorto della presenza della ciclista, immettendosi con l’autocarro da via Rizza e su corso Umberto.
Sono stati alcuni passanti a prestare i primi soccorsi, allertando al contempo il 118. Sul posto è arrivata l’ambulanza per il trasferimento in ospedale ed anche la Polizia Municipale, per tutti i rilievi del caso.




Dolore e polemiche sulla sicurezza dopo la strage su due ruote lungo la Statale 124

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta sull’incidente sulla Statale 124 tra Palazzolo e Buccheri, costato la vita a tre persone. Le due moto coinvolte in quello che sembrerebbe essere un impatto frontale, sono state poste sotto sequestro per tutti gli accertamenti del caso. Nel terribile scontro sono morti i coniugi Nunzio Parisi, 33 anni, e Giuliana Briguglio (39), di Grammichele, nel catanese e il 40enne romeno ma residente nel ragusano, Marius Ionut Mihalache. Tragedia nella tragedia: la coppia lascia un figlio di 10 anni, Mihalache era papà di una bimba in tenera età ed un secondo figlio in arrivo.
E montano le polemiche sulla sicurezza in quel tratto di strada, tra tornanti e saliscendi tipici della zona montana. “Auto e moto spesso scambiano questa strada per un circuito”, lamentano quanti vivono nelle vicinanze. Saranno le indagini a stabilire cosa sia esattamente accaduto ma anche l’alta velocità è tra i fattori al vaglio degli investigatori. Nello scontro, le tre persone in sella alle moto sono state sbalzate a decine di metri di distanza. E detriti da impatto tra i mezzi hanno invaso la sede stradale.
“Confidiamo in una presa di coscienza maggiore da parte dei motociclisti, che rimangono sempre i benvenuti nelle nostre comunità ma che devono capire che la vita è solo una e non la si può buttare in questo modo, mettendo a repentaglio anche l’incolumità di tutti coloro che il fine settimana transitano in quel tratto di strada”, dice il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo che da anni chiede attenzione sul problema. “Non è di facile risoluzione, ma sono certo che si troverà il giusto rimedio, magari pensando all’istallazione definitiva del sistema Tutor”.
Anche il primo cittadino di Buscemi, Michele Carbè, richiama attenzione sulla sicurezza della 124. “Non è più tollerabile che il tratto all’interno del territorio del Comune di Buscemi continui a essere una pista di velocità e un luogo di tragedie. È necessario un intervento immediato, concreto e risolutivo. Chiedo con forza e ancora una volta la collaborazione e l’aiuto di tutti gli enti preposti: Prefettura, Forze dell’Ordine, Anas e Regione Siciliana; affinché si ponga fine a questo problema che da decenni mina la sicurezza dei nostri cittadini”.
Da entrambe le comunità espresso cordoglio per le vittime.




Aggressioni verbali e minacce nei confronti dell’ex moglie, ammonimento per un 39enne

Il Questore di Siracusa ha disposto un provvedimento di ammonimento nei confronti di un 39enne di Priolo Gargallo per atti persecutori.
L’uomo è accusato di aver perpetrato atti persecutori nei confronti dell’ex moglie consistenti in aggressioni verbali, minacce, pedinamenti, appostamenti e continui invii di messaggi sgraditi e telefonate anche in ore notturne.
La Questura mantiene costante attenzione verso le vittime di violenza. In particolare, la Divisione Anticrimine, competente per i reati di genere e incaricata della predisposizione dei provvedimenti firmati dal Questore, dal mese di giugno ha notificato 20 ammonimenti a soggetti violenti o molesti. Tali misure, nella maggior parte dei casi, garantiscono una tutela tempestiva e preventiva, spesso anticipando l’esito di eventuali procedimenti penali e contribuendo in modo significativo alla protezione delle vittime.




Guida in stato di ebbrezza e senza patente, tre persone denunciate

Tre persone sono state denunciate per violazioni al codice della strada. È il bilancio dei Carabinieri di Siracusa, che nella serata di sabato hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio a Floridia.
Nel corso dell’attività i militari hanno identificato 55 persone, controllato 32 veicoli ed elevato sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada per circa 2mila euro.
Un 61enne e un 55enne sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria di Siracusa per guida in stato di ebbrezza e un 23enne per recidiva di guida senza patente.
Inoltre, tre persone, di età compresa tra i 36 e i 45 anni, sono state segnalate alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti poiché trovati in possesso di cocaina, hashish e crack per uso personale.




Drammatico scontro tra due moto, tre vittime nel siracusano

È pesantissimo il bilancio di un drammatico scontro avvenuto sulla Cassaro-Palazzolo, strada della zona montana siracusana. Tre persone hanno perso la vita, due in seguito all’impatto ed una terza in ospedale, al Cannizzaro di Catania.
I tre stavano viaggiando a bordo di due moto. Improvvisamente, lo scontro. Le vittime sono un 40enne della provincia di Ragusa, che viaggiava a bordo di una Kawasaki Ninja, e un 33enne e una 39enne della provincia di Catania a bordo di un’altra Kawasaki. Immediati i soccorsi ma non c’è stato nulla da fare.
I carabinieri di Noto stanno effettuando i rilievi per cercare di ricostruire la dinamica.




Sbarco di migranti ad Avola, in 17 arrivano con barchino “fantasma”

Sbarco autonomo sulle coste siracusane questa mattina. Un gruppo di 17 migranti, tutti uomini, ha raggiunto a bordo di un barchino la spiaggia di Avola, poco distante da piazza Esedra, zona centrale di Lido di Avola.
L’imbarcazione è approdata direttamente sull’arenile, attirando l’attenzione di alcuni presenti. Allertate le forze dell’ordine, con gli uomini della Guardia Costiera e gli agenti della Polizia insieme a Carabinieri e Municipale sul posto. Hanno immediatamente avviato le procedure di prima accoglienza e identificazione.
I migranti, apparsi provati dal viaggio ma in buone condizioni di salute, saranno trasferiti nelle prossime ore nell’hotspot del porto di Augusta, dove seguiranno l’iter previsto.
Nelle ultime settimane, la fascia costiera del Siracusano è stata più volte interessata da approdi spontanei di piccoli gruppi di migranti, segno di una rotta che continua a rimanere attiva nonostante i controlli intensificati nel Mediterraneo.

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