Incidente stradale nella notte sulla provinciale 95: cinque feriti, uno in prognosi riservata ma non rischia la vita

E’ di cinque feriti, il bilancio del grave incidente stradale avvenuto questa notte, sulla strada provinciale 95 nei pressi dell’ingresso del Comune di Carlentini. Due auto, per cause ancora in corso di accertamento, si sono scontrate frontalmente.
Ad avere la peggio il conducente di uno dei due veicoli che, a causa delle lesioni riportate nel violento impatto, è stato ricoverato in ospedale a Lentini. E’ ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita.
Meno gravi invece le ferite riportate dall’altro conducente e dai passeggeri: se la caveranno con 10 giorni di prognosi.
Ai rilievi del sinistro stradale hanno proceduto i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Augusta e quelli della Stazione Carabinieri di Lentini, coadiuvati da una squadra dei Vigili del Fuoco di Lentini, il cui intervento si è reso necessario per l’illuminazione della zona in cui è avvenuto l’incidente automobilistico.




Siracusa. Parco Robinson, la nuova offesa: appiccato incendio nella zona delle giostrine

Nella lunga lista di atti vandalici e furti commessi nell’impunità più totale all’interno del parco Robinson di Bosco Minniti si aggiunge adesso anche l’incendio. Le fiamme si sono sviluppate poco dopo le 17 nella zona delle giostrine, dove già pochi era i giochi ancora utilizzabili dai bambini a causa di “bravate” precedenti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e agenti della Municipale.
La pista privilegiata è quella dell’origine dolosa. Qualcuno, insomma, avrebbe appiccato le fiamme. Per gioco o per noia. In fondo si sa, tutto è permesso in quella degradata area che eppure doveva essere ben altro. E’ ancora una volta il caso di chiedere una presenza più decisa di forze dell’ordine per far si che la collettivtà possa una volta per tutte riappropriarsi del grande parco.




Siracusa. Torna in volo sul capoluogo l'elicottero dei carabinieri: controlli ad alto impatto

Torna a volare su Siracusa l’elicottero dei Carabinieri. Ma questa volta non c’entrano i blitz contro gli spacciatori di droga come le recenti operazioni Bronx e Tonnara. L’elicottero si è alzato in volo attorno alle 9.30, sorvolando a più riprese il capoluogo. Secondo le prime informazioni, sarebbe intervenuto a supporto dei controlli cosiddetti ad alta visibilità: le forze dell’ordine si fanno “vedere” in maniera netta sul territorio, così da rappresentare un deterrente per chi delinque e un motivo di maggiore serenità per i cittadini. Seguono maggiori informazioni.




Noto. Musica ad alto volume e schiamazzi in via Ducezio, denunciato il titolare di un locale pubblico

Pugno di ferro contro chi, nel centro storico, fa musica fino a tarda ora. La polizia ha denunciato un giovane di 31 anni, residente ad Avola, per disturbo al riposo delle persone e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. L’episodio risale al 25 febbraio scorso quanto, alle 2015 circa, gli agenti hanno raggiunto un locale di via Ducezio, in pieno centro storico, per la segnalazione di musica ad alto volume.
Già nel mese di ottobre 2017, a seguito della presentazione di un esposto in cui i residenti lamentavano l’esasperazione e l’impossibilità di riposare a causa delle forti emissioni sonore provenienti dalla attività commerciale ad orari disparati, dei continui schiamazzi degli avventori, nonché la precaria situazione igienica dovuta all’ammasso di cicche di sigarette gettate per terra nel vicolo ove è ubicato, il titolare era stato diffidato al rispetto delle leggi vigenti in materia, in ottemperanza anche alle ordinanze sindacali emanate al riguardo. Il titolare, contravvenendo alla diffida, è stato convocato in Commissariato e denunciato per disturbo al riposo delle persone ed inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità dettati per esigenze di ordine e sicurezza pubblica.
La situazione del centro storico verrà attentamente monitorata anche in futuro.




L'omicidio di Luigi Venezia, c'è una testimone: rapina finita male, "volevano i soldi"

Una rapina finita male. Un tragico “assalto” concluso con la morte di Luigi Venezia, 59 anni, brigadiere dei carabinieri in pensione. Era fermo a bordo della sua auto, in una strada tra Lentini e Carlentini, in contrada Sabuci, sotto il ponte San Demetrio.
I rapinatori erano convinti che sarebbe stato un “colpo” facile. Si sono avvicinati alla vettura di Venezia, in auto con una donna. Volto travisato, pistola in pugno, hanno intimato di consegnare loro soldi e gioielli. Non sapevano, però, che quell’uomo che volevano derubare, era armato. Ha impugnato la sua pistola, scatenando la reazione dei rapinatori-assassini. Lo hanno ferito al braccio, poi al torace. Un colpo mortale. “Volevano i soldi, avevano il passamontagna”, ha raccontato sotto shock ai carabinieri di Augusta la donna che era in auto con Venezia. Nel 1992, in servizio, era sfuggito ad un attentato: sebbene ferito, riuscì a mettere in fuga i sicari armati dalla mafia. Ma nulla ha potuto, questa volta, contro due balordi fuggiti anche con la sua pistola.




Siracusa. In due gli puntano la pistola e lo spingono a terra: rapina in un distributore di via Armando Diaz

Rapina in un distributore di benzina di via Armando Diaz. Due giovani, con il volto travisato e armati di pistola, hanno strattonato e fatto rovinare a terra la vittima, per ottenere, sotto la minaccia delle armi, l’incasso della giornata, pari a circa 2.000 euro. Subito dopo avere arraffato il bottino, i malviventi si sono dileguati, facendo perdere le proprie tracce. Indaga la polizia.




Priolo. Furto di materiale ferroso in contrada Biggemi, sorpresi ed arrestati due siracusani

I carabinieri di Priolo Gargallo hanno tratto in arresto in flagranza di reato Sebastiano Iacono, 45 anni, e Samuele Bordonaro, 33 anni. Sono accusati di furto di materiale ferroso. I due si sarebbero introdotti all’interno dei locali della ormai dismessa società “CO.GE.MA.”, in contrada Biggemi, per trafugare materiale ferroso: componenti d’impiantistica per un peso complessivo di 200 kg circa (di questi, 60 kg circa in rame), nonché un microscopio elettronico Carl Zeiss in disuso.
Sono stati sorpresi ed arrestati in flagranza di reato dai carabinieri che hanno trovato la refurtiva già stipata nei bagagliai delle due autovetture di proprietà degli arrestati. La refurtiva quindi, è stata sequestrata e riconsegnata al legittimo proprietario, mentre i due arrestati, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni come disposto dall’Autorità Giudiziaria di Siracusa.




Siracusa. Atti persecutori, due casi nelle ultime 24 ore: protagonisti una donna ed un uomo

Avrebbe voluto a tutti costi riallacciare quella relazione sentimentale con l’ex fidanzato, che non ne voleva più saperne di lei. Per farlo si sarebbe spinta a comportamenti aggressivi che avevano costretto l’uomo già in passato a rivolgersi alle forze dell’ordine. Motivo per cui aveva già ricevuto una misura di divieto di avvicinamento all’ex compagno. Non abbastanza per tenere a bada la donna, che avrebbe continuato ad avere comportamenti aggressivi e oppressivi nei confronti dell’uomo, un 43enne siracusano. Pedinamenti, continue chiamate al telefono. Uno stress continuo che ha indotto l’uomo a cambiare abitudini pur di sfuggirle alla donna.
Il Tribunale di Siracusa ha allora deciso di inasprire la misura cautelare a cui la 45enne era sottoposta, disponendone gli arresti domiciliari.
Nel corso della notte invece, arresto in flagranza di reato per il siracusano Francesco Moschelli, classe 1984. L’accusa è di atti persecutori nei confronti dell’ex convivente. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe tentato di strappare fisicamente dalle braccia della madre la figlia di un anno che la coppia – ormai scoppiata – ha avuto. E’ stato bloccato ed arrestato e quindi posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.




Omicidio a Lentini, freddato con un colpo alla testa uomo di 59 anni

Omicidio in contrada Sabuci, a Lentini. Un uomo di 59 anni, Luigi Venezia, catanese, è stato freddato con un colpo d’arma da fuoco . È accaduto intorno alle 13,30 . A sparare sarebbero state due persone con il volto travisato da passamontagna. Da chiarire se sia stata solo una l’arma utilizzata. Diverse le ipotesi su cui lavorano i carabinieri.




Pachino. Bufera sul Consorzio Pachino Igp: tra i soci, un'azienda legata ai clan. Chiesto commissariamento

Bufera sul Consorzio di tutela Pomodoro di Pachino Igp. Tra i suoi soci, l’Agi ha segnalato la presenza di un’azienda che sarebbe riconducibile al presunto capomafia locale, Salvatore Giuliano. Una società agricola creata nel settembre del 2013, “appena pochi mesi dopo l’uscita dal carcere dello stesso Giuliano”, si legge nell’inchiesta del giornalista antimafia Paolo Borrometi. Soci sono Gabriele Giuliano (figlio di Salvatore) e Simone Vizzini. Fra i dipendenti c’e’ proprio Salvatore Giuliano.
Gabriele – spiega l’agenzia – e’ a processo con il padre per minacce di morte, tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso nei confronti proprio di Borrometi (indagine dei carabinieri di Siracusa, per delega della Direzione distrettuale antimafia di Catania). Suo padre Salvatore e’ stato condannato per associazione mafiosa (come ‘capo’), droga, armi ed estorsioni. Dopo circa 20 anni di carcere, è tornato in libertà nel maggio del 2013 in seguito a diversi sconti di pena.
Il Consorzio di tutela Igp non avrebbe chiesto alcun certificato antimafia per l’iscrizione. Spiega all’Agi il presidente, Sebastiano Fortunato: “Secondo quanto previsto dal disciplinare ai fini della legittimazione dell’uso del marchio, è sufficiente che la società abbia ottenuto l’iscrizione all’ente di certificazione, ente che è autorizzato dal Mipaaf”, ovvero “l’Istituto Zooprofilattico per la Sicilia di Palermo”. Il Consorzio, prosegue Fortunato, “ai fini dell’iscrizione di un soggetto della filiera a socio, secondo lo statuto e la normativa vigente, deve solamente verificare che il soggetto sia stato certificato dall’Ente di Certificazione”. E’ questa e’ stata la trafila.
“L’attivita’ istituzionale di tutela del prodotto a marchio Igp riguarda il prodotto immesso in vendita, al fine di garantire al consumatore finale la qualità del prodotto venduto, nessun altro potere e’ attribuito al Consorzio”, ha aggiunto Fortunato che ha rassegnato nel frattempo le sue dimissioni, spiegando in una lettera ai soci: “Il mio incarico doveva durare solo sei mesi e invece sono già trascorsi quasi 11 anni, ora e’ il momento di lasciare il Consorzio ad altri”.
Attualmente Salvatore Giuliano, oltre al processo in cui e’ imputato con il figlio Gabriele, deve rispondere nelle aule del Tribunale di Siracusa, con l’ex sindaco di Pachino, Paolo Bonaiuto, e con due consiglieri comunali in carica, del reato di concussione in concorso. Giuliano, Bonaiuto e i due consiglieri, insieme ad altre cinque persone, avrebbero, fra l’altro – stando all’indagine “Maschere nude” della polizia di Stato – costretto il titolare di una ditta a pagare una tangente di 10 mila euro per un evento comunale nell’ambito del cartellone di appuntamenti “Estate pachinese”, riporta ancora l’Agi.
Anche la Dia, nella sua semestrale Relazione al Parlamento, segnala il clan Giuliano come “clan che preoccupa” nel Siracusano. La Prefettura di Siracusa invio’ alla Commissione bicamerale antimafia presieduta da Rosy Bindi una relazione nella quale si diceva che “proprio nell’anno in corso si è avuto modo di verificare un tentativo di infiltrazione dei sodalizi mafiosi nell’apparato amministrativo nel Comune di Pachino. Si e’ in particolare accertato il tentativo, non riuscito, da parte di Salvatore Giuliano, personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, recentemente scarcerato, di fare eleggere un sindaco a lui gradito. Tale progetto era, evidentemente, finalizzato ad ottenere favori dall’amministrazione comunale, quali l’aggiudicazione d’appalti, commesse a trattativa privata, posti di lavoro ed altre attività”.
Il responsabile nazionale legalità del Pd, Giuseppe Antoci, parla di fatto “gravissimo” e chiede al Prefetto di Siracusa di “verificare la motivazione per la quale nei criteri d’accesso alla certificazione del marchio di qualità non venga prevista la certificazione antimafia”. Il senatore del M5S, Mario Giarrusso, ha invece chiesto il commissariamento del Consorzio Igp di Pachino. “La legalità è ancora lontana dall’essere affermata”, le sue parole all’Agi. Chiesto anche l’intervento del Ministero delle Politiche Agricole.