Controlli di sicurezza, sanzionati i titolari di un locale pubblico: “serate danzanti non autorizzate”

Serate danzanti non autorizzate, vie di fuga non adeguatamente segnalate e scala occupata da materiale che ne rendeva difficoltoso l’utilizzo. E’ quanto riscontrato in un locale pubblico di Siracusa, nel corso di controlli effettuati dalla polizia. I proprietari sono stati per questo sanzionati. L’intervento rientra nell’ambito del potenziamento dei controlli in luoghi e a carico di pubblici esercizi in cui si organizzano iniziative e serate danzanti, soprattutto in concomitanza del periodo festivo carnevalesco, disposto dal Prefetto Chiara Armenia alla luce delle precise direttive ministeriali, in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha disposto un rafforzamento delle attività preventive di controllo e di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo, in città e in tutta la provincia.
I controlli, pianificati in sede di tavolo tecnico dal Questore, Roberto Pellicone, e preceduti da un monitoraggio capillare di tulle le attività ove potenzialmente potrebbero svolgersi eventi, sono stati eseguiti, già da ieri, da personale della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e coinvolgendo la Polizia Municipale di tutti i comuni e, sono finalizzati anche a monitorare quelle attività, come bar e ristoranti, che, pur non essendo autorizzati, potrebbero organizzare attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, senza averne titolo, in occasione dei festeggiamenti del Carnevale.
I controlli si sono concentrati sulla verifica del puntuale e costante accertamento della massima attenzione alle misure di sicurezza e al divieto di accensione fuochi. Da uno dei controlli effettuati a Siracusa da personale della Polizia di Stato, in servizio alla Divisione Amministrativa e Sociale della Questura di Siracusa, è emerso che in un esercizio commerciale non erano adeguatamente indicate, al piano superiore, correttamente le vie di fuga. La scala d’emergenza era inoltre occupata da materiale che ne avrebbe reso difficoltoso l’utilizzo.
Infine, in due locali, erano in atto delle serate danzanti non autorizzate, con la presenza, rispettivamente, di circa 95 e 130 persone, motivo per il quale i titolari sono stati sanzionati.
I controlli continueranno in tutta la provincia per tutto il periodo festivo al fine di garantire la piena sicurezza agli avventori, soprattutto ai più giovani.




Estorce 400 mila euro in dieci anni al vicino di casa in cambio di “protezione”: arrestato

Uno scenario di intimidazione e manipolazione psicologica alla base di quanto scoperto dagli agenti del commissariato di Avola, che hanno arrestato un uomo di 50 anni con l’accusa di estorsione ai danni di un vicino di casa. La vittima avrebbe consegnato all’uomo in oltre dieci anni una cifra che si aggira intorno ai 400 mila euro per non incorrere in ritorsioni legate a fantomatici esponenti della criminalità organizzata.
L’attività di polizia giudiziaria della squadra investigativa del Commissariato ha ricostruito la vicenda. Il cinquantenne avrebbe portato avanti condotte estorsive per oltre dieci anni. Si sarebbe offerto di mediare e di proteggere il vicino di casa dal comportamento pericoloso di fantomatici esponenti della criminalità organizzata. Negli anni, attraverso minacce di morte e facendogli capire che aveva la disponibilità di un’arma, l’estortore sarebbe riuscito a sottrarre alla vittima circa 400.000 euro, costringendola a vendere proprietà immobiliari e causandone il totale dissesto patrimoniale. La pressione estorsiva sarebbe stata mantenuta attraverso gravi minacce all’incolumità fisica, veicolate tramite chiamate anonime e biglietti manoscritti dal contenuto intimidatorio, i quali prospettavano atti di estrema violenza nel caso di inadempienza o di denuncia alle Forze di Polizia.
Decisivo è risultato un servizio di osservazione e pedinamento, avvenuto nell’ottobre 2025, allorché gli investigatori del Commissariato, dopo aver assistito all’ennesimo scambio di denaro tra i due soggetti, hanno proceduto all’arresto in flagranza dell’uomo.
Nel corso della perquisizione a casa dell’arrestato, sono stati rinvenuti numerosi assegni della vittima intestati al suo estortore e una pistola priva del tappo rosso.
Nonostante la vittima abbia subito per molto tempo le vessazioni del suo estorsore, alla fine è riuscita a liberarsi dalla morsa del ricatto quando ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla Polizia di Stato.




Due detenuti morti in carcere ad Augusta, il sindacato: “sospetta overdose”. Indagini in corso

Due detenuti sono morti nel carcere di Augusta, a pochi giorni di distanza uno dall’altro. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di una sospetta overdose. A rendere noto l’accaduto è stato il dirigente provinciale dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp) di Siracusa, Sebastiano Bongiovanni.
Sono in corso indagini per chiarire le cause dei decessi. Qualora venisse confermata l’ipotesi dell’overdose, le indagini dovranno stabilire in che modo la sostanza stupefacente sia riuscita ad entrare e circolare all’interno della struttura detentiva, aggirando i controlli previsti.
“Il sistema penitenziario è allo sbando”, denuncia Bongiovanni. “Gli agenti, a causa della carenza di organico e del sovraffollamento, riescono con difficoltà a coprire i posti di servizio, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza”. Una situazione che, secondo il rappresentante sindacale, espone il personale a turni gravosi e rende più complessa la gestione quotidiana della popolazione detenuta.
Il riferimento è a una condizione strutturale che riguarda non solo la casa circondariale di Augusta, ma più in generale molte realtà carcerarie italiane, segnate da numeri elevati di presenze rispetto alla capienza regolamentare e da organici ridotti.
Bongiovanni richiama inoltre una recente pronuncia della Corte di Cassazione che ha riconosciuto la responsabilità dell’Amministrazione penitenziaria per omessi controlli sull’ingresso di sostanze stupefacenti e per carenze nell’assistenza sanitaria nei confronti di un detenuto poi deceduto. Un precedente che, secondo il sindacalista, impone una riflessione seria sull’efficacia dei controlli e sull’organizzazione complessiva del sistema.




Rapina lo zio e dà fuoco all’appartamento, 46enne siracusano condannato a sei anni

E’ stato condannato in primo grado a 6 anni e 2 mesi di reclusione il 46enne Giuseppe Merlino, accusato di incendio dolo, lesioni, rapina e sequestro di persona. Lo ha deciso il Giudice per l’Udienza Preliminare. L’imputato, difeso dagli avvocati Junio Celesti e Giuseppe Culotti, ha optato per il rito abbreviato, scelta che consente la definizione del processo allo stato degli atti e comporta la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva sollecitato una condanna a sette anni e due mesi.
I fatti risalgono allo scorso 24 novembre. In un appartamento del capoluogo aretuseo divampò un incendio che rese necessario l’intervento di polizia e Vigili del Fuoco e portò, in via precauzionale, all’evacuazione dell’intero stabile.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, poco prima del rogo il 46enne avrebbe aggredito lo zio, 62 anni, colpendolo più volte alla testa anche con un oggetto contundente. Dopo avergli sottratto la tessera bancomat, lo avrebbe costretto a salire in auto nel tentativo di ottenere del denaro attraverso un prelievo, che però non sarebbe andato a buon fine. L’uomo avrebbe quindi appiccato il fuoco all’abitazione della vittima per poi allontanarsi. Sapendo di essere ricercato, aveva fatto perdere le sue tracce.
Una fuga è durata poco. Gli agenti della Polizia lo hanno infatti rintracciato all’interno di una villetta. Alla vista delle forze dell’ordine avrebbe tentato un’ultima, disperata via di scampo, scavalcando un balcone, ma è stato immediatamente bloccato, accompagnato in Questura e successivamente trasferito in carcere.




Controlli su strada, i Carabinieri denunciano un 51enne in giro con un coltello

Un 51enne siracusano è stato denunciato dai Carabinieri di Siracusa. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, l’uomo è stato trovato in possesso di un coltello. Sono stati 32 i veicoli sottoposti a verifiche, durante il servizio, e 48 le persone identificate. Quattro persone sono state segnalate quale assuntrici abituali di sostanze stupefacenti poiché trovate in possesso di cocaina e hashish per uso personale.
I Carabinieri hanno, inoltre, elevato sanzioni amministrative per violazione al codice della strada per 10 mila euro, decurtato 36 punti alle patenti di guida, sottoposto a sequestro quattro veicoli, ritirati quattro documenti di circolazione e due patenti di guida.




Autocarro si ribalta dopo aver abbattuto un muretto, due feriti in ospedale

E’ di due feriti il bilancio dell’incidente autonomo verificato questo pomeriggio lungo strada Spinagallo. Sono stati trasporti all’ospedale Di Maria di Avola, con ambulanze del 118. I due erano a bordo di un autocarro con cassone carico di detriti presumibilmente risultato di lavorazioni edili. Per causa al vaglio degli investigatori, mentre si muoveva in direzione Cassibile, il mezzo ha finito per abbattere un muro di recinzione perimetrale, a bordo strada. Per l’impatto si è successivamente ribaltato nel vicino terreno, impattando anche su alcuni ulivi.
Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale di Siracusa per tutti i rilievi e gli accertamenti del caso.




In autostrada con un tir, alla guida uno straniero senza patente e irregolare. Scatta espulsione

Agenti della Polizia Stradale, in servizio di pattugliamento sull’autostrada Siracusa – Gela, hanno fermato e controllato l’autista di un autoarticolato che circolava in autostrada. Il conducente, cittadino albanese di sessantadue anni, era sprovvisto di patente oltre che di ogni genere di documento personale e di circolazione. I Poliziotti della Stradale, dopo aver inflitto le previste sanzioni amministrative a carico dell’uomo per le violazioni al codice della strada, hanno condotto lo straniero presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. Qui l’uomo risultava già conosciuto alle forze di Polizia per aver commesso gravi reati. La caratura criminale del cittadino albanese si è poi ulteriormente aggravata. Infatti alle forze dell’ordine l’uomo risultava del tutto irregolare sul territorio nazionale in quanto aveva dissimulato una falsa denuncia di smarrimento del passaporto. L’albanese è stato immediatamente espulso dal territorio italiano con momentaneo trattenimento presso un Centro di Permanenza per un rimpatrio presso il Paese di origine.




Rapina in banca a Mineo (Ct), indagati due residenti in provincia di Siracusa

Sono due residenti in provincia di Siracusa, entrambi di Lentini, gli indagati nell’ambito dell’inchiesta su una violenta rapina consumata nell’agosto scorso a Mineo (Ct). La Procura di Caltagirone ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un 37enne e di un 33enne, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
I fatti risalgono al 20 agosto 2024. I due, secondo gli investigatori, insieme ad un terzo soggetto rimasto ignoto, avrebbero messo a segno una rapina ai danni della filiale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, nel centro di Mineo. Dopo il colpo si sarebbero allontanati a bordo di un’auto con targa falsa, alimentando forte preoccupazione in paese per la rapidità e la violenza dell’azione.
Secondo quanto ricostruito, il 37enne si sarebbe presentato già il giorno precedente presso la banca, in orario di chiusura, con il volto parzialmente travisato da occhiali da sole e berretto. Con la scusa di chiedere informazioni, avrebbe effettuato un sopralluogo, per studiare accessi e spazi interni. Il giorno successivo sarebbe tornato durante l’orario di apertura al pubblico e, una volta entrato nei locali – in quel momento senza clienti – avrebbe divelto un pannello in plexiglas, utilizzandolo per aggredire un dipendente.
La vittima sarebbe stata minacciata e costretta a dirigersi verso l’area delle casseforti. Una volta giunti alla porta a bussola, il presunto rapinatore avrebbe forzato l’ingresso per consentire l’accesso al complice 33enne, anch’egli con il volto travisato. A quel punto il dipendente, afferrato per il collo, sarebbe stato obbligato ad aprire le casseforti.
Da una di queste, già aperta, sarebbe stata prelevata la somma di 1.020 euro. L’ostaggio sarebbe stato trascinato fino all’uscita e derubato anche del portafoglio, contenente documenti personali e carte di pagamento.
All’esterno, secondo l’accusa, ad attendere i rapinatori vi sarebbe stato un terzo soggetto, con il ruolo di “palo”. I tre si sarebbero poi dileguati rapidamente.
Determinanti per l’identificazione dei due indagati sono state le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Mineo. Nonostante i tentativi di travisamento, l’attività investigativa – supportata dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza del centro e dall’acquisizione di informazioni testimoniali – avrebbe consentito di ricostruire i movimenti e attribuire precise responsabilità ai due lentinesi.
Al 37enne viene inoltre contestata la violazione delle prescrizioni connesse a una misura di prevenzione dell’obbligo di soggiorno nel Comune di Lentini, cui era già sottoposto dall’Autorità giudiziaria e che, secondo l’accusa, avrebbe infranto recandosi nel territorio di Mineo il giorno della rapina.




Tenta di rubare uno smartphone in un negozio di elettronica: sorpreso e denunciato

Tentava di rubare all’interno di un negozio di elettronica di un centro commerciale del Siracusano.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Siracusa hanno denunciato un 41enne per tentato furto aggravato. L’intervento dei militari dell’Arma ha consentito di individuare l’uomo, residente a Palazzolo, sorpreso in possesso di uno smartphone a cui aveva tranciato il cavo antitaccheggio. La refurtiva è stata restituita al titolare dell’esercizio commerciale.




Furti in abitazione, smantellata banda ad Augusta

Dalle prime ore di questa mattina, ad Augusta, sono in corso di esecuzione cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Siracusa nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili – a vario titolo – di furti in abitazione e ricettazione.
Il provvedimento arriva al termine di un’articolata attività investigativa condotta dagli agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato di Augusta. Un lavoro paziente e meticoloso che avrebbe consentito di ricostruire la presunta attività di una banda attiva nel territorio megarese.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i colpi sarebbero stati messi a segno tutti nel comune di Augusta, in un arco temporale compreso tra dicembre 2024 e l’estate 2025. Le abitazioni finite nel mirino sarebbero state selezionate con attenzione e colpite in momenti in cui i proprietari risultavano assenti, con modalità ritenute dagli investigatori indicative di una certa organizzazione.
Determinanti, ai fini dell’emissione delle misure cautelari, gli elementi raccolti nel corso delle attività investigative, tra cui riscontri tecnici e testimonianze che avrebbero permesso di delineare ruoli e responsabilità dei singoli indagati.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare possibili collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nello stesso periodo.