Mercato ortofrutticolo a km0, manifestazione di interesse ad Avola

Pubblicata dal Comune di Avola la manifestazione di interesse per la gestione del mercato ortofrutticolo a km zero. L’avviso di manifestazione di interesse è rivolto ad associazioni o altre forme associative di produttori agricoli o consorzi, in grado di gestire la vendita diretta nei locali del mercato del contadino, nell’area del centro agro-industriale in contrada Risicone. Tra l’altro, essendo in area Zes, si prevedono esenzioni e benefici per i produttori.
Gli interessati potranno far pervenire la propria candidatura entro le 12 dell’8 aprile e il Comune di Avola, scaduto il termine, qualora voglia procedere potrà esaminare le proposte e trasmettere agli interessati una lettera di invito per definire le condizioni per la gestione esterna del servizio. “Un altro importante segnale di attenzione – commenta il vice sindaco Massimo Grande – per i produttori e i consumatori, soprattutto in questo momento dì aumento indiscriminato dei prezzi”.




Assistenza riabilitativa, passi avanti nella zona sud: nuovo centro ad Avola

Inaugurata ad Avola la sede del centro riabilitativo di via Dalla Chiesa, a supporto dei disabili e delle loro famiglie. Al taglio nastro presente anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e la deputata di Fratelli d’Italia, Rossana Cannata insieme al direttore sanitario dell’Asp di Siracusa, Salvatore Madonia, al presidente dell’associazione Eidos, Aurelio Alicata, e al sindaco di Avola, Luca Cannata.
“Si tratta di un importante obiettivo – commenta la deputata regionale – che fa seguito alla convenzione tra l’Asp e l’associazione Eidos per la gestione delle attività di assistenza riabilitativa, dirette al recupero funzionale e sociale delle persone con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali”. La vicepresidente della commissione regionale Antimafia prosegue: “l’assistenza riabilitativa della Zona Sud del Distretto di Noto risultava sottodimensionata rispetto al reale fabbisogno. Una situazione che determinava lunghe liste di attesa e spostamenti di pazienti in altre aree del territorio. E così si è avviato un percorso sinergico che ha portato ad una rimodulazione del budget regionale, consentendo dapprima la contrattualizzazione del servizio con l’Aias di Pachino e ora l’avvio, per la prima volta, da parte dell’Eidos ad Avola, di queste importantissime prestazioni mirate al recupero funzionale e sociale di soggetti fragili”.




Porto turistico di Avola, il CGA rigetta ricorso. La soddisfazione del sindaco

Il Consiglio di giustizia amministrativa non ha accolto il ricorso della Fn Progettazione nella vicenda porto turistico di Avola. Una notizia accolta con soddisfazione dal sindaco, Luca Cannata. “La nostra amministrazione comunale ha agito rispettando le norme, così come detto fin dall’inizio. Dimostriamo ancora una volta la correttezza della gestione della città”
Da una parte la Fn Progettazione, dall’altra l’amministrazione comunale che aveva chiesto l’annullamento della decisione (assunta nella conferenza dei servizi del 7 settembre 2016) di archiviare definitivamente la domanda di concessione demaniale marittima. Dopo il Tar, che aveva già peraltro dato ragione all’amministrazione comunale.
L’archiviazione della domanda, adottata dal sindaco tenendo conto delle risultanze della Conferenza di servizi – si legge nella sentenza del Cga – “è dovuta alla perdurante carenza documentale, che ha impedito l’espressione dei pareri, al mancato avvio di una corretta procedura di impatto ambientale e al considerevole lasso di tempo trascorso dall’avvio del procedimento”.
La Fn progettazioni, infatti, non aveva prodotto tutti gli atti richiesti e dunque è stata corretta la procedura di archiviazione del procedimento. D’altra parte, commentano fonti vicine al primo cittadino, la FN Progettazioni non ha mai impugnato i verbali ed è stato impugnato solo l’ultimo quando l’amministrazione comunale aveva chiesto un’integrazione documentale e l’avvio di una procedura Via-Vas, che invece la società avrebbe ritenuto non necessarie.
“Confermato il nostro modo di agire nell’interesse pubblico – dice Cannata – e la nostra voglia di realizzare opere pubbliche con la massima trasparenza. Avevamo sottolineato come le valutazioni ambientali fossero legittime, necessarie e indispensabili per poter procedere col progetto ma non siamo stati ascoltati e c’è chi ha pensato che volessimo penalizzare il territorio. Ma è finita in maniera diametralmente opposta e i giudici del Tar di Catania e del Cga di Palermo ci hanno dato ragione.
Il Cga ha infatti ritenuto pure infondata la richiesta di risarcimento danni proprio perché l’amministrazione ha agito legittimamente e il danno, in ogni caso, sarebbe del tutto sfornito di prova, condannando Fn Progettazione al pagamento delle spese di giudizio”.




Relitto in spiaggia a Vendicari, rimossa la barca dei migranti

Il relitto di una imbarcazione è stato rimosso questa mattina dalla spiaggia di Vendicari. Le onde lo avevano sospinto ben oltre il bagnosciuga, creando anche una situazione precaria per la pubblica sicurezza.
È stato quindi deciso l’intervento di recupero, con l’ausilio di un mezzo meccanico. Per le autorizzazioni e la riuscita dell’operazione, hanno collaborato l’amministrazione comunale di Noto, la Capitaneria di Porto, l’Azienda Foreste ed il Corpo Forestale.
L’imbarcazione è stata utilizzata nei mesi scorsi da migranti, per uno degli sbarchi sottocosta.




Ospedale di comunità, la bocciatura di Palazzolo: Italia Viva, “deludenti Regione e sindaci, si rimedi”

I coordinatori provinciali di Italia, Saverio Bosco e Alessandra Furnari, mostrano forte contrarietà dopo il mancato riconoscimento alla Zona Montana “del diritto ad avere un ospedale di comunità”. Il non aver concesso a Palazzolo il quarto ospedale di comunità del siracusano, destinandolo al capoluogo, “è un fallimento per tutta la nostra provincia e tradisce il senso di comunità che dovrebbe contraddistinguerla”. Nella loro nota, Furnari e Bosco evidenziano in primo luogo “gli errori commessi dal Governo Regionale, colpevole di non avere avviato preliminarmente alcun colloquio con i territori al fine di meglio comprenderne le necessità. Non può meritare alcun plauso nemmeno chi ha tentato di confondere il concetto di ‘ospedale di comunità’ con quello di ‘casa di comunità’, illudendo la popolazione della zona montana di poter cominciare ad avere garantito un minimo del supporto sanitario a cui avrebbe diritto. Quel minimo che invece manca, in tutte le sue forme, come emerso chiaramente nel corso del Consiglio Comunale aperto tenutosi a Palazzolo
Acreide, in cui sono state evidenziate e fissate in un documento, poi inviato al Presidente ed all’Assessore Regionale, tutte le criticità e le mancanze sanitarie che caratterizzano la zona Montana”.
Ma per Italia Viva non si possono nascondere anche le responsabilità da ascrivere alla Conferenza dei Sindaci del siracusano, a cui è stata demandata la scelta finale. “E’ deludente che non sia prevalso lo spirito di comunità che si auspicava, visto che il quarto presidio, invece che essere assegnato ad una zona priva di qualunque struttura, è stato confermato al capoluogo. Una decisione iniqua che non può
essere accettata passivamente”.
La speranza, adesso, è “che il Governo Regionale torni sui propri passi, rimediando all’errore anche attraverso la previsione di una ulteriore struttura”, Nel frattempo, Italia Viva annuncia di attivarsi “in tutte le sedi affinchè anche la Zona Montana veda riconosciuto il suo diritto ad avere almeno un ospedale di comunità oltre a tutti gli ulteriori presidi che mancano. La Politica tutta deve stringersi attorno ai Sindaci dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei, per supportarli nella rivendicazione del diritto alla salute per i loro cittadini. Un diritto che può e deve essere di tutti, nessuno escluso”, ribadiscono Alessandra Furnari e Saverio Bosco, coordinatori provinciali di Italia Viva.




Melilli, avviati i lavori per la riqualificazione del primo tratto i via Neruda

Iniziati a Melilli i lavori di riqualificazione del primo tratto di via Pablo Neruda, un’area di viabilità interna del comprensorio
di case popolari dello Iacp e comunali. L’intervento è stato reso possibile grazie al finanziamento di 90 mila euro ottenuto dal Ministero
dell’Interno per la riqualificazione delle aree urbane a cui ha partecipato l’amministrazione e 60 mila euro di fondi comunali destinati
a opere pubbliche.
“Riqualifichiamo un’area urbana sede del mercato settimanale, non solo attraverso la ripavimentazione del manto stradale, ma anche con la
realizzazione di nuovi posti auto destinati alla sosta e un’area destinata a verde – afferma il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta -.
Interventi necessari che danno dignità a una zona ad alta densità abitativa e per troppo tempo trascurata. Questi lavori – conclude il sindaco – verranno articolati in due step per un valore complessivo di 200 mila euro”.




La battaglia dei genitori della piccola Miriam, appello al Ministro della Giustizia

Una coppia di Rosolini ha rivolto un appello al ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Sono i genitori di Miriam, bimba nata al Maggiore di Modica con gravi danni neurologici. I fatti risalgono al 2011 ed i genitori della piccola hanno citato l’Asp di Ragusa, ritenuta responsabile di omissioni nelle cure prestate dopo la nascita.
Nuovo rinvio nel processo. “Ritenuta la necessità di riorganizzare il ruolo di recente assegnazione, dando priorità alla decisione delle cause di più risalente iscrizione, per questo motivo si rinvia”. Di qui l’appello rivolto al ministro Cartabia. Da più di un decennio la mamma e il papà della bambina, che oggi ha undici anni, stanno lottando, sostenuti da Studio3A, per vedere riconosciute le responsabilità dei medici della divisione di Pediatria del Maggiore di Modica che il 19 gennaio 2011 hanno fatto nascere e seguito nei primi giorni di vita la bimba, che ha riportato gravi danni neurologici.
La notte tra il 20 e 21 gennaio Miriam presenta un episodio di cianosi e ipotonia: la mamma avvisa subito il personale del reparto, che esegue la stimolazione tattile con ripresa del tono e del pianto e la scomparsa della cianosi. Ma il mattino seguente i problemi si ripresentano, i sanitari di Modica nel diario clinico annotano “convulsioni generalizzate, riflessi neonatali ipo-evocabili, pianto flebile” e rilevano un episodio di desaturazione e valori bassissimi di glicemia. La neonata nello stesso pomeriggio viene trasferita nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Ragusa con diagnosi di crisi apnoiche e ipoglicemia: i sanitari ne accertano subito le condizioni generali gravi, motilità spontanea assente, ipotonia generalizzata, scarsissima reattività, valore glicemico patologico (25 mg/dl). La piccina sopravvive ma inizia un lungo calvario di ricoveri presso il Dipartimento di salute mentale dell’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile del nosocomio di Acireale, dove verrà confermata la diagnosi “di epilessia e sindrome epilettica sintomatica, definite per localizzazione focale e parziale con crisi parziali complesse e disturbo evolutivo specifico misto”. Oggi la bambina presenta “epilessia farmaco-resistente, disturbo dello sviluppo intellettivo di grado medio, dell’eloquio e del linguaggio, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, manifestazione con iperattività/impulsività predominante, livello di compromissione grave”.
I genitori hanno subito nutrito riserve sulle cure prestate alla piccola dopo la nascita, hanno presentato un esposto alla magistratura e, attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si sono poi affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che ha acquisito tutta la documentazione clinica e l’ha sottoposta ai suoi esperti riscontrando presunti profili di responsabilità medica nella gestione del caso, “in particolare per il ritardo della diagnosi e l’insufficiente trattamento della ipoglicemia: risulta inequivocabile, infatti, che durante il ricovero la neonata sia stata esposta a prolungata ipoglicemia”, si legge in una nota della società legale.
“L’importante corredo sintomatologico e l’aggravamento del quadro clinico avrebbero imposto all’apparato infermieristico di attivare la parte medica ben prima delle 11.30 del 21 gennaio, il che avrebbe consentito di anticipare la diagnosi di ipoglicemia, consentendo di ridurre la durata dell’esposizione al grave insulto neuro-lesivo costituito dal persistere dell’ipoglicemia – concludono gli specialisti di Studio3A – Secondo le linee guida, peraltro, l’ipertensione gestazionale di cui la madre era portatrice rientra tra le patologie dove è previsto proprio lo screening neonatale per la ipoglicemia. Nè vi è alcun dubbio che il quadro clinico attuale (epilessia, microcefalia e anomalie neurologiche) rappresenta sintomi correlabili alla ipoglicemia neonatale presentata dalla minore il giorno dopo la nascita e non correttamente gestita per un ritardo di diagnosi e di trattamento”.
Del resto, gli stessi consulenti tecnici d’ufficio, i dottori Giuseppe Ragazzi e Pietro Sciacca, nominati dal Pm della Procura di Modica, Alessia la Placa, che, riscontrando la denuncia della famiglia, aveva aperto un procedimento penale per lesioni colpose personali gravi indagando tre sanitari della Pediatria di Modica, avevano concluso nella loro perizia che “la grave crisi ipoglicemia sofferta dalla piccola la mattina del 21 gennaio 2011 è compatibile con i disturbi presentati la notte precedente dalla neonata: se il pediatra fosse intervenuto in nottata, ci sarebbero state maggiori possibilità di risolvere più rapidamente l’ipoglicemia”. I due Ctu però non hanno potuto affermare con certezza matematica “che tutto il successivo iter non si sarebbe comunque verificato” e, di fronte a tale affermazione, il Sostituto Procuratore ha ritenuto di non poter sostenere validamente in giudizio l’accusa, ha chiesto l’archiviazione e, nonostante l’opposizione presentata dai genitori, alla fine il Giudice per le Indagini Preliminari di Modica, Elio Manenti, ha archiviato il procedimento. Ma se nel penale è richiesto, a tutela degli indagati, di provare “al di là di ogni ragionevole dubbio” il grado di colpa, nel civile la prospettiva è diversa e più favorevole alle parti offese, è sufficiente un elevato grado di probabilità, di qui la decisione dei genitori e di Studio3A, forti delle responsabilità comunque emerse anche nella consulenza tecnica della Procura, di procedere con una citazione in causa avanti il Tribunale civile di Ragusa, nel 2019, contro l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. Un’iniziativa per ottenere sia giustizia sia un equo e indispensabile risarcimento per le gravi lesioni subite dalla bambina, considerate le costose cure e la costante assistenza di cui avrà bisogno per tutta la vita: l’Asp non ha mai riscontrato le istanze in tal senso formulate da Studio3A per i propri assistiti.
Ma questo processo di fatto non è mai entrato nel vivo: si è svolta solo un’udienza, il 14 dicembre 2020, in cui il giudice, Sophie Battaglia, non ha ritenuto di ordinare un’ulteriore consulenza tecnica d’ufficio decidendo di utilizzare quella già esperita in sede penale e rinviando il procedimento all’udienza del 5 luglio 2021. Ma alla vigilia della nuova scadenza, il giudice, ritenuta appunto “la necessità di riorganizzare il ruolo di recente assegnazione, dando priorità alla decisione delle cause di più risalente iscrizione”, ha rinviato al 7 marzo 2022. Non bastasse, nei giorni scorsi è arrivata un’altra lettera fotocopia, è stavolta il rinvio è di più di un anno, al 20 febbraio 2023, e i familiari della bambina non ci hanno più visto.
La mamma e il papà di Miriam sono ben consapevoli delle difficoltà di organico in cui si dibattono gli uffici giudiziari di Ragusa, come del resto pressoché in tutta Italia, e per questo chiedono un intervento e un segnale direttamente alla Guardasigilli. “Chiediamo che il Ministro Cartabia si metta una mano sulla coscienza – spiegano – e ponga il Tribunale di Ragusa nelle condizioni di proseguire e portare a termine la nostra causa come del resto quelle di tanti altri cittadini siciliani che da anni aspettano una risposta dalla Giustizia”.




Percettori del reddito di cittadinanza impiegati per la collettività, a Floridia via ai Puc

Anche a Floridia i beneficiari del reddito di cittadinanza hanno “preso servizio”: avviati i primi progetti di utilità collettiva che prevedono, per qualche giorno al mese, l’impiego dei percettori del rdc in attività a favore della collettività. In totale, sono 84 i beneficiari del reddito coinvolti nei puc floridiani.
“I progetti che dovranno seguire sono diversi e tutti collegati alle loro attitudini personali”, spiega il sindaco Marco Carianni. “Una prima squadra è stata mandata alla villa Comunale per iniziare le attività di pulizia straordinaria; un’altra aiuterà i nostri vigili urbani davanti alle scuole, per favorire gli attraversamenti dei nostri ragazzi e la viabilità in prossimità degli istituti comprensivi; un’altra ancora si occuperà di fare delle commissioni a favore dei più anziani e, infine, un’altra si occuperà di fare la manutenzione generale degli spazi pubblici”.
Mentre nel capoluogo si attende ancora il passaggio in giunta per la partenza dei pimi Puc che impiegheranno circa 100 percettori del reddito di cittadinanza, in provincia hanno già dato diversi centri. Melilli è stato il primo, poi Augusta (5 progetti, 78 percettori); Canicattini e Noto; Avola (66 percettori); Priolo e adesso Floridia.




Destituito dalla magistratura, consulente a Priolo: il caso Musco fa arrabbiare Pd e Italia Viva

La decisione del Comune di Priolo di affidare un incarico di consulente all’ex pm Maurizio Musco non piace al Partito Democratico. E’ il segretario provinciale, Salvo Adorno, a mostrare tutto il suo stranimento per la scelta.
“Il dott. Musco è stato al centro di gravi vicende giudiziarie che riguardano la vita democratica della nostra provincia e che hanno portato alla sua destituzione dalla Magistratura. In questo contesto – scrive in una nota – pur nel rispetto dell’autonomia delle scelte delle amministrazioni comunali, il conferimento dell’incarico appare irrituale e inopportuno”.
A Musco, qualificato nel provvedimento del Comune di Priolo “giurista ambientale”, è stato conferito l’incarico di assistenza tecnico-giuridica in ordine alla individuazione ed elaborazione di un progetto per il finanziamento di “Proposte volte alla realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata”.
L’ex magistrato è finito coinvolto nell’inchiesta “Veleni in Procura” è stato condannato in via definitiva per abuso di ufficio (un anno e sei mesi), per una mancata astensione nella vicenda giudiziaria che riguardava l’iter di approvazione della piattaforma polifunzionale Oikoten. Musco è stato poi destituito dalla magistratura perchè – così ha motivato il Csm – avrebbe violato “consapevolmente e reiteratamente” l’obbligo di astenersi dalla trattazione di un procedimento penale che riguardava familiari e clienti dell’avvocato Pietro Amara, al centro di numerosi scandali, al quale Musco sarebbe stato legato da amicizia e ma soprattutto relazioni economiche.
Anche i coordinatori provinciali di Italia Viva, Alessandra Furnari e Saverio Bosco, criticano la decisione del Comune di Priolo. “Sulla vicenda si è detto che questa nomina sarebbe inopportuna, noi – scrivono Furnari e Bosco – riteniamo invece che sia il modo giusto per rinnovare, proprio in questi giorni, nella memoria degli abitanti del nostro territorio, il ricordo di ciò che per anni ha massacrato la nostra provincia; per ricordare le vicende che hanno influenzato le amministrazioni locali, le lotte e la resistenza che è stato necessario attuare ed i rischi che hanno corso tutti coloro che hanno tentato di portare alla luce quel sistema di potere che si articolava anche grazie alla corruzione all’interno dei Palazzi di Giustizia. Questo ricordo dovrebbe aiutarci a capire che ogni errore o corruzione del sistema, ogni diritto violato nei confronti di uno, è una dolorosa ferita per tutti coloro che nella giustizia e nella sua corretta amministrazione credono e se ciò non bastasse, deve farci ricordare che la mancanza di ‘prestigio dell’istituzione giudiziaria’ può colpire ognuno di noi come proprio dalle nostre parti è già successo e solo grazie all’impegno di magistrati onesti, istituzioni e cittadini, il pericolo di rimanere vittime di quel sistema è, almeno momentaneamente, scampato”.




Diga foranea di Augusta, via ai lavori da 50 milioni di euro. Ficara: “Esempio di operatività”

Con la consegna del primo stralcio, via ai lavori di rifiorimento e ripristino statico della diga foranea del Porto di Augusta. L’intervento riguarda la sezione originaria della struttura realizzata negli anni 30’ del secolo scorso, per recuperare la piena efficienza della struttura portuale e garantire la sicurezza della navigazione all’interno della rada. I lavori consistono nella ricostruzione della mantellata della diga foranea mediante la collocazione di massi artificiali, previa ricostruzione del nucleo con scogli naturali.
Per la realizzazione dell’opera è previsto l’allestimento di un’area di cantiere di circa 10.000 mq presso i piazzali del porto commerciale di Augusta.
Il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, Alberto Chiovelli, non nasconde la soddisfazione per la celerità dell’iter che ha portato alla consegna dei lavori. “Abbiamo lavorato alacremente per raggiungere questo risultato nei tempi previsti, ed è con grande orgoglio che possiamo dichiarare di avere raggiunto l’obiettivo grazie alla collaborazione di tutto lo staff coinvolto nel progetto. Una squadra vincente, si può quindi affermare”.
Si tratta di un appalto da oltre 50 milioni di euro, finanziato con fondi ministeriali nell’agosto 2020. “Non posso che ringraziare il commissario Chiovelli e tutta la macchina dell’AdSP che ha lavorato in questi mesi per rispettare tempistiche e raggiungere quest’ennesimo buon risultato”, dice invece il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il siracusano Paolo Ficara. “E’ un esempio concreto di operatività e servizio, a dispetto delle falsità lette negli ultimi mesi circa un immobilismo dell’Autorità portuale puntualmente smentito dai fatti degli ultimi due anni. Come le gratuite illazioni sulla mancanza di progetti finanziati o finanziabili, anche queste smentite dal lavoro svolto e consultabile da tutti grazie ad atti pubblici. Ancora adesso c’è chi non rinuncia a diffondere notizie non vere come l’assenza di progettualità, la non partecipazione ai bandi del Pnrr o alla conferenza dei servizi sulla bonifica della rada. Si può essere d’accordo o meno con l’operato di una determinata dirigenza, ma i fatti bisognerebbe riconoscerli altrimenti si fa solo allarmismo che mette in fuga possibili investitori, facendo male a tutto il territorio. Utile sarebbe voltarsi indietro e capire perché nei 30 anni precedenti non si è fatto (quasi) nulla, individuando le responsabilità politiche. Sulla situazione attuale, piaccia o no, lo sforzo progettuale presente e futuro è sotto gli occhi di tutti, con numerosi finanziamenti intercettati negli ultimi anni , compresi quelli del Pnrr. E poi cantieri attivi, altri in partenza, come quello affidato ieri”.