Niente albero più alto di Sicilia, luci spente a Palazzolo: “contrasti con il nuovo parroco”

Niente albero di luce più alto di Sicilia. La facciata della chiesa di San Sebastiano, a Palazzolo, non brillerà come tradizione. E questa volta il covid non c’entra nulla. Ad interrompere quella che era ormai una apprezzata consuetudine, ammirata da centinaia di visitatori, è una “divergenza di vedute” con il nuovo parroco.
Caso curioso ma che sta animando il dibattito a Palazzolo e – inevitabilmente – nel resto della provincia che si aspettava il ritorno dell’albero di luce più alto di Sicilia. E invece nulla.
In un manifesto firmato da “I ragazzi di San Sebastiano” e che è comparso in ogni angolo della cittadina montana si legge testuale che “l’albero di Natale più alto di Sicilia quest’anno non è stato allestito sulla facciata della basilica di San Sebastiano non per dissapori con l’attuale amministrazione comunale, bensì per i forti contrasti avvenuti con il nuovo parroco”. E sullo sfondo, la foto della facciata della chiesa illuminata negli anni scorsi dal disegno di luci. Quali siano stati questi “forti contrasti” non è stato meglio chiarito. Nessuna posizione ufficiale, al momento, da parte degli amministratori locali che confidano ancora nella possibilità di una pacifica soluzione. Invero piuttosto lontana.




Vittorio Brumotti e Striscia ad Augusta e il sindaco assicura: “manterremo le promesse”

Vittorio Brumotti, l’inviato del tg satirico Striscia La Notiza, continua ad “apparire” nel siracusano. Dopo le riprese realizzate nei parcheggi dei principali centri commerciali di Siracusa ed Avola, per sensibilizzare sul rispetto degli stalli riservati ai disabili, è andato a trovare questa mattina il sindaco di Augusta.
Con Giuseppe Di Mare hanno raggiunto un’area abbandonata dagli anni 80 e su cui è necessario avviare una opera di demolizione e riqualificazione, inclusa una massiccia bonifica, a causa dei rifiuti abbandonati. “Ho fatto una promessa a Brumotti e le promesse si mantengono”, ha scritto sui social il primo cittadino di Augusta, pubblicando una foto che lo ritrae con l’inviato di Striscia. Per l’area in esame, sono stati presentati dal Comune di Augusta progetti in parte già finanziati.




Pochi pagano le tasse locali a Rosolini, il Comune invia i solleciti: “Non è una vessazione”

Decine di avvisi di pagamento relativi a tributi locali, sono stati recapitati ai contribuenti di Rosolini. Il sindaco, Giovanni Spadola, parla di operazione di equità sociale dovuta ma assicura che “non ci saranno vessazioni da parte dell’amministrazione. Nessun pugno di ferro, ma come ogni cosa deve prevalere il buon senso”. Queste le parole del primo cittadino.
L’amministrazione comunale ha spiegato che i solleciti di pagamento, con relative sanzioni per i debiti tributari relativi agli anni arretrati, sono stati predisposti sotto la gestione del Commissario straordinario dell’Ente, Giovanni Cocco. Ciò non toglie, però, che il Comune abbia la necessità di recuperare i crediti maturati (Imu, Tari e Servizi idrici) alla luce del già dichiarato dissesto finanziario dell’Ente.
“Non intendiamo mettere alcuna pressione ai cittadini”, dice Spadola. “Troveremo per ogni utente moroso, e magari in difficoltà economiche, le dovute forme per rientrare. Siamo pronti a rateizzare i debiti fino al massimo che la legge ci consente, senza così dovere ricorrere alle ingiunzioni di pagamento. Senza le entrate dei tributi – conclude Spadola – non possiamo garantire i servizi indispensabili per la vivibilità della nostra città. Abbiamo già dimostrato di spenderci per il bene comune ed anche nel caso dei tributi continueremo ad essere dei buoni padri di famiglia”.




Videodocumentario “Le Pietre di Melilli”, venerdì la presentazione in basilica San Sebastiano

Continua il viaggio che svela i tesori nascosti della Sicilia, narrandone la storia e il cuore pulsante di arte e cultura attraverso la formula del video documentario culturale e musicale. Un nuovo racconto tra immagini, musica e territorio conduce ora lo spettatore alla scoperta di Melilli. Venerdì 10 dicembre, alle ore 18.00, nella Basilica di San Sebastiano, sarà presentato il video documentario “Le Pietre di Melilli”, nel suo primo episodio “Cava Pirrera di Sant’Antonio”, un unicum nel panorama del Mediterraneo. Protagonisti Roy Paci, Alfio Antico, Giulia Berretta e Manuela Ciunna, accompagnati dalla narrazione di Eliana Chiavetta.
Un progetto promosso dal Comune di Melilli, realizzato dall’Associazione culturale Sopra la Panca, insieme all’Associazione Fraxart Sicilia e Puntoeacapo Srl.
Sarà il sindaco Giuseppe Carta a presentare l’iniziativa, insieme al presidente del Comitato di Tutela e Valorizzazione del Territorio, Rosario Cutrona, alla presenza – tra gli altri – dei produttori esecutivi Nuccio La Ferlita e Ornella Pellingra, del regista Lino Costa. A coordinare la presentazione sarà Eliana Chiavetta.
In questa occasione sarà proiettato in anteprima il video e verranno diffusi i contributi degli artisti.




Impianti di depurazione e Ias, appello del sindaco Carta: “no modifiche alla legge”

Un appello alla deputazione regionale e al governo regionale affinché non vengano modificati i termini della legge regionale 8 del 2012, sulla gestione degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione. Parte dal sindaco di Melilli, Giuseppe Carta. “L’ordinamento in vigore garantisce la gestione degli impianti nei territori di competenza, fino al definitivo subentro dei competenti gestori unici. In assenza delle predette società di scopo, i Commissari liquidatori possono trasferire in concessione d’uso temporaneo gli impianti idrici, fognari e depurativi di proprietà dei Consorzi per le Aree di sviluppo industriale in liquidazione, al Comune che risulti maggior utilizzatore del relativo impiant. Le modifiche proposte prima in commissione e dopo in assemblea, invece, trasferirebbero le competenze preferibilmente al Comune nel cui territorio è ubicato l’impianto di depurazione. Nel caso di IAS – prosegue Giuseppe Carta – l’impianto rischierebbe di diventerebbe di competenza esclusiva del Comune di Priolo, tagliando fuori dalla gestione dei reflui cittadini e industriali Siracusa, Melilli e le aziende che ne usufruiscono, mortificando l’interesse globale della provincia e soprattutto l’interesse generale indiviso”.
Da qui l’appello alla deputazione regionale, “affinché vengano ritirate le modifiche in oggetto. Un eventuale nuova votazione, chiarisce chi è dalla parte del territorio e chi invece continua a mettere l’interesse di parte avanti a tutto. Ritengo – conclude il Sindaco Carta – che una gestione collegiale sia la più adatta a sviluppare piani di crescita e salvaguardia ambientale per il nostro territorio”.




Covid a Palazzolo, 39 positivi in pochi giorni. “Niente divisioni, il nemico è il virus”. VIDEO

Nel giro di pochi giorni, il numero dei positivi al covid a Palazzolo è passato da appena un paio di unità a 39 casi. Atteso l’esito di ulteriori tamponi che, nelle prossime ore, potrebbero fare ancora aumentare l’incidenza nella cittadina montana. Particolarmente esposto pare il mondo locale della scuola, con diversi casi che coinvolgono insegnanti e alunni. Eppure la cittadina vanta una delle più alte percentuali di vaccinazione della provincia: quasi l’85% della popolazione target.
“Il fatto di essere vaccinati non vuol dire che il covid non lo si prenderà mai”, si affretta a spiegare in un video il sindaco di Palazzolo, Salvatore Gallo. “Non voglio fare distinzioni e neanche creare preoccupazioni divulgando i numeri. Sono per la libertà di scelta e per me ho scelto la terza dose. Ma rispetto tutti. Vi chiedo però di stare attenti tutti, vaccinati e non”, il suo messaggio rivolto ai concittadini.
Poi l’invito ad evitare inutili contrapposizioni. “Non ci sono untori e non ci devono essere divisioni. Uniti contro il virus. Può sorprenderci anche se ci sentiamo sicuri. E ci toglie spazi e momenti a cui eravamo abituati. Volevamo fare l’Agrimontana e non abbiamo potuto. Volevamo fare i presepi viventi e non si può. Purtroppo oggi non dobbiamo prendercela tra di noi. Il nemico è il virus”.




I Fatti di Avola, 53 anni dopo ancora nessuna verità. Cannata: “Desecretare i fascicoli”

Ricordata oggi ad Avola la tragica uccisione di due braccianti, durante lo sciopero contro il caporalato. A 53 anni di distanza da quelli che sono noti in tutta Italia come “I Fatti di Avola”, cerimonia in contrada Chiusa di Carlo, alle porte della città, laddove morirono il 2 dicembre del ’68 Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia.
Cgil Cisl e Uil hanno presenziato all’evento con Roberto Alosi, segretario generale della Cgil, Pippo Linzitto del direttivo Fai Cisl ed Emanuele Sorrentino, segretario generale della Uil pensionati.
“In quest’area si consumò una esperienza di forte coraggio, di vita e rappresentò una lezione per la difesa dei diritti”, hanno ricordato i tre sindacalisti. “Dopo 53 anni si attende il risultato della politica, perché non si è fatto nulla per le famiglie e per la categoria più debole che rappresentiamo. Noi ci auguriamo sempre che venga fuori qualcosa. Parliamo alle istituzioni affinché dimostrino con i fatti vicinanza alle famiglie e permettere loro di andare avanti dignitosamente”.
Intanto, la deputata regionale Rossana Cannata (FdI) è tornata a chiedere di desecretare i fascicoli relativi a quei fatti. Lo fa con il sostegno della deputata nazionale di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, e dopo la stessa richiesta avanzata tre anni addietro dal presidente della Regione.
“È inspiegabile – spiega Rossana Cannata – che dopo 53 anni non sia ancora stata fatta chiarezza su uno degli eventi più tragici del nostro passato recente. Come si legge nell’interrogazione della deputata Varchi, la richiesta di desecretazione degli atti è un impegno dovuto nei confronti dei familiari delle vittime, ma soprattutto per rendere omaggio a chi, con le proprie battaglie, ha contribuito a rendere più dignitoso il lavoro agricolo, specialmente in questo momento di crisi. Una verità – conclude la vicepresidente della commissione regionale Antimafia – dovuta, perché i diritti e la dignità dei lavoratori restino una priorità della nostra società. Ieri come oggi”.




Una passeggiata nella natura per sollecitare l’istituzione del Parco degli Iblei

Una escursione nella natura per sollecitare l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. E’ la scelta di Legambiente Sicilia, FederParchi, FLAI CGIL Sicilia, Ente Fauna Siciliana, Lipu, Club Alpino Italiano, WWWF, Slow Food e Italia Nostra Sicilia. Le associazioni ambientaliste hanno organizzato per domenica 5 dicembre un’escursione naturalistica al Bosco Santa Maria, a Monte Lauro (Buccheri). Raduno alle ore 9.00 a Canicattini Bagni, in piazza Borsellino.
“Dopo anni dalla legge n.222 del 2007 che lo individua e un lungo iter di confronto e concertazione che ha visto coinvolti i territori di tre province e che, così com’è previsto, continuerà nelle prossime settimane, è stato promosso questo appuntamento in un percorso di conoscenza e apprezzamento delle tante bellezze delle aree previste nel perimetro del futuro Parco, che ne fanno uno dei più ricchi e importanti scrigni di biodiversità della regione”, si legge nella nota inviata alle redazione dalle associazioni.
“Riteniamo fondamentale l’istituzione del Parco degli Iblei perché darebbe un contributo estremamente significativo all’obiettivo europeo di avere nel 2030 il 30% del territorio e del mare tutelati e difesi, quindi anche in Sicilia”.
Guiderà l’escursione Paolino Uccello. Il bosco di Santa Maria ricade in territorio di Buccheri nel cuore del futuro parco degli Iblei, ad una quota di 900 s.l.m. Il bosco è famoso per la presenza di una piccola “cerreta”, unico esempio in tutto l’altopiano Ibleo.

foto dal web




Il sindaco di Priolo, medico, vaccinatore volontario: “Siero unico arma contro il virus”

Il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, medico da qualche anno in pensione, ha guidato da volontario quest’oggi la pattuglia di vaccinatori in servizio al Centro vaccinale del Cerica. Decine di inoculazioni, operate direttamente dal sindaco ai suoi concittadini, molti dei quali – curiosità – avevano espressamente chiesto la sua presenza.
Il sindaco Gianni ha colto l’occasione per ribadire l’importanza della vaccinazione. “Al momento – ha detto – è l’unico strumento a nostra disposizione per combattere il virus. Basti pensare che nel nostro paese le persone decedute finora a causa del Covid non erano vaccinate. Il vaccino, nella stragrande maggioranza dei casi, evita alla persona contagiata il ricovero in terapia intensiva e la morte”.




Telefoni cellulari per i detenuti trasportati con un drone: intercettato, scatta il sequestro

Brillante operazione della Polizia Penitenziaria di Augusta che ha sequestrato dei cellulari che stavano per essere introdotti all’interno del carcere, facendo ricorso ad un drone. L’apparecchio è stato intercettato e sequestrato: al suo interno c’erano 4 smartphone, un micro cellulare, 11 schede e due cavi carica batteria. Gli agenti di PolPen, individuato il drone, hanno atteso che venisse effettuata la consegna per poi intervenire. Colti così in flagranza i detenuti che erano destinatari del carico. “Determinante la sorveglianza disposta dalla Polizia Penitenziaria di Augusta in punti nevralgici della struttura. Così è stato possibile rilevare la presenza del drone all’interno del perimetro del carcere, nonostante le tenebre della sera”, spiegano il segretario del Sappe, Salvatore Gagliani.
Il drone, del tipo professionale, era capace di raggiungere importanti altezze di volo. Una “manna dal cielo” per i detenuti destinatari che possono condurre i loro illeciti traffici anche con l’esterno. E’ un fenomeno ormai conclamato quello del ricorso a questi apparecchi specie in strutture non di massima sicurezza. Per il sindacato Sappe è necessario creare un nucleo poliziotti penitenziari specializzati.