Nuovo caso di coronavirus a Priolo? La smentita del sindaco: "tampone negativo"

È dovuto intervenire il sindaco per rassicurare la popolazione di Priolo. Nel centro siracusano aveva preso a girare la voce secondo cui vi era un nuovo caso di coronavirus. Una indiscrezione che, di bocca in bocca, aveva iniziato a destare qualche preoccupazione in settimane in cui invece la provincia di Siracusa si conferma a contagio zero.
“Nessun caso di covid19 a Priolo”, ha detto il sindaco Pippo Gianno, utilizzando anche i canali social istituzionali per fugare ogni dubbio.
“La dipendente comunale di cui si è discusso in paese negli ultimi giorni ha effettuato questa mattina il tampone ed è risultato negativo”, le parole del primo cittadino che ha voluto così rassicurare i priolesi. “Vi invito comunque ad attenervi sempre alle misure di prevenzione”, ha aggiunto.




Amianto, sentenza ribaltata in appello: sciopero della fame per 10 lavoratori

Hanno avviato questa mattina la loro protesta i 10 lavoratori impiegati per anni in un sito con presenza di amianto. Uno sciopero della fame per contestare così la sentenza emessa due giorni fa, con cui vengono disconosciuti i loro diritti e benefici previdenziali legati all’esposizione alla pericolosa fibra. A pronunciarsi in tal senso è stata la Corte d’Appello di Catania che ha accolto le eccezioni presentate da Inps, ribaltando la sentenza di primo grado del Tribunale di Siracusa.
“Rischiamo di trovarci senza pensione e con soldi da restituire all’istituto di previdenza”, raccontano arrabbiati i lavoratori, poco distanti dallo sportello Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) presente a Priolo. “Chiediamo l’intervento della politica. Incredibile che si debba andare in Cassazione per una situazione chiara sin da subito, con la presenza di amianto certificata dal Ctu. Non può essere che passi la linea della maggiore importanza del bilancio dell’ente sulla salute dei lavoratori”, aggiunge Calogero Vicario, uno dei 10 in protesta. “Confidiamo nell’intervento del ministro del lavoro e di quello della giustizia”.
Ma al momento, l’unica voce è quella del sindaco di Priolo. “Ancorchè le sentenze non vadano criticate – ha commentato il Pippo Gianni – ritengo sia opportuno che i giudici riflettano e possano rivedere la sentenza. Anche se lo Stato è in difficoltà economica non può non tener conto di persone che per una vita hanno lavorato, mettendo a repentaglio la propria salute e che adesso vanno incontro a mesotelioma”.
I lavoratori, intanto, non si capacitano. “La sentenza è una condanna a morte, un’istigazione al suicidio. Da anni chiediamo un atto di indirizzo ministeriale per riconoscere in via amministrativa i diritti dei lavoratori”, aggiunge Vicario che è anche coordinatore Ona.




Basta camper e campeggiatori nell'area ex Espesi di Priolo, c'è il divieto

È stata interdetta ai campeggiatori abusivi ed ai camperisti la zona ex Espesi, a Marina di Priolo. Veniva utilizzata anche per pernottare.
Il provvedimento segue l’ordinanza del sindaco di Priolo, Pippo Gianni, che vieta l’utilizzo di tende e gazebo sulla spiaggia, per garantire le misure di distanziamento interpersonale.
Per l’area ex Espesi si parla anche di decoro e sicurezza.




Bimba si perde in spiaggia, attivato l'alert audio in tutta Marina di Priolo: trovata

Minuti di grande preoccupazione in spiaggia a Marina di Priolo. Una bimba si è allontanata dai genitori, senza poi riuscire a ritrovare la via del ritorno. Per agevolare le ricerche, è stato utilizzato l’impianto megafonico di emergenza di Protezione Civile, installato nel tratto ex Espesi fino alla postazione della Misericordia.
Grazie all’attivazione del sistema di allarme, molti bagnanti hanno partecipato alle ricerche, insieme ai bagnini.
In pochi minuti è stato così possibile rintracciare la piccola. Sana e salva, è stata riaccompagnata dai suoi genitori, per un abbraccio liberatorio.




Tassa di soggiorno, Noto la sospende per tutto il 2020: "aiuto per la ripresa del turismo"

Mentre a Siracusa fa discutere la decisione del Comune di re-introdurre la tassa di soggiorno (prima sospesa, ndr) a Noto la city tax viene sospesa fino alla fine del 2020. La decisione è stata ufficializzata nelle ore scorse dal sindaco, Corrado Bonfanti. “Fino al 31 dicembre 2020 la tassa di soggiorno a Noto non si paga”, spiega diretta Bonfanti che ha già dato mandato agli uffici comunali per prevedere tutti gli atti amministrativi opportuni per la sospensione dell’imposta di carattere locale a cui sono soggette le persone che pernottano sul territorio comunale.
“I nostri turisti – aggiunge Bonfanti – non dovranno più versare l’imposta alle strutture ricettive in cui sono alloggiati. E’ un’ulteriore iniziativa per favorire ancor di più la ripresa del turismo nella nostra città. Sarebbe stato opportuno aumentarla, dato che fino ad adesso abbiamo dimostrato che Noto ha grandi risorse e che ha saputo gestire bene tutta la crisi, anche quella più recente per mettere in sicurezza cittadini e turisti. In questo momento siamo infatti nelle condizioni di poter offrire sicurezza e bellezza contemporaneamente. Poi, però, si è deciso di abbinare questa ulteriore iniziativa alle altre già lanciate per rilanciare il turismo e ripartire: rinunciamo agli introiti e rendiamo ancor più appetibile l’offerta turistica”.




Avola e Priolo, i due comuni che hanno detto no a tende e gazebo in spiaggia

Avola e Priolo sono i primi due comuni della provincia di Siracusa che hanno vietato tende e gazebo in spiaggia. In questa estate in cui tutto è diverso e tutto è regolamentato, alla luce della necessità di garantire il contenimento dei contagi da covid-19, “solo” l’ombrellone pare garantire maggiore certezza di distanziamento sociale.
E così, seguendo le linee guida emanate dal Presidente della Regione, Avola e Priolo vietano tende e gazebo. “Si predispongono ad ospitare più persone sotto la propria copertura e non possono pertanto assicurare il distanziamento interpersonale previsto dalle linee guida”, viene spiegato dagli amministratori.
Negli altri grandi centri balneari della provincia (Siracusa, Noto, Pachino) la misura non è ancora stata adottata. Ma a lido di Noto ha fatto discutere il ricorso a droni anti-assembramento nel fine settimana mentre nel capoluogo è un susseguirsi indistinto di ombrelloni, tutti lungo le spiagge libere.




Palazzolo. Niente messe nella chiesa di San Paolo, sospese le celebrazioni

La festa di San Paolo 2020 a Palazzolo finisce qui. L’arcivescovo di Siracusa ha emesso un suo decreto con cui sospende ogni celebrazione nella chiesa di San Paolo. Niente messe, quindi. Ma le porte rimarranno comunque aperte ai fedeli.
Smentito ogni provvedimento a carico del parroco che anzi si è sempre mosso in piena intesa con la diocesi.
Ma dopo la semi-processione di ieri pomeriggio, nonostante i divieti e le norme vigenti, inevitabile era una simile decisione.
È stata una edizione particolarmente convulsa, questa. Il coronavirus ha richiesto adattamenti e misure che mal si sposano con grandi appuntamenti di piazza come è, ad esempio, San Paolo a Palazzolo. E pur comprendendo la grande devozione, si dovrà comunque prendere atto della necessità di evitare in futuro forzature che rischiano solo di compromettere la buona volontà di tutte le parti.
Nel decreto dell’arcivescovo si motiva la scelta di sospendere per il momento ogni celebrazione con “la difficoltà a gestire l’afflusso dei pellegrini nella chiesa di San Paolo, essendo state disattese le precedenti disposizioni in materia”.




San Paolo a Palazzolo, la difficile gestione in tempi covid di una grande devozione

Non era mai capitato che l’organizzazione di una festa patronale finisse al centro di una riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, in Prefettura. Ma in tempi di covid-19 anche questo è accaduto, con la festa di San Paolo a Palazzolo Acreide al centro di un educato tira e molla tra istituzioni e regole di contenimento dei contagi.
Ufficialmente niente svelata ieri, all’interno della chiesa del Santo. Ufficiosamente, a porte chiuse e con un numero ridotto di presenti, si è comunque proceduto. Il video è finito sui social ed ha alimentato il dibattito, già acceso a Palazzolo, dove non sono mancate forzature anche tra parroci e diocesi.
Al pontificale odierno c’era l’arcivescovo, Salvatore Pappalardo. Nessun accenno alle polemiche ma evidente è sembrata, ai più, della freddezza in alcuni rapporti istituzionali. Mentre la gente fuori – con le regole covid non potevano trovare tutti posto dentro – rumoreggiava per la distanza imposta con il Santo.
Per chi non ha mai vissuto la festa di San Paolo, è difficile spiegare il forte e totalizzante rapporto di devozione tra i palazzolesi ed il loro protettore. Una fede piena e condivisa che fa di Paolo il Santo che protegge da ogni male e quindi anche una sorta di barriera “sovrannaturale” contro il covid (per chi crede). Niente di paragonanile, sotto questo aspetto, con le feste pure molto sentite di San Sebastiano a Melilli, Sant’Alfio a Lentini e Santa Lucia a Siracusa, giusto per citare altri momenti di fede e devozione popolare quasi azzerati quest’anno dal coronavirus.
Quella di San Paolo è una festa già “difficile’ da gestire in tempi normali, per via della forte e continua partecipazione. Figurarsi quando di mezzo ci sono divieti di assembramento, mascherine e distanziamento.
In qualche modo si è trovata la quadra, con silenti intese e reciproche concessioni nella giornata odierna. Ma per il futuro (10 agosto) meglio ricordarsi dell’insegnamento ed evitare, ad ogni livello, strappi e forzature.
Dopo la presentazione dei bimbi alla statua del Santo, è uscita dalla chiesa anche una reliquia per un veloce giro della piazza. Un codazzo di devoti al seguito. E qui si avrà modo di discutere per giorni su mascherine e distanziamento. Intanto, quella passeggiata di devozione durata poco più di 30 minuti ha contribuito a rassenerare gli animi. Si pensi che, di solito, la processione con la statua del patrono impiega oltre un’ora e trenta per percorrere lo stesso tratto. La statua, questa volta, è rimasta in chiesa dove, a piccoli gruppi, sono stati fatti entrare i fedeli.
Guai a togliere San Paolo ad un palazzolese. Anche le antiche credenze mettono in guardia: se non si rispetta la promessa al Santo, cose terribili possono accadere.




Riapre ai visitatori la Villa del Tellaro con i suoi mosaici. Samonà: "Ineguagliabile bellezza"

Ha riaperto questa mattina i battenti la Villa del Tellaro di Noto. Dopo il lungo lockdown, un altro pezzo del parco archeologico di Siracusa torna ad accogliere i visitatori, anche se in numero massimo di 6 per volta. Con mascherina e guanti, come ricordano i pannelli all’ingresso. La villa è una importante testimonianza di residenza extraurbana della tarda età imperiale romana, con mosaici di particolare bellezza. L’ingresso, dalle 8.30 alle 18.15, è gratuito serve però la prenotazione, come da prescrizioni per il contenimento del covid. La prenotazione si effettua on-line attraverso l’App Youline, al sito https://youline.eu/laculturariparte.html.
“Con la riapertura della Villa del Tellaro – dice l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – la cultura continua a disvelare angoli di ineguagliabile bellezza della nostra Isola. L’impegno profuso dai responsabili dei Parchi e dei Musei Siciliani affinché a breve tutto il patrimonio dei beni culturali dell’Isola venga restituito alla pubblica fruizione, è testimonianza della volontà espressa dal Governo Musumeci di promuovere l’immagine di una Sicilia consapevole dell’immenso valore del proprio patrimonio culturale”.
Nel 2019 sono stati oltre 35.000 i visitatori che hanno ammirato la villa romana del Tellaro.




Augusta, molestie olfattive: le segnalazioni di Nose, i risultati di Arpa

Miasmi ad Augusta a fine maggio, Arpa Sicilia presenta i risultati delle sue indagini. Il 23 maggio 2020 sono pervenute tramite la app Nose ben 53 segnalazioni da Augusta. I cittadini hanno lamentato una sgradevole sensazione di malessere dovuta alle emissioni odorigene percepite soprattutto nel primo pomeriggio tra le 14:00 e le 16:00. La più “colpita” è risultata la zona Borgata.
Le analisi effettuate da Arpa Sicilia sull’aria prelevata a mezzo canister dalla Polizia Municipale di Augusta hanno rilevato oltre alla presenza di benzene, toluene, etilbenzene, e p-m-o-xilene, un’elevata concentrazione di stirene, pari a 313,6 μg/m3 (soglia olfattiva di 35 μg/m3 tratto da “Measurement of Odour Threshold by Triangle Odor Bag Metod” di Yoshio Nagata del Japan Enviromental Sanitation Centre).
Lo stesso campione d’aria è stato analizzato anche tramite spettrometria di massa con Airsense, per la determinazione dei composti solforati. Si sono rilevate concentrazioni di Isobutilmercaptano, pari a 14,97 μg/m3 (soglia olfattiva di 2 μg/m3 secondo il manuale APAT – Metodi di misura delle emissioni olfattive) e di dimetilsolfuro, pari a 3,50 μg/m3 (soglia olfattiva bassa pari a 2.5 μg/m3 e soglia olfattiva alta pari a 50,8 μg/m3 secondo il manuale APAT – Metodi di misura delle emissioni olfattive).
Pertanto, in particolare, lo stirene e l’Isobutilmercaptano possono avere causato le molestie olfattive segnalate dalla popolazione.
La presenza di alte concentrazioni di stirene in atmosfera durante il periodo nel quale è stato registrato il maggior numero di segnalazioni indica che la causa delle molestie olfattive è di origine antropica e legata ad attività di trasporto, produzione e stoccaggio di materiali industriali.
In particolare in merito ai prodotti trasportati dalle navi mercantili, Arpa Sicilia evidenzia che “alcuni additivi dei lubrificanti (lube oil), miglioratori della viscosità, sono copolimeri a base di stirene”. Complessivamente è comunque necessario uno specifico approfondimento, secondo la stessa agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.