Due positivi al coronavirus a Canicattini. "Attivate le procedure, cittadini restino a casa"

Arriva da Canicattini Bagni la conferma di altri positivi al coronavirus in provincia di Siracusa. Si tratta di due canicattinesi che nei giorni scorsi avevano accusato i sintomi del covid-19. “Per loro sono state attivate tutte le misure previste dalle autorità sanitarie”, spiega il sindaco Marilena Miceli.
Le autorità stanno ora ricostruendo la rete di contatti intrattenuti in queste ultime settimane per poter intervenire e fare scattare le misure di sicurezza.
Il rischio dell’arrivo del contagio in un piccolo centro come Canicattini Bagni, dov’è facile incontrarsi e mantenere rapporti di vicinato e amicali, preoccupa fortemente il sindaco.
“Invito con forza tutti i cittadini a restare a casa ed a rispettare rigorosamente i protocolli e le misure che sono state ordinate. Necessita uno sforzo maggiore da parte di tutti per stringere ancora di più le maglie della sicurezza per la prevenzione se si vuole uscire dall’emergenza e tornare alla normalità”.




Coronavirus, un caso anche ad Avola. La comunicazione del sindaco

Un caso di coronavirus accertato ad Avola. A dare la comunicazione ufficiale è stato il sindaco della cittadina, Luca Cannata. “I medici stanno ricostruendo la catena di chi ha avuto contatti con la persona positiva, che tra l’altro ha già informato tutti gli amici e parenti”, scrive sui suoi canali social. Si tratterebbe, secondo quanto riferisce in un video Cannata, di un giovane condotto in ospedale alla luce delle sue condizioni. Il primo cittadino spiega anche che è atteso l’esito di un secondo tampone eseguito su di un’altra persona con sintomi. “Continuiamo a rispettare le regole e restiamo a casa”, l’invito del sindaco di Avola.

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Coronavirus, il sindaco di Noto: "due casi, sono in ospedale ma stanno bene"

“Abbiamo due casi di coronavirus. Due netini ospedalizzati ma in miglioramento”. Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, conferma la positività di due uomini residenti nella cittadina barocca.
“Sono in ospedale ma non in terapia intensiva. Respirano autonomamente e, a parte la febbbre, non presentano al momento altri sintomi”, spiega in un video apparso sui canali istituzionali del Comune di Noto. I familiari dei due uomini stanno osservando il protocollo di quarantena fiduciaria.
Sono intanto 95 i netini di rientro dal nord che si sono registrati per l’autoisolamento.




Mascherine, il sindaco di Priolo: "se serve, le faranno le sarte"

Il sindaco di Priolo ha richiesto al Dipartimento Regionale di Protezione Civile 35.000 mascherine. “Una fornitura urgente, da consegnare in più riprese a tutta la popolazione residente nel territorio comunale”, spiega nel messaggio di sollecito il primo cittadino priolese.
Non è una voce isolata, la sua. D’intesa con il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha inoltrato richiesta per avere 200mila mascherine da distribuire nei vari comuni della provincia.
“Se non dovessimo avere notizie in tempi brevi – ha sottolineato Pippo Gianni – acquisteremo i tessuti necessari e, per conto del Comune, faremo realizzare le mascherine alle sarte locali”.

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Covid-19. Stanno meglio i due netini ricoverati, Bonfanti: "Respiratori e bonifica delle strade"

Migliorano le condizioni dei due cittadini netini ricoverati, in un caso perchè positivo al Coronavirus, nel secondo, in attesa dell’esito del tampone effettuato. A darne notizia è il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti attraverso la sua pagina Facebook. “Entrambi- annuncia il primo cittadino- sono in buone condizioni e non necessitano del’ausilio di presidi respiratori, dato certamente confortante, motivo di soddisfazione. L’auspicio è che possano presto tornare a casa”. Intanto, dalla notte, in azione i mezzi per la pulizia e igienizzazione di strade, vicoli e di tutte le contrade. Un servizio svolto dal Settore Igiene e dalla Protezione Civile. In questo modo, spiega Bonfanti, viene disinfettato ogni luogo del territorio comunale. Intorno all’ipotesi di fare dell’ospedale Trigona un Covid Hospital, intanto, si sviluppano una serie di prospettive collaterali. L’amministratore delegato di un’azienda del Siracusano avrebbe manifestato al sindaco l’intenzione di donare 20 caschi respiratori, che sarebbero utilizzati nel caso in cui le condizioni di eventuali pazienti siano meno serie rispetto a chi necessita della terapia intensiva. In tal modo, si lascerebbe libero lo spazio necessario per i pazienti in condizioni più serie. L’associazione Servizi degli Ultimi , invece, acquisterà un respiratore. “Mostrano evidentemente – commenta ancora Bonfanti- una sensibilità importante”. Infine un appello ai cittadini. “Molti hanno capito la serietà della situazione- conclude il primo cittadino di Noto- qualcuno non ancora. Eppure il rispetto delle norme emanate dal governo centrale e regionale è la chiave di svolta per risolvere tutto questo velocemente”.




Coronavirus, Palazzolo si affida alla Madonna Odigitria

Palazzolo si affida alla Madonna Odigitria. Il sindaco, Salvatore Gallo ha preso parte questa mattina alla cerimonia. Nei giorni del Coronavirus, la comunità palazzolese, come accaduto anche in altri luoghi della provincia e d’Italia, si rifugia nella fede, Qui di seguito il momento dell’affidamento. Per vederlo, clicca qui




Coronavirus, un caso anche a Noto. La famiglia in quarantena

“Anche a Noto c’è un caso di coronavirus. Il nostro concittadino è ora ricoverato a Siracusa, non in terapia intensiva, e la famiglia è posta in quarantena e si stanno adottando le necessarie iniziative”. Lo scrive sui suoi canali social il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti.
Da lunedì, intamto, saranno allestiti presso il Trigona circa 40 posti letto per i primi interventi destinati ai positivi di coronavirus. “E non appena arrivano le forniture dei macchinari necessari, 3/4 posti di rianimazione per i casi più gravi”.




Facciata della chiesa tricolore, Buccheri ringrazia medici e infermieri italiani

A Buccheri, la facciata della chiesa di Sant’Antonio si è tinta con i colori del tricolore. Un gioco di luci “per dire grazie ai medici, agli infermieri ed a tutto il personale sanitario che in questi giorni lottano senza tregua contro il mostro invisibile”, dice il sindaco della cittadina, Alessandro Caiazzo.




La mobilità ai tempi del coronavirus: in due in calesse a cavallo, stretti stretti

Dopo la spiaggetta di Calarossa, in Ortigia, con una ventina di persone distese a prendere il sole, arriva un’altra foto “curiosa” in tempi di coronavirus e mobilità ridotta. Ad Avola, due uomini sono stati immortalati seduti stretti, stretti uno accanto all’altro su di un calesse trainato da un cavallo.
Non hanno evidentemente resistito alla tentazione di un giretto in un bella giornata di sole. Le passeggiate all’aria aperta sono previste e ammesse nel provvedimento del governo, ma la distanza interpersonale tra i due uomini è praticamente inesistente, altro che almeno un metro.




Emergenza coronavirus, petizione online: riapre il Trigona di Noto come covid hospital

In poche ore ha raccolto più di 1.500 firme la petizione online lanciata dalla Rete Civica Salute Zona Sud sulla piattaforma di Change.org. Chiede la riapertura dell’ospedale Trigona di Noto per affrontare l’attuale situazione di emergenza, con i contagi da coronavirus in crescita anche in provincia di Siracusa.
Il Trigona di Noto – ricordano i promotori della petizione online – con la recente rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, è stato destinato alle patologie post-acute (geriatria, lungodegenza, medicina riabilitativa) nonostante una capienza di circa 330 posti letto. “Il Governo Regionale, per affrontare le criticità dovute all’epidemia di Coronavirus, ha predisposto un piano di intervento urgente per la realizzazione dei cosiddetti Covid-Hospital” e il Trigona potrebbe essere un valido rinforzo. Lo ha chiesto, peraltro, lo stesso sindaco di Noto, Corrado Bonfanti.
I covid-hospital sono stati individuati a Partinico, nell’ex ospedale di Catania, al Gravina di Caltagirone, al San Martino di Messina, al Cutroni di Pozzo di Gotto, in una parte dell’ospedale di Enna, al Maggiore di Modica ed in un piano dell’Umberto I di Siracusa.